Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib consolida sopra 47.000 con Unicredit in testa. Ma i trader avvertono: non ancora fuori pericolo in Iran
Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib consolida sopra 47.000 con Unicredit in testa. Ma i trader avvertono: non ancora fuori pericolo in Iran
Un temporaneo aumento dello shipping nello Stretto di Hormuz non equivale a una normalizzazione prevedibile dei flussi energetici nei prossimi mesi, secondo State Street Investment Management. Anche Stellantis, Moncler, Buzzi, Ferrari e Prysmian in vetta al listino milanese

di Francesca Gerosa 08/04/2026 07:30

Ftse Mib
47.166,63 13.05.40

+3,86%

Dax 30
24.035,26 13.05.58

+4,86%

Dow Jones
46.584,46 12.06.01

-0,18%

Nasdaq
22.017,85 7.25.15

+0,10%

Euro/Dollaro
1,1687 12.50.38

+0,99%

Spread
76,26 13.20.43

-13,99

  • Ore 11:00 Il Ftse Mib rimbalza sopra 47.000 con le banche e Prysmian grazie alla tregua in Iran. Lo spread cade a 76
  • Ore 09:05 Ftse Mib in deciso rialzo con la tregua in Iran, spicca Unicredit (+9%). Crollano petrolio (-14%) e gas (-17%)
  • Ore 07:30 Attesa apertura col botto (+5%) per le borse europee con la tregua di due settimane in Iran, cadono petrolio e dollaro

A Piazza Affari l’indice Ftse Mib sale del 3,5% a quota 47.039 punti alle 12:20 in scia alla tregua temporanea in Iran con tutte le banche in forte spolvero, in particolare Unicredit con un +8,65%. Seguono a stretto gito Stellantis con un +8,2%, Moncler, Buzzi, Ferrari e Prysmian con un +7%. «Ovviamente i mercati hanno reagito con entusiasmo a un rally risk-on dopo l’annuncio di un temporaneo cessate il fuoco. E, oltre al petrolio, anche i rendimenti obbligazionari sono scesi bruscamente dopo la notizia, in linea con le nostre aspettative», commenta Elliot Hentov, Head of Macro Policy Research di State Street Investment Management.

Tuttavia, avverte l’esperto, «non siamo ancora fuori pericolo né siamo fuori dallo Stretto. Un temporaneo aumento dello shipping non equivale a una normalizzazione prevedibile dei flussi energetici nei prossimi mesi. Di conseguenza», spiega Hentov, «i premi per il rischio non dovrebbero comprimersi troppo, a meno che non emergano segnali di concessioni reciproche sul fronte geopolitico, che rafforzerebbero la fiducia in un cessate il fuoco duraturo».

Gli Stati Uniti hanno già fatto molte concessioni per ora, quindi nei prossimi giorni sarà necessario un significativo ammorbidimento della posizione iraniana per evitare una ripresa dei combattimenti. Pertanto, conclude Hentov, «gli elementi per uno shock macro globale significativo restano presenti, sono solo marginalmente inferiori rispetto a 24 ore fa».

Ore 11:00 Il Ftse Mib rimbalza sopra 47.000 con le banche e Prysmian grazie alla tregua in Iran. Lo spread cade a 76

Le borse europee consolidano i rialzi (+4,59% il Dax, +4% il Cac40, +2,37% il Ftse100 e +3,5% a 47.004 punti il Ftse Mib con tutte le banche che guadagnano in media oltre il 6%, Unicredit, Mps, Mediobanca, Prysmian, Stellantis, Ferrari i migliori) con la tregua di due settimane in Iran. Il consiglio supremo dell'Iran ha confermato che i negoziati con gli Stati Uniti avranno inizio venerdì 10 aprile a Islamabad, dopo aver presentato a Washington una proposta in 10 punti (includono controlli per i transiti attraverso lo stretto di Hormuz coordinati con le forze armate iraniane, la fine della guerra con l'Iran e gruppi alleati, e il ritiro delle forze statunitensi da tutte le base regionali) attraverso il Pakistan.

