Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib vira al ribasso con Mps, Mediobanca e Nexi. Il dollaro si rafforza dopo i dati macro Usa
Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib vira al ribasso con Mps, Mediobanca e Nexi. Il dollaro si rafforza dopo i dati macro Usa
Le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono risultate invariate a 213.000 unità. Campari e Stm salgono decise contro corrente

di Francesca Gerosa 05/03/2026 07:40

Ftse Mib
45.200,70 14.53.48

-0,30%

Dax 30
24.066,22 14.53.45

-0,57%

Dow Jones
48.739,41 14.30.01

+0,49%

Nasdaq
22.807,48 7.25.15

+1,29%

Euro/Dollaro
1,1605 14.38.33

-0,30%

Spread
69,17 15.08.22

+0,91

  • Ore 12:30 Ftse Mib sopra 45.500 nonostante il tonfo di Nexi e Amplifon. De Guindos e Rehn (Bce): l’inflazione può salire
  • Ore 10:30 Ftse Mib poco sopra la parità, Campari brilla e Nexi crolla
  • Ore 09:05 Ftse Mib in calo, tonfo di Nexi. Lo spread sale a 69
  • Ore 07:40 Europa attesa in netto calo, i curdi iracheni smentiscono l'offensiva di terra in Iran

Con i futures Usa in rosso (-0,28% quello sull’S&P500) le borse europee virano al ribasso (-0,17% il Dax, -0,39% il Cac40, -0,32% il Ftse100 e -0,26% a 45.219 punti l’indice Ftse Mib alle 14:35). Nexi (-16,8%) e Amplifon (-11,22%) sono punite dopo i conti 2025 e l’outlook 2026. Giù anche Mps (-4,10%) e Mediobanca (-3,27%). Campari (+10%) e Stm (+3,98%) salgono decise contro corrente. 

Gli attacchi Usa-Israele contro l’Iran, che hanno scatenato l’ultima crisi in Medio Oriente, sono chiaramente al di fuori delle regole del diritto internazionale, ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto. «È una guerra che si è aperta all'insaputa del mondo. Di cui noi, come tutto il resto del mondo, ci troviamo a dover gestire le conseguenze», ha spiegato. Poco prima il ministro degli Esteri britannico, Hamish Falconer, ha affermato che ci sono indicazioni secondo cui la crisi iraniana potrebbe protrarsi per settimane o forse mesi.

Il dollaro sale dopo i dati macro americani. L’euro vale 1,16083 (-0,19%). Le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono risultate invariate a 213.000 unità. Fermi rispetto al dato precedente anche i prezzi export a gennaio su base mensile: +0,6% (la previsione degli economisti era +0,3%).

Ore 12:30 Ftse Mib sopra 45.500 nonostante il tonfo di Nexi e Amplifon. De Guindos e Rehn (Bce): l’inflazione può salire

Le borse europee si confermano in rialzo (Dax +0,43%, Cac40 +0,34%, Ftse100 +0,29% e Ftse Mib +0,52% a 45.571 punti alle 12:30). L’euro resta in calo dello 0,20% a 1,1673 dollari e lo spread Btp/Bund è stabile a quota 68,7 punti base (il rendimento del Btp 10 anni sale al 3,487% mentre è in corso il collocamento del nuovo Btp Valore: raccolta complessiva poco oltre 14 miliardi).

Personale di Bp evacuato dal giacimento petrolifero iracheno di Rumaila

Il prezzo del petrolio Brent viaggia sopra 83 dollari al barile (+2,30% il futures). Il personale straniero è stato evacuato dal gigantesco giacimento petrolifero iracheno di Rumaila, gestito dalla major petrolifera britannica Bp, dopo che due droni non identificati sono atterrati all'interno del giacimento, hanno detto a Reuters alcune fonti dell'industria petrolifera irachena.

