Wall Street apre in rialzo in una giornata di acquisti diffusi per il Vecchio Continente. Contestualmente il Ftse Mib accentua il guadagno, posizionandosi intorno al +1,3% a 52.471 punti, spinto dallo sprint di Avio (+6,5%), da Moncler (+3,6%), Prysmian e Stellantis. In calo le utility e i petroliferi: Saipem perde l’1% e Eni lo 0,7%.
Spread Btp-Bund a 87 punti, cambio euro-dollaro a 1,1605.
I futures Usa consolidano al rialzo (+0,67% quello sul Dow Jones e +0,62% quello sull’S&P500 alle 14:40), il dollaro si rafforza (l’euro va sotto 1,16, a 1,1592, -0,16%), mentre il rendimento del Treasury Usa resta elevato al 4,95% con l’inflazione americana in aumento dello 0,4% su base mensile ad agosto, rispetto al precedente +0,1%. Il dato è in linea con le stime degli economisti. Invece su base annua ha registrato un +3,4%, un dato invariato rispetto al precedente e sempre in linea con le stime degli esperti. A Milano l’indice Ftse Mib accelera al rialzo (+0,94% a 52.296 punti) sempre grazie ad Avio +7%, Moncler +3,23% e Intesa Sanpaolo +2%.
Se il conflitto in Medio Oriente, ha avvertito il banchiere centrale Gabriel Makhlouf, «si dovesse protrarre rischierebbe di mantenere l’inflazione a livelli elevati per un lungo periodo, ma la Bce potrebbe anche danneggiare la crescita economica con un rialzo dei tassi di interesse molto più consistente». In molti si aspettano un ulteriore aumento dei tassi già a ottobre.
Le borse europee si confermano positive (Dax +0,65%, Cac40 +0,58%, Ftse100 +0,60% e Ftse Mib +0,70% a 52.172 punti alle 13:50 con Avio sempre in testa con un +7%, segue Moncler con un +2,7%) dopo una settimana condizionata dal rally del petrolio, dalla mossa restrittiva della Bce, dall'aumento dei rendimenti dei titoli di Stato (il Treasury Usa 10 anni rende il 4,95%) e dalle rinnovate tensioni geopolitiche.
Il controllo totale della costa del Mar Rosso e dello Stretto di Bab el-Mandeb da parte degli Houthi configura uno scenario di massima allerta per i mercati energetici globali, con il prezzo del Brent già schizzato oltre i 106 dollari al barile (l’11 settembre storna del 3,5% a 103,86 dollari al barile).
«La gravità della situazione risiede nel completo isolamento dell’Arabia Saudita. Se si osserva una cartina geografica, infatti, si noterà come l’Arabia Saudita abbia due sbocchi al mare, uno a est, nel Golfo Persico e quindi verso lo stretto di Hormuz, e un altro, a ovest, sul Mar Rosso», afferma Saverio Berlinzani, Chief Analyst di ActivTrades. «Con la chiusura dello stretto di Hormuz, Riad aveva dirottato circa il 70% del proprio export via terra verso il porto di Yanbu sul Mar Rosso. Ora che gli Houthi dominano militarmente l'intera costa e isole strategiche come Perim, viene di fatto impedito all’Arabia Saudita di inviare petrolio in occidente. Senza rotte alternative immediate, lo shock dal lato dell'offerta potrebbe spingere i prezzi strutturalmente al rialzo, alimentando nuove fiammate inflazionistiche globali».
I futures di Wall Street salgono mentre il petrolio scende (futures sul Brent -3,64% a 103,61 dollari al barile alle 12:45) in vista dei dati sull’inflazione americana. A Milano l’indice Ftse Mib si apprezza dello 0,77% a 52.207 punti sostenuto dall’exploit di Avio +7,75%, ma anche di Intesa Sanpaolo +1,8% e di Banca Mediolanum +1,6%.
Alle 14:30 italiane arriverà il dato che può decidere il prossimo movimento. Il Cpi di agosto è l'ultima lettura sull'inflazione americana prima della riunione della Fed della prossima settimana. A luglio l'inflazione headline era salita dello 0,1% su base mensile e del 3,4% annuo, mentre la core aveva segnato +0,2% mensile e +2,5% annuo. Il consenso vede la headline a +0,4% mensile e +3,4% annuale, mentre la core dovrebbe aumentare dello 0,2% mensile e rallentare dal 2,5% al 2,4% annuale.
