Piazza Affari riduce le perdite (-0,07% a 47.058 punti l’indice Ftse Mib alle 13:50) grazie alla spinta dei titoli petroliferi come Eni (+2,49%), Tenaris (+2,4%) e Saipem (+2,2%) ma anche di Italgas (+2%), Snam (+1,17%) e Terna (+1,39%). Questo anche se i futures azionari statunitensi scendono (-0,26% quello sull’S&P500), dopo che gli indici erano saliti nella seduta precedente, a causa dell'emergere di crepe nel fragile cessate il fuoco in Medio Oriente.
Il presidente statunitense, Donald Trump, ha detto che manterrà le risorse militari in Medio Oriente fino a quando non sarà raggiunto un accordo di pace con l'Iran e ha avvertito di una grave escalation se il Paese non si adeguerà. Da parte sua Teheran ha precisato che non ci sarà alcun accordo se Israele non cesserà di bombardare il Libano.
Così il petrolio non smette di salire (future sul Brent +3,18% a 97,76 dollari al barile) e il dollaro a scendere (l’euro vale 1,1687, +0,22%) in attesa di importanti dati macro Usa: il pil finale del quarto trimestre del 2025 alle 14:30 insieme alla spesa per consumi, al deflatore, ai redditi delle famiglie e alle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione tutti del mese di febbraio.
Lo spread Btp/Bund si conferma a 78,3 punti base con il rendimento del Btp 10 anni in aumento al 3,76%. Con la tregua «il mercato sta reagendo a un miglioramento delle aspettative, non a una certezza. La tregua è ancora fragile e reversibile, quindi i movimenti attuali dei titoli di Stato hanno una componente tecnica importante. Basta un cambio di scenario per invertire rapidamente la direzione», sottolinea a milanofinanza.it Francesco Megna, responsabile commerciale in banca.
Per i risparmiatori questo è un passaggio delicato. «La prima indicazione è evitare reazioni di pancia. Dopo settimane di tensione, vendere obbligazioni proprio mentre stanno recuperando rischia di trasformare perdite temporanee in definitive. I rimbalzi nel reddito fisso, come nei mercati azionari, tendono a concentrarsi in pochi giorni», suggerisce Megna.
Secondo, attenzione alla duration. «In questa fase i titoli a medio-lunga scadenza offrono il maggior potenziale di recupero se i rendimenti continuano a scendere. Ma sono anche i più esposti nel caso in cui inflazione o tensioni tornassero a salire. Non è quindi una scelta da concentrare, ma da inserire in modo graduale», precisa l’esperto.
Terzo, meglio mantenere una componente a breve termine. Strumenti con scadenze brevi o liquidità continuano a offrire stabilità e rendimenti interessanti, oltre a garantire flessibilità. In un contesto ancora incerto, questa parte del portafoglio resta fondamentale per Megna.
Quarto, diversificazione. La fase attuale non premia le scelte estreme. Un portafoglio bilanciato tra breve, medio e una quota selettiva di lungo termine consente di affrontare meglio eventuali cambi di scenario. «Il punto chiave», conclude Megna, «è che la tregua riduce il rischio ma non lo elimina. Il vero driver dei prossimi mesi resterà l’inflazione e la risposta delle banche centrali. Se il calo delle pressioni energetiche sarà duraturo, i rendimenti potranno scendere ancora e sostenere i bond. In caso contrario, la volatilità tornerà rapidamente».
A Piazza Affari l’indice Ftse Mib si conferma in ribasso frazionale (-0,23% a 46.983 punti alle 12:40 con le banche in calo frazionale, Brunello Cucinelli e Moncler flettono di oltre il 2%,male anche Stellantis, Ferrari, Leonardo e Amplifon) per i dubbi sulla tenuta della tregua di due settimane in Medio Oriente.
Lo spread Btp/Bund resta elevato a quota 78,9 punti base dopo che il commissario europeo all'Economia, Valdis Dombrovskis, ha ribadito che la questione della sospensione del Patto di stabilità e di crescita è più legata alla questione della clausola generale di sospensione.
La condizione per attivare la clausola è di avere un grave deterioramento dell'economia nell'area euro o nell'intera Ue, ha spiegato in audizione alla Commissione Affari economici e monetari del Parlamento europeo. «E attualmente non siamo in questo scenario, anche considerando il potenziale impatto economico della guerra in Iran, che è di rallentamento ma non di grave deterioramento», ha precisato Dombrovskis, aggiungendo che ovviamente si continua a monitorare la situazione.