De Guindos e Rehn (Bce): l’inflazione può salire

Si teme che lo shock energetico a causa del conflitto in Iran possa far salire l’inflazione. Il membro del consiglio direttivo della Bce, Olli Rehn, ritiene che la durata, così come la «portata e l'ampiezza»,  della guerra determineranno l'effetto sull'economia europea. Per il banchiere il conflitto potrebbe far aumentare l'inflazione nel breve termine, pesando allo stesso tempo sulla crescita economica.

Rehn ha, quindi, ribadito che sono necessarie «menti lucide» per valutare l'impatto sull'economia europea. Gli ha fatto eco il vicepresidente della Bce, Luis de Guindos, secondo il quale un conflitto prolungato in Medio Oriente rischia di spingere verso l'alto le aspettative di inflazione. La durata della guerra in Iran sarà determinante per stabilire se la Bce dovrà intervenire, ha puntualizzato de Guindos: «Se è breve, le aspettative di inflazione non verranno modificate. Se è più lunga, allora c'è il rischio che le aspettative di inflazione cambino».

Ore 10:30 Ftse Mib poco sopra la parità, Campari brilla e Nexi crolla

Le piazze azionarie europee ampliano il rialzo (Dax +0,39%, Cac40 +0,22%, Ftse100 +0,26% e Ftse Mib +0,17% a 45.413 punti alle 10:30 con Campari che strappa un +7,9% dopo i conti 2025 viceversa Nexi cade del 19,23% dopo la presentazione dei conti 2025 e del nuovo piano; spicca poi con un +6,38% Stm). L’attenzione resta concentrata sull’evoluzione del conflitto tra Stati Uniti e Iran e sui possibili riflessi su prezzi dell’energia. 

La produzione industriale è aumentata in Francia e in Spagna

Ma anche su alcuni dati macro importanti. La produzione industriale francese è aumentata dello 0,5% su base mensile a gennaio, dopo una diminuzione rivista dello 0,5% nel mese precedente. Gli economisti avevano previsto un incremento dello 0,4% mese su mese. +2,4% su base annua.

Anche in Spagna la produzione industriale è cresciuta dello 0,3% su base annua a gennaio, dopo una diminuzione dello 0,3% nel mese precedente. Il consenso degli economisti aveva previsto un incremento più rilevante dell'1,7%. Su base mensile, invece, è calata dello 0,4%.

In crescita a gennaio le vendite al dettaglio in Italia

Inoltre, in Italia a gennaio le vendite al dettaglio hanno registrato, rispetto al mese precedente, una crescita sia in valore sia in volume, rispettivamente, +0,6% e +0,4%. L'aumento ha riguardato soprattutto i beni alimentari (+1,1% in valore e +0,9% in volume), mentre è risultato modesto per quelli non alimentari (+0,2% in valore e +0,1% in volume). Su base tendenziale, +2,3% in valore e +0,9% in volume. Dopo questi dati e in attesa di quelli americani, l’euro arretra dello 0,04% a 1,1626 dollari.

Ore 09:05 Ftse Mib in calo, tonfo di Nexi. Lo spread sale a 69

Le borse europee scendono (Dax -0,34%, Cac40 -0,37%, Ftse100 +0,03% e Ftse Mib -0,47% a 45.124 punti) in avvio di seduta. Al sesto giorno di conflitto in Medio Oriente non emergono segnali concreti di una via diplomatica per fermare le ostilità o di un miglioramento della sicurezza per le navi che tentano di attraversare lo Stretto di Hormuz. Al contrario, il Senato americano a maggioranza repubblicana ha votato per bloccare una risoluzione che mirava a fermare la campagna aerea contro l’Iran che ha lanciato una nuova ondata di missili contro Israele.

La guerra continua intanto ad allargarsi. Un sottomarino statunitense il 4 marzo ha affondato una nave da guerra iraniana al largo dello Sri Lanka, uccidendo almeno 80 persone, mentre le difese aeree della Nato hanno distrutto un missile iraniano lanciato verso la Turchia.

