Borse oggi in diretta | Ftse Mib in calo dell’1,7%. Pesano le banche
Borse oggi in diretta | Ftse Mib in calo dell’1,7%. Pesano le banche
L’euro scambia a 1,555 dollari. Spread in salita a 80 punti.

di Francesca Gerosa e Giulia Venini 06/03/2026 07:40

Ftse Mib
43.826,40 15.57.24

-1,75%

Dax 30
23.442,23 15.57.16

-1,57%

Dow Jones
47.212,60 16.02.13

-1,55%

Nasdaq
22.404,31 15.57.23

-1,52%

Euro/Dollaro
1,1565 15.42.09

-0,65%

Spread
78,14 16.11.53

+7,79

  • Ore 14:40 Il Ftse Mib cade verso 44.100 con Mps e Stm, gli Stati Uniti perdono posti di lavoro
  • Ore 13:40 Il Ftse Mib accelera al ribasso come i futures Usa, il petrolio vola (+6% il Wti): l’Iran colpisce le basi militari Usa in Kuwait
  • Ore 12:35 Il Ftse Mib amplia le perdite con Mps e Mediobanca, il prezzo del gas torna a correre
  • Ore 11:50 Il Ftse Mib cade con Stm e Tim, il petrolio vira al rialzo dopo l’allarme del Qatar: rischia di schizzare a 150 dollari
  • Ore 10:20 Il Ftse Mib annulla i guadagni con le banche. Euro sotto 1,16: Escrivá (Bce) non vede un taglio dei tassi a marzo
  • Ore 09:05 Ftse Mib positivo con Leonardo e Nexi. Lo spread sale a 71
  • Ore 07:40 Europa attesa positiva. Il petrolio cala, scatta l’oro

Mentre Wall Street apre in rosso, sulla scia dei ribassi di giornata in tutta Europa, il Ftse Mib cede l’1,7% zavorrato dalle banche, con Mps che perde il 5% e Pop Sondrio e Bper che segnano cali del 4%. In rosso anche Stm (-4,8%). Si muovono in controtendenza Amplifon (+2,6%), Leonardo (+2,5%) e Nexi (+1,5%).

Spread Btp/Bund in risalita a 80 punti nell’ultimo giorno di collocamento del Btp Valore. 

Il greggio continua a correre con i futures sul Brent che scambiano a 90,6 dollari l’oncia (+6%) e quelli sul Wti a 88 dollari (+9,5%). Secondo un report di Pictet, «l’impatto di un eventuale aumento dei prezzi energetici dovrebbe risultare più moderato rispetto alla crisi del 2022, grazie soprattutto a un sistema di approvvigionamento ormai più diversificato». In termini macro, tuttavia, «un aumento permanente di 10 dollari del prezzo del petrolio potrebbe comunque far salire l’inflazione di 0,2-0,3 punti percentuali in un anno, mentre l’impatto sulla crescita sarebbe più contenuto». Nello scenario peggiore di «gravi interruzioni dell’approvvigionamento», uno studio della Bce segnala il rischio di «un aumento sostanziale dell’inflazione e un forte calo della produzione».

Ore 14:40 Il Ftse Mib cade verso 44.100 con Mps e Stm, gli Stati Uniti perdono posti di lavoro

I futures sugli indici statunitensi accelerano al ribasso (-0,94% quello sull’S&P500 alle 14:40), il rendimento del Treasury 10 anni scende al 4,11% e il dollaro guadagna terreno nei confronti dell’euro, che vale 1,1583 (-0,20%), dopo l’uscita dei dati macro americani.

Gli Stati Uniti perdono posti di lavoro

A sorpresa a febbraio gli Stati Uniti hanno perso 92.000 nuovi posti di lavoro (escluso il settore agricolo) rispetto gennaio. Si tratta del dato peggiore da dicembre 2020. Il tasso di disoccupazione a sua volta è salito al 4,4% dal 4,3% del mese precedente, quando la previsione degli economisti era +4,3%. Mentre le vendite al dettaglio a gennaio su base mensile sono scese meno delle attese: -0,2% (la previsione degli economisti era -0,3%). Le aspettative per un taglio dei tassi di interesse di almeno 25 punti base alla riunione di giugno della Fed sono scese al 40,5%, secondo il CME FedWatch, dal 47% di una settimana fa e dal 75% di un mese fa.

