Borse oggi in diretta | Ftse Mib in rialzo ma sotto i massimi intraday, pesa Leonardo (-7%). Futures Usa negativi
Borse oggi in diretta | Ftse Mib in rialzo ma sotto i massimi intraday, pesa Leonardo (-7%). Futures Usa negativi
Nel giorno dell’ultimatum di Trump all’Iran, le borse europee restano positive. Spread Italia/Germania in calo a 85. Lauren van Biljon (Allspring Global Investments): il mercato non sta ancora scontando una recessione prolungata

di Francesca Gerosa 07/04/2026 08:30

Ftse Mib
45.947,19 12.39.55

+0,71%

Dax 30
23.215,98 12.39.42

+0,21%

Dow Jones
46.669,88 11.46.27

+0,36%

Nasdaq
21.996,34 7.25.15

+0,54%

Euro/Dollaro
1,1555 12.25.03

+0,10%

Spread
85,90 12.54.42

-1,11

  • Ore 10:20 Ftse Mib sopra 46.000 con Stm (+5,5%), cade Leonardo (-5%). Rallenta l’indice Pmi servizi dell’Eurozona
  • Ore 09:05 Ftse Mib positivo con Stm (+3,7%) e Fincantieri (+2%). Lo spread sale a 88
  • Ore 08:30 Europa attesa cauta dopo il no dell’Iran a una tregua. Petrolio Wti sopra 115 dollari e gas oltre 50 euro

Nonostante i futures Usa in leggero calo (-0,19% quello sul Dow Jones e -0,26% quello sull’S&P500) nel giorno dell’ultimatum di Trump all’Iran, le borse europee restano positive, anche Milano (+0,60% a 45.898 punti alle 12:40) pur sotto i massimi intraday  a causa della caduta di Leonardo (-7,18%).

Con la guerra tra Stati Uniti e Teheran Lauren van Biljon, Senior Portfolio Manager della strategia Plus Fixed Income di Allspring Global Investments, osserva come gli shock sui prezzi dell’energia stiano determinando un aumento dei rendimenti e influenzando le aspettative di inflazione e crescita

«Nell’ultimo mese si è verificato un notevole cambiamento nel contesto macroeconomico, con un quadro prima piuttosto favorevole che è diventato più complesso. Il conflitto in Iran e in Medio Oriente in generale rappresenta un chiaro shock sui prezzi dell'energia, con ripercussioni negative anche su altri fattori macroeconomici (trasporti marittimi, fertilizzanti, ecc.). È un'affermazione ovvia, ma più a lungo durano le interruzioni, più forte è il loro impatto sull'economia globale», avverte Lauren van Biljon.

Uno shock dei prezzi energetici comporta un aumento dell’inflazione nominale, una crescita più debole e deficit pubblici potenzialmente più elevati. I Paesi importatori netti di energia saranno maggiormente colpiti e vedranno deteriorarsi il proprio saldo delle partite correnti e le proprie condizioni commerciali, ma anche i Paesi esportatori netti di energia, spiega Lauren van Biljon, subiranno una contrazione della domanda interna a causa dell’aumento dei prezzi.

Attualmente, la reazione dei mercati è concentrata sull’impulso al rialzo dell’inflazione provocato dall’aumento dei prezzi dell’energia. Per i mercati obbligazionari, ciò ha comportato un marcato aumento dei rendimenti dei titoli di Stato (quello del Btp 10 anni sale al 3,9%), mentre gli spread creditizi si sono ampliati solo in misura modesta (differenziale Italia/Germania in calo a 85,5 punti base). «Questi rimangono storicamente ridotti e stabili in tutta l'area, il che suggerisce che il mercato non sta ancora scontando una recessione prolungata», aggiunge Lauren van Biljon.

Si è tentati di prendere il 2022 come esempio per l'attuale shock di mercato. Esistono tuttavia differenze significative tra allora e oggi. Lo shock dei prezzi energetici del 2022 è stato reso più complesso dall'uscita definitiva della Russia dalle catene di approvvigionamento di diverse regioni. Inoltre, il contesto macroeconomico era meno favorevole.