La premier Meloni preoccupata per le possibili ripercussioni sull’Italia
 

L'esecutivo Meloni riferirà questa mattina alle 10 alla Camera sulla crisi e sui possibili aiuti ai Paesi del Golfo minacciati dalla reazione iraniana agli attacchi di Stati Uniti e Israele. Le comunicazioni saranno affidate ai ministri di Difesa ed Esteri, Guido Crosetto e Antonio Tajani e prevedono votazioni in aula su una o più risoluzioni. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a Non stop news su Rtl 102.5, si è detta ovviamente «preoccupata» per le possibili ripercussioni sull'Italia. «Siamo impegnati soprattutto su tre fronti, lavoriamo sul piano diplomatico anche attraverso questi contatti per capire se ci siano i margini per una ripresa del negoziato per il nucleare iraniano. Obiettivo che però, dal mio punto di vista, è impossibile se l'Iran non smette di attaccare i Paesi vicini e i Paesi del Golfo».


I Paesi del Golfo hanno chiesto a Roma una batteria Samp-t per la difesa dei cieli. Anche Cipro potrebbe essere oggetto di attenzione, con l’idea di dirottare una fregata della Marina militare di fronte alle coste cipriote, per sostenere Nicosia nel lavoro di intercettazione dei droni iraniani, attraverso strumenti di difesa aerea posizionati sulle navi. Sul tavolo, probabilmente, anche la possibilità di concedere a Washington l'uso delle basi militari sul suolo italiano. L'orientamento sarebbe per il sì, ma solo se la richiesta si limitasse al supporto logistico.

In questo quadro, il rendimento del Btp 10 anni sale al 3,487% con lo spread sul Bund anch’esso in aumento a 69,5 punti base. I trader hanno ridimensionato le loro scommesse su un rialzo dei tassi Bce entro fine anno, portandole al 30% dal 60%.

Secondo il banchiere francese, Francois Villeroy, membro del board di Francoforte, la stabilità finanziaria non è a rischio e non ci sono motivi, al momento, che spingano la banca centrale a un inasprimento monetario. Gli effetti su crescita e inflazione dell'Eurozona dipenderanno dalla durata del conflitto.

Possibile ritocco al rialzo delle cedole minime garantite del nuovo Btp Valore

Quarta giornata di emissione per il nuovo Btp Valore a 6 anni dedicato al pubblico retail. La raccolta al termine del terzo giorno di offerta si è fermata poco sopra i 13 miliardi di euro, in linea con quanto avvenuto nell'ultima edizione di ottobre su una scadenza a 7 anni. Alla luce della fase di forte incertezza legata al conflitto in Iran, il Tesoro starebbe valutando l'ipotesi di ritoccare al rialzo le cedole minime garantite del titolo: 2,5% per i primi due anni, 2,8% per i successivi due e 3,5% per gli ultimi due. Le cedole definitive verranno annunciate dopo la fine del collocamento, previsto per le 13 di venerdì 6 marzo.

A Milano tonfo di Nexi. Vendite anche su Mps, FinecoBank, Maire. Brillano Campari e Stm 

Sul listino milanese Mps arretra del 2,65% a 7,48 euro dopo che il cda ha approvato la rosa da 20 consiglieri che il gruppo sottoporrà al voto dei soci all’assemblea del prossimo 15 aprile. Il ceo Luigi Lovaglio, regista della privatizzazione e dell’opas su Mediobanca, è stato escluso dalla lista che invece prevede tre candidati per la poltrona di ad: l’attuale ad di Acea ed ex ceo di Cdp Fabrizio Palermo, dato per favorito, l’ex dirigente di Unicredit Carlo Vivaldi e l’ex Intesa Sanpaolo e Illimity Corrado Passera. Alla presidenza resta Nicola Maione.

A tenere banco sono anche i conti 2025. Campari (+7% a 6,36 euro) ha archiviato lo scorso esercizio con una crescita organica delle vendite e profittabilità che consente di ridurre più rapidamente del previsto la leva finanziaria e di incrementare il dividendo. Post conti, Citi ha ribadito il rating buy sull’azione (target price a 7,50 euro).

