Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in rialzo del 3,7%, sopra i 47 mila punti. Vola Prysmian
Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in rialzo del 3,7%, sopra i 47 mila punti. Vola Prysmian
Grazie alla tregua di due settimane tra Usa e Iran. Euro a 1,17 dollari. Sugli scudi Brunello Cucinelli e Buzzi

di Sara Bichicchi e Francesca Gerosa 08/04/2026 07:30

Ftse Mib
47.759,39 17.21.37

+0,91%

Dax 30
23.885,23 17.21.54

+0,33%

Dow Jones
48.060,91 17.26.50

-0,26%

Nasdaq
22.996,60 17.21.41

+0,76%

Euro/Dollaro
1,1729 17.06.45

+0,21%

Spread
77,30 17.30.15

-1,02

  • Ore 15:30 Anche Wall Street festeggia la tregua, Nasdaq +3%

  • Ore 14:50 Il Ftse Mib festeggia la tregua, Unicredit e Prysmian super star. Spread giù a 74
  • Ore 13:40 Il Ftse Mib guadagna oltre il 4% con le banche e Stellantis (+8%). Ma JD Vance avverte: la tregua in Iran è fragile
  • Ore 12:20 Il Ftse Mib consolida sopra 47.000 con Unicredit in testa. Ma i trader avvertono: non ancora fuori pericolo in Iran
  • Ore 11:00 Il Ftse Mib rimbalza sopra 47.000 con le banche e Prysmian grazie alla tregua in Iran. Lo spread cade a 76
  • Ore 09:05 Ftse Mib in deciso rialzo con la tregua in Iran, spicca Unicredit (+9%). Crollano petrolio (-14%) e gas (-17%)
  • Ore 07:30 Attesa apertura col botto (+5%) per le borse europee con la tregua di due settimane in Iran, cadono petrolio e dollaro

Il Ftse Mib chiude a 47.901 punti, in rialzo del 3,7%, al termine di una seduta di rialzi generalizzati sui principali listini globali. Le borse festeggiano così l’accordo provvisorio per il cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti. 

A Piazza Affari la migliore è Prysmian che aggiorna i massimi storici a 115 euro per azione, con un balzo del 9,8%. Seguono Brunello Cucinelli (+8,2%), Buzzi (+7,9%) e Unicredit (+7,9%). In calo i titoli legati all'energia, appesantiti dal tonfo del petrolio (-15% il prezzo del Brent): Eni (-5,6%), Tenaris (-1,2%) e Snam (-0,5%). Lo spread Btp/Bund scende a 77 punti base. 

Ore 15:30 Anche Wall Street festeggia la tregua, Nasdaq +3%

L’euforia per la tregua tra Iran e Stati Uniti si estende alle borse americane. Il Dow Jones apre in rialzo del 2,9%, l’S&P 500 del 2,5% e il Nasdaq del 3,3%. «I mercati stanno registrando un forte rally di sollievo a seguito dell'annuncio di una tregua di due settimane tra Stati Uniti e Iran. Il tail risk immediato di una grave escalation si è attenuato, provocando un crollo dei prezzi del petrolio e un rimbalzo dei mercati azionari. Sebbene ciò elimini per ora lo scenario peggiore, la visibilità rimane limitata e la durata della tregua è fondamentale», osserva Mathieu Racheter, head of equity strategy research di Julius Baer. 

L'accordo prevede la sospensione immediata di tutti gli attacchi aerei e missilistici contro il territorio iraniano, una misura a cui ha aderito ufficialmente anche il governo israeliano. «Il punto più critico e immediato dell'intesa riguarda la riapertura dello Stretto di Hormuz, considerato che, in cambio del cessate il fuoco, Teheran ha accettato di permettere nuovamente il transito delle petroliere», evidenziano gli esperti di Mps.

In questo contesto, i prezzi del petrolio sono crollati di oltre il 15% e i rendimenti obbligazionari sono calati bruscamente. «È importante però che gli investitori non corrano troppo avanti. Abbiamo già visto Trump fissare e prorogare scadenze più volte in passato, e una finestra di due settimane non rappresenta una soluzione permanente"» commenta Josh Gilbert, market analyst di eToro.

