Il Ftse Mib ha chiuso in rialzo di quasi lo 0,8% a 49.664 punti. Tra i titoli migliori spicca Diasorin, che ha messo a segno il 5,5% di guadagno dopo i conti. Positive anche Prysmian (+3,2%), che ha toccato il massimo storico dei 156,9 euro per azione, e le utility, spinte dai rialzi del greggio. Saipem ed Eni hanno terminato le contrattazioni intorno al +3%, Enel al +2,7%.
In perdita i titoli legati alla difesa a seguito delle parole di Putin su una possibile de-escalation in Ucraina: Avio ha perso il 5,7%, Leonardo il 3,5% e Fincantieri l’1%, nonostante la guidance positiva. In rosso anche il lusso: Moncler ha ceduto il 5%, Brunello Cucinelli il 3,3%.
Spread Btp-Bund a 76 punti. Brent e Wti in rialzo rispettivamente del 2,5% a 103,8 dollari e del 2,36% a 97,7 $. Sul valutario, l’euro scambia a 1,1781 dollari.
Alle 15:30 il Ftse Mib accentua il rialzo e guadagna lo 0,6%. Denaro su Diasorin (+6%), Eni (+2,8%) e Saipem (+2,6%). In rosso i titoli legati alla difesa: Avio perde l’8,3% e Leonardo il 5%. Cala anche Moncler (-4%). Spread Btp-Bund a 75 punti.
Milano viaggia da sola e, in attesa dell’avvio di Wall Street (futures negativi), sale dello 0,2% a 49.397 punti. Al calo dei titoli della difesa come Leonardo (-4,9%) e di Fincatieri (-2,24%) fanno da contraltare Diasorin (+7,9%) ed Eni (+1,9%) che intende collocare due nuove emissioni obbligazionarie a tasso fisso in dollari statunitensi con durata di 10 e 30 anni sulla base di quanto deliberato dal cda il 2 aprile. L’operazione è volta a mantenere una struttura finanziaria equilibrata. I proventi verranno utilizzati per i fabbisogni generali del colosso oil.
Ma per Monica Defend, Head of Amundi Investimenti Institute, le obbligazioni societarie sono meno interessanti rispetto a un anno fa. «Nel 2025 il restringimento dei differenziali di credito negli Stati Uniti e nei mercati emergenti ha ridotto il potenziale dei rendimenti futuri», sottolinea Monica Defend. «Nonostante un carry ancora attrattivo, la fase di contrazione degli spread è da considerarsi conclusa, mentre emergono con maggiore evidenza i rischi di default sul medio periodo. Il credito mantiene il suo ruolo nei portafogli, ma richiede un approccio più selettivo e più sensibile alle valutazioni iniziali».
Nel mercato valutario il dollaro si è indebolito con l’euro che vale 1,17 (+0,10%) in attesa alle 16 del dato sulle vendite di case esistenti ad aprile negli Stati Uniti.
Piazza Affari continua a viaggiare contro corrente (+0,4% a 49.482 punti alle 13 con Diasorin sempre in testa con un +7,9% seguita da Saipem +2,18%) rispetto agli altri mercati europei nonostante il rischio geopolitico in aumento con la tregua a rischio in Iran (future sul Brent +2,67% a 103,99 dollari al barile). Lo spread Btp/Bund va sotto 74 a 73,6 punti base e l’euro rialzo la testa (+0,08% a 1,1769 dollari) dopo una prima parte della mattinata passata in sordina nei confronti del dollaro.
«I rendimenti azionari rimangono interessanti, ma sono più differenziati. Le aspettative sugli utili azionari sono migliorate, sostenute da un quadro macroeconomico più solido, dagli investimenti in conto capitale nell'ambito dell’AI e da venti favorevoli di settore, consiglia Monica Defend, Head of Amundi Investimenti Institute. «Tuttavia, l'attuale compressione dei premi al rischio va a erodere questi vantaggi in modo più consistente rispetto allo scorso anno. Il quadro regionale risulta, quindi, più eterogeneo. I mercati emergenti sono da preferire ai mercati sviluppati, ma all’interno di quest’ultimi Europa e Giappone mostrano una maggior attrattività rispetto agli Stati Uniti, dove la concentrazione e le valutazioni elevate rappresentano i vincoli principali».
