I futures di Wall Street restano contrastati (+0,17% quello sul Dow Jones e -0,05% quello sull’S&P500). Anche le borse europee sono miste: Dax +0,01%, Cac40 -0,03%, Ftse100 +0,16% e Ftse Mib +0,62% a 52.706 punti alle 14:40 con Nexi super star con un +6,4% con volumi boom: 16,4 milioni di pezzi passati di mano finora; bene anche Amplifon e Stellantis entrambe con un +2%. Sotto pressione Leonardo e Diasorin.
L’euro ripiega a 1,1424 dollari (-0,03%). L'Eurozona avrebbe potuto registrare una crescita migliore e prospettive d'inflazione più favorevoli rispetto alle previsioni se le ostilità in Medio Oriente non fossero riprese, ha sottolineato il membro del consiglio direttivo della Bce, Yannis Stournaras.
La sospensione della guerra in Iran il mese scorso ha innescato un netto calo dei prezzi del petrolio (+0,28% a 76,51 dollari al barile il future sul Brent il 10 luglio), con una conseguente riduzione dell'inflazione complessiva. «Questi sviluppi, se fossero proseguiti, avrebbero potuto portare a una crescita più elevata e a un'inflazione più bassa rispetto alle previsioni precedenti», ha affermato Stournaras. «Le ostilità sono riprese, quindi siamo tornati al punto di partenza».
A Milano l’indice Ftse Mib sale dello 0,46% a 52.623 punti alle 13:30 con Nexi (+5,12%) in testa, seguita da Amplifon, Mediobanca, Unipol, Tenaris e Moncler, tutte in rialzo di oltre un punto percentuale. Stona Diasorin (-2,7%) che riporterà i risultati del secondo trimestre il 31 luglio. In coerenza con i messaggi forniti dal management in occasione sia dei risultati del primo trimestre che della presentazione del business plan al 2030, Equita si attende un trimestre ancora debole con una crescita organica del fatturato del +2,5% (-3% nel primo trimestre) a 310,8 milioni e con un ebitda margin adjusted in contrazione di 280 punti base anno su anno al 32,2%. L’ebitda adjusted è stimato a 100,1 milioni (-6,4%, a causa delle spese upfront soprattutto per la forza commerciale in Usa dedicata al Liaison Nes.
«A nostro avviso, la guidance 2026 rimane sfidante, richiedendo una forte accelerazione nel secondo semestre anche solo per centrare la parte bassa: stimiamo un fatturato organico da flat nel primo semestre a low double digit nel secondo. Tuttavia», prosegue Equita, «considerando la conferma della guidance con la presentazione del business plan a maggio e che le attese della società sono altamente dipendenti dall'andamento della stagione respiratoria tra il terzo e il quarto trimestre, riteniamo ragionevole che con i risultati del secondo la guidance venga confermata. Noi rimaniamo leggermente più bassi rispetto alla guidance: fatturato a cambi costanti +5/+6% contro la nostra stima di un +4,5% ed ebitda margin al 32/33% contro la nostra stima del 32,3%», conclude Equita che sul titolo Diasorin ha un rating hold con un prezzo obiettivo a 70 euro.
Lo spread Btp/Bund si stabilizza a 77,7 punti base con il rendimento del Btp 10 anni in flessione al 3,83%. Nei primi tre mesi del 2026 il pil italiano è cresciuto dello 0,3% in termini congiunturali, a fronte di una flessione dello 0,2% dell'area euro. La crescita acquisita per il 2026 si attesta allo 0,6%, ha indicato l'Istat, notando che le prospettive dell'economia mondiale restano incerte, sebbene lo scenario geopolitico abbia mostrato un miglioramento rispetto alle forti tensioni di inizio anno.
«Nonostante l'ampia riduzione dei costi energetici nel periodo più recente, gli effetti sistemici della guerra tra Stati Uniti e Iran continuano a pesare», ha rilevato l'Istat nella Nota sull'andamento dell'economia maggio-giugno 2026. «L'inflazione globale rimane elevata, spingendo la Fed a mantenere i tassi elevati e la Bce a optare per un aumento dei tassi dello 0,25% a giugno. L'impatto sull'economia reale rimane di difficile valutazione, e i mercati internazionali si trovano a dover ancora scontare gli effetti di una politica monetaria che si preannuncia restrittiva più a lungo di quanto atteso».