Sul fronte della politica monetaria si allontana l’ipotesi di un innalzamento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve. Lato macro, l’indice che misura il volume delle richieste di mutui negli Stati Uniti è calato dello 0,8% nella settimana terminata il 3 aprile, dopo la discesa del 10,4% del dato precedente.

Ore 14:50 Il Ftse Mib festeggia la tregua, Unicredit e Prysmian super star. Spread giù a 74

Con Wall Street che si avvia a una forte apertura (futures sul Dow Jones +2,7% e sull’S&P500 +2,68% alle 14:50) dopo che gli Stati Uniti e l'Iran hanno concordato un cessate il fuoco di due settimane, facendo scendere i prezzi del greggio sulle aspettative di ripresa delle forniture di energia attraverso lo Stretto di Hormuz, i mercati azionari europei continuano a festeggiare: Francoforte guadagna il 5,38%, Londra il 3,1%, Parigi il 4,98% e Milano il 4,22% a 47.328 punti con tutte le banche in rialzo di oltre il 6% (Unicredit la migliore con un +9,15%). Sugli scudi anche Prysmian (+9,79%), Stellantis (+8,44%) e Ferrari con un +8% come Buzzi.

Donald Trump ha detto che gli Stati Uniti lavoreranno a stretto contatto con l'Iran e che parleranno con Teheran di tariffe e sgravi sulle sanzioni. «Stiamo, e continueremo a discutere con l'Iran di una riduzione delle tariffe e delle sanzioni. Molti dei 15 punti sono già stati concordati. Grazie per l'attenzione che ci avete dedicato», ha scritto su Truth il presidente degli Stati Uniti. Lo spread cala a 74,7 punti base e l’euro resta in rialzo nei confronti del dollaro (+1% a 1,1714).

Ore 13:40 Il Ftse Mib guadagna oltre il 4% con le banche e Stellantis (+8%). Ma JD Vance avverte: la tregua in Iran è fragile

Le borse europee si confermano in netto rialzo (Dax +5,26%, Cac40 +4,8%, Ftse100 +3,1% e Ftse Mib +4,23% a 47.330 punti alle 13:40 con Stellantis, +8,9%, Unicredit, +9,18%, Mps, +8,19%, e Prysmian, +8,74% in rally, mentre con la caduta del petrolio Eni crolla del 7,23%, giù anche Snam e Tenaris) anche se il vicepresidente statunitense, JD Vance, che ha contribuito alle fasi finali dei negoziati che hanno portato al cessate il fuoco con l'Iran, ha definito l'accordo raggiunto una «tregua fragile» che gli ha insegnato molto sul sistema iraniano.

Parlando a Budapest, Vance ha affermato che la reazione dell'Iran è stata variabile a seconda del gruppo all'interno del governo e ha detto che il ministro degli Esteri ha accolto favorevolmente il piano, ma che altri hanno «mentito» su quanto è stato realizzato militarmente dagli Stati Uniti e sui contorni del cessate il fuoco.

«Ecco perché dico che questa è una tregua fragile. Ci sono persone che chiaramente vogliono sedersi al tavolo delle trattative e collaborare con noi per trovare un buon accordo, e poi ci sono persone che mentono persino sulla fragile tregua che abbiamo già raggiunto», ha dichiarato. «Se gli iraniani sono disposti in buona fede a collaborare con noi, credo che possiamo raggiungere un accordo. Se invece mentiranno, se imbroglieranno, se cercheranno di impedire persino la fragile tregua che abbiamo stabilito, allora non saranno contenti», ha proseguito Vance, secondo cui il presidente Usa, Donald Trump, ha chiesto al suo team di astenersi, per il momento, dall'utilizzare determinati strumenti militari, diplomatici ed economici per esercitare pressioni sull'Iran. Il vicepresidente ha però aggiunto che tali opzioni restano sul tavolo qualora l'Iran non riuscisse a negoziare in modo costruttivo per la fine definitiva della guerra.

L’accordo su un cessate il fuoco a breve termine tra Stati Uniti e Iran ha temporaneamente ridotto il rischio acuto di escalation in Medio Oriente. Il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, strategicamente cruciale, è ripreso, facendo scendere i prezzi del petrolio sotto i 94 dollari al barile (Wti). Tuttavia, «i prezzi restano superiori ai livelli pre-crisi, poiché i conflitti sottostanti rimangono irrisolti», nota Roger Rüegg, Head of Multi-Asset Solutions di Swisscanto.