«Nel 2022 l'inflazione era al di sopra dell'obiettivo in tutti i paesi sviluppati, mentre i tassi di politica monetaria erano inferiori ai livelli attuali. L'attuale conflitto rappresenta indubbiamente un fattore negativo per l'economia globale, ma ciò non significa che l'anno a venire debba seguire il difficile percorso del 2022», conclude Lauren van Biljon.

Ore 10:20 Ftse Mib sopra 46.000 con Stm (+5,5%), cade Leonardo (-5%). Rallenta l’indice Pmi servizi dell’Eurozona

I mercati azionari europei si rafforzano, soprattutto Parigi (Cac40 +1,1% alle 10:20) e Milano (Ftse Mib +0,85% a 46.012 punti grazie a Stm +5,5%, Bper, Intesa Sanpaolo, Inwit e Fincantieri che guadagnano oltre due punti percentuali, mentre resta in forte calo Leonardo, -5,16%, con l’attuale amministratore delegato, Roberto Cingolani, che non sarebbe orientato verso una conferma per un nuovo mandato triennale), meno Londra (Ftse100 +0,33%) e Francoforte (Dax +0,07%).

Rallenta l’indice Pmi servizi dell’Eurozona

A marzo il settore privato nella zona euro ha subito un forte rallentamento, dopo che la guerra in Medio Oriente ha fatto lievitare i costi energetici e interrotto le catene di approvvigionamento. I future statunitensi si muovono poco sopra la parità, con il contratto sull’S&P 500 in rialzo dello 0,02%. Il tono resta coerente con il riaccendersi del premio per il rischio geopolitico e con la risalita del petrolio. Sul mercato valutario, l’euro si porta a 1,1559 dollari, in rialzo dello 0,18%, mentre il dollaro è stabile sullo yen a 159,64. 

L'indice dei servizi dei responsabili degli acquisti della zona euro è sceso a 50,7 a marzo da 51,9 a febbraio, ma è risultato leggermente superiore alla stima preliminare di 50,5. «Il Pmi di marzo indica che l'economia della zona euro è già stata duramente colpita dalla guerra in Medio Oriente», ha affermato Chris Williamson, capo economista presso S&P Global Market Intelligence.

La Spagna ha guidato la crescita tra le principali economie (l'indice Pmi del settore dei servizi è salito a 53,3 a marzo da 51,9 a febbraio), mentre Francia (l'indice Pmi finale dei servizi è sceso a 48,8 punti a marzo da 49,6 punti a febbraio) e Italia (l'indice Pmi dei servizi di S&P è calato a 48,8 il mese scorso da 52,3 a febbraio, segnando il primo mese da novembre 2024 al di sotto della soglia di 50) hanno registrato una contrazione. L'espansione della Germania ha subito un rallentamento, raggiungendo il ritmo più debole dall'inizio dell'anno a 50,9 a marzo da 53,5 a febbraio.

Ore 09:05 Ftse Mib positivo con Stm (+3,7%) e Fincantieri (+2%). Lo spread sale a 88

Borse europee in frazionale rialzo in avvio di seduta (Dax +0,07%, Cac40 +0,52%, Ftse100 +0,19% e Ftse Mib +0,34% a 45.778 punti) anche se l’Iran ha rifiutato la proposta degli Stati Uniti di un cessate il fuoco immediato e la revoca dell'effettivo blocco allo Stretto di Hormuz, seguito da colloqui per un più ampio accordo di pace entro 15-20 giorni.

La risposta iraniana consiste in 10 termini, che includono la fine dei conflitti nella regione, un protocollo per un passaggio sicuro attraverso lo stretto di Hormuz, la revoca di sanzioni contro l'Iran e la riparazione dei danni di guerra, in base a quanto riferito dall'agenzia stampa statale Irna.

Il petrolio si infiamma ancora


Il 6 aprile il presidente statunitense, Donald Trump, ha detto che «l'intero Paese potrebbe essere eliminato in una notte, e quella notte potrebbe essere domani sera». Ha giurato di distruggere le centrali e infrastrutture elettriche iraniane se Teheran non accetterà i suoi termini prima della scadenza, indicata dal tycoon alle ore 20:00 di Washington. Di conseguenza il future sul Brent schizza a 111,28 dollari al barile (+1,38%) e quello sul Wti a 114,78 dollari al barile (+2,11%) dopo aver superato 115 dollari nell’intraday. A questi prezzi, il Brent è balzato nell'ultimo mese del 20% e il Wti del 26%.