Con i futures Usa poco sotto la parità, Francoforte si conferma debole (-0,02%), idem Parigi (-0,88%), meglio Londra (+0,2%) e Milano (+0,39% a 49.481 punti alle 11:50 grazie alle banche e soprattutto a Diasorin +9%, a Nexi +2,55% e a Stm +1,94%).
Il rendimento del Btp 10 anni sale al 3,79% (spread con il Bund a 74,4 punti base). La Bce, secondo un sondaggio di Bloomberg condotto tra il 4 e il 7 maggio, aumenterà i tassi di interesse due volte quest'anno, a causa dell'inflazione alimentata dalla guerra in Iran. Gli incrementi di un quarto di punto saranno a giugno e a settembre, in linea con le aspettative del mercato.
L'inflazione, nel frattempo, dovrebbe accelerare al 2,9% quest'anno, rispetto al 2,8% del sondaggio precedente. Gli analisti prevedono un rallentamento al 2,1% nel 2027 e il raggiungimento dell'obiettivo del 2% fissato dalla Bce nel 2028.
Nell'asta del prossimo 13 maggio il Tesoro offrirà Btp a 3, 7 e 20 anni per massimi 8 miliardi di euro. In particolare sarà offerta la nona tranche del Btp a 3 anni scadenza 15 marzo 2029 per un importo compreso tra 2,5 e 3 miliardi di euro, la terza tranche del Btp a 7 anni scadenza 15 giugno 2033 per un importo compreso tra 2,75 e 3,25 miliardi e l’undicesima tranche del Btp a 20 anni scadenza 1° settembre 2038 per un ammontare tra 1 e 1,25 miliardi.
Invece, in occasione dell'asta Bot di martedì 12 maggio, offrirà 10 miliardi di euro. Nel dettaglio, verrà offerta la prima tranche del Bot annuale scadenza 14 maggio 2027 per 8,5 miliardi e la terza tranche del Bot annuale scadenza 14 luglio 2026 (vita residua 2 mesi) per 1,5 miliardi di euro. In scadenza, ha ricordato Via XX Settembre, ci sono Bot annuali per 8,5 miliardi di euro.
L’indice Ftse Mib si risolleva dopo un avvio blando e segna un rialzo dello 0,22% a 42.497 punti alle 10:20 con Diasorin (+6,3%) e Stm sempre in testa (+2,49%), seguono Saipem (+1,65%) ed Eni (+1,32%). Il presidente Donald Trump si è affrettato a definire «inaccettabile» la risposta iraniana alla proposta di pace degli Stati Uniti, facendo impennare stamani i prezzi del petrolio (future sul Brent +2,28% a 103,60 dollari al barile) e del gas naturale europeo (+0,83% a 44,5 euro a megawattora), tra i timori che il conflitto possa protrarsi.
Lo shock mediorientale ha effettivamente rafforzato una serie di tematiche. La sicurezza energetica e gli investimenti nelle infrastrutture rimangono in primo piano. «Abbiamo assunto un atteggiamento sempre più positivo nei confronti dei servizi per i giacimenti petroliferi sin dall'inizio del 2026, quando la necessità di capacità e resilienza stava già diventando sempre più evidente prima del conflitto con l'Iran», afferma Tom O’Hara, Investment Director European Equities di Gam. «Lo stesso vale per l'energia, l'elettrificazione e le infrastrutture dati. Il settore della difesa si inserisce in questo stesso contesto strutturale, ma necessita di ulteriori catalizzatori per rafforzare la visibilità del ciclo.
La volatilità legata agli eventi geopolitici è sempre più determinata dalla struttura del mercato anziché da un cambiamento dei fondamentali sottostanti, spiega O’Hara. Consideriamo il de-grossing registrato a febbraio – quando il mercato ha iniziato ad anticipare lo scoppio della guerra – un esempio da manuale.
«Per gli investitori long-only, la distinzione tra volatilità e rischio rimane fondamentale. In molti casi, riteniamo che la prima abbia creato opportunità per rafforzare le posizioni laddove le prospettive di investimento a lungo termine siano rimaste invariate o siano in miglioramento», suggerisce l’esperto di Gam. «Il settore della difesa ne è un buon esempio. A nostro avviso, il contesto della domanda si sta rafforzando, il posizionamento si è riassestato e le valutazioni si sono ridotte. Ciò che manca, per ora, è un flusso costante di conversioni degli ordini che allinei il settore alla visibilità osservata nel settore dell'intelligenza artificiale e nei relativi investimenti».