Nonostante i futures Usa contrastati a Milano l’indice Ftse Mib sale dello 0,51% a 52.700 punti alle 12:20 grazie alla corsa di Nexi (+4,58%). la società pubblicherà i risultati del secondo trimestre il prossimo 29 luglio. «Ci attendiamo una sostanziale conferma dei messaggi e trend indicati durante i risultati del primo trimestre. Più nel dettaglio stimiamo ricavi a 917 milioni, +1% anno su anno, un ebitda adjusted a 477 milioni, -1%, con un margine al 52,1%, -120 punti base anno su anno, un utile netto adjusted nel primo semestre a 328 milioni, -1%, e un free cash flow a 352 dai 407 milioni del primo semestre 2025», afferma Equita.
La Sim ritiene anche che la guidance 2026 verrà reiterata: ricavi +2% anno su anno, ebitda adjisted sostanzialmente stabile, free cash flow di 750 milioni. Per raggiungere le stime 2026, «il secondo semestre dovrebbe vedere un’accelerazione dei ricavi a +3% anno su anno e un ebitda sostanzialmente stabile/lievemente negativo anno su anno. Confermiamo hold con un target price a 3,10 euro sull’azione», aggiunge Equita.
Lo spread Btp/Bund scende a 76,7 punti base dopo l’asta di Btp in cui il Tesoro ha collocato complessivamente 7,5 miliardi di euro. Nel dettaglio, il rendimento lordo del nuovo benchmark 15 settembre 2033 cedola 3,35%, assegnato per 3,5 miliardi, è sceso al 3,5%, il livello più basso da metà marzo, rispetto al 3,55% sul titolo giugno 2033 in asta a metà maggio. Il rendimento della terza tranche del Btp a 3 anni settembre 2029 cedola 3%, piazzato per 2,5 miliardi, è stato pari al 2,98% dal 3,03% del collocamento di metà giugno. Quello della quarta riapertura del Btp a 15 anni ottobre 2041 cedola 3,95%, assegnato per 1,5 miliardi, è calato al 4,23% dal 4,27% di metà aprile.
I prezzi del petrolio sono in leggero calo, pur apprestandosi a chiudere la settimana in rialzo, con la ripresa degli scontri tra Stati Uniti e Iran che ha interrotto il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz alimentando i timori di interruzioni delle forniture. Il future sul Brent scende dello 0,16%, a 76,18 dollari il barile e quello sul Wti dello 0,21% a 71,93 dollari. Il primo si avvia a un rialzo settimanale del 5% e il secondo del 4%. L'Agenzia internazionale dell'energia ha comunicato che la recente escalation delle ostilità tra Stati Uniti e Iran potrebbe stravolgere le sue previsioni per il prossimo anno relative a un significativo surplus sul mercato petrolifero.
A Milano l’indice Ftse Mib accelera al rialzo, spunta un +0,42% a 52.601 punti alle 10:30, sostenuto soprattutto da Nexi (+2,45%), Mediobanca (+1,4%), Stellantis (+1,72%) e Amplifon (+1,65%). L’euro sale dello 0,05% a 1,1434 dollari e lo spread Btp/Bund scende a quota 77,8 punti base. A maggio l'indice della produzione industriale in Italia è diminuito dello 0,3% rispetto ad aprile. Al netto degli effetti di calendario, l'indice generale è aumentato in termini tendenziali dell'1,1%. L’Istat ha ricordato che i giorni lavorativi di calendario sono stati 20 contro i 21 di maggio 2025.
«I dati di maggio registrano un’inversione di tendenza su base mensile e i beni di consumo segnano performance ancora molto negative, in diminuzione per il sesto mese consecutivo», ha commentato il Codacons. In particolare per i beni di consumo durevoli si registra un maxi-crollo verticale con una flessione che, su base annua, raggiunge il -9,9%, mentre per quelli non durevoli il calo è del -1,9%.