Il Btp 10 anni rende il 3,9%: attive sul primario Francia, Germania e Spagna

Dopo la lunga pausa Pasquale, lo spread Btp/Bund sale a quota 88 punti base con il rendimento del Btp 10 anni al 3,90%. In serata il Tesoro rende noto l'ammontare che offrirà nell'asta di Bot a 12 mesi di giovedì 9 aprile. Attive sul primario nella mattinata la Francia che offre i seguenti Btf: 3,1-3,5 miliardi scadenza 8/7/2026; 1,4-1,8 miliardi scadenza 21/10/2026; 200-600 milioni scadenza 24/2/2027; 1,8-2,2 miliardi scadenza 24/3/2027; la Germania con 750 milioni di Bund scadenza 15/2/2035, cedola 2,50% e altri 750 milioni scadenza 15/8/2050. Mentre la Spagna offre Letras a 6 mesi scadenza 9/10/2026 e a 12 mesi scadenza 9/4/2027.

A Milano bene Stm, Eni, Fincantieri, Ferragamo, Inwit, Enav e Avio. Male Leonardo e Ferretti

Sul listino milanese grazie ai risultati sopra le attese di Samsung Electronics Stm spunta un +3,71% a 30,16 euro. non è da meno nel settore oil Eni con un +1,28% a 25 euro dopo che la premier, Giorgia Meloni, si è recata venerdì in Arabia Saudita. L'Italia ha confermato l'intenzione delle sue principali aziende, tra cui il colosso energetico, di continuare a investire nella regione del Golfo.

Mentre tra le banche resta alta l’attenzione su Mps (+0,54% a 7,435 euro)dopo che venerdì il proxy advisor Glass Lewis ha raccomandato agli azionisti della banca senese di sostenere, in occasione dell'assemblea del 15 aprile, la lista di candidati al cda che propone la nomina di Fabrizio Palermo, attuale ad di Acea (+0,17% a 23 euro), alla carica di amministratore delegato dell’istituto di credito.

Il Tesoro, che detiene una partecipazione di quasi il 5% in Mps, si è registrato per l'assemblea degli azionisti del 15 aprile, durante la quale saranno nominati il nuovo consiglio di amministrazione e l'amministratore delegato della banca, sebbene intenda astenersi dal voto, come ha riferito  Reuters.


Quanto al colosso della difesa Leonardo, in calo del 3,37% a 60,16 euro, secondo quanto riportato sabato da Il Fatto Quotidiano e la Repubblica, citando fonti governative, è improbabile che all'ad, Roberto Cingolani, venga concesso un altro mandato alla scadenza di quello attuale, prevista per maggio. Cingolani avrebbe perso il favore del primo ministro Giorgia Meloni e i possibili candidati alla guida di Leonardo sono l'attuale amministratore delegato di Fincantieri (+2% a 13,8 euro), Piergiorgio Folgiero, Stefano Donnarumma, ad delle Ferrovie dello Stato, Alessandro Ercolani, responsabile di Rheinmetall Italia, e il manager di Leonardo, Lorenzo Mariani. Tra l’altro Jefferies ha alzato il rating su Fincantieri da hold a buy, fissando il target price a 19 euro, grazie agli ordini record nel settore della difesa e alla generazione di cassa in accelerazione che rendono il titolo sottovalutato.

E se A2A (+0,28% a 2,517 euro) ha comunicato sabato che i suoi principali azionisti, i Comuni di Milano e Brescia, hanno proposto la ricandidatura dell'attuale amministratore delegato, Renato Mazzoncini, e del presidente, Roberto Tasca, per un nuovo mandato. gli azionisti si riuniranno il 28 e il 29 aprile per votare sulle nomine, il lancio del satellite scientifico Smile a bordo della missione VV29 del lanciatore italiano Vega C, prodotto da Avio (+1,39% a 36,45 euro), è stato rinviato a causa di un problema tecnico occorso alla linea di produzione di un componente di un sottosistema. Il lancio era programmato per il 9 aprile. La nuova data sarà annunciata una volta completate le attività di verifica.