Nel frattempo, il Tesoro ha assegnato 7,5 miliardi di Bot a 12 mesi insieme a 2,5 miliardi di titoli a tre mesi 14 luglio 2026. Il rendimento medio del Bot con scadenza 14 aprile 2027 ha toccato in asta il 2,604%, il massimo da novembre 2024, rispetto al 2,372%, del collocamento di metà marzo.
I prezzi del greggio restano in rialzo perché i dubbi sulla tenuta di una fragile tregua di due settimane in Medio Oriente alimentano i timori che i flussi energetici attraverso lo Stretto di Hormuz resteranno limitati. Il future sul Brent sale del 3,3% a 97,8 dollari il barile e quello sul Wti del 3,38% a 97,60 dollari il barile. Nella seduta precedente sono scesi sotto i 100 dollari il barile sulla scia dell'ottimismo che il cessate il fuoco avrebbe portato alla riapertura dello Stretto. Tuttavia, secondo gli analisti, anche se le spedizioni dovessero riprendere, i rischi non scomparirebbero dall'oggi al domani.
Le borse europee peggiorano con la tregua in Iran che vacilla. Il Dax perde l’1,08%, il Cac40 lo 0,75%, il Ftse100 lo 0,26% e il Ftse Mib lo 0,34% a 46.932 punti con Moncler, Ferrari e Leonardo che perdono oltre due punti percentuali. Sotto pressione anche Stellantis, Recordati e Fincantieri con cali superiori all’1%. Lo spread Btp/Bund sale a 80 punti base con il rendimento del Btp 10 anni in aumento al 3,80% in attesa dell’esito dell’asta di 8 miliardi di euro di Bot.
La stessa premier italiana, Giorgia Meloni ha ammesso in aula alla Camera che «siamo arrivati a un passo dal punto di non ritorno, ma ora abbiamo davanti una pur flebile prospettiva di pace, che deve essere perseguita con determinazione».
E si è augurata che i colloqui di pace che prenderanno il via con ogni probabilità sabato a Islamabad «possano rafforzare i punti generali dell'accordo e in essi possano trovare spazio le priorità che l'Italia, insieme ai suoi partner europei, ha sostenuto fin dal primo giorno».
I prezzi del petrolio continuano a rimbalzare con forza (Wti +3,55% a 97,76 dollari al barile). Per le banche centrali a livello globale uno shock dal lato dell’offerta è un fattore negativo, ma le prospettive generali rimangono sufficientemente solide da consentire di mantenere l’attenzione sulle questioni interne, secondo Saira Malik, Chief Investment Officer di Nuveen, che negli Stati Uniti continua a prevedere due ulteriori tagli dei tassi per un totale di 50 punti base nel 2026, sebbene i rischi facciano presagire un ritmo più lento che potrebbe far slittare il secondo taglio al 2027. La Banca del Giappone dovrebbe aumentare i tassi almeno un'altra volta nel 2026, mentre la Banca Centrale Europea potrebbe orientarsi verso un aumento dei tassi entro la fine dell'anno.
Le politiche fiscali avranno probabilmente un peso pari o superiore a quello delle politiche monetarie sui tassi di interesse «e prevediamo che i disavanzi rimarranno elevati nelle economie sviluppate quest'anno e nel medio termine, spingendo al rialzo i premi di termine e mantenendo elevati i tassi a lungo termine. Ci aspettiamo che il rendimento dei Treasury a 10 anni chiuderà il 2026 intorno al 4%, poiché le dinamiche fiscali compenseranno le modeste pressioni al ribasso derivanti dal calo dell’inflazione e dai tagli dei tassi», precisa Saira Malik.
In quest’ottica l’esperta mantiene una visione positiva sui mercati obbligazionari globali: nonostante la compressione degli spread creditizi in alcuni segmenti, spiega, i rendimenti sono interessanti, i fondamentali solidi e la domanda degli investitori elevata. I titoli del Tesoro statunitense offrono uno scarso valore relativo.
«Prevediamo che i tassi a lungo termine rimangano all’interno di un intervallo ristretto, anche se i tassi a breve termine dovessero diminuire», indica Saira Malik. «Puntiamo su una duration neutra e sulle opportunità nel credito. Segmenti quali i senior loan e i Clo offrono opportunità interessanti, dati i rendimenti relativamente elevati e le dislocazioni settoriali. Anche il debito dei mercati emergenti, in particolare quello societario, offre opportunità, mentre i fondamentali dell’high yield rimangono solidi con prospettive a lungo termine favorevoli».