I negoziati, che potrebbero durare per 15 giorni ed essere estesi in caso di comune accordo, sono volti a finalizzare i dettagli della proposta. Il dollaro cede terreno portandosi al minimo dell'ultimo mese. L'euro sale dello 0,87% a 1,1682 dollari, il massimo dall'inizio di marzo. Il biglietto verde è stata la valuta che più si è apprezzata dall'inizio della guerra in Iran, con l'indice della divisa in rialzo del 2,2% a marzo, ora scambia in ribasso per il terzo giorno consecutivo, toccando quota 98,838, il livello più basso dall'11 marzo. Inoltre il Vix, l’indice della volatilità, crolla del 21,37% a 20,27 punti. Lo spread Btp/Bund scende a quota 76,5 punti base con il rendimento del Btp 10 anni in calo al 3,7% (-7,12%).

Lato macro, le vendite al dettaglio dell'Eurozona sono diminuite dello 0,2% su base mensile a febbraio, in linea con la stima del consenso degli economisti, dopo una lettura invariata a gennaio. Su base annua, sono aumentate dell'1,7% rispetto al rialzo rivisto del 2,1% precedente e all'aumento dell'1,6% previsto dagli esperti. Mentre i prezzi alla produzione sempre dell'Eurozona sono diminuiti dello 0,7% su base mensile a febbraio, dopo un aumento rivisto dello 0,8% a gennaio Gli economisti avevano previsto un calo dello 0,6% mese su mese. Su base annua, sono scesi del 3%, in linea con il consenso, rispetto al calo precedente del 2%.

Ore 09:05 Ftse Mib in deciso rialzo con la tregua in Iran, spicca Unicredit (+9%). Crollano petrolio (-14%) e gas (-17%)

Apertura esplosiva delle borse europee (Dax +5,13%, Cac40 +3,54%, Ftse100 +2,7% e Ftse Mib +4% a 47.237 punti), in linea con i futures Usa (+2,47% quello sul Dow Jones e +2,65% quello sull’S&P500), dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha accettato un cessate il fuoco di due settimane con l’Iran, a meno di due ore dalla scadenza dell’ultimatum affinché Teheran riaprisse lo Stretto di Hormuz, minacciando in caso contrario attacchi devastanti contro le infrastrutture civili del Paese. 

La tregua di due settimane in Iran durerà?

La guerra ha causato oltre 5.000 morti in quasi una dozzina di Paesi, tra cui più di 1.600 civili in Iran. Trump ha spiegato che l’accordo è subordinato all’impegno di Teheran a sospendere il blocco delle forniture di petrolio e gas attraverso lo Stretto di Hormuz, una delle principali rotte energetiche mondiali, da cui transita circa un quinto del petrolio globale.

Il capo delle forze armate pakistane, il feldmaresciallo Asim Munir, e il primo ministro, Shehbaz Sharif, hanno contribuito a mediare l’intesa. Sharif ha scritto in un post su X di aver invitato le delegazioni iraniana e statunitense a incontrarsi venerdì 10 aprile a Islamabad. Tuttavia, c’è chi è scettico sulla tenuta del cessate il fuoco di due settimane, ritiene che l'Iran voglia solo guadagnare tempo. 

Crollano petrolio (-14%) e gas (-17%)

Intanto, però, i prezzi del petrolio crollano (futures sul Wti -14,8% a 96,23 dollari al barile) come quelli del gas europeo alla borsa di Amsterdam del 17,3% a 44 euro a MWh, comunque sono ancora lontani dal livello pre-conflitto in area 32 euro, e il dollaro cade nei confronti dell’euro che vale 1,17 (+0,97%) anche se sono rimbalzati meno delle attese gli ordinativi all'industria in Germania a febbraio 2026: +0,8% su base mensile dopo il -11,1% registrato il mese precedente. Le stime degli economisti erano per un aumento del 3%.

Mentre i prezzi delle case nel Regno Unito sono scesi dello 0,5% a marzo rispetto al +0,3% di febbraio e al +0,2% previsto dagli economisti. Il prezzo medio degli immobili è di 299.677 sterline. La crescita annuale è rallentata a +0,8% dal +1,2% del mese precedente.

