Nonostante i futures Usa piatti, le borse europee accelerano al rialzo (Dax +0,38%, Cac40 +0,79%, Ftse100 +0,37% e Ftse Mib +0,72% a 47.670 punti alle 12:30 con Brunello Cucinelli, Buzzi, Campari, Unicredit, Mps, Medionanca, Nexi, Prysmian, Stm e Stellantis sugli scudi) con il Libano che intende partecipare a un incontro la prossima settimana a Washington con rappresentanti statunitensi e israeliani per discutere e annunciare un cessate il fuoco, come ha detto a Reuters un alto funzionario libanese, precisando che la data esatta non è stata ancora confermata.
Mentre il fragile cessate il fuoco di due settimane tra gli Stati Uniti e l'Iran continua a mostrare segni di tensione, un giorno prima dei negoziati previsti in Pakistan, con Washington che ha accusato Teheran di non aver rispettato le promesse sullo Stretto di Hormuz (solo 15 navi hanno attraversato il canale da quando, martedì 7 aprile, è stato annunciato il cessate il fuoco), mentre Israele ha colpito nei giorni scorsi il Libano in attacchi che secondo l'Iran rappresentano una violazione della tregua.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha detto in un post sui social media che l'Iran sta facendo «un pessimo lavoro» nell'agevolare il flusso di petrolio attraverso lo Stretto. «Questo non è l'accordo che abbiamo sottoscritto!», ha aggiunto. Così i prezzi del petrolio continuano a salire: future sul Wti +0,6% a 98,5 dollari al barile. Il dollaro si conferma debole nei confronti dell'euro che torna sopra 1,17 (+0,12%) e si avvia verso il calo settimanale più consistente da gennaio in scia scia dell’ottimismo riguardo alla ripresa delle spedizioni di petrolio qualora il cessate il fuoco nel Golfo dovesse reggere, in attesa alle 14:30 del dato sull’inflazione americana a marzo.
I mercati azionari europei consolidano il rialzo (Dax +0,40%, Cac40 +0,35%, Ftse100 +0,39% e Ftse Mib +0,45% a 47.540 punti alle 11:30, sostenuto da Brunello Cucinelli, Moncler, Buzzi, Campari, Stm e Prysmian mentre cade Avio, -3,94%) nonostante la fragile tregua nel conflitto tra Usa e Iran.
Lo spread Btp/Bund sale a quota 78,4 punti base dopo l’asta del Tesoro italiano che ha visto rendimenti ai massimi da luglio del 2024 sulle scadenze a 3 e 7 anni, complice il clima di nervosismo sui mercati.
Via XX settembre ha comunque collocato l'importo massimo di 8 miliardi di euro: la riapertura del benchmark Btp a tre anni, il nuovo sette anni giugno 2033 e la seconda tranche del 15 anni ottobre 2041. Nel dettaglio, la settima tranche del titolo 15 marzo 2029 è stata assegnata per 2,5 miliardi a un rendimento lordo del 2,91%, livello più elevato da luglio 2024, rispetto al 2,75% nell'asta di metà marzo.
Collocato per 3,75 miliardi il nuovo 7 anni a un rendimento del 3,51%, sempre il massimo da luglio 2024, contro il 3,34% del mese scorso, e 1,75 miliardi del Btp a 15 anni ottobre 2041 al 4,27% dal 3,99% dell'offerta sindacata di inizio febbraio.
Dal documento «Moneta e banche» diffuso da Banca d’Italia è emerso che a febbraio su base tendenziale la raccolta obbligazionaria è cresciuta dell’1,6%, rallentando rispetto al +1,9% di novembre. Invece, la crescita dei prestiti concessi dagli istituti italiani alle società non finanziarie è risultata poco mossa al tasso annuo dell’1,8% dall’1,7% di gennaio. Quanto ai depositi dei residenti presso le banche domestiche sono aumentati di 4,3% su base annua, nuovo massimo da novembre 2024, dal 3,9% del mese precedente.
L’indice Ftse Mib di Piazza Affari si conferma in frazionale rialzo (+0,15% a 47.397 punti con Brunello Cucinelli in testa, +4,9%, seguito da Nexi e Stm in rialzo entrambe di oltre il 2%, Amplifon, Inwit, Moncler e Stellantis salgono dell’1% circa) con la produzione industriale italiana tornata a crescere a febbraio, anche se solo dello 0,1% rispetto a gennaio.
L’Istat ha spiegato che su base annua l'indice corretto per gli effetti di calendario ha segnato un incremento dello 0,5%. La spinta è arrivata dai beni strumentali, in crescita dell'1,1% sul mese e del 4,4% sull'anno. All'interno del comparto si sono distinti i mezzi di trasporto (+10,0%), l'elettronica (+7,8%) e i macchinari (+5,2%).