Invece, Amplifon ha registrato un utile netto adjusted di 159,2 milioni di euro, in calo del 15,4% per effetto della minor leva operativa. Citi ha ribadito il rating neutral (target price a 17 euro) sull’azione, in calo dell’11,80% a 10,69 euro. Su FinecoBank (-1,46% a 19,18 euro), post presentazione piano industriale, è intervenuta Barclays, alzando il target price da 28 a 28,5 euro (rating overweight).

Cade addirittura del 20% a 2,792 euro Nexi che ha chiuso il 2025 con ricavi a 3,58 miliardi (+2,1%) e un ebitda a 1,9 miliardi (+2,3%), con ebitda margin al 53,1%, in crescita di 11 punti base, sotto le attese degli analisti. Proposta la distribuzione di dividendi per 350 milioni per il 2026 (0,3 euro per azione, +20%), corrispondente a un dividend yield del 9%.

Ritorno a una crescita mid-single digit nel 2028 dei ricavi, ritorno all'espansione dell'ebitda margin nel 2028, 2,4 miliardi totali di excess capital nel triennio, con una distribuzione di dividendi in crescita almeno del 5% l'anno, pari a oltre 1,1 miliardi di distribuzione totale nel 2026-2028 sono i principali obiettivi finanziari di Nexi nel nuovo piano «The enduring platform to power cash generation» relativo al prossimo triennio, insieme alla continua riduzione della leva finanziaria dell'ebitda fino a un livello target compreso tra 2x e 2,5x. Post conti e target al 2028, Citi ha confermato il ratig buy e il target price a 6 euro sull’azione.

Si difende dalle vendite Snam (+0,91% a 6,42 euro) che ha presentato solidi risultati finanziari nel 2025, ben oltre la guidance: ricavi a 3.885 milioni di euro (+8,9% rispetto al 2024), ebitda adjusted a 2.969 milioni (+7,8%) e utile netto adjusted a 1.422 milioni (+10,3%). Dopo investimenti totali per 2.758 milioni, l’indebitamento finanziario netto è stato pari a 17.509 milioni, ben al di sotto della guidance rivista. In crescita del 4% il dividendo a 0,3021 euro per azione. Nel piano strategico 2026-2030 Snam ha previsto investimenti per 14 miliardi di euro focalizzati su tre leve strategiche: crescita industriale, gestione attiva del portafoglio di partecipazioni e programma di asset rotation.

Oggi, 5 marzo, si riuniscono i cda di Azimut (-1,30% a 33,36 euro) e Mediobanca (risultati di bilancio pubblicati il 9 marzo; -2,14% a 16,47 euro). 

E se Maire (-2,50% a 13,65 euro) valuta la controllata Nextchem circa 4 miliardi di euro e solo a quella valutazione sarebbe pronta a cedere una quota di minoranza del gruppo, rinunciando così ai progetti di sbarco in Borsa, come ha detto l'ad, Alessandro Bernini, Stm (+4,14% a 28,90 euro) deve fare i conti, come altri produttori di chip, con il fatto che la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran potrebbe interrompere le forniture di materiali chiave per la produzione di semiconduttori, come ha avvertito un legislatore del partito di governo sudcoreano. L'industria sudcoreana dei chip, che fornisce circa due terzi dei chip di memoria a livello globale, è anche preoccupata che un conflitto prolungato con l'Iran possa portare a un aumento dei costi e dei prezzi dell'energia.

Ore 07:40 Europa attesa in netto calo, i curdi iracheni smentiscono l'offensiva di terra in Iran

Borse europee attese in netto calo (-0,94% il futures sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta con il conflitto in Medio Oriente che si è ampliato, con attacchi in Turchia da parte degli iraniani e nell’Oceano Indiano. Futures Usa negativi (-0,48% quello sul Dow Jones e -0,39% quello sull’S&P500).