A Piazza Affari l’indice Ftse Mib perde l'1% a 44.129 punti com Mps (-3,71%), Mediobanca (-1,96%), Unipol (-2,26%), Stm (-3,43%), Tim (-2,69%) fanalini di coda. Lo spread Btp/Bund sale a 76,10 punti base. Il Btp Valore a sei anni marzo 2032 ha raccolto ordini complessivi per 16,2 miliardi di euro al termine dell'offerta, poco sotto la precedente edizione di fine ottobre (16,6 miliardi).

Ore 13:40 Il Ftse Mib accelera al ribasso come i futures Usa, il petrolio vola (+6% il Wti): l’Iran colpisce le basi militari Usa in Kuwait

Le borse europee prendono una brutta piega (Dax -0,79%, Cac40 -1%, Ftse100 -0,73% e Ftse Mib -1,06% a 44.135 punti alle 13:40 con solo Amplifon, Fincantieri, Leonardo, Poste e Terna in territorio positivo) come i futures Usa (-0,69% quello sull’S&P500) in scia alla notizia che l’esercito iraniano ha colpito le basi militari statunitensi in Kuwait con droni e ha avvertito che nuove operazioni seguiranno nelle prossime ore.

A causa del conflitto i voli turchi verso Iran, Iraq, Siria, Libano e Giordania sono stati fermati fino al 9 marzo e i voli verso Qatar, Kuwait, Bahrein ed Emirati Arabi Uniti non saranno effettuati venerdì 6 marzo. Così i prezzi del petrolio tornano a infiammasi (futures sul Brent +4,39% a 89,16 dollari al barile e sul Wti +6,5% a 86,26 dollari al barile). 

Vale la pena riflettere sul fatto che questi attacchi arrivano in un momento in cui i sondaggi di Trump sono bassi e continuano a scendere. «Un aumento prolungato dei prezzi del petrolio sarà rapidamente avvertito dai consumatori statunitensi alle pompe di benzina e, se i prezzi non torneranno a scendere, sembra ragionevole che il presidente ne sarà in parte responsabile», afferma Mark Dowding, Fixed Income Cio di Rbc BlueBay AM.

Con le elezioni di medio termine alle porte e l'accessibilità economica già al primo posto tra le preoccupazioni di molti elettori, «è facile immaginare che negli Stati Uniti si creerà rapidamente una forte pressione affinché queste azioni abbiano una rapida conclusione. Da questo punto di vista, la completa distruzione degli impianti di arricchimento dell'uranio potrebbe finire per essere considerata una vittoria sufficiente prima che Trump si ritiri», prevede Dowding notando che, su base regionale, anche l'Europa è tra le aree che avrebbero più da perdere in questa crisi, in quanto grande importatrice di gas e petrolio. La politica energetica regionale, ricorda l’esperto, è stata influenzata dalla lobby Esg negli ultimi dieci anni e quindi è stato ritenuto auspicabile importare queste materie prime da regioni come il Golfo (e la Russia), quando avrebbero potuto essere facilmente estratte più vicino a casa.

Ore 12:35 Il Ftse Mib amplia le perdite con Mps e Mediobanca, il prezzo del gas torna a correre

L’indice Ftse Mib di Piazza Affari accelera al ribasso (-0,63% a 44.326 punti alle 12:35 con Mps e Mediobanca che perdono il 2% e l’1,15%, rispettivamente; fanno peggio Stm, Tim e Italgas, in calo di oltre il 2%). Il prezzo del gas europeo torna a salire del 2,89% a 52,2 euro/MWh dopo che il ministro dell'energia del Qatar ha dichiarato al Financial Times che, anche se il conflitto terminasse immediatamente, ci vorrebbero comunque «settimane o mesi» per tornare a un normale ciclo di consegne dopo la chiusura del più grande impianto di Gnl al mondo all'inizio di questa settimana.