Viceversa, segnali negativi sono giunti dall'energia e dai beni di consumo, entrambi in calo del 2,1% rispetto a febbraio 2025. Su base mensile, l'energia ha registrato la flessione più marcata con un -4,8%. Tra i settori in maggior difficoltà la chimica (-6,8%) e i prodotti petroliferi (-6,4%).
L’euro ripiega dello 0,09% a 1,1687 dollari in attesa del dato importante per la Fed sull’inflazione americana e lo spread Btp/Bund sale rispetto all’apertura a quota 77,90 punti base.
Borse europee in leggero rialzo in avvio di seduta (Dax +0,51%, Cac40 +0,06%, Ftse100 +0,06% e Ftse Mib +0,16% a 47.402 punti) mentre proseguono le operazioni dell'esercito israeliano nel sud del Libano, dossier secondo Benjamin Netanyahu slegato rispetto alla tregua in Iran. Il premier, tuttavia, si è detto pronto a negoziati diretti con Beirut per disarmare Hezbollah.
Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha definito i continui attacchi israeliani sul territorio libanese una «palese violazione» del cessate il fuoco tra Washington e Teheran, che vanifica il tentativo di porre fine al conflitto. I negoziati dovrebbero iniziare in Pakistan sabato 11 aprile.
Le quotazioni del petrolio crescono di oltre l’1%, ma restano sotto la soglia di 100 dollari al barile, mentre il trading resta volatile per i dubbi sulla tenuta del cessate il fuoco. Il traffico navale attraverso lo Stretto di Hormuz resta al momento ben al di sotto del 10% dei volumi normali.
L’euro scende dello 0,10% a 1,1686 dollari. L'inflazione tedesca a livello armonizzato a marzo ha registrato un'accelerazione al 2,8% su anno dal 2% di febbraio, a conferma dei dati preliminari. il rendimento del Btp 10 anni scende al 3,77% con lo spread con il Bund anch’esso in calo a 76,6 punti base.
Il Tesoro colloca fino a 8 miliardi di euro di titoli a medio e lungo termine: il Btp a tre anni marzo 2029, il nuovo sette anni giugno 2033 e la seconda tranche del 15 anni ottobre 2041, collocato tramite sindacato a inizio febbraio. Il 9 aprile sul secondario il tre anni rendeva il 2,91%, il sette 3,52% e il 15 anni 4,26%. Se confermati, segnala Reuters, in sede di aggiudicazione, si tratterebbe del livello record da luglio 2024 sia per il tre anni sia per il sette.
Sul listino milanese attenzione alle partecipate pubbliche dopo che il governo ha proposto la riconferma di Flavio Cattaneo e Claudio Descalzi nei ruoli di amministratore delegato di Enel (-0,26% a 9,85 euro) ed Eni (-0,84% a 24,22 euro), rimpiazzando, invece, Roberto Cingolani con Lorenzo Mariani alla guida di Leonardo (-1,5% a 58,54 euro). A Enav (-1,5% a 5,39 euro) Igor de Biasio, presidente di Terna (-0,6% a 10,23 euro), prenderà il posto di Pasqualino Monti.
A proposito di Eni ha comunicato il 10 aprile un investimento in Nouveau Monde Graphite, società canadese quotata sul Toronto Stock Exchange e sul New York Stock Exchange, e attiva nel settore della grafite naturale e dei materiali avanzati per batterie. L’operazione prevede un investimento di 70 milioni di dollari, nell’ambito di un aumento di capitale complessivo di 297 milioni di dollari, sottoscritto, oltre che da Eni, da due importanti investitori istituzionali canadesi, Canada Growth Fund e Investissement Québec (investitogri finanziari controllati rispettivamente dal governo del Canada e dal governo del Québec) e attraverso un’offerta al pubblico. Alla fine Eni deterrà una quota dell’11,5% del capitale sociale di Nouveau Monde Graphite e potrà esprimere un consigliere nel cda della società.
Nel settore bancario vendite su Unicredit (-0,46% a 66,58 euro) perché l’eventuale acquisizione del controllo di Commerzbank farebbe scattare l'obbligo per la banca guidata da Andrea Orcel di presentare un'offerta per circa il 30% della banca polacca mBank, che Commerzbank non possiede già, aumentando così il costo del takeover, secondo quanto quanto risulta da documenti pubblicati sul sito web della banca italiana in vista dell'assemblea degli azionisti del 4 maggio.