I curdi iracheni smentiscono l'offensiva di terra in Iran

L'Iran ha anche lanciato missili contro il quartier generale delle forze curde nel Kurdistan iracheno, mentre sono state smentite le informazioni circolate su un presunto attraversamento del confine da parte dei combattenti curdi iracheni in Iran. «Nemmeno un curdo iracheno ha attraversato il confine. Questa notizia è completamente falsa», ha scritto su X Aziz Ahmad, uno dei membri dello staff del presidente della Regione autonoma del Kurdistan iracheno, Masroud Barzani.

Il petrolio torna a correre

I prezzi del petrolio tornano a correre con la guerra in Medio Oriente entrata nel suo sesto giorno senza segnali di de-escalation, aumentando i timori di interruzioni delle forniture da una regione che rappresenta una quota significativa delle esportazioni globali di greggio. I futures sul Brent crescono del 2% a 84,20 dollari al barile, mentre quelli sul Wti del 4% a 77,66 dollari al barile. Il Brent è scambiato poco sotto il livello più alto da luglio 2024.

Le tensioni sono aumentate dopo che gli Stati Uniti hanno affondato una nave da guerra iraniana vicino allo Sri Lanka, in acque internazionali, una mossa che ha evidenziato l’estensione del conflitto oltre il Golfo Persico. I mercati hanno, inoltre, seguito da vicino gli sviluppi diplomatici dopo alcune notizie secondo cui il Ministero dell’Intelligence iraniano avrebbe contattato Washington per negoziare la fine del conflitto. Teheran ha respinto la notizia, definendola «una pura falsità» e accusando i media occidentali di diffondere disinformazione, smorzando le speranze di una svolta diplomatica nel breve termine.

Le preoccupazioni sull’offerta di greggio si sono intensificate dopo che l’Iran ha di fatto chiuso lo Stretto di Hormuz, uno dei più importanti punti di transito petrolifero al mondo, attraverso il quale passa circa un quinto delle spedizioni globali di petrolio. L’interruzione ha già iniziato a colpire i produttori dell’area. L’Iraq, ad esempio, ha dichiarato forza maggiore su alcune esportazioni di greggio, poiché le spedizioni attraverso lo Stretto di Hormuz sono state gravemente compromesse.

Tuttavia, i dati settimanali dell’American Petroleum Institute hanno mostrato che le scorte di petrolio negli Stati Uniti sono aumentate di 5,6 milioni di barili nella settimana conclusa il 28 febbraio, superando nettamente le aspettative di un aumento di 2,2 milioni di barili, ma risultando comunque inferiori rispetto all’aumento di 11,4 milioni di barili registrato in precedenza. Gli operatori attendono in giornata i dati ufficiali sulle scorte della U.S. Energy Information Administration per confermare l’aumento.

Oro stabile

Invece, il prezzo dell’oro si stabilizza con il dollaro forte (l’euro vale 1,1593, -0,32%) anche se il conflitto in Medio Oriente spinge gli investitori verso i beni rifugio. L’oro spot si attesta a 5.141,19 dollari l’oncia dopo aver guadagnato l’1% nella sessione precedente. Il rimbalzo è arrivato dopo il calo di quasi il 5% registrato martedì 3 marzo. Per gli analisti il metallo giallo continuerà a salire nel breve termine poiché gli investitori continuano a cercare rifugio dalla volatilità.

La parola ai banchieri centrali

Lato macro, alle 08:45 esce il dato sulla produzione industriale a gennaio della Francia, alle 10 le vendite al dettaglio a gennaio dell’Italia e alle 11 quelle dell’Eurozona, alle 13:30 la Bce pubblica i verbali della riunione di febbraio, alle 14:30 dagli Stati Uniti arrivano le richieste di sussidi di disoccupazione settimanali. Diversi i banchieri centrali della Bce che prenderanno la parola: alle 10:35 Rehn, alle 11:45 Donnery, alle 18 Lagarde e alle 19:15 Machado.