Il conflitto attuale si sta configurando in modo diverso rispetto al passato. A differenza del breve conflitto dello scorso anno, durato 12 giorni, la situazione attuale prevede attacchi più estesi da parte degli Stati Uniti e di Israele e una risposta più aggressiva da parte dell'Iran. Ciò ha comportato attacchi alle infrastrutture energetiche (come raffinerie di petrolio e impianti di Gnl) nella regione.

Inoltre, lo Stretto di Hormuz, uno dei punti nevralgici più critici al mondo per l'energia, è praticamente chiuso. «Lo stretto è un passaggio altamente esposto attraverso il quale transita circa il 20% delle forniture mondiali di petrolio e Gnl, oltre a quantità significative di fertilizzanti e alluminio. Un'interruzione prolungata avrebbe quindi ripercussioni su diversi mercati delle materie prime, non solo sul greggio», affermano Patrick Brenner, Global Head of Multi-Asset Investments, e Joven Lee, Multi-Asset Strategist di Schroders.

Per Abdallah Guezour, Head of Emerging Market Debt and Commodities di Schroders, la rapida evoluzione della situazione dovrebbe sostenere la pressione al rialzo sui prezzi del petrolio, mantenere elevati i premi di rischio geopolitico e potenzialmente pesare sulla propensione al rischio globale. In uno scenario di questo tipo, l'oro (futures +0,27% a 5,092 dollari l’oncia) e le materie prime dovrebbero continuare a essere sostenuti.

Ore 11:50 Il Ftse Mib cade con Stm e Tim, il petrolio vira al rialzo dopo l’allarme del Qatar: rischia di schizzare a 150 dollari

Tutte le borse europee perdono smalto (Dax +0,08%, Cac40 -0,11%, Ftse100 +0,08% e Ftse Mib -0,24% a 44.500 punti alle 11:50 con Tim, -1,23%, e Stm, -3%, i peggiori insieme alle banche tutte in rosso e a Italgas -1,8%) e i futures Usa accelerano al ribasso (-0,36% quello sull’S&P500) dopo che il ministro dell'energia del Qatar ha lanciato un allarme: se gli scontri Iran-Usa-Israele proseguono e il Canale di Hormuz resta compromesso tutti i produttori dell'area finiranno per dover bloccare le operazioni e il barile di petrolio potrebbe raggiungere quota 150 dollari (futures sul Brent +1,8% a 86,97 dollari al barile), «trascinando al ribasso le economie di tutto il mondo».

In un’intervista al Financial Times, Saad al-Kaabi sostiene che anche se le ostilità si fermassero oggi ci vorrebbero «settimane se non mesi» per un ritorno alla normalità. Invece se il conflitto proseguirà, secondo l’esperto altri produttori dovranno fare come il suo Paese, che ha già dichiarato di aver sospeso le operazioni per causa di forza maggiore, dopo un attacco iraniano a un suo stabilimento. «Tutti gli esportatori del Golfo dovranno farlo. Se non lo fanno a un certo punto si ritroveranno a dover pagare il conto, se questa è la loro scelta». Quinid, se la guerra continua per settimane, ha previsto, «il pil mondiale ne subirà le ricadute».

Delude il pil dell'area euro

Intanto, il prodotto interno lordo dell'area euro è aumentato dello 0,2% nel quarto trimestre del 2025, dopo un +0,3% nei tre mesi precedenti, secondo la terza stima di Eurostat. La lettura è al di sotto della seconda stima, che indicava un'espansione dello 0,3% trimestre su trimestre. Su base annua, l'economia dell'Eurozona è cresciuta dell'1,2%, rispetto alla seconda stima di un incremento dell'1,3% e al +1,4% del trimestre precedente. Nell'intero 2025, il pil è aumentato dell'1,4%.