L'energia sta quindi spingendo verso l'alto la parte più visibile dell'inflazione, mentre il passaggio al resto dell'economia resta il vero interrogativo. «Per questo oggi guarderei meno al 3,4% annuale e molto di più alla composizione del dato. Un core intorno allo 0,2%, accompagnato da un'accelerazione headline prevalentemente energetica, lascerebbe aperta la possibilità che lo shock rimanga relativamente circoscritto. Un core allo 0,3% o superiore, soprattutto con maggiore pressione nei servizi, darebbe invece al mercato qualcosa di molto più difficile da digerire: la prima evidenza che lo shock energetico sta iniziando a diffondersi», spiega Gabriel Debach, market analyst eToro. «Una lettura core allo 0,1% o inferiore offrirebbe infine al mercato obbligazionario l'argomento che oggi gli manca per provare a stabilizzarsi».
Con il Treasury decennale già vicino al 5% (al 4,94%), il mercato dovrebbe incorporare contemporaneamente petrolio più caro, maggior persistenza dell’inflazione e una Fed con meno spazio per restare ferma. I mercati attribuiscono già un 67% di probabilità a un rialzo già la prossima settimana. «Da questo punto di vista, Europa e Stati Uniti stanno sostenendo lo stesso esame a distanza di ventiquattro ore. Ieri la domanda era quanto la Bce sarebbe stata disposta a reagire a uno shock energetico. Oggi scopriremo quanto quello shock stia già entrando nell’inflazione americana», conclude Debach.
Con i futures Usa positivi (+0,56% quello sul Dow Jones e +0,59% quello sull’S&P500 alle 11:35), i mercati azionari europei restano in rialzo (+0,54% il Dax, +0,49% il Cac40, +0,42% il Ftse100 e +0,69% a 52.165 punti il Ftse Mib con Avio +6,7%, mentre Banca Mediolanum, FinecoBank, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Prysmian, Stm, Tim e Tenaris guadagnano oltre un punto percentuale).
Il rendimento del Btp 10 anni resta elevato al 4,37% così come quello degli Oat 10 anni al 4,435%, questo dopo che il ministro delle Finanze francese, Roland Lescure, ha avvertito che l’economia crescerà meno del previsto quest'anno e che il deficit/pil sarà superiore al 5%.
Le previsioni di crescita del governo per il 2026 sono state riviste dallo 0,7% allo 0,5%, pur mantenendo una previsione dell'1% per il 2027. Il peggioramento delle prospettive complica il compito del governo di far approvare nei prossimi mesi il bilancio 2027 in un parlamento profondamente diviso in vista delle elezioni presidenziali tra aprile e maggio del prossimo anno.
L’indice Ftse Mib consolida sul livello di 52.100 punti con Avio in testa +5,7%, seguito da Intesa Sanpaolo e Moncler, entrambi in rialzo dell’1,4%. Scattano anche Prysmian +1,25%, Tenaris +1,68% e Unipol +1,22%. Lo spread Btp/Bund scende a quota 86,2 punti base, in attesa in serata del giudizio di Fitch sull’Italia, ma il rendimento del Btp 10 anni sale al 4,37% (al 4,94% quello del Treasury Usa 10 anni).
Dopo il rialzo dei tassi di interesse di 25 punti base del 10 settembre, la Bce potrebbe dover aumentare ulteriormente i tassi d'interesse e portarli a un livello che freni moderatamente l'economia. È quanto ha affermato il membro del consiglio direttivo di Francoforte, Joachim Nagel, in un'intervista alla CNBC. Il presidente della Bundesbank ha aggiunto che le decisioni future della banca centrale dipenderanno dall'andamento dei prezzi dell'energia (il petrolio Brent resta sopra 105 dollari al barile) e che è troppo presto per fare congetture su qualsiasi mossa.