Quanto ad Anima (-0,30% a 6,75 euro) la raccolta netta di marzo è stata negativa per 5,63 miliardi di euro a causa della situazione geopolitica «che ha ridotto la propensione all’investimento nel mercato retail, mentre il calo dei mercati ha influito direttamente sulle masse in gestione», ha commentato l’ad, Saverio Perissinotto.
Nel settore del lusso brilla Brunello Cucinelli con un +4,19% a 83 euro dopo aver chiuso il primo trimestre del 2026 con una fatturato in crescita del 14% a tassi di cambio costanti a 369 milioni di euro, grazie alle ottime vendite registrate nelle Americhe e in Asia. A tassi di cambio correnti, il fatturato è cresciuto dell'8,1%.
Infine, Deva, controllata di Ops eCom, ha ricevuto un'offerta vincolante da parte dell'imprenditore Massimiliano Morello per l'acquisizione del 100% delle quote della partecipata Kct, società di logistica e trasporti. L'offerta prevede un corrispettivo di 70.000 euro, da pagarsi in parte mediante accollo del debito residuo di 65.000 euro relativo all'acquisizione di Kct, in parte mediante pagamenti dilazionati.
La plusvalenza generata dall'operazione è pari a 5.000 euro, corrispondente a una differenza positiva del 7,7% rispetto al valore di acquisizione. Con l'offerta ricevuta, l'acquirente si assume integralmente la responsabilità di tutti i debiti e crediti presenti in Kct, esonerando Deva da ogni obbligazione futura connessa alla gestione della partecipata. L'operazione si inserisce nel percorso di razionalizzazione del portafoglio societario avviato dal gruppo.
Borse europee attese positive (+0,6% il future sull’Eurostoxx50) dopo che il presidente statunitense, Donald Trump, si è detto «molto ottimista» sulla possibilità che un accordo di pace con l'Iran sia a portata di mano, anche se nello stesso tempo ha messo in guardia che le forze americane resteranno schierate nella regione fino a quando un vero accordo non sarà raggiunto e non sarà pienamente rispettato, minacciando altrimenti scontri più intensi. Al contempo Israele ha aperto a negoziati diretti con il Libano, il prima possibile, raccogliendo l’appello di Beirut all'indomani del più pesante attacco dall'inizio della guerra.
Tuttavia, nonostante la tregua, lo Stretto di Hormuz rimane sostanzialmente chiuso: Teheran consentirà il passaggio di non più di 15 navi al giorno in base all'accordo di cessate il fuoco (la prima non iraniana dopo la tregua è transitata giovedì, batteva la bandiera del Gabon ed era diretta in India). Resta, inoltre, l'incognita delle mine piazzate dai pasdaran e dei costosi pedaggi evocati dal regime degli ayatollah.
Così i prezzi del petrolio salgono ancora anche per le preoccupazioni sulle forniture dall’Arabia Saudita. Il future sul Brent si apprezza dello 0,97% a 96,87 dollari al barile e quello sul Wti dello 0,59%, a 98,45 dollari al barile. Nel corso della settimana, entrambi i contratti hanno finora perso l’11%, registrando il calo settimanale più significativo da giugno del 2025.
Gli attacchi contro le infrastrutture energetiche saudite hanno ridotto la capacità produttiva del Regno di circa 600.000 barili al giorno e il flusso nel suo oleodotto Est-Ovest di 700.000 barili al giorno, ha riferito giovedì l’agenzia di stampa statale saudita Spa, citando una fonte ufficiale del Ministero dell’Energia.
«Il sollievo dopo l’annuncio del presidente Trump di una tregua di due settimane ha rapidamente lasciato spazio a molti dubbi», afferma Tony Sycamore, analista di IG. «Tutti gli occhi restano puntati sui flussi di petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, alla ricerca di segnali di una ripresa dell’attività in vista dei colloqui di pace previsti in Pakistan oggi, 10 aprile», aggiunge Sycamore.
Gli analisti ritengono che il Pakistan cercherà di promuovere un accordo di pace più duraturo, ma potrebbe non avere la leva necessaria per ottenere la riapertura di questa via marittima strategica. Anche perché l’Iran vuole imporre tariffe alle navi che attraversano lo Stretto nell’ambito di un accordo di pace. I leader occidentali e l’agenzia marittima delle Nazioni Unite si sono opposti a quest’idea.
I prezzi del Brent potrebbero raggiungere i 190 dollari al barile se i flussi attraverso lo Stretto restassero ai livelli attuali, ha avvertito John Paisie, presidente della società di consulenza energetica Stratas Advisors: «Se, invece, l’Iran consentirà un aumento dei flussi, il prezzo del petrolio sarà più contenuto, ma comunque ben al di sopra dei livelli precedenti alla guerra».