Borse europee caute in avvio di seduta dopo il rally della vigilia in seguito alla tregua in Iran, seppur fragile. Il Dax segna un +0,02%, il Cac40 un -0,16%, il Ftse100 un +0,25% e il Ftse Mib, piatto in apertura, ha subito virato al ribasso con un -0,25% a 46.975 punti. Nonostante il cessate il fuoco in Medio Oriente, Israele l’8 aprile ha sferrato contro il Libano i più violenti attacchi mai registrati, causando la morte di 254 persone e suscitando la minaccia di ritorsioni da parte dell'Iran.
Secondo Teheran sarebbe «irragionevole» procedere con i colloqui, che dovrebbero iniziare sabato, per raggiungere un accordo di pace permanente. Non è chiaro, però, se il cessate il fuoco di due settimane durerà fino ad allora. Il presidente israeliano Netanyahu ha detto che Israele ha il «dito sul grilletto» ed è pronto a tornare a combattere in «qualunque momento».
Intanto resta chiusa la navigazione nello Stretto di Hormuz, brevemente riaperto l’8 aprile, per le navi prive di un permesso. E il prezzo del greggio sale leggermente, ma resta sotto quota 100 dollari il barile (future sul Wti +3,2% a 97,50 dollari al barile). Anche il prezzo del gas è in leggera risalita sul Ttf di Amsterdam. Il future a un mese è scambiato a quota 45,6 euro a Megawattora, in recupreo dello 0,70%.
Quanto alle minute del meeting di metà marzo della Fed hanno mostrato che sono sempre più numerosi i banchieri centrali che ritengono necessari rialzi dei tassi per contrastare un'inflazione ancora oltre l'obiettivo del 2%, soprattutto dopo la guerra in Medio Oriente. I mercati monetari, osserva Reuters, prezzano un allentamento da parte della Fed per soli 7 punti base di qui a fine anno contro i 50 di fine febbraio.
I rendimenti dei titoli di Stato, l’8 aprile in forte calo, risalgono con quello dei Treasury Usa 10 anni al 4,28% e quello del Btp 10 anni al 3,75%. Lo spread con il Bund sale a 78,9 punti base. A disposizione degli investitori questa mattina un totale di 10 miliardi di euro di Bot a 12 e 3 mesi, rispettivamente, per 7,5 e 2,5 miliardi. L’8 aprile sul mercato grigio, segnala Reuters, il Bot 14 aprile 2027 rendeva il 2,52% dal 2,372% dell'asta di metà marzo. Se confermato, si tratterebbe del livello più elevato da gennaio 2025 o novembre 2024. Il Tesoro ha anche fatto sapere che all'asta a medio lungo di venerdì offrirà un massimo di 8 miliardi di euro, compreso il nuovo Btp a sette anni. Sul primario si attiva anche la Spagna che offre in asta un massimo di 6 miliardi di tre titoli con scadenza 2029, 2031 e 2036, oltre a un massimo di 750 milioni dell'indicizzato con scadenza nel 2036.
L’euro è stabile nei confronti del dollaro a 1,1661 anche se è calata in Germania la produzione industriale. A febbraio è diminuita dello 0,3% su base mensile. Nel periodo compreso tra dicembre 2025 e febbraio 2026 è stata inferiore dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti. Mentre sono aumentate del 3,6% le esportazioni della Germania sempre a febbraio e le importazioni del 4,7% rispetto a gennaio 2026. Rispetto a febbraio 2025, secondo dati provvisori, le esportazioni sono cresciute del 2,9% e le importazioni dell'1,5%. In particolare la Germania ha esportato merci per un valore di 135,2 miliardi di euro e importato merci per un valore di 115,4 miliardi. La bilancia commerciale ha quindi registrato un surplus di 19,8 miliardi rispetto ai 20,3 miliardi registrati nel mese precedente.
Sul listino milanese con il petrolio in ripresa Eni spunta un +1,15% a 23,77 euro (Rbc ha alzato il target price da 24 a 28 euro, rating sector perform) e Tenaris un +1% a 25,29 euro. Bene anche le utility A2A (+2% a 2,57 euro), Snam (+1% a 6,75 euro), Terna (+1,29% a 10,18 euro) e Italgas (+1,8% a 10,55 euro) che ha sottoscritto con un pool di banche italiane e internazionali una nuova linea di credito revolving sustainability linked da 900 milioni di euro con una durata fino a 5 anni.
