Borse europee sotto pressione in avvio di seduta (Dax -1,24%, Cac40 -1,33%, Ftse100 -1,42% e Ftse Mib -1,09% a 49.956 punti) perché si è acuita l'ondata di vendite di titoli tecnologici dopo le elezioni di midterm negli Stati Uniti, alimentando la ricerca degli investitori per beni rifugio come i bond (il rendimento del Btp 10 anni scende al 4,33% con lo spread con il Bund in aumento a 112 punti base e quello del Treasury stessa scadenza al 4,82%).
Driver della seduta lato macro i dati sugli occupati non agricoli a ottobre negli Usa con attese per 65.000 nuovi posti di lavoro dopo i 29.000 di settembre. Il tasso di disoccupazione si è attestato al 4,2% a settembre e dovrebbe rimanere su questo livello anche a ottobre.
In Europa, invece, secondo la presidente uscente, Christine Lagarde, la Bce attende una serie di indicatori per capire se sia necessario o meno aumentare i tassi di interesse a dicembre dopo che l'inflazione nell'area euro ha accelerato al 4% lo scorso mese. Secondo alcuni strategist, il calo dei prezzi del petrolio sta allentando la pressione su Francoforte per un ulteriore irrigidimento monetario. Attesi in giornata diversi interventi da parte di membri dell'istituto centrale, tra cui il capo economista Lane.
In serata l'attenzione sarà rivolta alle revisioni del merito di credito di Germania e Grecia da parte, rispettivamente, di Dbrs e Fitch. Berlino è attualmente valutata tripla A con outlook stabile da Dbrs, il massimo livello possibile, e il mercato non si attende modifiche al giudizio, nonostante il deterioramento del quadro fiscale legato all'aumento della spesa pubblica.
Intanto la produzione industriale tedesca è aumentata dello 0,7% su base mensile a settembre, dopo l’incremento dell'1% nel mese precedente. Il dato ha battuto il consenso degli economisti che avevano previsto una lettura invariata. Su base annua è aumentata dello 0,4%, rispetto al precedente incremento dello 0,7%.
La Grecia è invece al momento BBB con outlook stabile per Fitch, nell'area investment grade. Gli analisti non prevedono cambiamenti immediati del rating o dell'outlook, anche se il rapido calo del debito pubblico e i persistenti avanzi di bilancio continuano a sostenere una prospettiva positiva nel medio termine.
Sul listino milanese tengono banco i titoli legati al settore dei semiconduttori e dell’AI, vista la pioggia di vendite della vigilia. Quindi Technoprobe e Stm, su quest’ultima Citi ha ribadito il rating buy, ma ha alzato il target price da 65 a 67 euro. «I risultati del terzo trimestre di Stm rafforzano la nostra convinzione che la società stia evolvendo oltre una semplice storia di ripresa ciclica, come dimostra la fiducia in aumento sui ricavi legati all'intelligenza artificiale per i data center. Il management ha previsto ricavi derivanti dall'AI pari a 1,3 miliardi di dollari nel 2026 e più che doppi nel 2027», si legge nella nota di Citi.
A ciò si aggiungono la solidità persistente degli ordini acquisiti e del portafoglio ordini nonché il miglioramento della domanda nei mercati finali di riferimento. «Riteniamo che questi elementi supportino prospettive di crescita più durature di quanto attualmente incorporato nella valutazione del titolo, che tratta a 10 volte il rapporto prezzo/utili stimato per l'esercizio 2028. Consideriamo pertanto la recente correzione del titolo un'interessante opportunità di ingresso», afferma Citi.
Lo stesso broker ha confermato su Prysmian il rating buy e il target price a 141 dopo aver organizzato a Boston una serie di incontri con il management del gruppo il quale ha indicato che continua a concentrarsi sulla massimizzazione delle opportunità di crescita, sia attraverso lo sviluppo organico (ad esempio, il nuovo investimento annunciato per la realizzazione di un secondo impianto di produzione di vergella di rame) sia attraverso ulteriori acquisizioni dopo quella di Atkore. Gli accordi di fornitura take-or-pay della divisione Digital Solutions sono considerati estremamente solidi e vincolanti.
Eventuali ulteriori incrementi della capacità produttiva, derivanti dai nuovi accordi attualmente in fase di negoziazione, avrebbero un impatto a partire dal secondo semestre 2029 e dal 2030. Il management ha inoltre mantenuto un orientamento ottimistico sulle prospettive di lungo termine della divisione Transmission, soprattutto alla luce dei costi elevati legati alla congestione della rete elettrica europea. I fattori strutturali alla base della crescita rimangono solidi fino al 2040. Il margine ebitda della divisione Transmission potrebbe raggiungere il 24% entro il 2028.