Borse europee in rialzo in avvio di seduta (Dax +0,31%, Cac40 +0,52%, Ftse100 +0,16% e Ftse Mib +0,64% a 52.140 punti). I rendimenti dei titoli di Stato restano sui livelli più elevati da almeno 20 anni: quello del Treasury Usa 10 anni sale al 4,95% e del Btp 10 anni al 4,39% (spread con il Bund in calo a 87,41 punti base). Gli operatori guardano alla possibilità di ulteriori rialzi dei tassi dopo che la Bce il 10 settembre ha aumentato il costo del denaro e rivisto al rialzo le proprie previsioni d'inflazione mentre i prezzi del petrolio restano elevati (future sul Brent -1,6% a 105,91 dollari al barile) a causa del protrarsi della guerra degli Stati Uniti contro l'Iran.
La combinazione di una Bce più aggressiva e dell'aumento dei costi energetici ha penalizzato i mercati obbligazionari dell'area euro, spingendo il tasso del decennale tedesco a nuovi massimi dal 2011 e quello del trentennale francese ai massimi dal 2003. Francoforte ha affermato che l'inflazione dovrebbe rimanere ben al di sopra dell'obiettivo del 2% per un periodo prolungato nell'Eurozona, con una crescita dei prezzi ancora prevista al 3% quest'anno ma ora stimata al 2,5% nel 2027, rispetto al 2,3% ipotizzato a giugno.
Il tono restrittivo adottato dall'istituto ha sorpreso molti analisti, che si aspettavano invece che la banca centrale avrebbe mantenuto un approccio più prudente e attendista. I mercati monetari prezzano ora circa 85 punti base di ulteriore inasprimento entro la fine del 2027, rispetto a poco meno di 70 mercoledì. Un rialzo dei tassi entro dicembre è integralmente incorporato nelle aspettative degli investitori.
Ora tocca alla Fed. In quest’ottica è importante monitorare alle 14:30 il dato sull’andamento dei prezzi negli Stati Uniti per capire se l'attuale livello dei tassi stia esercitando una pressione sufficiente sull'inflazione per riportarla all'obiettivo del 2%. I trader attribuiscono una probabilità del 70% a un rialzo dei tassi Fed nella riunione della prossima settimana.
Inoltre questa sera a mercati chiusi Fitch aggiornerà la propria valutazione sul merito di credito dell'Italia. L'agenzia ha attualmente un rating BBB+ con un outlook stabile, livello confermato nell'ultima revisione del 13 marzo dopo il rialzo da BBB a BBB+ deciso a settembre del 2025. Non sono attesi cambiamenti sul giudizio o sull'outlook, ma gli investitori guarderanno con attenzione alle valutazioni di Fitch sull'evoluzione dei conti pubblici, sulle prospettive di crescita e sull'impatto del recente aumento dei rendimenti obbligazionari sul costo del debito italiano.
Nella sua ultima revisione di marzo, aveva sottolineato come i punti di forza dell'Italia siano rappresentati da indicatori di governance relativamente solidi. Però aveva ribadito che il principale limite al rating resta l'elevato debito pubblico, pur prevedendo un graduale calo del rapporto debito/pil a partire dal 2027 grazie a surplus primari e disciplina fiscale.
La sterlina si rafforza nei confronti dell’euro a 0,8584. Il pil della Gran Bretagna nei tre mesi terminati a luglio 2026 è cresciuto dello 0,4%, rispetto ai tre mesi terminati ad aprile, ottava crescita consecutiva su base trimestrale. Il dato fa seguito alla crescita dello 0,4% nei tre mesi a giugno. Il contributo maggiore alla crescita è arrivato dal settore dei servizi, salito dello 0,6% nei tre mesi a luglio, dopo il +0,5% dei tre mesi a giugno. Sono invece calati sia il settore della produzione (-0,5%) e quello delle costruzioni (-0,5%). Su base mensile, il pil è cresciuto dello 0,4% a luglio 2026, dopo il +0,3% di giugno.
In miglioramento anche la produzione industriale e manifatturiera. la prima a luglio ha registrato una variazione positiva dello 0,2% su base mensile dopo il -0,2% del mese precedente e contro il -0,2% atteso dagli economisti. Il dato tendenziale ha registrato un aumento dello 0,6% dopo il -0,2% di giugno e rispetto al +0,2% del consenso. La seconda, su base mensile, ha evidenziato un aumento dello 0,9% contro il +0,2% stimato dagli esperti. +2,6% la variazione annua dal +0,5% del mese precedente.
