L’indice Ftse Mib di Piazza Affari cede lo 0,05% a 50.237 punti alle 12:35, frenato da Prysmian, Moncler, Avio e FinecoBank. Di segno opposto Banco Bpm (+3,44%), in pieno risiko bancario con l’opas di Intesa Sanpaolo (-0,96%) su Mps (+0,12%), oltre a Tim (+1,38%) e Lottomatica (+1,36%).
Lo spread Btp-Bund sale leggermente a quota 76,6 punti base. Ad aprile i prestiti alle famiglie in Italia sono cresciuti del 2,6% (2,7% nel mese precedente), mentre quelli alle società non finanziarie del 3,1% (2,8% a marzo), secondo i dati di Banca d’Italia, il ritmo più rapido da settembre 2022. Anche i depositi del settore privato sono aumentati del 2,9% (da +2,5%); e la raccolta obbligazionaria del 4,2% (da +3,9%).
Con i futures Usa in netto calo (-0,75% quello sul Dow Jones e -0,90% quello sull’S&P500 alle 11:20) a causa dell’escalation in Medio Oriente (future sul Brent -0,59% a 90,91 dollari al barile), le borse europee virano al ribasso (-0,57% il Dax, -0,26% il Cac40, -0,42% il Ftse100 e -0,06% a 50.231 punti il Ftse Mib). Sul listino milanese pesano Prysmian (-3,20%) e FinecoBank, Campari e Diasorin che perdono oltre un punto percentuale. Lo spread Btp/Bund è stabile a 76 punti base dopo l’asta di Bot a 12 mesi per 8,5 miliardi di euro, piazzati a un rendimento medio del 2,695%, stabile rispetto a quello dell’asta precedente di metà maggio.
L’indice Ftse Mib sale dello 0,51% a 50.517 punti alle 10:35 con Banco Bpm che si apprezza del 3,3%, Nexi del 2%, anche se la salita nel capitale della paytech da parte di Cdp non ha come obiettivo, al momento, di arrivare a una fusione con la rivale francese Worldline come ha detto l’8 giugno l'ad di Cdp, Dario Scannapieco, Poste Italiane dell’1,46% e Lottomatica dell’1,7%.
Lo spread Btp/Bund è stabile a quota 76. Sono attesi rendimenti poco mossi all'asta di Bot: il Tesoro offre 8,5 miliardi di euro. Il 9 giugno in chiusura, sul mercato grigio di Mts, segnala Reuters, il titolo rendeva 2,696% rispetto a 2,699% di metà maggio. Sul primario, attraverso aste regolari, la Germania offre Bund con scadenza febbraio 2036 e il Portogallo titoli 2035 e 2045. Sempre sul primario, è attesa l'emissione sindacata greca.
L’euro è stabile a 1,1550 dollari. L'indice della produzione industriale in Italia è aumentato ad aprile 2026 dello 0,5% rispetto a marzo. Al netto degli effetti di calendario, in termini tendenziali l'indice è salito dell'1,3%. Nella media del periodo febbraio-aprile si è vista una crescita del livello della produzione dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti.
Borse europee in rialzo in avvio di seduta (Dax +0,39%, Cac40 +0,16%, Ftse100 +0,02% e Ftse Mib +0,55% a 50.358 punti) con due temi principali che si incrociano: i dati sull’inflazione americana di maggio e l’inizio del meeting della Bce. Sul fronte Usa il dato più importante è l’indice dei prezzi al consumo di maggio, atteso mese su mese a +0,5% (+0,4% ad aprile), che porterebbe il tendenziale annuo a +4,2% (dal +3,8% di aprile).
«Un’inflazione più calda del previsto rafforzerà la narrazione più alti più a lungo della Fed, riducendo le probabilità di tagli dei tassi nel 2026 e sostenendo il dollaro e i rendimenti dei Treasury», sottolinea Antonio Tognoli, responsabile macro analisi di Cfo Sim. «Al contrario, una sorpresa al ribasso (soprattutto sul core) darebbe fiato ai mercati azionari e ai bond, alimentando aspettative di easing entro l’estate/autunno».
Il contesto generale vede l’economia americana restare resiliente, ma con pressioni inflazionistiche persistenti, legate anche a fattori esterni (energia e tariffe). Questo dato arriva dopo il rapporto occupazionale di venerdì scorso e fornirà indicazioni chiave sulla traiettoria della Fed prima del Fomc di metà mese.
In Europa inizia oggi, 10 giugno, il meeting della Bce (la decisione sui tassi l’11) che si svolge in un quadro macro più fragile rispetto agli Usa. L’Eurozona ha mostrato una crescita debole (+0,2% trimestre su trimestre nel primo trimestre del 2026), «con il rischio di una recessione tecnica sempre alle porte, mentre l’inflazione è risalita al 3,2% a maggio, soprattutto per il rimbalzo dei prezzi energetici legati alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.