Al test dei conti Mps che nei primi nove mesi dell'esercizio 2026 ha registrato ricavi pari a 6,023 miliardi di euro, in crescita del 5,6% su base annua grazie all'incremento del 3% del margine d'interesse (a 3,205 miliardi) e del 3,5% delle commissioni (a 1,881 miliardi). Dopo oneri operativi per 2,562 miliardi, sostanzialmente sui livelli registrati al 30 settembre 2025, il risultato operativo netto ha toccato 3,033 miliardi (+11,5%). L'utile di pertinenza della capogruppo è stato pari a 1,657 miliardi dopo imposte sul reddito per 920 milioni, che includono gli effetti della legge di bilancio 2026.
Li ha pubblicati il 5 novembre Banco Bpm che ha chiuso i primi nove mesi del 2026 con un utile netto adjusted di 1,532 miliardi di euro, nuovo record storico, in crescita del 2,6% rispetto all'analogo periodo del 2025 su base proforma. Il cda ha approvato un acconto dividendo 2026 di 0,50 euro per azione, in rialzo dell'8,7% rispetto ai 0,46 euro distribuiti nel 2025, e ha alzato la guidance sul dividendo per azione 2026 a oltre 1 euro, corrispondente a un dividend yield di circa il 7,5%.
Sempre nel settore bancario Mediobanca ha archiviato i nove mesi con ricavi in aumento del 9% a 2.926 milioni di euro, ai migliori livelli di sempre, con un risultato operativo lordo in crescita del 16% a 1.783 milioni e utile netto di 1.090 milioni (+13%).
Fresca di conti anche FinecoBank su cui Berenberg ha ribadito buy e un target price a 28 euro: «la pubblicazione dei risultati del terzo trimestre rafforza la nostra convinzione che il mercato continui a sottostimare il potenziale di redditività della banca. La crescita dei ricavi del 14% su base annua è stata diffusa a tutte le principali aree di business, mentre la crescita dei costi ha registrato un rallentamento, anche grazie alle prime applicazioni dell'intelligenza artificiale. Il progetto Boost dovrebbe inoltre generare un ulteriore e significativo miglioramento dell'efficienza dei costi nel 2027. E la dinamica commerciale rimane solida, con i flussi di raccolta registrati a ottobre che confermano l’aumento della quota di mercato. La valutazione del titolo continua a essere interessante: l’azione tratta a 18 volte l’utile per azione 2027, a fronte di un tasso di crescita annuo composto dell'eps del 12% nel periodo 2026-2029. Il nostro target price implica un potenziale rialzo del titolo del 25%».
Invece Pirelli nei primi nove mesi ha registrato un utile netto in crescita del 7,4% a 430,2 milioni di euro e ricavi a 5.278 milioni (+1,6% rispetto allo stesso periodo del 2025, +2,7% su base organica), con il margine ebit adjusted sostanzialmente stabile al 15,9%, in linea con il target annuale di circa il 16%. La società ha confermato tutti i target 2026 comunicati a luglio.
Quanto a Leonardo la divisione Aerostrutture mostra segni di miglioramento, mentre la società continua a perseguire una partnership pianificata da tempo per la divisione. Il cfo Giuseppe Aurilio ha detto nella call con gli analisti post conti che la business unit Aerostrutture sta riducendo le perdite e che l’accelerazione del programma Boeing B787 ha reso la situazione «molto più gestibile e meno dolorosa».
E se Tenaris si è aggiudicata contratti per forniture sviluppo giacimento gas di Cronos al largo di Cipro, operato da Eni, Totalenergies, Inwit ha contestato le informazioni diffuse da Swisscom sul processo di cessazione anticipata dell'accordo quadro con Fastweb+Vodafone, precisando che la disdetta unilaterale comunicata dall'operatore è oggetto di un contenzioso tuttora pendente e, pertanto, «non costituisce un fatto certo e condiviso».
Quanto a Webuild, colosso italiano dell'ingegneria e delle infrastrutture, ha acquistato 2.145.219 azioni di Trevi nell’opa lanciata sulla società di fondazioni. Le operazioni di acquisto sono state effettuate a un prezzo per azione non superiore a 5,165 euro, ovvero il corrispettivo offerto per ciascuna azione nel contesto dell'offerta pubblica d’acquisto. Ora Webuild detiene complessivamente 26.165.680 azioni ordinarie Trevi, pari al 39,90% del capitale sociale e dei diritti di voto.