Sul listino milanese Prysmian arretra dello 0,20% a 123,35 euro dopo aver raccolto sul mercato 850 milioni di euro con l’emissione di nuove azioni per finanziare parzialmente la maxi-acquisizione di Atkore annunciata a inizio agosto. Il prezzo finale del collocamento è stato di 121 euro per azione, con uno sconto di poco più del 2% rispetto alla chiusura del 10 settembre.
Mentre il cda di Unicredit (+0,88% a 84,54 euro) ha approvato all'unanimità di esercitare la delega dell'assemblea per un aumento di capitale senza diritto di opzione riservato all'ops su Commerzbank. Secondo Reuters il governo tedesco spingerà affinché Commerzbank mantenga la propria identità nazionale con una quotazione sul mercato azionario domestico e siano tutelati i posti di lavoro.
Quanto ai soci di Intesa Sanpaolo (+1% a 6,73 euro) il 10 settembre hanno dato il via libera all’aumento di capitale finalizzato all’opas su Mps. L’assemblea straordinaria ha approvato l’operazione con il 96,96% dei voti favorevoli, su un capitale votante pari al 63,9%.
Premiati i conti di Avio (+3,64% a 29,03 euro) che ha registrato una crescita a doppia cifra dei ricavi e dei profitti nel primo semestre del 2026 grazie all'incremento delle attività di produzione e sviluppo nel settore aerospaziale e della difesa. Il gruppo ha inoltre confermato le previsioni per l'intero anno.
Bene inoltre Buzzi, in rialzo dell’1,5% a 39,28 euro. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, nel corso dell’ultimo esercizio la cassaforte della famiglia piemontese del cemento, Fimedi, interamente posseduta da nove veicoli societari che fanno capo ai rami della dinastia di Casale Monferrato, ha avviato una riorganizzazione del portafoglio partecipazioni, investimenti che oltre al cemento vanno dall’energia eolica alla rete belga di cliniche veterinarie BeVet e al food (Zerbinati) e dalle moto ed e-bike (Fantic Motor e Motus Componenti) al più classico private equity (Eulero Capital).
Invece Orsero perde il 3,74% a 16,46 euro dopo aver pubblicato i risultati del primo semestre: ricavi pari a 860,5 milioni, in crescita dell'1,8% anno su anno, ebitda adjusted in calo a 45,6 milioni dai 48,4 milioni registrati nel primo semestre del 2025 e utile netto pari a 14,6 milioni anch’esso in contrazione rispetto ai 19,7 milioni dello stesso periodo del 2025, per effetto di una redditività operativa più bassa e dell’incremento delle componenti negative non ricorrenti legate a oneri per l'acquisizione del gruppo Trucco.
Infine, il cda di Trevi, in crescita del 3% a 4,79 euro, ha fatto sapere che l’offerta di Icop (-2% a 29 euro) non è conveniente per gli azionisti.
Borse europee attese caute in avvio di seduta (+0,02% il future sull’Eurostoxx50) con i prezzi del petrolio in calo ma ancora elevati a 106 dollari al barile (future sul Brent -1,48% a 106 dollari e sul Wti -1,20% a 101,24 dollari) dopo che gli Houthi hanno conquistano la strategica città portuale di Mocha e l'isola di Zuqar, sul Mar Rosso, mettendo le mani direttamente sullo stretto di Bab el-Mandeb, una delle rotte mondiali più importanti per il trasporto di petrolio dal Golfo verso il Mediterraneo.
Il controllo di Bab el-Mandeb rischia di allargare e aggravare il conflitto in Medio oriente e far salire4 ancora di più i prezzi del greggio a causa dei timori per possibili interruzioni delle forniture. Anche perché gli Houthi hanno conquistato pure l'isola di Zuqar. Quindi ora sono in grado di esercitare una coercizione marittima sulla rotta su cui l'Arabia Saudita, il maggior esportatore mondiale di petrolio, aveva fatto affidamento dopo che il conflitto Usa-Iran ha di fatto chiuso lo Stretto di Hormuz.