Acquisti anche anche su Enel (+0,74% a 9,92 euro) dopo che il Senato ha approvato in via definitiva il decreto bollette che contiene, tra le varie misure, la proroga al 2038 della dismissione delle centrali a carbone, originariamente prevista entro il 2025.
Tra le banche, Mps passa di mano a 7,92 euro (+0,58%) con i grandi soci della banca sene che iniziano a posizionarsi in vista dell’assemblea che mercoledì 15 aprile eleggerà il nuovo cda. Il Tesoro, scrive Mf-Milano Finanza, ha scelto di non depositare la sua quota, diluitasi al 4,86% del capitale dopo l'opas su Mediobanca (+0,43% a 17,7 euro). Una strategia analoga a quella seguita nell'assemblea del 4 febbraio che ha modificato lo statuto del Monte e che risulta in linea con le parole della premier, Giorgia Meloni: «Non parteciperemo alla nomina dei nuovi organi amministrativi e di controllo».
Quanto a Prysmian (+0,52% a 115,6 euro) Citi ha aggiornato il suo modello sul gruppo di cavi per riflettere gli sviluppi di mercato e l’andamento dei cambi. «Aumentiamo le nostre stime di ebitda rettificato per il 2026/2027 dell’1%/3% e manteniamo invariati il target price a 113 euro e la raccomandazione buy», si legge nella nota di Citi. «Non riteniamo che il primo trimestre rappresenti un catalizzatore significativo, prevedendo un trimestre sostanzialmente in linea e probabilmente senza modifiche alla guidance per l’intero anno. Il consenso ha già anticipato un potenziale miglioramento rispetto alla guidance di ebitda rettificato 2026 pari a 2.625-2.775 milioni di euro: ci aspettiamo che tale intervallo venga ristretto in occasione dei risultati del secondo trimestre del 2026», prevede Citi.
«Sebbene il contesto macro rimanga volatile, per il 2027 vediamo fattori di supporto specifici rispetto al consenso nelle divisioni Digital Solutions e Transmission del gruppo», aggiunge il broker. «Una valutazione relativamente ragionevole, insieme alla possibilità di una revisione al rialzo degli utili e a driver strutturali più ampi, ci porta a continuare a considerare il titolo interessante».
Invece, su Buzzi (-0,62% a 46,69 euro) è intervenuta Morgan Stanley tagliando il target price da 57 a 56 euro (rating equalweight) e su Lottomatica (-0,30% a 26,29 euro) Jefferies: «aumentiamo l’ebitda 2026 dell’1% a 959 milioni di euro, verso il punto medio del nuovo intervallo della guidance pari a 940-980 milioni di euro. Le nostre stime di eps crescono del +2%, poiché includiamo la nuova autorizzazione al buyback da 700 milioni di euro nel 2026/27, circa 267 milioni di incremento rispetto alle nostre precedenti stime 2026, parzialmente compensati da una tassazione più elevata».
Lottomatica richiederà all’assemblea degli azionisti l’autorizzazione per un ulteriore buyback fino al 12,5% del capitale nei prossimi 18 mesi dopo i 300 milioni del 2025. Per il 2026 Lottomatica ha previsto ricavi nell’intervallo 2.390-2.460 milioni, -1% rispetto al consenso (2.443 milioni) nel punto medio e con una crescita dell’8% su base annua. L’ebitda è atteso nell’intervallo 940-980 milioni, in linea con il consenso (957 milioni) e con una crescita del 12% su base annua. Jefferies ha un rating buy e un target price a 32 euro sull’azione.
E se Brunello Cucinelli (-1,16% a 79,84 euro) riunisce il cda sui conti del primo trimestre del 2026 (in uscita solo il dato sui ricavi), Tinexta (+0,20% a 15,03 euro) ha avviato le attività preliminari per una fusione con Zinc BidCo funzionale al delisting del gruppo, dopo che l'opa lanciata dal veicolo societario che fa capo ai private equity Advent International e Nextalia non ha raggiunto la soglia necessaria per l'uscita automatica dal listino.