Inoltre El.En. ha perfezionato l’operazione di cessione a Trumpf International Beteiligungs-Se, con sede in Ditzingen, Germania, di una partecipazione pari all’80% del capitale sociale di Cutlite, nella quale è stato conferito il ramo d’azienda di Cutlite Penta relativo all’attività di progettazione e produzione di sistemi laser ad alte prestazioni per il taglio di materiali, inclusi metallo, plastica, legno e fustelle. Il closing dà esecuzione all’accordo vincolante sottoscritto il 7 agosto. El.En. mantiene una partecipazione residua pari al 20% del capitaledella società.
Infine, Pf Holding ha alzato il corrispettivo dell'opa lanciata su Pininfarina, portandolo da 1 euro cum dividendo a 1,20 euro cum dividendo per azione. Il nuovo importo incorpora un premio del 44% rispetto al prezzo delle azioni al 15 settembre e del 52,3% rispetto alla media ponderata dei prezzi a sei mesi. In caso di adesione totalitaria all'offerta, l'esborso massimo complessivo sarà di 16,44 milioni di euro.
Alfonso Prascina, detentore del 10,023% del capitale di Pininfarina, aderirà all'offerta per l'intera quota posseduta. Anche SG holding, promotore dell'offerta pubblica di acquisto su Haiki quotata sul segmento Egm, ha aumentato il corrispettivo da 0,90 euro a 1,11 per ciascuna azione portata in adesione all’offerta, corrispondente a un incremento di 0,21 euro per azione (+23,33%). Il periodo di offerta è stato esteso al 13 novembre.
Le borse europee sono attese in netto calo (-1,06% il future sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta, penalizzate dalle vendite sul comparto tecnologico e dai timori di nuove restrizioni agli investimenti nell'intelligenza artificiale dopo le elezioni di midterm. I futures Usa rimbalzano dopo il sell-off della vigilia (+0,67% quello sul Nasdaq 100).
I prezzi del petrolio prolungano i rialzi dopo che nuovi attacchi contro petroliere in Medio Oriente hanno accentuato i timori di interruzioni dell'approvvigionamento. Le quotazioni restano tuttavia orientate verso una perdita su base settimanale, mentre gli investitori riconsiderano le prospettive della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. Il future sul greggio Wti guadagna l’1,18% a 91,59 dollari al barile e quello sul Brent l’1,54% a 99,81 dollari al barile.
Il rimbalzo fa seguito al brusco calo del 4 novembre, quando entrambi i benchmark hanno perso oltre l'8%, raggiungendo i livelli di chiusura più bassi dal 31 agosto. Inizialmente, i risultati delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti avevano alimentato le speranze di una ripresa degli sforzi diplomatici per porre fine al conflitto. Il future sul Brent va comunque verso una flessione settimanale superiore al 15% e quello sul Wti del 12%.
Comunque, la ripresa odierna delle quotazioni riflette il persistere dei dubbi sulla possibilità che le pressioni politiche si traducano rapidamente in un accordo duraturo o in una ripresa affidabile dei flussi petroliferi attraverso lo Stretto di Hormuz, un passaggio strategico per gli approvvigionamenti energetici globali. Secondo la United Kingdom Maritime Trade Operations, almeno cinque navi hanno segnalato incidenti dal 1° novembre. Il ritmo degli attacchi si sta avvicinando al record registrato a ottobre, quando erano stati segnalati 35 incidenti che avevano coinvolto imbarcazioni.
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha dichiarato che due petroliere e un rimorchiatore hanno preso fuoco in due distinti incidenti, dopo aver tentato di attraversare lo Stretto, utilizzando rotte non autorizzate. Anche l'Arabia Saudita ha lanciato alcuni avvertimenti circa potenziali pericoli nelle vicinanze di Yanbu, il proprio hub per le esportazioni petrolifere sul Mar Rosso, mentre i militanti Houthi dello Yemen hanno proseguito gli attacchi contro il Regno.
I timori relativi all'approvvigionamento si estendono anche al di fuori del Medio Oriente. L'Ucraina ha ripreso gli attacchi contro le raffinerie petrolifere russe. Secondo un'analisi di Reuters, la raffineria di Ryazan, una delle più grandi della Russia, sarebbe stata presa di mira durante un attacco notturno condotto con droni.