Le borse europee sono deboli in avvio di seduta eccetto Londra (Dax +0,05%, Cac40 -0,5%, Ftse100 +0,22% e Ftse Mib -0,01% a 49.283 punti) dopo che il presidente Donald Trump ha definito «TOTALMENTE INACCETTABILE» la risposta arrivata dall'Iran alla proposta di pace degli Usa. Puntava sulla fine della guerra su tutti i fronti, in particolare in Libano, e poneva una richiesta di risarcimento per i danni di guerra, ribadendo la sovranità iraniana sullo Stretto di Hormuz.
In attesa, mercoledì 13 maggio, della visita del presidente Usa in Cina quando dovrebbe discutere di Iran, tra gli altri temi, con il presidente cinese, Xi Jinping, i prezzi del petrolio salgono di quasi il 4%, il dollaro si rafforza contro le altre valute, sostenuto da solidi dati sul lavoro negli Usa e dalla domanda di beni rifugio, e il rendimento del Treasury Usa 10 anni sale al 4,38%. Quello del Btp 10 anni al 3,77% con lo spread con il Bund in aumento a quota 73,24 punti base. Il Tesoro ha annunciato che nel collocamento a medio e lungo termine di mercoledì 13 maggio saranno a disposizione degli investitori fino a 7,5 miliardi di euro di Btp a tre, sette e venti anni.
La presidente della Bce, Christine Lagarde, ha assicurato che la banca centrale è in una buona posizione per affrontare l’aumento dell'inflazione dopo il rincaro dei prezzi del greggio. Mentre stamani il vicepresidente uscente della Bce, Luis de Guindos, in un'intervista pubblicata sul Financial Times, ha invitato i colleghi alla prudenza nel decidere su un rialzo dei tassi il mese prossimo, poiché la crescita è destinata a indebolirsi. Gli investitori si aspettano che la Bce alzi i tassi nella prossima riunione di giugno e ancora una o 2 volte entro la prossima primavera, per arginare l'aumento dell'inflazione.
Sul listino milanese spicca Stm con un +3,18% a 50,58 euro, con Sony salita dell’8,90% dopo l’annuncio della partnership strategica tra Sony Semiconductor Solutions e Tsmc per lo sviluppo di sensori di immagine di nuova generazione. L’operazione rafforza il posizionamento giapponese nella catena globale dei semiconduttori avanzati. Non è da meno Saipem con un +2,58% a 4,41 euro.
Tra le banche Intesa Sanpaolo perde lo 0,69% a 5,77 euro. I vincoli antitrust impediscono alla banca, data la sua leadership di mercato, di prendere in considerazione qualsiasi operazione di M&A riguardante la compagnia assicurativa Generali. Lo ha dichiarato l'ad di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, nella call sui risultati trimestrali.
Intanto Ca’ de Sass ha confermato l'outlook 2026 ritenendo un upgrade dopo soli tre mesi prematuro, ma l'ad ha indicato una prosecuzione dei trend favorevoli osservati a inizio 2026, con sorprese positive attese da margine di interesse e costi. Il Cfo, Luca Bocca, ha sottolineato che l'aumento del margine di interesse pronosticato per quest'anno sul 2025 sarà «significativo». Dopo i conti Barclays ha alzato il target price da 6,6 a 6,9 euro (ratig overweight), viceversa Morgan Stanley ha tagliato il rating da overweight a equal weight e il target price da 6,8 a 6,6 euro.
Mentre Delfin, che detiene partecipazioni in Generali (0,10% a 38,89 euro) e in Mps (-0,05% a 9,32 euro), difenderà la posizione secondo cui le deliberazioni dei soci approvate il 27 aprile sono conformi al diritto lussemburghese a fronte del ricorso presentato da Rocco Basilico, ha precisato la holding della famiglia Del Vecchio. Delfin ritiene che tale ricorso sia infondato e non possa incidere né sul trasferimento delle quote né sulle delibere regolarmente adottate. Leonardo Maria Del Vecchio è prossimo a formalizzare l'accordo raggiunto con la madre Nicoletta Zampillo per il trasferimento della nuda proprietà sulla quota del 12,5% in Delfin, mossa che lo proietta al 50% della holding.