Vendite poi su Webuild (-0,86% a 2,54 euro) nonostante il nuovo contratto assegnato alla controllata americana Lane Construction negli Stati Uniti. La società si è infatti aggiudicata il progetto «Moving I-4 Forward – Project 2», del valore di 582 milioni di dollari (509 milioni di euro al cambio attuale), interamente di competenza di Lane.
Infine, si segnala che Kkcg Maritime ha replicato alla bocciatura dell'opa espressa dal cda dalla società di yatch di lusso Ferretti (-0,61% a 3,904 euro) la scorsa settimane e ha ribadito di essere convinta che l'offerta lanciata rappresenti una proposta trasparente, a premio e orientata alla creazione di valore, nell'interesse di tutti gli azionisti.
Borse europee attese poco mosse (+0,09% il futures sull’Eurostoxx50) dopo il forte rally nella seduta precedente, mentre l'euforia iniziale per il fragile cessate il fuoco di due settimane in Medio Oriente lascia il posto alla cautela.
Anche perché Israele a lanciato i suoi attacchi più pesanti in Libano, uccidendo centinaia di persone e provocando minacce di ritorsione da parte dell'Iran, secondo cui sarebbe «irragionevole» continuare i negoziati per un accordo di pace permanente con gli Stati Uniti le cui forze armate, per altro, rimarranno nelle acque e nei cieli intorno all'Iran e ricominceranno a «sparare» a meno che Teheran non rispetti pienamente l'accordo raggiunto con Washington. Anche i futures statunitensi flettono: -0,05% quello sul Dow Jones e -0,13% quello sull’S&P500. Comunque, una delegazione iraniana ha assicurato che arriverà questa sera a Islamabad per «colloqui seri» basati sulla proposta iraniana di cessate il fuoco in 10 punti. I colloqui, secondo gli Stati Uniti, dovrebbero aver luogo sabato.
Ma i prezzi del petrolio tornano a salire per le preoccupazioni che le forniture dalla regione produttrice chiave del Medio Oriente non possano riprendere completamente, a causa dei dubbi sulla tenuta del cessate il fuoco e del fatto che il traffico nello Stretto di Hormuz, un punto di strozzatura per il 20% delle spedizioni globali di petrolio e gas naturale liquefatto, rimane limitato.
Infatti, la Marina dei Guardiani della rivoluzione iraniana ha annunciato che le navi in transito nello stretto dovranno utilizzare due rotte alternative, vicine alle coste iraniane per la possibilità della presenza di mine lungo il consueto itinerario più al largo, secondo quanto ha riferito l'agenzia di stampa France Presse.
Così il futures sul Brent rimbalza dello 2,32% a 96,95 dollari al barile e quello sul Wti del 3,15% a 97,38 dollari al barile. Ma Goldman Sachs ha, però, ridotto le sue previsioni per il secondo trimestre del 2026 per il Brent e il greggio statunitense, rispettivamente, a 90 e 87 dollari al barile dalle stime precedenti a 99 e 91 dollari al barile, dopo che gli Stati Uniti e l'Iran hanno concordato un cessate il fuoco di due settimane.
Invariate le previsioni per il terzo trimestre a 82 dollari per il Brent e a 77 dollari per il Wti e per il quarto trimestre a 80 dollari e 75 dollari, rispettivamente. Tuttavia, nel caso in cui il cessate il fuoco non dovesse reggere, con perdite di produzione in Medio Oriente di 2 milioni di barili al giorno, il Brent potrebbe salire fino a 115 dollari nel quarto trimestre di quest’anno, avverte Goldman Sachs.
La banca d’affari americana ha anche abbassato le stime sul prezzo del gas europeo per il secondo trimestre a 50 euro per megawattora da 70 euro/MWh, ipotizzando una graduale normalizzazione dei flussi di gas naturale liquefatto attraverso Hormuz a partire da metà aprile. Ma se i flussi dovessero subire ritardi o se le infrastrutture di produzione dovessero essere danneggiate, i prezzi potrebbero superare quota 75 euro/MWh.
Il dollaro, debole alla vigilia, si è stabilizzato nei confronti dell’euro a 1,1662 in attesa alle 8 del dato sulla produzione industriale e sulla bilancia commerciale a febbraio della Germania, alle 9 della produzione industriale a febbraio della Spagna per poi andare negli Stati Uniti con il pil finale del quarto trimestre del 2025 alle 14:30 insieme alla spesa per consumi, al deflatore, ai redditi delle famiglie e alle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione tutti del mese di febbraio.