I mercati prezzano con buona probabilità un rialzo dei tassi di 25 punti base l’11 giugno, portando il deposit facility rate verso il 2,25%, come misura precauzionale contro i second-round effects», prevede Tognoli, aggiungendo che il tono della conferenza stampa della presidente Lagarde sarà cruciale: un messaggio hawkish (disponibilità a ulteriori rialzi) potrebbe pesare sull’azionario europeo e sull’outlook del pil, mentre un approccio «data-dependent» e cauto verrebbe accolto con sollievo dai mercati.
In questo contesto il rendimento del Treasury Usa 10 anni sale al 4,53% invece quello del Btp stessa scadenza scende al 3,81% con lo spread con il Bund stabile a 76. Sono attesi rendimenti poco mossi all'asta di Bot: il Tesoro offre 8,5 miliardi di euro. Il 9 giugno in chiusura, sul mercato grigio di Mts, segnala Reuters, il titolo rendeva 2,696% rispetto a 2,699% di metà maggio. Sul primario, attraverso aste regolari, la Germania offre Bund con scadenza febbraio 2036 e il Portogallo titoli 2035 e 2045. Sempre sul primario, è attesa l'emissione sindacata greca.
Sul listino milanese attenzione ancora alle banche coinvolte nel risiko bancario, quindi al duo Mps-Mediobanca, in rialzo dell’1% e dello 0,76%, e ai corteggiatori Intesa Sanpaolo (+0,04% a 5,64 euro) e Banco Bpm (+0,89% a 13,64 euro). Ma anche all’altro oggetto del contendere, Generali (+0,17% a 40,82 euro), e a Unipol (+0,26% a 22,9 euro) e Bper Banca (-0,05% a 12,62 euro).
Quanto a Unicredit (+1% a 72,37 euro), le adesioni all'offerta su Commerzbank sono salite al 10,91%. La partecipazione diretta della banca di Piazza Gae Aulenti, combinata con le adesioni valide, raggiunge il 37,68% e il 40,9% includendo gli strumenti con opzione di regolamento fisico.
Acquisti pure su Stm (+2% a 62,75 euro) in scia all’upgrade di BofA da neutral a buy. Il broker evidenzia l’opportunità per il produttore di chip di aumentare la propria quota di mercato nel business dei data center e nei satelliti in orbita terrestre bassa, oltre al recupero del mercato automotive. «Riteniamo che il mercato sottostimi in modo significativo la capacità di generazione di utili di Stm nei prossimi 2-3 anni», afferma la banca d’affari che ha anche alzato il prezzo obiettivo del 21% a 86 euro.
Non è da meno Leonardo, in rialzo dell’1% a 52,57 euro. La Germania sarebbe un partner particolarmente valido per il progetto di figther di nuova generazione Gcap, ha detto l'ad del colosso della difesa, Lorenzo Mariani, partecipando a un evento martedì.
Mariani ha detto a Bloomberg che si aspetta l'approvazione delle autorità di regolamentazione europee, entro la fine del prossimo anno, per il progetto Bromo, la joint venture satellitare di Leonardo con Airbus e Thales. Mentre entro la fine dell'anno dovrebbe essere raggiunto un accordo iniziale con il Public investment fund dell'Arabia Saudita sulla divisione aerostrutture del gruppo.
Mentre per Enel (+0,02% a 9,70 euro) è il momento giusto per investire nei progetti di energia rinnovabile: «è adesso, prima che il prezzo all'ingrosso del gas scenda», ha dichiarato l'ad, Flavio Cattaneo. Nell'attuale fase in cui stanno finendo gli effetti del Pnrr avere investimenti massicci in rinnovabili consente di creare un effetto economico e un impatto sul pil italiano, ha precisato il ceo.
E se S&P Global ha alzato il rating su Tim (+0,98% a 0,761 euro) a BB+ con un outlook stabile, Deutsche Bank ha alzato il target price su Poste Italiane (+0,64% a 26,84 euro) da 21 a 29,1 euro (rating buy), Barclays ha fatto lo stesso su Amplifon (+0,38% a 10,54 euro) da 10 a 10,5 euro (rating equal weight) e Citi su Ferragamo (+1,12% a 9,46 euro) da 7,5 a 9,85 euro (rating neutral).
Le borse europee sono attese in rialzo (+0,25% il future sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta, nonostante i futures Usa in calo (-0,18% quello sul Dow Jones e -0,33% quello sull’S&P500) dopo che le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno condotto attacchi contro una base Usa in Giordania e altri 21 obiettivi nel Golfo in risposta ai raid statunitensi nella zona dello Stretto di Hormuz, uno degli episodi di ostilità più significativi dalla tregua di aprile.