Focus sui verbali del Fomc

Alle 20 sono attesi i verbali della riunione del Fomc. Il mercato si aspetta che la Federal Reserve possa tagliare i tassi di almeno 25 punti base nella riunione del 9 dicembre. «Per gli Stati Uniti nel loro complesso, ritengo che l'economia continui a crescere, trainata da una spesa dei consumatori resiliente e da solidi investimenti delle imprese. Il mercato del lavoro è sostanzialmente in equilibrio, ma vulnerabile a shock negativi. L'inflazione rimane al di sopra dell'obiettivo del 2% fissato dalla Federal Reserve», ha affermato il vicepresidente della Fed, Philip Jefferson, il quale ritiene che l'attuale orientamento «ci permetta di determinare l'entità e la tempistica di ulteriori aggiustamenti al nostro tasso di riferimento, sulla base dei dati in arrivo, dell'evoluzione delle prospettive e del bilancio dei rischi».

Scendono i rendimenti dei Treasury Usa e Btp

Il rendimento dei Treasury Usa 10 anni cala al 4,23% e quello del Btp 10 anni al 3,65% con lo spread con il Bund in forte calo a 74,5 punti base dopo una seduta contrassegnata da un rialzo dei rendimenti obbligazionari nella zona euro in attesa dello scadere dell'ultimatum Usa a Teheran. I mercati sono arrivati a prezzare almeno due rialzi dei tassi di interesse da parte della Bce entro l'anno.

Per quanto riguarda il primario, stamani la Germania mette a disposizione degli investitori 5 miliardi di euro di Bund 2036. Si attiva anche la Grecia che offre titoli di Stato a 13 settimane. In serata il Tesoro italiano diffonderà i dettagli dell'asta a medio-lungo in programma venerdì, all'indomani del collocamento di Bot a 12 e 3 mesi offerti complessivamente per 10 miliardi.

A Milano spiccano Unicredit, Mps, Banco Bpm, Stellantis e Buzzi. Leonardo rimbalza

Sul listino milanese Leonardo recupera l’1,43% a 58,07 euro dopo lo scivolone della vigilia perché il governo potrebbe sostituire l'ad, Roberto Cingolani, in quello che sarebbe un cambiamento significativo nel giro di nomine delle società controllate dallo Stato. Tra l’altro Barclays ha alzato il target price su Leonardo da 71 a 74 euro (rating overweight). 

Nel settore bancario Mps schizza del 6% a 7,80 euro dopo che il cda ha revocato il rapporto di lavoro di Luigi Lovaglio nella sua qualità di direttore generale della banca.

Fa ancora meglio Unicredit con un +9% dopo che Commerzbank ha ribadito l’assenza di presupposti per una potenziale operazione concordata, sottolineando la priorità della propria strategia stand-alone. L’istituto tedesco ha inoltre evidenziato che la proposta non offre un valore aggiunto superiore rispetto al percorso autonomo, indicando anche un aggiornamento al rialzo dei target finanziari atteso per maggio.

lnvece il proxy adviser Glass Lewis ha raccomandato agli azionisti di votare a favore della lista del cda nell'assemblea del 16 aprile di Banco Bpm (+5,6% a 12,75 euro) che propone la conferma dell'ad, Giuseppe Castagna, e del presidente, Massimo Tononi.


Mentre l'ente regolatore dell'energia elettrica del Brasile, Aneel, ha deciso di avviare un procedimento di decadenza che potrebbe portare alla revoca di una concessione detenuta da una controllata locale di Enel (+2,11% a 9,97 euro) a San Paolo.

In corsa, inoltre, Stellantis con un +7,16% a 6,77 euro. Secondo quanto riportato dal Financial Times, le case automobilistiche statunitensi hanno accusato Bruxelles di impedire ai loro pick-up di grandi dimensioni, tra cui il Ford F-150, il Chevy Silverado e il Ram 1500 (Stellantis), di circolare sulle strade europee. In un'intervista separata al FT, Andrew Puzder, ambasciatore degli Stati Uniti presso il blocco, ha affermato che i piani dell’Ue per modificare le norme di sicurezza potrebbero violare lo spirito dell'accordo commerciale se impedissero ad alcuni veicoli americani di essere venduti in Europa.

Infine, si segnala che Citi ha tagliato il target price su Buzzi da 55 a 50 euro (rating neutral), ma il titolo balza dell’8,32% a 47,15 euro. Per il 2026 Buzzi ha previsto un lieve calo dell’ebitda su base annua, pur mantenendo una redditività solida. Gli Stati Uniti, spiega Citi, restano il principale fattore di rischio, con volumi più deboli e una flessibilità limitata sui prezzi, in particolare in Texas. L’Italia dovrebbe sostenere i risultati del 2025, supportata dai finanziamenti europei per le infrastrutture e dal potenziale aumento dei prezzi legato al meccanismo CBAM (Carbon border adjustment mechanism) e ai costi della CO2.