I negoziati per una soluzione di lungo periodo dovrebbero iniziare nei prossimi giorni a Islamabad. Il piano iraniano in 10 punti, che prevede tra l’altro un maggior controllo del traffico marittimo da parte dell’Iran e la revoca delle sanzioni, giocherà un ruolo centrale. «Resta però da vedere se si riuscirà a raggiungere un accordo sostenibile. Diversi importanti indici futures hanno oggi superato le loro medie mobili a 200 giorni. Gli sviluppi recenti suggeriscono che i mercati sperano in una maggior stabilizzazione, anche se le incertezze legate al conflitto persistono», conclude Rüegg.

Il dollaro si conferma debole nei confronti dell’euro (+0,9% a 1,1697) mentre nella settimana al 3 aprile l'indice che misura il volume delle domande di mutui ipotecari negli Stati Uniti ha registrato un calo dello 0,8%, dopo il -10,4% della settimana precedente. I tassi sui mutui trentennali sono diminuiti al 6,51% dal 6,57% precedente.

Ore 12:20 Il Ftse Mib consolida sopra 47.000 con Unicredit in testa. Ma i trader avvertono: non ancora fuori pericolo in Iran

A Piazza Affari l’indice Ftse Mib sale del 3,5% a quota 47.039 punti alle 12:20 in scia alla tregua temporanea in Iran con tutte le banche in forte spolvero, in particolare Unicredit con un +8,65%. Seguono a stretto gito Stellantis con un +8,2%, Moncler, Buzzi, Ferrari e Prysmian con un +7%. «Ovviamente i mercati hanno reagito con entusiasmo a un rally risk-on dopo l’annuncio di un temporaneo cessate il fuoco. E, oltre al petrolio, anche i rendimenti obbligazionari sono scesi bruscamente dopo la notizia, in linea con le nostre aspettative», commenta Elliot Hentov, Head of Macro Policy Research di State Street Investment Management.

Tuttavia, avverte l’esperto, «non siamo ancora fuori pericolo né siamo fuori dallo Stretto. Un temporaneo aumento dello shipping non equivale a una normalizzazione prevedibile dei flussi energetici nei prossimi mesi. Di conseguenza», spiega Hentov, «i premi per il rischio non dovrebbero comprimersi troppo, a meno che non emergano segnali di concessioni reciproche sul fronte geopolitico, che rafforzerebbero la fiducia in un cessate il fuoco duraturo».

Gli Stati Uniti hanno già fatto molte concessioni per ora, quindi nei prossimi giorni sarà necessario un significativo ammorbidimento della posizione iraniana per evitare una ripresa dei combattimenti. Pertanto, conclude Hentov, «gli elementi per uno shock macro globale significativo restano presenti, sono solo marginalmente inferiori rispetto a 24 ore fa».

Ore 11:00 Il Ftse Mib rimbalza sopra 47.000 con le banche e Prysmian grazie alla tregua in Iran. Lo spread cade a 76

Le borse europee consolidano i rialzi (+4,59% il Dax, +4% il Cac40, +2,37% il Ftse100 e +3,5% a 47.004 punti il Ftse Mib con tutte le banche che guadagnano in media oltre il 6%, Unicredit, Mps, Mediobanca, Prysmian, Stellantis, Ferrari i migliori) con la tregua di due settimane in Iran. Il consiglio supremo dell'Iran ha confermato che i negoziati con gli Stati Uniti avranno inizio venerdì 10 aprile a Islamabad, dopo aver presentato a Washington una proposta in 10 punti (includono controlli per i transiti attraverso lo stretto di Hormuz coordinati con le forze armate iraniane, la fine della guerra con l'Iran e gruppi alleati, e il ritiro delle forze statunitensi da tutte le base regionali) attraverso il Pakistan.