Proprio a causa del caro energia che si riflette sull’inflazione il 10 settembre la Bce ha alzato il costo del denaro di 25 punti base al 2,5%. Ora Barclays ha previsto che aumenterà di nuovo i tassi di interesse di 25 punti base a dicembre. Secondo i dati Lseg, gli operatori stanno ora scontando una probabilità del 93,9% che Francoforte proceda a un rialzo dei tassi di un quarto di punto a dicembre. La presidente, Christine Lagarde, parlerà alle 16, mentre alle 19 interverrà il capo economista di Francoforte, Philip R. Lane.
L’euro è poco mosso a 1,16093 dollari in attesa alle 8 della bilancia commerciale e della produzione industriale a luglio della Gran Bretagna, ma soprattutto alle 14:30 di un dato molto importante in chiave Fed: l’inflazione ad agosto. A seguire alle 16 l’indice sulla fiducia delle famiglie (Michigan) preliminare a settembre.
La svendita globale di obbligazioni spinge il rendimento del Treasury Usa a 10 anni vicino al 5% (al 4,95%), livelli visti alla fine del 2023, poiché i timori inflazionistici derivanti dal forte aumento dei prezzi del petrolio ben oltre i 100 dollari al barile e le probabilità di un aumento dei tassi negli Stati Uniti nel breve termine scuotono gli investitori. Si segnala inoltre che a mercati chiusi Dbrs si pronuncia sul debito sovrano dell’Irlanda, S&P e Fitch su quello della Spagna e sempre Fitch su quello dell’Italia.
Sul listino milanese attenzione a Prysmian che ha raccolto sul mercato 850 milioni di euro con l’emissione di nuove azioni per finanziare parzialmente la maxi-acquisizione di Atkore annunciata a inizio agosto. Il prezzo finale del collocamento è stato di 121 euro per azione, con uno sconto di poco più del 2% rispetto alla chiusura del 10 settembre.
Mentre il cda di Unicredit ha approvato all'unanimità di esercitare la delega dell'assemblea per un aumento di capitale senza diritto di opzione riservato all'ops su Commerzbank. Secondo Reuters il governo tedesco spingerà affinché Commerzbank mantenga la propria identità nazionale con una quotazione sul mercato azionario domestico e siano tutelati i posti di lavoro.
Quanto ai soci di Intesa Sanpaolo il 10 settembre hanno dato il via libera all’aumento di capitale finalizzato all’opas su Mps. L’assemblea straordinaria ha approvato l’operazione con il 96,96% dei voti favorevoli, su un capitale votante pari al 63,9%.
Conti per Avio che ha registrato una crescita a doppia cifra dei ricavi e dei profitti nel primo semestre del 2026 grazie all'incremento delle attività di produzione e sviluppo nel settore aerospaziale e della difesa. Il gruppo ha inoltre confermato le previsioni per l'intero anno.
Da monitorare inoltre Buzzi perché, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, nel corso dell’ultimo esercizio la cassaforte della famiglia piemontese del cemento, Fimedi, interamente posseduta da nove veicoli societari che fanno capo ai rami della dinastia di Casale Monferrato, ha avviato una riorganizzazione del portafoglio partecipazioni, investimenti che oltre al cemento vanno dall’energia eolica alla rete belga di cliniche veterinarie BeVet e al food (Zerbinati) e dalle moto ed e-bike (Fantic Motor e Motus Componenti) al più classico private equity (Eulero Capital).
Anche Orsero ha pubblicato i risultati del primo semestre: ricavi pari a 860,5 milioni, in crescita dell'1,8% anno su anno, ebitda adjusted in calo a 45,6 milioni dai 48,4 milioni registrati nel primo semestre del 2025 e utile netto pari a 14,6 milioni anch’esso in contrazione rispetto ai 19,7 milioni dello stesso periodo del 2025, per effetto di una redditività operativa più bassa e dell’incremento delle componenti negative non ricorrenti legate a oneri per l'acquisizione del gruppo Trucco.
Infine, il cda di Trevi ha fatto sapere che l’offerta di Icop non è conveniente per gli azionisti. (riproduzione riservata)