In Europa Centrale, in particolare in Germania, si prevede una graduale ripresa, trainata dai programmi federali per le infrastrutture e da un miglioramento dei prezzi. L’Europa Orientale (Polonia e Repubblica Ceca) dovrebbe mantenere il suo slancio positivo. Anche il Brasile prospetta una traiettoria favorevole, ma subordinata a un allentamento della politica monetaria che sblocchi i progetti edilizi rinviati.

Mentre i conflitti regionali stanno penalizzando il consumo di cemento negli Emirati Arabi Uniti, anche se iniziative interne mirano a preservare l’ebitda. Tra i principali fattori avversi si segnalano l’aumento dei costi energetici e della CO2, parzialmente compensati da coperture (hedging) e interventi sui prezzi. Comunque, nel complesso, conclude Citi, una forte generazione di cassa, una solida struttura patrimoniale e i programmi di riacquisto di azioni proprie continuano a sostenere rendimenti interessanti per gli azionisti di Buzzi.

Ore 07:30 Attesa apertura col botto (+5%) per le borse europee con la tregua di due settimane in Iran, cadono petrolio e dollaro

Borse europee attese in netto rialzo (+5,19% il futures sull’Eurostoxx50), in linea con i futures Usa (+2,31% quello sul Dow Jones e +2,50% quello sull’S&P500) dopo che il presidente statunitense, Donald Trump, ha dichiarato martedì sera che sospenderà per due settimane gli attacchi militari pianificati contro l’Iran, mentre Teheran ha segnalato di essere aperta a un cessate il fuoco condizionato.

Tregua di due settimane in Iran

La decisione del tycoon è arrivata dopo i colloqui con il primo ministro pakistano, Shehbaz Sharif, e il feldmaresciallo, Asim Munir. La sospensione è subordinata alla «completa, immediata e sicura riapertura dello Stretto di Hormuz» da parte dell’Iran. Sharif ha dichiarato in un comunicato che Iran e Stati Uniti hanno concordato un «cessate il fuoco immediato ovunque». Inoltre ha invitato Washington e Teheran a colloqui di pace a Islamabad venerdì 10 aprile. Un rapporto dell’Associated Press ha riferito che anche la Cina ha spinto l’Iran verso un cessate il fuoco.

Il ministro degli Esteri iraniano, Seyed Aragchi, ha dichiarato che Washington ha accettato la proposta in 10 punti e che Teheran cesserà le proprie «azioni difensive» se gli attacchi contro il Paese verranno interrotti. Aragchi ha anche assicurato che il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz «sarà possibile». Lo Stretto è stato un punto centrale del conflitto con l’Iran, poiché Teheran ha di fatto bloccato il canale che fornisce il 20% del consumo mondiale di petrolio.

Trump ha annunciato il rinvio degli attacchi previsti poche ore prima della scadenza fissata per martedì 7 aprile alle 20, ora di Washington. Non è la prima volta in cui il presidente degli Stati Uniti ha minacciato attacchi devastanti contro l’Iran («un’intera civiltà morirà stanotte») contro l’Iran per poi fare marcia indietro all’ultimo momento. Il numero uno della Casa Bianca ha aggiunto che quasi tutti i punti di disaccordo precedenti tra Stati Uniti e Iran sono stati risolti e che le due settimane serviranno a completare l’intesa.

I prezzi del petrolio crollano

I future sul petrolio Wti scendono del 14,4% a 96,6 dollari al barile e quello sul Brent del 13% a 95 dollari al barile. In un post separato, Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti aiuteranno a gestire la congestione del traffico nello Stretto di Hormuz e che Washington supervisionerà gli sforzi di ricostruzione e riapertura. «L’Iran può iniziare il processo di ricostruzione. Resteremo nei paraggi per assicurarci che tutto proceda per il meglio», ha dichiarato Trump.