L’euro perde lo 0,22% a 1,192 dollari in attesa alle 8 della produzione industriale a settembre della Germania, alle 9 dello stesso dato della Spagna, alle 11 delle vendite al dettaglio a settembre dell’Eurozona per poi passare ai dati macro Usa: alle 14:30 i salari, i nuovi lavoratori dipendenti non agricoli e il tasso di disoccupazione a ottobre.
Chiude alle 16 l’indice sulla fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan preliminare a novembre. Diversi anche gli interventi dei banchieri centrali sia lato Bce (alle 10:10 Donnery, alle 10:30 Lane) sia lato Fed (alle 10:30 Williams, alle 15:10 Musalem e alle 18:15 Bowman). Inoltre si segnala che a mercati chiusi Dbrs si pronuncia sul debito sovrano della Germania e Fitch su quello della Grecia.
Sul listino milanese tengono banco i titoli legati al settore dei semiconduttori e dell’AI, vista la pioggia di vendite della vigilia. Quindi Technoprobe e Stm, su quest’ultima Citi ha ribadito il rating buy, ma ha alzato il target price da 65 a 67 euro. «I risultati del terzo trimestre di Stm rafforzano la nostra convinzione che la società stia evolvendo oltre una semplice storia di ripresa ciclica, come dimostra la fiducia in aumento sui ricavi legati all'intelligenza artificiale per i data center. Il management ha previsto ricavi derivanti dall'AI pari a 1,3 miliardi di dollari nel 2026 e più che doppi nel 2027», si legge nella nota di Citi.
A ciò si aggiungono la solidità persistente degli ordini acquisiti e del portafoglio ordini nonché il miglioramento della domanda nei mercati finali di riferimento. «Riteniamo che questi elementi supportino prospettive di crescita più durature di quanto attualmente incorporato nella valutazione del titolo, che tratta a 10 volte il rapporto prezzo/utili stimato per l'esercizio 2028. Consideriamo pertanto la recente correzione del titolo un'interessante opportunità di ingresso», afferma Citi.
Lo stesso broker ha confermato su Prysmian il rating buy e il target price a 141 dopo aver organizzato a Boston una serie di incontri con il management del gruppo il quale ha indicato che continua a concentrarsi sulla massimizzazione delle opportunità di crescita, sia attraverso lo sviluppo organico (ad esempio, il nuovo investimento annunciato per la realizzazione di un secondo impianto di produzione di vergella di rame) sia attraverso ulteriori acquisizioni dopo quella di Atkore. Gli accordi di fornitura take-or-pay della divisione Digital Solutions sono considerati estremamente solidi e vincolanti.
Eventuali ulteriori incrementi della capacità produttiva, derivanti dai nuovi accordi attualmente in fase di negoziazione, avrebbero un impatto a partire dal secondo semestre 2029 e dal 2030. Il management ha inoltre mantenuto un orientamento ottimistico sulle prospettive di lungo termine della divisione Transmission, soprattutto alla luce dei costi elevati legati alla congestione della rete elettrica europea. I fattori strutturali alla base della crescita rimangono solidi fino al 2040. Il margine ebitda della divisione Transmission potrebbe raggiungere il 24% entro il 2028.
Al test dei conti Mps che nei primi nove mesi dell'esercizio 2026 ha registrato ricavi pari a 6,023 miliardi di euro, in crescita del 5,6% su base annua grazie all'incremento del 3% del margine d'interesse (a 3,205 miliardi) e del 3,5% delle commissioni (a 1,881 miliardi). Dopo oneri operativi per 2,562 miliardi, sostanzialmente sui livelli registrati al 30 settembre 2025, il risultato operativo netto ha toccato 3,033 miliardi (+11,5%). L'utile di pertinenza della capogruppo è stato pari a 1,657 miliardi dopo imposte sul reddito per 920 milioni, che includono gli effetti della legge di bilancio 2026.
Li ha pubblicati il 5 novembre Banco Bpm che ha chiuso i primi nove mesi del 2026 con un utile netto adjusted di 1,532 miliardi di euro, nuovo record storico, in crescita del 2,6% rispetto all'analogo periodo del 2025 su base proforma. Il cda ha approvato un acconto dividendo 2026 di 0,50 euro per azione, in rialzo dell'8,7% rispetto ai 0,46 euro distribuiti nel 2025, e ha alzato la guidance sul dividendo per azione 2026 a oltre 1 euro, corrispondente a un dividend yield di circa il 7,5%.
Sempre nel settore bancario Mediobanca ha archiviato i nove mesi con ricavi in aumento del 9% a 2.926 milioni di euro, ai migliori livelli di sempre, con un risultato operativo lordo in crescita del 16% a 1.783 milioni e utile netto di 1.090 milioni (+13%).