Viceversa, il prezzo dell’oro scende, ma si avvia a chiudere la settimana in rialzo (+1,5%) con la fragile tregua tra Stati Uniti e Iran. Il future sul metallo prezioso cala dello 0,64% a 4.786 dollari. L’andamento del biglietto verde ha fornito supporto all’oro questa settimana. L’indice del dollaro Usa è destinato a perdere oltre l’1% questa settimana e questo rende l’oro più economico per gli acquirenti esteri.
L’euro scambia a 1,1688 dollari (-0,08%) in attesa alle 10 del dato sulla produzione industriale a febbraio dell’Italia, alle 14:30 di quello sull’inflazione a marzo degli Stati Uniti, importante in chiave Fed, alle 16 di quelli sugli ordini di fabbrica a febbraio, sulla fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan ad aprile parziale e sugli ordini di beni durevoli a febbraio finale.
Secondo un sondaggio Reuters tra gli economisti, il Cpi è probabilmente aumentato dello 0,9% il mese scorso. Si tratterebbe del maggior aumento mensile da giugno del 2022, quando i prezzi si sono impennati in risposta alla guerra tra Russia e Ucraina. I prezzi al consumo sono aumentati dello 0,3% a febbraio. Nei 12 mesi fino a marzo, si stima sia aumentato del 3,3%. Si tratterebbe dell'aumento più consistente da maggio del 2024, dopo il +2,4% di febbraio.
Sul listino milanese attenzione alle partecipate pubbliche dopo che il governo ha proposto la riconferma di Flavio Cattaneo e Claudio Descalzi nei ruoli di amministratore delegato di Enel ed Eni, rimpiazzando, invece, Roberto Cingolani con Lorenzo Mariani alla guida di Leonardo. A Enav Igor de Biasio prenderà il posto di Pasqualino Monti.
A proposito di Eni ha comunicato il 10 aprile un investimento in Nouveau Monde Graphite, società canadese quotata sul Toronto Stock Exchange e sul New York Stock Exchange, e attiva nel settore della grafite naturale e dei materiali avanzati per batterie. L’operazione prevede un investimento di 70 milioni di dollari, nell’ambito di un aumento di capitale complessivo di 297 milioni di dollari, sottoscritto, oltre che da Eni, da due importanti investitori istituzionali canadesi, Canada Growth Fund e Investissement Québec (investitogri finanziari controllati rispettivamente dal governo del Canada e dal governo del Québec) e attraverso un’offerta al pubblico. Alla fine Eni deterrà una quota dell’11,5% del capitale sociale di Nouveau Monde Graphite e potrà esprimere un consigliere nel cda della società.
Nel settore bancario è da monitorare Unicredit perché l’eventuale acquisizione del controllo di Commerzbank farebbe scattare l'obbligo per la banca guidata da Andrea Orcel di presentare un'offerta per circa il 30% della banca polacca mBank, che Commerzbank non possiede già, aumentando così il costo del takeover, secondo quanto quanto risulta da documenti pubblicati sul sito web della banca italiana in vista dell'assemblea degli azionisti del 4 maggio.
Quanto ad Anima la raccolta netta di marzo è stata negativa per 5,63 miliardi di euro a causa della situazione geopolitica «che ha ridotto la propensione all’investimento nel mercato retail, mentre il calo dei mercati ha influito direttamente sulle masse in gestione», ha commentato l’ad, Saverio Perissinotto.
Nel settore del lusso Brunello Cucinelli ha chiuso il primo trimestre del 2026 con una fatturato in crescita del 14% a tassi di cambio costanti a 369 milioni di euro, grazie alle ottime vendite registrate nelle Americhe e in Asia. A tassi di cambio correnti, il fatturato è cresciuto dell'8,1%.
Infine, Deva, controllata di Ops eCom, ha ricevuto un'offerta vincolante da parte dell'imprenditore Massimiliano Morello per l'acquisizione del 100% delle quote della partecipata Kct, società di logistica e trasporti. L'offerta prevede un corrispettivo di 70.000 euro, da pagarsi in parte mediante accollo del debito residuo di 65.000 euro relativo all'acquisizione di Kct, in parte mediante pagamenti dilazionati.
La plusvalenza generata dall'operazione è pari a 5.000 euro, corrispondente a una differenza positiva del 7,7% rispetto al valore di acquisizione. Con l'offerta ricevuta, l'acquirente si assume integralmente la responsabilità di tutti i debiti e crediti presenti in Kct, esonerando Deva da ogni obbligazione futura connessa alla gestione della partecipata. L'operazione si inserisce nel percorso di razionalizzazione del portafoglio societario avviato dal gruppo.(riproduzione riservata)