E se Snam (-0,80% a 6,41 euro) ha concordato con un pool di 24 banche finanziatrici modifiche alle linee di credito che portano il tetto a 5,1 miliardi da 4 miliardi ed estendono la scadenza per il rimborso delle tranche A e B, rispettivamente, a fine 2028 e fine 2030, Tenaris (+0,94% a 25,68 euro) ha annunciato un accordo definitivo per l'acquisizione del 100% di Artrom Steel Tubes, produttore rumeno di tubature in acciaio, per un corrispettivo complessivo di 86 milioni di euro, su base cash-free e debt-free, dall'americana Glgh Steel.
Ancora meglio Diasorin con un +5,22% a 66,5 euro dopo aver chiuso il trimestre con ricavi pari a 287 milioni di euro, in calo del 3% a cambi costanti e un ebitda rettificato in contrazione del 13% a cambi costanti a 90 milioni di euro, con il margine al 31%. La società di diagnostica ha confermato la guidance 2026.
Nel settore del lusso Brunello Cucinelli scende dello 0,7% a 84,52 euro anche se Berenberg ha ribadito il rating buy e il target price a 120 euro sull’azione e Moncler dello 0,81% a 54,06 euro: il broker ha un rating hold e un target price a 57 euro. Infine, Exane Bnp Paribas ha tagliato il rating su Maire (-1% a 15,42 euro) da outperform a neutral, pur alzando il target price da 14 a 16 euro.
Borse europee attese caute in avvio di seduta (+0,02% il future sull’Eurostoxx50) come i futures Usa (-0,22% quello sul Dow Jones e -0,12% quello sull’S&P500) dopo che l’Iran ha respinto il piano statunitense per chiudere la guerra perché avrebbe significato la sottomissione di Teheran alle eccessive richieste di Donald Trump. Il presidente statunitense ha bocciato la risposta dell'Iran: «Non mi piace: TOTALMENTE INACCETTABILE! Vi ringrazio per l'attenzione dedicata a questa questione», ha scritto su Truth.
Di riflesso i prezzi del petrolio tornano a infiammarsi, anche se per quanto riguarda l’altro fronte caldo il presidente russo, Vladimir Putin, ha detto di ritenere che la guerra in Ucraina stia volgendo al termine. Le tensioni in Medio Oriente, invece, hanno riacceso i timori sull’offerta globale, mentre lo Stretto di Hormuz resta in gran parte chiuso, mantenendo il mercato petrolifero sotto pressione. Il future sul Brent sale del 4% a 105,38 dollari al barile e quello sul Wti del 4,68% a 99,89 dollari al barile.
La scorsa settimana entrambi i contratti avevano registrato perdite settimanali intorno al 6% per le speranze di una rapida conclusione del conflitto, ormai in corso da dieci settimane, che avrebbe consentito la ripresa del traffico petrolifero attraverso lo Stretto di Hormuz. «I prezzi oscillano violentemente a ogni commento, rifiuto o avvertimento proveniente da Washington e Teheran», ha dichiarato Priyanka Sachdeva, senior market analyst di Phillip Nova.
Trump è atteso a Pechino mercoledì 13 maggio e, secondo funzionari statunitensi, dovrebbe discutere anche del dossier iraniano con il presidente cinese, Xi Jinping. «C’è la speranza che riesca a convincere Pechino a usare la propria influenza sull’Iran per favorire un cessate il fuoco completo e una soluzione alle continue interruzioni nello Stretto di Hormuz», afferma Tony Sycamore, analista di IG. Negli ultimi due mesi il mondo ha perso circa un miliardo di barili di petrolio e i mercati energetici avranno bisogno di tempo per stabilizzarsi, anche nel caso in cui i flussi dovessero riprendere.
Secondo i dati di tracciamento marittimo di Kpler, la scorsa settimana altre due petroliere cariche di greggio hanno attraversato lo Stretto con i sistemi di localizzazione spenti, nel tentativo di evitare possibili attacchi iraniani. Un fenomeno che evidenzia la crescente necessità di proteggere le esportazioni di petrolio dal Medio Oriente. «Anche se lo shock petrolifero più acuto dovesse attenuarsi entro la fine del 2026, il rischio persistente di nuove interruzioni nello Stretto di Hormuz, le scorte ridotte e un coordinamento politico più debole continueranno a incorporare un premio geopolitico nei prezzi», prevedono gli analisti di Ing per i quali il Brent dovrebbe restare sopra 90 dollari al barile per tutto il 2026, per poi attestarsi in un intervallo compreso tra 80 e 85 dollari al barile nel 2027, grazie alla ripresa della domanda e alla graduale ricostituzione delle scorte.