Nella media dei primi 5 mesi dell’anno, i beni di consumo sono in flessione del -2,9% rispetto allo stesso periodo del 2025. «Dati che risentono della crisi attuale legata alla guerra in Medio Oriente e che potrebbero sensibilmente peggiorare per effetto della situazione economica internazionale e delle nuove tensioni sullo stretto di Hormuz, che sta portando ad una repentina salita dei prezzi energetici», avverte il Codacons. «Un quadro che si aggiunge a quello già negativo che ha contraddistinto l’industria italiana nell’ultimo anno, e che rischia di avere ripercussioni pesantissime per la nostra economia».
Borse europee in leggero rialzo in avvio di seduta (+0,02% il Dax, +0,06% il Cac40, +0,25% il Ftse100 e +0,35% a 52.565 punti il Ftse Mib). Mentre i prezzi del petrolio si sono stabilizzati (-0,20% a 76,15 dollari al barile il future sul Brent), ma rimangono vicini ai massimi delle ultime sette settimane, riflettendo i timori di un fallimento dell'accordo tra Stati Uniti e Iran volto a porre fine al conflitto tra i due Paesi. Secondo Jefferies, i prossimi due giorni saranno cruciali per capire se si assisterà a un'ulteriore escalation oppure se si è trattato semplicemente di un'altra dimostrazione di forza da parte degli Stati Uniti.
Lo spread Btp/Bund è stabile a quota 77,8 punti base. I rendimenti dovrebbero risultare poco mossi nell'asta di Btp in calendario in mattinata, in cui il Tesoro mette a disposizione un massimo di 7,5 miliardi di euro, compreso il nuovo Btp a sette anni con scadenza 15 settembre 2033.
Il tasso del tre anni 15 settembre 2029 scambiava il 9 luglio attorno a 3,06%, molto vicino al 3,03% del collocamento di metà giugno (quando è stato l'unico titolo offerto per via del sindacato dual-tranche sulle linee a sette e 30 anni del 9 giugno); quello del nuovo titolo a sette anni valeva poco più del 3,5%, allineato al 3,51% segnato in asta a metà aprile dal precedente titolo con scadenza 15 giugno 2033; infine il rendimento del 15 anni valeva 4,29%, rispetto a 4,27% ottenuto in asta a metà aprile.
L’euro sale leggermente a 1,1438 dollari (+0,08%). L’inflazione in Germania è scesa al 2,3% a giugno dal 2,6% di maggio, in base a quanto comunicato dall'Ufficio federale di statistica. Su base mensile, i prezzi al consumo sono diminuiti dello 0,3%, in linea con la lettura preliminare.
Sul listino milanese Unicredit che riunisce il cda dopo l’ops su Commerzbank scende dello 0,02% a 81,9 euro. Il board, secondo MF-Milano Finanza, potrebbe esaminare lo scenario strategico nella fase due del risiko. Nel radar il risiko nazionale, tra la ex Popolare di Bari e il dossier Banco Bpm (+0,45% a 15,54 euro).
Meglio Nexi (+1,78% a 3,77 euro) e Fincantieri (+0,81% a 11,77 euro) che ha annunciato la firma di due memorandum of understanding con le società cantieristiche croate Brodotrogir Cruise e Iskra Shipyard nell’ambito del programma di Corvette Multi Ruolo promosso dal ministero della Difesa della Repubblica di Croazia. Restando nel comparto della difesa Jefferies ha alzato il rating di Leonardo (+0,36% a 52,38 euro) da hold a buy e il target price da 62 a 68 euro.
Quanto a Italgas (+0,42% a 9,98 euro), Moody's ha modificato da stabile a positivo l'outlook sull’utility e sulla sua controllata Italgas Reti. Contestualmente, ha confermato il rating a lungo termine Baa2. La decisione, ha spiegato l'agenzia di rating, «segue la pubblicazione da parte di Italgas del suo piano strategico 2026-2032, che prevede una crescita significativa della base di attività regolamentate (Rab) e un sostanziale incremento dell'ebitda nell'arco temporale del piano». L'outlook positivo riflette «la nostra aspettativa che Italgas manterrà una solida performance operativa e continuerà a rafforzare il suo profilo finanziario nei prossimi anni, potenzialmente supportando un rating più elevato».