Sul listino milanese attenzione a Mps con i grandi soci della banca sene che iniziano a posizionarsi in vista dell’assemblea che mercoledì 15 aprile eleggerà il nuovo cda. Il Tesoro, scrive Mf-Milano Finanza, ha scelto di non depositare la sua quota, diluitasi al 4,86% del capitale dopo l'opas su Mediobanca. Una strategia analoga a quella seguita nell'assemblea del 4 febbraio che ha modificato lo statuto del Monte e che risulta in linea con le parole della premier, Giorgia Meloni: «Non parteciperemo alla nomina dei nuovi organi amministrativi e di controllo».
Da monitorare, inoltre, nel settore delle utility Italgas che ha sottoscritto con un pool di banche italiane e internazionali una nuova linea di credito revolving sustainability linked da 900 milioni di euro con una durata fino a 5 anni.
Focus anche su Enel dopo che il Senato ha approvato in via definitiva il decreto bollette che contiene, tra le varie misure, la proroga al 2038 della dismissione delle centrali a carbone, originariamente prevista entro il 2025.
Quanto a Prysmian Citi ha aggiornato il suo modello sul gruppo di cavi per riflettere gli sviluppi di mercato e l’andamento dei cambi. «Aumentiamo le nostre stime di ebitda rettificato per il 2026/2027 dell’1%/3% e manteniamo invariati il target price a 113 euro e la raccomandazione buy», si legge nella nota di Citi. «Non riteniamo che il primo trimestre rappresenti un catalizzatore significativo, prevedendo un trimestre sostanzialmente in linea e probabilmente senza modifiche alla guidance per l’intero anno. Il consenso ha già anticipato un potenziale miglioramento rispetto alla guidance di ebitda rettificato 2026 pari a 2.625-2.775 milioni di euro: ci aspettiamo che tale intervallo venga ristretto in occasione dei risultati del secondo trimestre del 2026», prevede Citi.
«Sebbene il contesto macro rimanga volatile, per il 2027 vediamo fattori di supporto specifici rispetto al consenso nelle divisioni Digital Solutions e Transmission del gruppo», aggiunge il broker. «Una valutazione relativamente ragionevole, insieme alla possibilità di una revisione al rialzo degli utili e a driver strutturali più ampi, ci porta a continuare a considerare il titolo interessante».
Invece su Buzzi è intervenuta Morgan Stanley tagliando il target price da 57 a 56 euro (rating equalweight), su Eni Rbc alzando il target price da 24 a 28 euro (rating sector perform) e su Lottomatica Jefferies: «aumentiamo l’ebitda 2026 dell’1% a 959 milioni di euro, verso il punto medio del nuovo intervallo della guidance pari a 940-980 milioni di euro. Le nostre stime di eps crescono del +2%, poiché includiamo la nuova autorizzazione al buyback da 700 milioni di euro nel 2026/27, circa 267 milioni di incremento rispetto alle nostre precedenti stime 2026, parzialmente compensati da una tassazione più elevata».
Lottomatica richiederà all’assemblea degli azionisti l’autorizzazione per un ulteriore buyback fino al 12,5% del capitale nei prossimi 18 mesi dopo i 300 milioni del 2025. Per il 2026 Lottomatica ha previsto ricavi nell’intervallo 2.390-2.460 milioni, -1% rispetto al consenso (2.443 milioni) nel punto medio e con una crescita dell’8% su base annua. L’ebitda è atteso nell’intervallo 940-980 milioni, in linea con il consenso (957 milioni) e con una crescita del 12% su base annua. Jefferies ha un rating buy e un target price a 32 euro sull’azione.
E se Brunello Cucinelli riunisce il cda sui conti del primo trimestre del 2026 (in uscita solo il dato sui ricavi), Tinexta ha avviato le attività preliminari per una fusione con Zinc BidCo funzionale al delisting del gruppo, dopo che l'opa lanciata dal veicolo societario che fa capo ai private equity Advent International e Nextalia non ha raggiunto la soglia necessaria per l'uscita automatica dal listino.
Infine, si segnala che Kkcg Maritime ha replicato alla bocciatura dell'opa espressa dal cda dalla società di yatch di lusso Ferretti la scorsa settimane e ha ribadito di essere convinta che l'offerta lanciata rappresenti una proposta trasparente, a premio e orientata alla creazione di valore, nell'interesse di tutti gli azionisti.
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