I negoziati, che potrebbero durare per 15 giorni ed essere estesi in caso di comune accordo, sono volti a finalizzare i dettagli della proposta. Il dollaro cede terreno portandosi al minimo dell'ultimo mese. L'euro sale dello 0,87% a 1,1682 dollari, il massimo dall'inizio di marzo. Il biglietto verde è stata la valuta che più si è apprezzata dall'inizio della guerra in Iran, con l'indice della divisa in rialzo del 2,2% a marzo, ora scambia in ribasso per il terzo giorno consecutivo, toccando quota 98,838, il livello più basso dall'11 marzo. Inoltre il Vix, l’indice della volatilità, crolla del 21,37% a 20,27 punti. Lo spread Btp/Bund scende a quota 76,5 punti base con il rendimento del Btp 10 anni in calo al 3,7% (-7,12%).

Lato macro, le vendite al dettaglio dell'Eurozona sono diminuite dello 0,2% su base mensile a febbraio, in linea con la stima del consenso degli economisti, dopo una lettura invariata a gennaio. Su base annua, sono aumentate dell'1,7% rispetto al rialzo rivisto del 2,1% precedente e all'aumento dell'1,6% previsto dagli esperti. Mentre i prezzi alla produzione sempre dell'Eurozona sono diminuiti dello 0,7% su base mensile a febbraio, dopo un aumento rivisto dello 0,8% a gennaio Gli economisti avevano previsto un calo dello 0,6% mese su mese. Su base annua, sono scesi del 3%, in linea con il consenso, rispetto al calo precedente del 2%.

Ore 09:05 Ftse Mib in deciso rialzo con la tregua in Iran, spicca Unicredit (+9%). Crollano petrolio (-14%) e gas (-17%)

Apertura esplosiva delle borse europee (Dax +5,13%, Cac40 +3,54%, Ftse100 +2,7% e Ftse Mib +4% a 47.237 punti), in linea con i futures Usa (+2,47% quello sul Dow Jones e +2,65% quello sull’S&P500), dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha accettato un cessate il fuoco di due settimane con l’Iran, a meno di due ore dalla scadenza dell’ultimatum affinché Teheran riaprisse lo Stretto di Hormuz, minacciando in caso contrario attacchi devastanti contro le infrastrutture civili del Paese. 

La tregua di due settimane in Iran durerà?

La guerra ha causato oltre 5.000 morti in quasi una dozzina di Paesi, tra cui più di 1.600 civili in Iran. Trump ha spiegato che l’accordo è subordinato all’impegno di Teheran a sospendere il blocco delle forniture di petrolio e gas attraverso lo Stretto di Hormuz, una delle principali rotte energetiche mondiali, da cui transita circa un quinto del petrolio globale.

Il capo delle forze armate pakistane, il feldmaresciallo Asim Munir, e il primo ministro, Shehbaz Sharif, hanno contribuito a mediare l’intesa. Sharif ha scritto in un post su X di aver invitato le delegazioni iraniana e statunitense a incontrarsi venerdì 10 aprile a Islamabad. Tuttavia, c’è chi è scettico sulla tenuta del cessate il fuoco di due settimane, ritiene che l'Iran voglia solo guadagnare tempo. 

Crollano petrolio (-14%) e gas (-17%)

Intanto, però, i prezzi del petrolio crollano (futures sul Wti -14,8% a 96,23 dollari al barile) come quelli del gas europeo alla borsa di Amsterdam del 17,3% a 44 euro a MWh, comunque sono ancora lontani dal livello pre-conflitto in area 32 euro, e il dollaro cade nei confronti dell’euro che vale 1,17 (+0,97%) anche se sono rimbalzati meno delle attese gli ordinativi all'industria in Germania a febbraio 2026: +0,8% su base mensile dopo il -11,1% registrato il mese precedente. Le stime degli economisti erano per un aumento del 3%.

Mentre i prezzi delle case nel Regno Unito sono scesi dello 0,5% a marzo rispetto al +0,3% di febbraio e al +0,2% previsto dagli economisti. Il prezzo medio degli immobili è di 299.677 sterline. La crescita annuale è rallentata a +0,8% dal +1,2% del mese precedente.

Focus sui verbali del Fomc

Alle 20 sono attesi i verbali della riunione del Fomc. Il mercato si aspetta che la Federal Reserve possa tagliare i tassi di almeno 25 punti base nella riunione del 9 dicembre. «Per gli Stati Uniti nel loro complesso, ritengo che l'economia continui a crescere, trainata da una spesa dei consumatori resiliente e da solidi investimenti delle imprese. Il mercato del lavoro è sostanzialmente in equilibrio, ma vulnerabile a shock negativi. L'inflazione rimane al di sopra dell'obiettivo del 2% fissato dalla Federal Reserve», ha affermato il vicepresidente della Fed, Philip Jefferson, il quale ritiene che l'attuale orientamento «ci permetta di determinare l'entità e la tempistica di ulteriori aggiustamenti al nostro tasso di riferimento, sulla base dei dati in arrivo, dell'evoluzione delle prospettive e del bilancio dei rischi».