In evidenza poi Saipem (+1,40% a 4,47 euro) visto che JP Morgan ha una partecipazione potenziale del 4,71% nella società di servizi e soluzioni per il settore energia e infrastrutture. È quanto è emerso dalle comunicazioni della Consob relative alle partecipazioni rilevanti, dove viene segnalato che l'operazione risale al 1° luglio. In particolare, l'1,83% sono diritti di voto riferibili ad azioni, lo 0,23% sono obbligazioni convertibili, il 2,65% sono swap con cash settlement.
Sempre JP Morgan ha una quota potenziale pari al 4,32% in Bff Bank (+2,39% a 3,25 euro), società attiva nella finanza specializzata. In questo caso l’operazione risale al 3 luglio. In particolare, il 4,12% sono diritti di voto riferibili ad azioni, mentre lo 0,20% sono swap con cash
Mentre Morgan Stanley ha una quota potenziale pari al 5,35% in Italmobiliare (+0,35% a 28,55 euro), holding della famiglia Pesenti. L’operazione risale all'1° luglio. In particolare, il 2,67% sono diritti di voto riferibili ad azioni, mentre il 2,68%
Infine, H-Farm (-0,9% a 0,22 euro), piattaforma di innovazione quotata sull’Egm, ha reso noto che l'aumento di capitale si è concluso positivamente con l'integrale sottoscrizione delle 26.435.815 azioni di nuova emissione, per un controvalore di 7,93 milioni di euro.
Durante il periodo di offerta in opzione delle nuove azioni sono stati esercitati 175.557.412 diritti di opzione e, conseguentemente, sono state sottoscritte 23.186.828 nuove azioni, pari al 87,71% del totale, per un ammontare di 6,956 milioni di euro. I residui 24.599.473 diritti di opzione non esercitati sono stati offerti sul mercato e interamente venduti il 7 luglio. All’8 luglio sono state sottoscritte tutte le residue 3.248.987 nuove azioni per un ammontare pari a 974.696,10 euro.
Borse europee attese in calo in avvio di seduta (future sull’Eurostoxx50 -0,22%), in linea con i futures Usa (-0,07% quello sul Dow Jones e -0,16% quello sull’S&P500). Un funzionario statunitense ha dichiarato che Washington resta impegnata a trovare una soluzione con l'Iran e che i colloqui tecnici stanno proseguendo. Dunque gli sforzi diplomatici proseguono: il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha incontrato i suoi omologhi di Arabia Saudita, Oman e Turchia, nel tentativo di evitare un ulteriore allargamento del conflitto.
Ma i media statali iraniani hanno segnalato esplosioni in diverse zone dell'Iran. Funzionari statunitensi hanno, però, riferito ad Al Jazeera che le forze armate Usa non hanno effettuato alcun attacco in Iran nelle ultime ore. È possibile che l’artefice sia Israele, ha affermato Dan Grazier, ex ufficiale del Corpo dei Marines degli Stati Uniti, intervistato dalla stessa emittente. Proprio Israele ha condiviso con gli Usa informazioni di intelligence riguardanti un nuovo presunto complotto dell'Iran per assassinare il presidente statunitense, Donald Trump, secondo il Wall Street Journal.
Con la nuova escalation in Medio Oriente i prezzi del petrolio continuano a salire, anche se le esportazioni di greggio attraverso lo Stretto di Hormuz non hanno ancora subito interruzioni significative, attenuando i timori di uno shock prolungato dell'offerta. Il future sul Wti sale dello 0,32% a 72,31 dollari al barile e quello sul Brent dello 0,33%, a 76,55 dollari al barile dopo aver guadagnato quasi l'8% nei giorni precedenti, per i timori che il conflitto possa trasformarsi in una più ampia crisi regionale dell'approvvigionamento di greggio.
L'Iran ha risposto con attacchi missilistici e mediante droni contro Paesi alleati degli Stati Uniti, tra cui Bahrein, Kuwait, Qatar e Giordania, dando vita a uno degli scambi di ostilità più estesi dall'accordo provvisorio raggiunto il mese scorso. L'ultima escalation segue gli attacchi contro diverse navi commerciali avvenuti all'inizio della settimana nello Stretto e nelle aree circostanti, episodi che hanno spinto molte compagnie di navigazione a rinviare o riconsiderare il transito attraverso uno dei più importanti punti di passaggio del petrolio al mondo.