Ore 10:20 Il Ftse Mib annulla i guadagni con le banche. Euro sotto 1,16: Escrivá (Bce) non vede un taglio dei tassi a marzo

I mercati azionari europei consolidano il rialzo, tranne Milano che annulla i guadagni (Dax +0,43%, Cac40 +0,12%, Ftse100 +0,21% e Ftse Mib -0,01% a 44.602 punti con le banche tutte in rosso, soprattutto Mps e Mediobanca; stornano anche Campari, Italgas, Stm e Unipol). I futures Usa hanno virato al ribasso (-0,23% quello sull’S&P500) mentre la situazione in Medio Oriente resta incandescente. La forza terrestre dei Guardiani della rivoluzione iraniani ha infatti condotto attacchi missilistici contro quelli che Teheran definisce «centri di gruppi terroristici» nel Kurdistan iracheno. Le operazioni hanno preso di mira basi e strutture di gruppi armati situati nella regione autonoma del Kurdistan in Iraq.

Lo spread Btp/Bund sale a 72,6 punti base, mentre è in corso il collocamento del nuovo Btp Valore (ultimo giorno) e l’euro cade sotto la soglia psicologica di 1,16 a 1,1585 dollari (-0,19%). Il membro del Consiglio direttivo della Bce, José Luis Escrivá, ha detto che, sulla base delle informazioni disponibili al momento, è «molto improbabile» che la banca prenda una decisione sui tassi di interesse nella prossima riunione del consiglio direttivo del 19 marzo perché avrà bisogno di più tempo per valutare l'impatto complessivo della guerra in Iran prima di prendere decisioni.

Ore 09:05 Ftse Mib positivo con Leonardo e Nexi. Lo spread sale a 71

Borse europee positive in avvio di seduta (+0,71% il Dax, +0,40% il Cac40, +0,39% il Ftse100 e +0,45% a 44.809 punti il Ftse Mib). Il conflitto in Medio Oriente è entrato nel suo settimo giorno senza segnali di allentamento. Il presidente statunitense, Donald Trump, ha incoraggiato le forze curde iraniane ma anche irachene a colpire Teheran mentre il conflitto regionale si amplia. I futures Usa salgono (+0,15% quello sul Dow Jones e +0,12% quello sull’S&P500). 

La guerra contro l’Iran si amplia

Israele ha lanciato attacchi su larga scala contro l’Iran, che ha risposto colpendo obiettivi in Israele, Kuwait, Erbil, capitale del Kurdistan iracheno, e attaccando con droni la base statunitense di Al Udied in Qatar, senza vittime. Ma la guerra si è estasa a Cipro, Turchia, Azerbaijian e all'Oceano Indiano, dove un sottomarino Usa ha affondato una nave iraniana. Quanto al ruolo dell'Italia, è pronta a inviare aiuti per la difesa aerea ai paesi del Golfo e sostegno navale a Cipro.

Lo spread sale a 71, si chiude il collocamento del nuovo Btp Valore
 

In un clima teso, complice lo shock energetico che può far salire l’inflazione, lo spread Btp/Bund sale a 71,5 con il rendimento del Btp 10 anni in contrazione al 3,55%. Si chiude alle 13 il collocamento del nuovo Btp Valore marzo 2032 dedicato ai piccoli risparmiatori. Nella quarta giornata dell'offerta è giunta una domanda pari a 2,07 miliardi di euro che ha portato il totale a 15,09 miliardi, sui livelli dell'edizione precedente. In serata, a mercato chiuso, da Via XX Settembre i dettagli sul collocamento di Bot a 12 mesi di mercoledì prossimo 11 marzo. E sempre a mercato chiuso Dbrs si pronuncia sul debito sovrano della Grecia, Fitch su quello della Francia e del Portogallo.

A Milano bene Leonardo, Prysmian, Stellantis, Enel e Avio, recupera Nexi. Ancora venduta la coppia Mps-Mediobanca e Piaggio

Sul listino milanese spiccano Leonardo con un +2% a 57,84 euro e Nexi che, dopo il tonfo del 5 marzo, recupera il 2,94% a 2,90 euro. Mentre Eni arretra dello 0,30% a 20,16 euro. Il colosso oil ha confermato l'accordo con il governo federale della Nigeria sulla conversione della licenza Oil Prospecting Licence 245 in quattro nuove licenze in acque profonde. Tra l’altro, Berenberg ha alzato da 14,5 a 17,5 euro il target price su Eni, ribadendo il rating hold.