Scendono i rendimenti dei Treasury Usa e Btp

Il rendimento dei Treasury Usa 10 anni cala al 4,23% e quello del Btp 10 anni al 3,65% con lo spread con il Bund in forte calo a 74,5 punti base dopo una seduta contrassegnata da un rialzo dei rendimenti obbligazionari nella zona euro in attesa dello scadere dell'ultimatum Usa a Teheran. I mercati sono arrivati a prezzare almeno due rialzi dei tassi di interesse da parte della Bce entro l'anno.

Per quanto riguarda il primario, stamani la Germania mette a disposizione degli investitori 5 miliardi di euro di Bund 2036. Si attiva anche la Grecia che offre titoli di Stato a 13 settimane. In serata il Tesoro italiano diffonderà i dettagli dell'asta a medio-lungo in programma venerdì, all'indomani del collocamento di Bot a 12 e 3 mesi offerti complessivamente per 10 miliardi.

A Milano spiccano Unicredit, Mps, Banco Bpm, Stellantis e Buzzi. Leonardo rimbalza

Sul listino milanese Leonardo recupera l’1,43% a 58,07 euro dopo lo scivolone della vigilia perché il governo potrebbe sostituire l'ad, Roberto Cingolani, in quello che sarebbe un cambiamento significativo nel giro di nomine delle società controllate dallo Stato. Tra l’altro Barclays ha alzato il target price su Leonardo da 71 a 74 euro (rating overweight). 

Nel settore bancario Mps schizza del 6% a 7,80 euro dopo che il cda ha revocato il rapporto di lavoro di Luigi Lovaglio nella sua qualità di direttore generale della banca.

Fa ancora meglio Unicredit con un +9% dopo che Commerzbank ha ribadito l’assenza di presupposti per una potenziale operazione concordata, sottolineando la priorità della propria strategia stand-alone. L’istituto tedesco ha inoltre evidenziato che la proposta non offre un valore aggiunto superiore rispetto al percorso autonomo, indicando anche un aggiornamento al rialzo dei target finanziari atteso per maggio.

lnvece il proxy adviser Glass Lewis ha raccomandato agli azionisti di votare a favore della lista del cda nell'assemblea del 16 aprile di Banco Bpm (+5,6% a 12,75 euro) che propone la conferma dell'ad, Giuseppe Castagna, e del presidente, Massimo Tononi.


Mentre l'ente regolatore dell'energia elettrica del Brasile, Aneel, ha deciso di avviare un procedimento di decadenza che potrebbe portare alla revoca di una concessione detenuta da una controllata locale di Enel (+2,11% a 9,97 euro) a San Paolo.

In corsa, inoltre, Stellantis con un +7,16% a 6,77 euro. Secondo quanto riportato dal Financial Times, le case automobilistiche statunitensi hanno accusato Bruxelles di impedire ai loro pick-up di grandi dimensioni, tra cui il Ford F-150, il Chevy Silverado e il Ram 1500 (Stellantis), di circolare sulle strade europee. In un'intervista separata al FT, Andrew Puzder, ambasciatore degli Stati Uniti presso il blocco, ha affermato che i piani dell’Ue per modificare le norme di sicurezza potrebbero violare lo spirito dell'accordo commerciale se impedissero ad alcuni veicoli americani di essere venduti in Europa.

Infine, si segnala che Citi ha tagliato il target price su Buzzi da 55 a 50 euro (rating neutral), ma il titolo balza dell’8,32% a 47,15 euro. Per il 2026 Buzzi ha previsto un lieve calo dell’ebitda su base annua, pur mantenendo una redditività solida. Gli Stati Uniti, spiega Citi, restano il principale fattore di rischio, con volumi più deboli e una flessibilità limitata sui prezzi, in particolare in Texas. L’Italia dovrebbe sostenere i risultati del 2025, supportata dai finanziamenti europei per le infrastrutture e dal potenziale aumento dei prezzi legato al meccanismo CBAM (Carbon border adjustment mechanism) e ai costi della CO2.