Invece Inwit (+2,29% a 7,35 euro) ha chiuso il 2025 con ricavi pari a 1,08 miliardi di euro in linea con il consenso fornito dall'azienda e un ebitda di 984,4 milioni rispetto ai 985 milioni stimati. La società ha proposto un dividendo di 0,5543 euro per azione e per il 2026 ha previsto ricavi nel range 1,050-1,090 miliardi e un ebitda margin al 90%.

Inoltre si segnala che il cda del produttore di yacht Ferretti (-2,24% a 4 euro) ritiene l'offerta migliorata presentata dalla società di investimento ceca KKCG Maritime «non equa né ragionevole» per gli azionisti indipendenti.

Infine, si segnala che Morgan Stanley ha alzato il target price su Prysmian (+0,14% a 104,85 euro) da 75 a 95 euro (rating equal weight), viceversa ha tagliato il target price di Unicredit (+0,59% a 63,03 euro) da 95,5 a 84 euro (rating overweight). Nel caso di Ferragamo (+4,41% a 7,34 euro) Barclays ha alzato il target price da 4,9 a 5,5 euro (rating underweight). Lo stesso broker è intervenuto su Enav (+1,68% a 5,43 euro) alzando il target price da 4,9 a 5,9 euro (overweight).

Ore 08:30 Europa attesa cauta dopo il no dell’Iran a una tregua. Petrolio Wti sopra 115 dollari e gas oltre 50 euro

Borse europee attese caute (+0,02%) in avvio di seduta dopo che l’Iran si è rifiutato di riaprire lo Stretto di Hormuz e di accettare l'accordo di cessate il fuoco che scadrà alle 20 ora di Washington in assenza del quale il presidente statunitense, Donald Trump, ha minacciato di «eliminare» Teheran che ha respinto la proposta Usa, mediata dal Pakistan, che prevedeva un cessate il fuoco immediato e la revoca del blocco dello Stretto, seguiti da colloqui su un accordo di pace più ampio entro 15-20 giorni. E il prezzo del petrolio Wti continua a correre (+2,47% a 115,19 dollari al barile). In rialzo anche il gas naturale sulla piazza Ttf di Amsterdam: +0,9% a 50,6 euro a MWh.

Il quadro economico peggiora


Prima della lunga pausa pasquale, il ministro dell'Economia Giorgetti ha avvertito che l'Ue dovrà per forza di cose allentare le norme sul deficit al 3% del pil qualora il conflitto in Iran dovesse durare ancora. Il deficit/pil del 2025 è stato confermato al 3,1%, il che fa tramontare definitivamente la possibilità che Roma esca dalla procedura Ue. 

Nelle proprie proiezioni macro, pubblicate sempre prima di Pasqua, Banca d'Italia ha ridotto le stime sulla crescita italiana, portandole a 0,6% da 0,7% quest'anno e a 0,5% da 0,8% il prossimo, e alzato quelle sull'inflazione. Considerando lo scenario peggiore, Via Nazionale ha avvertito che l'economia potrebbe entrare in recessione l'anno prossimo. Intanto i ministri delle Finanze di cinque Paesi europei, Italia inclusa, hanno chiesto di tassare gli extra profitti delle aziende che hanno beneficiato dell'aumento dei prezzi dell'energia legato alla guerra all'Iran.

Radev: la Bce deve essere pronta ad alzare i tassi rapidamente

In effetti, ha avvertito Dimitar Radev, governatore della banca centrale bulgara e membro del Consiglio direttivo della Bce, le aspettative di inflazione nella zona euro rischiano di aumentare più rapidamente rispetto al passato e Francoforte deve essere pronta ad alzare i tassi rapidamente qualora emergano persistenti segnali di pressioni sui prezzi. «Sebbene lo scenario di base resti il nostro punto di riferimento, la probabilità di uno scenario più avverso è aumentata, in particolare alla luce dello shock energetico e dell'elevato livello di incertezza», ha sottolineato Radev.