Fresca di conti anche FinecoBank su cui Berenberg ha ribadito buy e un target price a 28 euro: «la pubblicazione dei risultati del terzo trimestre rafforza la nostra convinzione che il mercato continui a sottostimare il potenziale di redditività della banca. La crescita dei ricavi del 14% su base annua è stata diffusa a tutte le principali aree di business, mentre la crescita dei costi ha registrato un rallentamento, anche grazie alle prime applicazioni dell'intelligenza artificiale. Il progetto Boost dovrebbe inoltre generare un ulteriore e significativo miglioramento dell'efficienza dei costi nel 2027. E la dinamica commerciale rimane solida, con i flussi di raccolta registrati a ottobre che confermano l’aumento della quota di mercato. La valutazione del titolo continua a essere interessante: l’azione tratta a 18 volte l’utile per azione 2027, a fronte di un tasso di crescita annuo composto dell'eps del 12% nel periodo 2026-2029. Il nostro target price implica un potenziale rialzo del titolo del 25%».
Invece Pirelli nei primi nove mesi ha registrato un utile netto in crescita del 7,4% a 430,2 milioni di euro e ricavi a 5.278 milioni (+1,6% rispetto allo stesso periodo del 2025, +2,7% su base organica), con il margine ebit adjusted sostanzialmente stabile al 15,9%, in linea con il target annuale di circa il 16%. La società ha confermato tutti i target 2026 comunicati a luglio.
Quanto a Leonardo la divisione Aerostrutture mostra segni di miglioramento, mentre la società continua a perseguire una partnership pianificata da tempo per la divisione. Il cfo Giuseppe Aurilio ha detto nella call con gli analisti post conti che la business unit Aerostrutture sta riducendo le perdite e che l’accelerazione del programma Boeing B787 ha reso la situazione «molto più gestibile e meno dolorosa».
E se Tenaris si è aggiudicata contratti per forniture sviluppo giacimento gas di Cronos al largo di Cipro, operato da Eni, Totalenergies, Inwit ha contestato le informazioni diffuse da Swisscom sul processo di cessazione anticipata dell'accordo quadro con Fastweb+Vodafone, precisando che la disdetta unilaterale comunicata dall'operatore è oggetto di un contenzioso tuttora pendente e, pertanto, «non costituisce un fatto certo e condiviso».
Quanto a Webuild, colosso italiano dell'ingegneria e delle infrastrutture, ha acquistato 2.145.219 azioni di Trevi nell’opa lanciata sulla società di fondazioni. Le operazioni di acquisto sono state effettuate a un prezzo per azione non superiore a 5,165 euro, ovvero il corrispettivo offerto per ciascuna azione nel contesto dell'offerta pubblica d’acquisto. Ora Webuild detiene complessivamente 26.165.680 azioni ordinarie Trevi, pari al 39,90% del capitale sociale e dei diritti di voto.
Inoltre El.En. ha perfezionato l’operazione di cessione a Trumpf International Beteiligungs-Se, con sede in Ditzingen, Germania, di una partecipazione pari all’80% del capitale sociale di Cutlite, nella quale è stato conferito il ramo d’azienda di Cutlite Penta relativo all’attività di progettazione e produzione di sistemi laser ad alte prestazioni per il taglio di materiali, inclusi metallo, plastica, legno e fustelle. Il closing dà esecuzione all’accordo vincolante sottoscritto il 7 agosto. El.En. mantiene una partecipazione residua pari al 20% del capitaledella società.
Infine, Pf Holding ha alzato il corrispettivo dell'opa lanciata su Pininfarina, portandolo da 1 euro cum dividendo a 1,20 euro cum dividendo per azione. Il nuovo importo incorpora un premio del 44% rispetto al prezzo delle azioni al 15 settembre e del 52,3% rispetto alla media ponderata dei prezzi a sei mesi. In caso di adesione totalitaria all'offerta, l'esborso massimo complessivo sarà di 16,44 milioni di euro.
Alfonso Prascina, detentore del 10,023% del capitale di Pininfarina, aderirà all'offerta per l'intera quota posseduta. Anche SG holding, promotore dell'offerta pubblica di acquisto su Haiki quotata sul segmento Egm, ha aumentato il corrispettivo da 0,90 euro a 1,11 per ciascuna azione portata in adesione all’offerta, corrispondente a un incremento di 0,21 euro per azione (+23,33%). Il periodo di offerta è stato esteso al 13 novembre. (riproduzione riservata)