Viceversa il prezzo dell’oro scende dopo aver chiuso la settimana precedente in rialzo, mentre il forte aumento del petrolio e il rafforzamento del dollaro statunitense hanno ridotto l’attrattiva del metallo giallo. Il prezzo dell’oro spot perde lo 0,8%, scendendo a quota 4.677,82 dollari l’oncia, anche il future sull’oro cede l’1%, attestandosi a 4.681,56 dollari.
Il metallo prezioso aveva guadagnato oltre il 2% la scorsa settimana grazie alle speranze di un accordo tra Stati Uniti e Iran. L’aumento del petrolio rafforza i timori che l’inflazione possa rimanere elevata a livello globale, costringendo le banche centrali, inclusa la Federal Reserve, a mantenere i tassi d’interesse alti più a lungo. Uno scenario che riduce l’interesse per asset privi di rendimento come l’oro.
Anche il dollaro si rafforza (l’euro flette dello 0,06% a 1,1752), sostenuto dai dati sul mercato del lavoro statunitense pubblicati la scorsa settimana, risultati superiori alle attese. Numeri che hanno consolidato l’idea che la Fed possa rinviare i tagli dei tassi di interesse. Un dollaro più forte rende l’oro più costoso per gli investitori che operano in altre valute. L’unico dato macro della giornata, dopo l'inflazione in Cina (ha registrato un incremento tendenziale dell'1,2% dal +1% del mese precedente), verrà pubblicato alle 16 e riguarda le vendite di case esistenti ad aprile negli Stati Uniti.
Sul listino milanese tra le banche occhio a Intesa Sanpaolo visto che i vincoli antitrust impediscono alla banca, data la sua leadership di mercato, di prendere in considerazione qualsiasi operazione di M&A riguardante la compagnia assicurativa Generali. Lo ha dichiarato l'ad di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, nella call sui risultati trimestrali.
Intanto Ca’ de Sass ha confermato l'outlook 2026 ritenendo un upgrade dopo soli tre mesi prematuro, ma l'ad ha indicato una prosecuzione dei trend favorevoli osservati a inizio 2026, con sorprese positive attese da margine di interesse e costi. Il Cfo, Luca Bocca, ha sottolineato che l'aumento del margine di interesse pronosticato per quest'anno sul 2025 sarà «significativo». Dopo i conti Barclays ha alzato il target price da 6,6 a 6,9 euro (ratig overweight), viceversa Morgan Stanley ha tagliato il rating da overweight a equal weight e il target price da 6,8 a 6,6 euro.
Mentre Delfin, che detiene partecipazioni in Generali e in Mps, difenderà la posizione secondo cui le deliberazioni dei soci approvate il 27 aprile sono conformi al diritto lussemburghese a fronte del ricorso presentato da Rocco Basilico, ha precisato la holding della famiglia Del Vecchio. Delfin ritiene che tale ricorso sia infondato e non possa incidere né sul trasferimento delle quote né sulle delibere regolarmente adottate. Leonardo Maria Del Vecchio è prossimo a formalizzare l'accordo raggiunto con la madre Nicoletta Zampillo per il trasferimento della nuda proprietà sulla quota del 12,5% in Delfin, mossa che lo proietta al 50% della holding.
E se Snam ha concordato con un pool di 24 banche finanziatrici modifiche alle linee di credito che portano il tetto a 5,1 miliardi da 4 miliardi ed estendono la scadenza per il rimborso delle tranche A e B, rispettivamente, a fine 2028 e fine 2030, Tenaris ha annunciato un accordo definitivo per l'acquisizione del 100% di Artrom Steel Tubes, produttore rumeno di tubature in acciaio, per un corrispettivo complessivo di 86 milioni di euro, su base cash-free e debt-free, dall'americana Glgh Steel.
Invece, Diasorin ha chiuso il trimestre con ricavi pari a 287 milioni di euro, in calo del 3% a cambi costanti e un ebitda rettificato in contrazione del 13% a cambi costanti a 90 milioni di euro, con il margine al 31%. La società di diagnostica ha confermato la guidance 2026. Nel settore del lusso occhio a Brunello Cucinelli su cui Berenberg ha ribadito il rating buy e il target price a 120 euro e a Moncler su cui ha un rating hold e un target price a 57 euro. Infine, Exane Bnp Paribas ha tagliato il rating su Maire da outperform a neutral, pur alzando il target price da 14 a 16 euro. (riproduzione riservata)