Dollaro sui minimi da un mese, salgono euro e bitcoin

Il dollaro scende al livello più basso in un mese, mentre l'euro, lo yen e la sterlina registrano un forte rally. Lo yen si rafforza dello 0,7% nei confronti del biglietto verde a 158,33 per dollaro. L'euro sale dello 0,78% a 1,1682 dollari, mentre la sterlina inglese si apprezza dello 0,8% a 1,34 dollari. Anche le criptovalute schizzano, con il bitcoin in crescita del 4,5% a 71.755 dollari e l'ether del 6,6% a 2.244 dollari.

Focus sui verbali della riunione del Fomc

Lato macro, alle 8 sono attesi gli ordini all'industria a febbraio della Germania, alle 11 i prezzi alla produzione e le vendite al dettaglio a febbraio dell’Eurozona, alle 13 l’indice settimanale richieste mutui negli Stati Uniti, alle 16:30 le scorte settimanali di petrolio e alle 20 i verbali della riunione del Fomc. il mercato si aspetta che la Federal Reserve possa tagliare i tassi di almeno 25 punti base nella riunione del 9 dicembre.

A Milano occhio a Leonardo, Mps, Banco Bpm, Enel, Stellantis e Buzzi


Sul listino milanese attenzione a Leonardo perché il governo potrebbe sostituire l'ad, Roberto Cingolani, in quello che sarebbe un cambiamento significativo nel giro di nomine delle società controllate dallo Stato. Tra l’altro Barclays ha alzato il target price su Leonardo da 71 a 74 euro (rating overweight). 

Nel settore bancario focus su Mps dopo che il cda ha revocato il rapporto di lavoro di Luigi Lovaglio nella sua qualità di direttore generale della banca.

lnvece il proxy adviser Glass Lewis ha raccomandato agli azionisti di votare a favore della lista del cda nell'assemblea del 16 aprile di Banco Bpm che propone la conferma dell'ad, Giuseppe Castagna, e del presidente, Massimo Tononi.


Mentre l'ente regolatore dell'energia elettrica del Brasile, Aneel, ha deciso di avviare un procedimento di decadenza che potrebbe portare alla revoca di una concessione detenuta da una controllata locale di Enel a San Paolo.

Da monitorare, inoltre, Stellantis perché, secondo quanto riportato dal Financial Times, le case automobilistiche statunitensi hanno accusato Bruxelles di impedire ai loro pick-up di grandi dimensioni, tra cui il Ford F-150, il Chevy Silverado e il Ram 1500 (Stellantis), di circolare sulle strade europee. In un'intervista separata al FT, Andrew Puzder, ambasciatore degli Stati Uniti presso il blocco, ha affermato che i piani dell’Ue per modificare le norme di sicurezza potrebbero violare lo spirito dell'accordo commerciale se impedissero ad alcuni veicoli americani di essere venduti in Europa.

Infine, si segnala che Citi ha tagliato il target price su Buzzi da 55 a 50 euro (rating neutral). Per il 2026 Buzzi ha previsto un lieve calo dell’ebitda su base annua, pur mantenendo una redditività solida. Gli Stati Uniti, spiega Citi, restano il principale fattore di rischio, con volumi più deboli e una flessibilità limitata sui prezzi, in particolare in Texas. L’Italia dovrebbe sostenere i risultati del 2025, supportata dai finanziamenti europei per le infrastrutture e dal potenziale aumento dei prezzi legato al meccanismo CBAM (Carbon border adjustment mechanism) e ai costi della CO2.

In Europa Centrale, in particolare in Germania, si prevede una graduale ripresa, trainata dai programmi federali per le infrastrutture e da un miglioramento dei prezzi. L’Europa Orientale (Polonia e Repubblica Ceca) dovrebbe mantenere il suo slancio positivo. Anche il Brasile prospetta una traiettoria favorevole, ma subordinata a un allentamento della politica monetaria che sblocchi i progetti edilizi rinviati.

Mentre i conflitti regionali stanno penalizzando il consumo di cemento negli Emirati Arabi Uniti, anche se iniziative interne mirano a preservare l’ebitda. Tra i principali fattori avversi si segnalano l’aumento dei costi energetici e della CO2, parzialmente compensati da coperture (hedging) e interventi sui prezzi. Comunque, nel complesso, conclude Citi, una forte generazione di cassa, una solida struttura patrimoniale e i programmi di riacquisto di azioni proprie continuano a sostenere rendimenti interessanti per gli azionisti di Buzzi. (riproduzione riservata)