In Europa Centrale, in particolare in Germania, si prevede una graduale ripresa, trainata dai programmi federali per le infrastrutture e da un miglioramento dei prezzi. L’Europa Orientale (Polonia e Repubblica Ceca) dovrebbe mantenere il suo slancio positivo. Anche il Brasile prospetta una traiettoria favorevole, ma subordinata a un allentamento della politica monetaria che sblocchi i progetti edilizi rinviati.

Mentre i conflitti regionali stanno penalizzando il consumo di cemento negli Emirati Arabi Uniti, anche se iniziative interne mirano a preservare l’ebitda. Tra i principali fattori avversi si segnalano l’aumento dei costi energetici e della CO2, parzialmente compensati da coperture (hedging) e interventi sui prezzi. Comunque, nel complesso, conclude Citi, una forte generazione di cassa, una solida struttura patrimoniale e i programmi di riacquisto di azioni proprie continuano a sostenere rendimenti interessanti per gli azionisti di Buzzi.

Ore 07:30 Attesa apertura col botto (+5%) per le borse europee con la tregua di due settimane in Iran, cadono petrolio e dollaro

Borse europee attese in netto rialzo (+5,19% il futures sull’Eurostoxx50), in linea con i futures Usa (+2,31% quello sul Dow Jones e +2,50% quello sull’S&P500) dopo che il presidente statunitense, Donald Trump, ha dichiarato martedì sera che sospenderà per due settimane gli attacchi militari pianificati contro l’Iran, mentre Teheran ha segnalato di essere aperta a un cessate il fuoco condizionato.

Tregua di due settimane in Iran

La decisione del tycoon è arrivata dopo i colloqui con il primo ministro pakistano, Shehbaz Sharif, e il feldmaresciallo, Asim Munir. La sospensione è subordinata alla «completa, immediata e sicura riapertura dello Stretto di Hormuz» da parte dell’Iran. Sharif ha dichiarato in un comunicato che Iran e Stati Uniti hanno concordato un «cessate il fuoco immediato ovunque». Inoltre ha invitato Washington e Teheran a colloqui di pace a Islamabad venerdì 10 aprile. Un rapporto dell’Associated Press ha riferito che anche la Cina ha spinto l’Iran verso un cessate il fuoco.

Il ministro degli Esteri iraniano, Seyed Aragchi, ha dichiarato che Washington ha accettato la proposta in 10 punti e che Teheran cesserà le proprie «azioni difensive» se gli attacchi contro il Paese verranno interrotti. Aragchi ha anche assicurato che il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz «sarà possibile». Lo Stretto è stato un punto centrale del conflitto con l’Iran, poiché Teheran ha di fatto bloccato il canale che fornisce il 20% del consumo mondiale di petrolio.

Trump ha annunciato il rinvio degli attacchi previsti poche ore prima della scadenza fissata per martedì 7 aprile alle 20, ora di Washington. Non è la prima volta in cui il presidente degli Stati Uniti ha minacciato attacchi devastanti contro l’Iran («un’intera civiltà morirà stanotte») contro l’Iran per poi fare marcia indietro all’ultimo momento. Il numero uno della Casa Bianca ha aggiunto che quasi tutti i punti di disaccordo precedenti tra Stati Uniti e Iran sono stati risolti e che le due settimane serviranno a completare l’intesa.

I prezzi del petrolio crollano

I future sul petrolio Wti scendono del 14,4% a 96,6 dollari al barile e quello sul Brent del 13% a 95 dollari al barile. In un post separato, Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti aiuteranno a gestire la congestione del traffico nello Stretto di Hormuz e che Washington supervisionerà gli sforzi di ricostruzione e riapertura. «L’Iran può iniziare il processo di ricostruzione. Resteremo nei paraggi per assicurarci che tutto proceda per il meglio», ha dichiarato Trump.