A Milano occhio a Mps, Mediobanca, Campari, Amplifon, Nexi, Azimut, Snam, Stm e Maire

Sul listino milanese attenzione a Mps dopo che il cda ha approvato la rosa da 20 consiglieri che il gruppo sottoporrà al voto dei soci all’assemblea del prossimo 15 aprile. Il ceo Luigi Lovaglio, regista della privatizzazione e dell’opas su Mediobanca, è stato escluso dalla lista che invece prevede tre candidati per la poltrona di ad: l’attuale ad di Acea ed ex ceo di Cdp Fabrizio Palermo, dato per favorito, l’ex dirigente di Unicredit Carlo Vivaldi e l’ex Intesa Sanpaolo e Illimity Corrado Passera. Alla presidenza resta Nicola Maione.

A tenere banco sono anche i conti 2025. Campari ha archiviato lo scorso esercizio con una crescita organica delle vendite e profittabilità che consente di ridurre più rapidamente del previsto la leva finanziaria e di incrementare il dividendo. Post conti, Citi ha ribadito il rating buy sull’azione (target price a 7,50 euro). Amplifon con un utile netto adjusted di 159,2 milioni di euro, in calo del 15,4% per effetto della minor leva operativa. Citi ha ribadito il rating neutral sull’azione (target price a 17 euro). Su FinecoBank, post presentazione piano industriale, è intervenuta Barclays, alzando il target price da 28 a 28,5 euro (rating overweight).

Invece il gruppo Nexi ha chiuso il 2025 con ricavi a 3,58 miliardi (+2,1%) e un ebitda a 1,9 miliardi (+2,3%), con ebitda margin al 53,1%, in crescita di 11 punti base, sotto le attese degli analisti. Proposta la distribuzione di dividendi per 350 milioni per il 2026 (0,3 euro per azione, +20%), corrispondente a un dividend yield del 9%.

Ritorno a una crescita mid-single digit nel 2028 dei ricavi, ritorno all'espansione dell'ebitda margin nel 2028, 2,4 miliardi totali di excess capital nel triennio, con una distribuzione di dividendi in crescita almeno del 5% l'anno, pari a oltre 1,1 miliardi di distribuzione totale nel 2026-2028 sono i principali obiettivi finanziari di Nexi nel nuovo piano «The enduring platform to power cash generation» relativo al prossimo triennio, insieme alla continua riduzione della leva finanziaria dell'ebitda fino a un livello target compreso tra 2x e 2,5x. Post conti e target al 2028, Citi ha confermato il ratig buy e il target price a 6 euro sull’azione.

Quanto a Snam ha presentato solidi risultati finanziari nel 2025, ben oltre la guidance: ricavi a 3.885 milioni di euro (+8,9% rispetto al 2024), ebitda adjusted a 2.969 milioni (+7,8%) e utile netto adjusted a 1.422 milioni (+10,3%). Dopo investimenti totali per 2.758 milioni, l’indebitamento finanziario netto è stato pari a 17.509 milioni, ben al di sotto della guidance rivista. In crescita del 4% il dividendo a 0,3021 euro per azione. Nel piano strategico 2026-2030 Snam ha previsto investimenti per 14 miliardi di euro focalizzati su tre leve strategiche: crescita industriale, gestione attiva del portafoglio di partecipazioni e programma di asset rotation.

Oggi, 5 marzo, si riuniscono i cda di Azimut e Mediobanca (risultati di bilancio pubblicati il 9 marzo). 

E se Maire valuta la controllata Nextchem circa 4 miliardi di euro e solo a quella valutazione sarebbe pronta a cedere una quota di minoranza del gruppo, rinunciando così ai progetti di sbarco in Borsa, come ha detto l'ad, Alessandro Bernini, Stm deve fare i conti, come altri produttori di chip, con il fatto che la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran potrebbe interrompere le forniture di materiali chiave per la produzione di semiconduttori, come ha avvertito un legislatore del partito di governo sudcoreano. L'industria sudcoreana dei chip, che fornisce circa due terzi dei chip di memoria a livello globale, è anche preoccupata che un conflitto prolungato con l'Iran possa portare a un aumento dei costi e dei prezzi dell'energia.

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