Secondo gli analisti di Anz, l'ultima escalation ha riportato una parte del premio per il rischio geopolitico nei prezzi del petrolio, ma il mercato ha finora evitato di incorporare uno scenario di shock duraturo dell'offerta, poiché le infrastrutture petrolifere e gli impianti di esportazione del Golfo rimangono in gran parte operativi. Gli esperti ritengono che un'eventuale interruzione del traffico delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, più che gli scontri militari, rappresenterebbe il principale fattore in grado di innescare un nuovo deciso rialzo delle quotazioni del greggio.
L’euro è stabile a 1,1436 dollari in attesa alle 8 dell’inflazione armonizzata a giugno finale della Germania e alle 8:45 di quella della Francia, mentre alle 10 tocca alla produzione industriale a maggio dell’Italia.
Sul listino milanese occhio a Unicredit che riunisce il cda dopo l’ops su Commerzbank. Il board, secondo MF-Milano Finanza, potrebbe esaminare lo scenario strategico nella fase due del risiko. Nel radar il risiko nazionale, tra la ex Popolare di Bari e il dossier Banco Bpm.
Invece Fincantieri ha annunciato la firma di due memorandum of understanding con le società cantieristiche croate Brodotrogir Cruise e Iskra Shipyard nell’ambito del programma di Corvette Multi Ruolo promosso dal ministero della Difesa della Repubblica di Croazia.Restando nel comparto della difesa Jefferies ha alzato il rating di Leonardo da hold a buy e il target price da 62 a 68 euro.
Quanto a Italgas, Moody's ha modificato da stabile a positivo l'outlook sull’utility e sulla sua controllata Italgas Reti. Contestualmente, ha confermato il rating a lungo termine Baa2. La decisione, ha spiegato l'agenzia di rating, «segue la pubblicazione da parte di Italgas del suo piano strategico 2026-2032, che prevede una crescita significativa della base di attività regolamentate (Rab) e un sostanziale incremento dell'ebitda nell'arco temporale del piano». L'outlook positivo riflette «la nostra aspettativa che Italgas manterrà una solida performance operativa e continuerà a rafforzare il suo profilo finanziario nei prossimi anni, potenzialmente supportando un rating più elevato».
Da monitorare inoltre Saipem visto che JP Morgan ha una partecipazione potenziale del 4,71% nella società di servizi e soluzioni per il settore energia e infrastrutture. È quanto è emerso dalle comunicazioni della Consob relative alle partecipazioni rilevanti, dove viene segnalato che l'operazione risale al 1° luglio. In particolare, l'1,83% sono diritti di voto riferibili ad azioni, lo 0,23% sono obbligazioni convertibili, il 2,65% sono swap con cash settlement.
Sempre JP Morgan ha una quota potenziale pari al 4,32% in Bff Bank, società attiva nella finanza specializzata. In questo caso l’operazione risale al 3 luglio. In particolare, il 4,12% sono diritti di voto riferibili ad azioni, mentre lo 0,20% sono swap con cash
Mentre Morgan Stanley ha una quota potenziale pari al 5,35% in Italmobiliare, holding della famiglia Pesenti. L’operazione risale all'1° luglio. In particolare, il 2,67% sono diritti di voto riferibili ad azioni, mentre il 2,68%
Infine, H-Farm, piattaforma di innovazione quotata sull’Egm, ha reso noto che l'aumento di capitale si è concluso positivamente con l'integrale sottoscrizione delle 26.435.815 azioni di nuova emissione, per un controvalore di 7,93 milioni di euro.
Durante il periodo di offerta in opzione delle nuove azioni sono stati esercitati 175.557.412 diritti di opzione e, conseguentemente, sono state sottoscritte 23.186.828 nuove azioni, pari al 87,71% del totale, per un ammontare di 6,956 milioni di euro. I residui 24.599.473 diritti di opzione non esercitati sono stati offerti sul mercato e interamente venduti il 7 luglio. All’8 luglio sono state sottoscritte tutte le residue 3.248.987 nuove azioni per un ammontare pari a 974.696,10 euro. (riproduzione riservata)