Mentre QatarEnergy ha informato Edison (+0,91% a 2,21 euro l’azione di risparmio, l’unica quotata) che da aprile, a causa delle ostilità nell'area mediorientale, non potrà adempiere ai propri obblighi relativi ad alcune consegne di Gnl. Quanto a Enel (+0,45% a 9,5 euro) Morgan Stanley ha alzato il rating da underweight a equal weight e il target price da 8,8 a 10 euro. Su Snam (+0,06% a 6,46 euro), invece, è intervenuta Deutsche Bank, portando il target price da 7 a 7,2 euro (rating buy). 

Nel settore bancario resta sorvegliata speciale la coppia Mps-Mediobanca, -1,36% a 7,26 euro la prima e -0,40% a 16 euro la seconda. La mancata conferma del ceo, Luigi Lovaglio, nel nuovo cda del Monte, scrive Mf-Milano Finanza, è costata sinora 1,9 miliardi di euro agli azionisti di Siena e della controllata. Da segnalare all’interno del comparto che Berenberg ha alzato il target price di FinecoBank da 25,5 a 26,5 euro, confermando il rating buy.

E se Prysmian (+1,32% a 99,9 euro) si è aggiudicata un accordo quadro con l'olandese Alliander per la fornitura di cavi di media e bassa tensione: il deal ha una durata di otto anni e potrebbe avere un valore complessivo fino a 500 milioni di euro, Stellantis (+1,16% a 6,36 euro) incontra i sindacati sulla continuità del sito industriale di Termoli a Roma.

Dalla quattro alle due ruote. Piaggio cade del 3,39% a 1,569 euro dopo aver chiuso l’esercizio 2025 con un fatturato di 1,5 miliardi di euro, al di sotto delle attese degli analisti, a causa di un calo della domanda. L'utile netto è sceso a 34 milioni dai 67,2 milioni del 2024 (-49%) e l’ebitda a 250,8 milioni da 286,7 milioni.

Meglio Avio con un +2,96% a 34,8 euro. Il gruppo aerospaziale ha firmato un contratto della durata di tre anni da 65 milioni di dollari per un nuovo progetto di sviluppo di un motore a propellente solido negli Stati Uniti. Il gruppo è stato selezionato da Defense Systems and Solutions, joint venture tra Yulista Integrated Solutions e Science and Engineering Services, che opera in qualità di prime contractor per il Department of War degli Stati Uniti.

Infine, si segnala che Digital Value ha comunicato che Oep Danzig BidCo, veicolo riconducibile a un gruppo di fondi di private equity con Oep Capital Advisors quale investment advisor, ha perfezionato l'acquisizione del 59,3% del capitale sociale della società, facendo scattare l'obbligo di promuovere un'offerta pubblica di acquisto totalitaria sulle restanti azioni.

Il capitale sociale di Digital Value ammonta a 1,7 milioni, suddiviso in 10,2 milioni di azioni ordinarie senza valore nominale. La società detiene, inoltre, 33.908 azioni proprie, pari allo 0,3% del capitale, con diritto di voto sospeso.

Oep ha indicato un corrispettivo di 29 euro per azione (+0,35% a 28,85 euro), interamente cash, prezzo che coincide con quello riconosciuto nell'operazione di acquisizione della partecipazione di controllo, per un esborso complessivo di 175,06 milioni. Il prezzo incorpora uno sconto dell’1,2% rispetto al prezzo ufficiale del 20 ottobre del 2025, il giorno prima dell'annuncio dell'accordo tra Oep e Digital Holding, pari a 29,34 euro. Rispetto alle medie ponderate dei 12 mesi precedenti tale data presenta, invece, un premio del 25,5%.

L'opa avrà a oggetto fino a 4,1 milioni di azioni, pari al 40,4% del capitale della società, oltre a ulteriori 94.044 azioni che potrebbero essere assegnate nell'ambito del piano di incentivazione 2025-2027 durante il periodo di adesione. Il controvalore massimo dell'offerta è quindi stimato in 122 milioni. L’operazione è finalizzata al delisting dell’azione da Piazza Affari.