Indice pmi servizi Eurozona sotto la lente

Focus allora sui dati macro. Alle 10 l’indice Pmi servizi finale a marzo dell’Eurozona (l'attesa è per una conferma a 50,1 dal 51,9 del mese precedente: allora l'attività del settore ha registrato un'espansione in lieve accelerazione grazie alla ripresa della domanda), alle 14:30 gli ordini di beni durevoli preliminari a febbraio degli Stati Uniti e alle 14:55 l’indice settimanale Redbook.

Occhio a Eni, Mps, Unicredit, Leonardo, Fincantieri, A2A, Avio, Ferretti, Prysmian, Enav e Ferragamo

Sul listino milanese attenzione ai titoli oil, soprattutto a Eni dopo che la premier, Giorgia Meloni, si è recata venerdì in Arabia Saudita. L'Italia ha confermato l'intenzione delle sue principali aziende, tra cui il colosso energetico, di continuare a investire nella regione del Golfo.

Mentre tra le banche resta alta l’attenzione su Mps dopo che venerdì il proxy advisor Glass Lewis ha raccomandato agli azionisti della banca senese di sostenere, in occasione dell'assemblea del 15 aprile, la lista di candidati al cda che propone la nomina di Fabrizio Palermo, attuale ad di Acea, alla carica di amministratore delegato dell’istituto di credito.

Il Tesoro, che detiene una partecipazione di quasi il 5% in Mps, si è registrato per l'assemblea degli azionisti del 15 aprile, durante la quale saranno nominati il nuovo consiglio di amministrazione e l'amministratore delegato della banca, sebbene intenda astenersi dal voto, come ha riferito  Reuters.


Quanto al colosso della difesa Leonardo, secondo quanto riportato sabato da Il Fatto Quotidiano e la Repubblica, citando fonti governative, è improbabile che all'ad, Roberto Cingolani, venga concesso un altro mandato alla scadenza di quello attuale, prevista per maggio. Cingolani avrebbe perso il favore del primo ministro Giorgia Meloni e i possibili candidati alla guida di Leonardo sono l'attuale amministratore delegato di Fincantieri, Piergiorgio Folgiero, Stefano Donnarumma, ad delle Ferrovie dello Stato, Alessandro Ercolani, responsabile di Rheinmetall Italia, e il manager di Leonardo, Lorenzo Mariani.

E se A2A ha comunicato sabato che i suoi principali azionisti, i Comuni di Milano e Brescia, hanno proposto la ricandidatura dell'attuale amministratore delegato, Renato Mazzoncini, e del presidente, Roberto Tasca, per un nuovo mandato. gli azionisti si riuniranno il 28 e il 29 aprile per votare sulle nomine, il lancio del satellite scientifico Smile a bordo della missione VV29 del lanciatore italiano Vega C, prodotto da Avio, è stato rinviato a causa di un problema tecnico occorso alla linea di produzione di un componente di un sottosistema. Il lancio era programmato per il 9 aprile. La nuova data sarà annunciata una volta completate le attività di verifica.

Mentre Inwit ha chiuso il 2025 con ricavi pari a 1,08 miliardi di euro in linea con il consenso fornito dall'azienda e un ebitda di 984,4 milioni rispetto ai 985 milioni stimati. La società ha proposto un dividendo di 0,5543 euro per azione e per il 2026 ha previsto ricavi nel range 1,050-1,090 miliardi e un ebitda margin al 90%.

Inoltre si segnala che il cda del produttore di yacht Ferretti ritiene l'offerta migliorata presentata dalla società di investimento ceca KKCG Maritime «non equa né ragionevole» per gli azionisti indipendenti.

Infine si segnala che Morgan Stanley ha alzato il target price su Prysmian da 75 a 95 euro (rating equal weight), viceversa ha tagliato il target price di Unicredit da 95,5 a 84 euro (rating overweight). Nel caso di Ferragamo Barclays ha alzato il target price da 4,9 a 5,5 euro (rating underweight). Lo stesso broker è intervenuto su Enav alzando il target price da 4,9 a 5,9 euro (overweight).

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