La mossa iraniana, che include attacchi in Kuwait e Bahrein, è arrivata dopo l’annuncio dell'esercito americano, secondo cui sarebbero stati colpiti sistemi di difesa aerea, stazioni di comando terrestri e siti radar di sorveglianza in prossimità dello Stretto in seguito all'abbattimento di un elicottero Apache. I media iraniani hanno segnalato attacchi contro l'isola di Qeshm e la città portuale di Sirik. I prezzi del petrolio tirano il fiato dopo l’ultima volata: il future sul Brent segna un -0,13% a 91,33 dollari al barile e quello sul Wti un -0,12% a 88 dollari al barile.
Driver della seduta la lettura di maggio dell'indice dei prezzi al consumo negli Stati Uniti. Le stime degli economisti sono per un indice al 4,2% e per un dato core al 2,9%. Il dato giunge dopo quello sugli occupati a maggio che con una lettura superiore alle attese ha rafforzato le scommesse su una stretta sui tassi Fed entro fine anno. I mercati monetari prezzano una probabilità del 68% di un rialzo dei tassi entro dicembre. Alle 10 è in agenda anche il dato sulla produzione industriale ad aprile dell’Italia, alle 13 l’indice settimanale richieste mutui negli Stati Uniti e alle 16:30 le scorte settimanali di petrolio.
In questo contesto il rendimento del Treasury Usa 10 anni sale al 4,53% e quello del Btp stessa scadenza al 3,82%. Sono attesi rendimenti poco mossi all'asta di Bot: il Tesoro offre 8,5 miliardi di euro. Il 9 giugno in chiusura, sul mercato grigio di Mts, segnala Reuters, il titolo rendeva 2,696% rispetto a 2,699% di metà maggio. Sul primario, attraverso aste regolari, la Germania offre Bund con scadenza febbraio 2036 e il Portogallo titoli 2035 e 2045. Sempre sul primario, è attesa l'emissione sindacata greca.
I prezzi dell’oro scendono per la quarta sessione consecutiva, penalizzati dal rafforzamento del dollaro statunitense e dalle crescenti aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Fed, mentre i nuovi attacchi degli Stati Uniti contro l’Iran hanno mantenuto alta l’attenzione sui timori inflazionistici legati all’energia. L’oro spot cala dell’1,9% a 4.180,85 dollari l’oncia, raggiungendo il livello più basso dal 23 marzo. Anche il future sull’oro diminuisce dell’1,18%, attestandosi a 4.236 dollari, mentre gli investitori hanno ridotto l’esposizione in vista dei dati chiave sull’indice dei prezzi al consumo statunitense.
Sul listino milanese attenzione ancora alle banche coinvolte nel risiko bancario, quindi al duo Mps-Mediobanca e ai corteggiatori Intesa Sanpaolo e Banco Bpm. Ma anche all’altro oggetto del contendere, Generali, e a Unipol e Bper Banca.
Quanto a Unicredit, le adesioni all'offerta su Commerzbank sono salite al 10,91%. La partecipazione diretta della banca di Piazza Gae Aulenti, combinata con le adesioni valide, raggiunge il 37,68% e il 40,9% includendo gli strumenti con opzione di regolamento fisico.
Da monitorare inoltre Leonardo. La Germania sarebbe un partner particolarmente valido per il progetto di figther di nuova generazione Gcap, ha detto l'ad del colosso della difesa, Lorenzo Mariani, partecipando a un evento martedì.
Mariani ha detto a Bloomberg che si aspetta l'approvazione delle autorità di regolamentazione europee, entro la fine del prossimo anno, per il progetto Bromo, la joint venture satellitare di Leonardo con Airbus e Thales. Mentre entro la fine dell'anno dovrebbe essere raggiunto un accordo iniziale con il Public investment fund dell'Arabia Saudita sulla divisione aerostrutture del gruppo.
Per Enel è il momento giusto per investire nei progetti di energia rinnovabile: «è adesso, prima che il prezzo all'ingrosso del gas scenda», ha dichiarato l'ad, Flavio Cattaneo. Nell'attuale fase in cui stanno finendo gli effetti del Pnrr avere investimenti massicci in rinnovabili consente di creare un effetto economico e un impatto sul pil italiano, ha precisato il ceo.
E se S&P Global ha alzato il rating su Tim a BB+ con un outlook stabile, Deutsche Bank ha alzato il target price su Poste Italiane da 21 a 29,1 euro (rating buy), Barclays ha fatto lo stesso su Amplifon da 10 a 10,5 euro (rating equal weight) e Citi su Ferragamo da 7,5 a 9,85 euro (rating neutral).
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