Ore 07:40 Europa attesa positiva. Il petrolio cala, scatta l’oro

Borse europee attese in rialzo (+1% il futures sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta, ma si avviano verso forti perdite settimanali, mentre l’escalation del conflitto in Medio Oriente e l’impennata dei prezzi del petrolio pesa sul sentiment degli investitori. I futures di Wall Street sono leggermente positivi (+0,18% quello sul Dow Jones e +0,13% quello sull’S&P500) dopo che gli indici azionari statunitensi hanno esteso le perdite il 5 marzo con un parallelo aumento dei rendimenti obbligazionari (il rendimento del Treasury Usa 10 anni si stabilizza al 4,14%).

Il petrolio si ferma dopo +17% in una settimana

Il conflitto in Medio Oriente è entrato nel suo settimo giorno senza segnali di allentamento (il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha detto di voler avere un ruolo nel determinare il prossimo leader dell’Iran una volta terminato il conflitto) e alimenta i timori di interruzioni nelle forniture energetiche globali, in particolare attraverso lo Stretto di Hormuz, una stretta rotta marittima attraverso la quale passa circa un quinto della fornitura mondiale di petrolio. Qualsiasi interruzione delle spedizioni attraverso questo passaggio può ridurre in modo significativo l’offerta globale e spingere i prezzi del greggio molto più in alto.

Prezzi che sono già schizzati questa settimana di oltre il 17%. Un aumento (-0,14% a 85,29 dollari al barile il futures sul Brent il 6 marzo, -0,12% a 85,31 dollari al barile quello sul Wti) che alimenta i timori di inflazione, complicando le prospettive di politica monetaria delle principali banche centrali, tra cui la Federal Reserve e la Bce (alle 11 parla la presidente, Christine Lagarde, e alle 18 il membro del comitato esecutivo, Isabel Schnabel), che potrebbero diventare più caute nel tagliare i tassi di interesse nel breve periodo.

In quest’ottica gli operatori guaderanno con attenzione agli importanti dati economici statunitensi, tra cui il rapporto sui non farm payroll di febbraio alle 14:30, che potrebbe fornire ulteriori indicazioni sulla solidità della più grande economia del mondo e sul percorso dei tassi di interesse negli Stati Uniti. Un dato più forte del previsto potrebbe rafforzare l’idea che la Fed abbia margine per ritardare i tagli dei tassi.

«Il mercato petrolifero rimane ben sostenuto, con pochi segnali di de-escalation in Medio Oriente e senza una ripresa dei flussi energetici nella regione», affermano gli analisti di Ing. «È chiaro che, con il passare dei giorni senza la ripresa dei flussi, il mercato del petrolio rivaluterà la quantità di offerta persa, lasciando spazio a ulteriori rialzi dei prezzi», aggiungono a Ing.

Gli Stati Uniti autorizzano la fornitura di petrolio russo all’India per 30 giorni

Nel tentativo di alleviare le preoccupazioni sull’offerta, gli Stati Uniti hanno annunciato che consentiranno la vendita di petrolio russo soggetto a sanzioni all’India per un periodo di 30 giorni. «Anche se questo potrebbe contribuire a esercitare una pressione ribassista immediata sul mercato, non rappresenta un cambiamento decisivo. L’unico modo per far scendere i prezzi in modo duraturo è la ripresa dei flussi di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz», spiegano gli analisti di Ing.

Scatta l’oro

Torna a salire, invece, il prezzo dell’oro (+0,97% a 5.127 dollari l’oncia il futures)  dopo essere sceso nella sessione precedente perché il rafforzamento del dollaro statunitense e l’aumento dei rendimenti dei Treasury hanno superato la domanda di beni rifugio. Il metallo prezioso tende a beneficiare dell’incertezza geopolitica e di tassi di interesse più bassi. Tra gli altri metalli preziosi, l’argento sale del 2,54% a 84,25 dollari l’oncia, mentre il platino guadagna lo 0,7% a 2.134,76 dollari l’oncia.