Dollaro sui minimi da un mese, salgono euro e bitcoin

Il dollaro scende al livello più basso in un mese, mentre l'euro, lo yen e la sterlina registrano un forte rally. Lo yen si rafforza dello 0,7% nei confronti del biglietto verde a 158,33 per dollaro. L'euro sale dello 0,78% a 1,1682 dollari, mentre la sterlina inglese si apprezza dello 0,8% a 1,34 dollari. Anche le criptovalute schizzano, con il bitcoin in crescita del 4,5% a 71.755 dollari e l'ether del 6,6% a 2.244 dollari.

Focus sui verbali della riunione del Fomc

Lato macro, alle 8 sono attesi gli ordini all'industria a febbraio della Germania, alle 11 i prezzi alla produzione e le vendite al dettaglio a febbraio dell’Eurozona, alle 13 l’indice settimanale richieste mutui negli Stati Uniti, alle 16:30 le scorte settimanali di petrolio e alle 20 i verbali della riunione del Fomc. il mercato si aspetta che la Federal Reserve possa tagliare i tassi di almeno 25 punti base nella riunione del 9 dicembre.

A Milano occhio a Leonardo, Mps, Banco Bpm, Enel, Stellantis e Buzzi


Sul listino milanese attenzione a Leonardo perché il governo potrebbe sostituire l'ad, Roberto Cingolani, in quello che sarebbe un cambiamento significativo nel giro di nomine delle società controllate dallo Stato. Tra l’altro Barclays ha alzato il target price su Leonardo da 71 a 74 euro (rating overweight). 

Nel settore bancario focus su Mps dopo che il cda ha revocato il rapporto di lavoro di Luigi Lovaglio nella sua qualità di direttore generale della banca.

lnvece il proxy adviser Glass Lewis ha raccomandato agli azionisti di votare a favore della lista del cda nell'assemblea del 16 aprile di Banco Bpm che propone la conferma dell'ad, Giuseppe Castagna, e del presidente, Massimo Tononi.


Mentre l'ente regolatore dell'energia elettrica del Brasile, Aneel, ha deciso di avviare un procedimento di decadenza che potrebbe portare alla revoca di una concessione detenuta da una controllata locale di Enel a San Paolo.

Da monitorare, inoltre, Stellantis perché, secondo quanto riportato dal Financial Times, le case automobilistiche statunitensi hanno accusato Bruxelles di impedire ai loro pick-up di grandi dimensioni, tra cui il Ford F-150, il Chevy Silverado e il Ram 1500 (Stellantis), di circolare sulle strade europee. In un'intervista separata al FT, Andrew Puzder, ambasciatore degli Stati Uniti presso il blocco, ha affermato che i piani dell’Ue per modificare le norme di sicurezza potrebbero violare lo spirito dell'accordo commerciale se impedissero ad alcuni veicoli americani di essere venduti in Europa.

Infine, si segnala che Citi ha tagliato il target price su Buzzi da 55 a 50 euro (rating neutral). Per il 2026 Buzzi ha previsto un lieve calo dell’ebitda su base annua, pur mantenendo una redditività solida. Gli Stati Uniti, spiega Citi, restano il principale fattore di rischio, con volumi più deboli e una flessibilità limitata sui prezzi, in particolare in Texas. L’Italia dovrebbe sostenere i risultati del 2025, supportata dai finanziamenti europei per le infrastrutture e dal potenziale aumento dei prezzi legato al meccanismo CBAM (Carbon border adjustment mechanism) e ai costi della CO2.

In Europa Centrale, in particolare in Germania, si prevede una graduale ripresa, trainata dai programmi federali per le infrastrutture e da un miglioramento dei prezzi. L’Europa Orientale (Polonia e Repubblica Ceca) dovrebbe mantenere il suo slancio positivo. Anche il Brasile prospetta una traiettoria favorevole, ma subordinata a un allentamento della politica monetaria che sblocchi i progetti edilizi rinviati.

Mentre i conflitti regionali stanno penalizzando il consumo di cemento negli Emirati Arabi Uniti, anche se iniziative interne mirano a preservare l’ebitda. Tra i principali fattori avversi si segnalano l’aumento dei costi energetici e della CO2, parzialmente compensati da coperture (hedging) e interventi sui prezzi. Comunque, nel complesso, conclude Citi, una forte generazione di cassa, una solida struttura patrimoniale e i programmi di riacquisto di azioni proprie continuano a sostenere rendimenti interessanti per gli azionisti di Buzzi. (riproduzione riservata)