Focus sui nuovi lavoratori dipendenti non agricoli in Usa

L’euro è stabile a 1,16 dollari in attesa alle 8 degli ordini all'industria a gennaio della Germania, alle 11 del pil finale del quarto trimestre dell’Eurozona, alle 14:30 delle vendite al dettaglio a gennaio, dei salari orari, dei nuovi lavoratori dipendenti non agricoli e del tasso di disoccupazione tutti a febbraio negli Stati Uniti per chiudere alle 16 con le scorte delle imprese a dicembre.

Occhio a Eni, Edison, Mps, Mediobanca, FinecoBank, Prysmian, Stellantis, Piaggio, Avio e Digital Value

Sul listino milanese attenzione a Eni che ha confermato l'accordo con il governo federale della Nigeria sulla conversione della licenza Oil Prospecting Licence 245 in quattro nuove licenze in acque profonde.

Mentre QatarEnergy ha informato Edison che da aprile, a causa delle ostilità nell'area mediorientale, non potrà adempiere ai propri obblighi relativi ad alcune consegne di Gnl.

Nel settore bancario resta sorvegliata speciale la coppia Mps-Mediobanca. La mancata conferma del ceo, Luigi Lovaglio, nel nuovo cda del Monte, scrive Mf-Milano Finanza, è costata sinora 1,9 miliardi di euro agli azionisti di Siena e della controllata. Da segnalare all’interno del comparto che Berenberg ha alzato il target price di FinecoBank da 25,5 a 26,5 euro, confermando il rating buy.

E se Prysmian si è aggiudicata un accordo quadro con l'olandese Alliander per la fornitura di cavi di media e bassa tensione: il deal ha una durata di otto anni e potrebbe avere un valore complessivo fino a 500 milioni di euro, Stellantis incontra i sindacati sulla continuità del sito industriale di Termoli a Roma.

Dalla quattro alle due ruote. Piaggio ha chiuso l’esercizio 2025 con un fatturato di 1,5 miliardi di euro, al di sotto delle attese degli analisti, a causa di un calo della domanda. L'utile netto è sceso a 34 milioni dai 67,2 milioni del 2024 (-49%) e l’ebitda a 250,8 milioni da 286,7 milioni.

Mentre Avio ha firmato un contratto della durata di tre anni da 65 milioni di dollari per un nuovo progetto di sviluppo di un motore a propellente solido negli Stati Uniti. Il gruppo è stato selezionato da Defense Systems and Solutions, joint venture tra Yulista Integrated Solutions e Science and Engineering Services, che opera in qualità di prime contractor per il Department of War degli Stati Uniti.

Infine, si segnala che Digital Value ha comunicato che Oep Danzig BidCo, veicolo riconducibile a un gruppo di fondi di private equity con Oep Capital Advisors quale investment advisor, ha perfezionato l'acquisizione del 59,3% del capitale sociale della società, facendo scattare l'obbligo di promuovere un'offerta pubblica di acquisto totalitaria sulle restanti azioni.

Il capitale sociale di Digital Value ammonta a 1,7 milioni, suddiviso in 10,2 milioni di azioni ordinarie senza valore nominale. La società detiene, inoltre, 33.908 azioni proprie, pari allo 0,3% del capitale, con diritto di voto sospeso.

Oep ha indicato un corrispettivo di 29 euro per azione, interamente cash, prezzo che coincide con quello riconosciuto nell'operazione di acquisizione della partecipazione di controllo, per un esborso complessivo di 175,06 milioni. Il prezzo incorpora uno sconto dell’1,2% rispetto al prezzo ufficiale del 20 ottobre del 2025, il giorno prima dell'annuncio dell'accordo tra Oep e Digital Holding, pari a 29,34 euro. Rispetto alle medie ponderate dei 12 mesi precedenti tale data presenta, invece, un premio del 25,5%.

L'opa avrà a oggetto fino a 4,1 milioni di azioni, pari al 40,4% del capitale della società, oltre a ulteriori 94.044 azioni che potrebbero essere assegnate nell'ambito del piano di incentivazione 2025-2027 durante il periodo di adesione. Il controvalore massimo dell'offerta è quindi stimato in 122 milioni. L’operazione è finalizzata al delisting dell’azione da Piazza Affari. (riproduzione riservata)