Borse oggi in diretta | Ftse Mib positivo con le banche, Stm +1,8% malgrado la vittoria schiacciante dei Dem in Usa. Spread giù a 113
Borse oggi in diretta | Ftse Mib positivo con le banche, Stm +1,8% malgrado la vittoria schiacciante dei Dem in Usa. Spread giù a 113
L’esito del voto americano concentra l’attenzione soprattutto sul settore tecnologico e sull’AI, mentre sull’obbligazionario prevalgono gli acquisti e il dollaro si indebolisce. Ferrari storna, pesante Leonardo in attesa dei conti

di Francesca Gerosa 04/11/2026 08:00

Ftse Mib
50.533,87 9.23.51

+1,19%

Dax 30
25.997,19 9.23.22

+0,51%

Dow Jones
51.786,72 8.53.57

-0,38%

Nasdaq
25.370,53 7.25.15

+0,83%

Euro/Dollaro
1,1244 9.08.46

+0,44%

Spread
111,30 9.38.48

-1,30

  • Ore 08:00 Europa attesa in calo, focus sull’inflazione in Ue

I mercati azionari europei sono contrastati in avvio di seduta dopo le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, che hanno visto una netta affermazione dei Democratici. Il Dax scende dello 0,11%, il Cac40 invece sale dello 0,13%, il Ftse100 dello 0,11% e il Ftse Mib dello 0,47% a 50.175 punti. L’esito del voto americano concentra l’attenzione soprattutto sul settore tecnologico e sull’intelligenza artificiale, mentre sul mercato obbligazionario statunitense prevalgono gli acquisti e il dollaro si indebolisce.

Alert sul settore tecnologico

I futures statunitensi si muovono in ordine sparso ma con una maggior debolezza sul comparto tecnologico: il Dow Jones sale dello 0,26%, l'S&P 50 cede lo 0,08% e il Nasdaq 100 arretra dello 0,21%. Il mercato reagisce così alla conquista da parte dei Democratici del controllo del Congresso, con particolare attenzione alle possibili conseguenze regolamentari per tecnologia e intelligenza artificiale. 

Tra i risultati societari statunitensi, Advanced Micro Devices ha presentato una previsione sui ricavi superiore alle attese degli analisti e Super Micro Computer ha indicato ricavi trimestrali superiori alle stime e aumentato le previsioni sulle vendite annuali.

Lo spread scende a 113

Sul mercato obbligazionario il rendimento del Treasury decennale scende al 4,92%, quello del Btp stessa scadenza al 4,43% (spread con il Bund a 113 punti base) e in quello valutario il dollaro perde terreno: l'euro sale dello 0,47% a 1,1239 dollari, mentre lo yen si rafforza dello 0,58% con il cambio dollaro/yen a 158,046.

A Milano bene le banche, Stm limita i danni. Ferrari storna, pesante Leonardo in attesa dei conti

Sul listino milanese a tenere banco sono le trimestrali. Si riuniscono infatti i cda di Anima (+0,85%), Ariston (-0,89%), Bper (+2,47%), Finecobank (+1,93%), Leonardo (-2%), Industrie De Nora (+1,35%) e Nexi (-0,16%).

Quest’ultima resta concentrata sulla propria attività di sviluppo. Spetta al management decidere se avrà un futuro «standalone», ha detto l'ad di Cassa depositi e prestiti, tra i principali azionisti della fintech, Dario Scannapieco, a proposito di una possibile fusione con la rivale Worldline.

Mentre va verso la risoluzione il caso fiscale nato sull’opas di Poste (+0,95%) su Tim (+0,81%) anche per gli azionisti che operano in regime amministrato. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, che ha visionato una comunicazione inviata da Fineco a uno dei tanti piccoli azionisti che hanno consegnato le azioni in opas, la banca ha avviato in autonomia un «intervento di riallinamento delle posizioni» interessate dall'errato conteggio delle imposte sulle plusvalenze da pagare derivante dalla vecchia interpretazione normativa disponibile e che, Fineco specifica, «era stata applicata in modo uniforme dall’intero sistema bancario».

Salgono i titoli legati all’AI come Stm (+1,8%), Technoprobe (+1,97%) e Prysmian (+0,67%) anche se con la vittoria dei Democratici alle elezioni di mid term gli investitori temono un aumento della regolamentazione nei confronti di data center, intelligenza artificiale e settore tecnologico.

Premiata inoltre la trimestrale di Ferrari, che dopo il +4,4% della vigilia storna del 2,28% a 366,45 euro. La Rossa ha anche alzato le stime 2026: JP Morgan ha aumentato il target price sull’azione da 380 a 420 euro (rating overweight) e Rbc da 430 a 435 euro (giudizio outperform). 

Non è da meno Intesa Sanpaolo (+2,66% a 6,14 euro) che ha archiviato il terzo trimestre del 2026 con un utile netto di 2,65 miliardi di euro, in aumento del 12% su base annua e superiore ai 2,49 miliardi attesi. Il margine di interesse si è attestato a 3,89 miliardi, in crescita dell'1% rispetto al trimestre precedente e del 6% su base annua, sostanzialmente in linea con le previsioni. I ricavi complessivi hanno raggiunto 6,92 miliardi.

La banca ha inoltre migliorato la guidance sull'utile netto 2026, passando dall'indicazione di oltre 10 miliardi a quella di ben oltre 10 miliardi, confermando un acconto sul dividendo da 3,80 miliardi, pari a 0,22 euro per azione. Durante la conference call il gruppo ha indicato di attendersi una crescita significativa del margine di interesse nel 2027 e ha ribadito la propria flessibilità nella gestione dei costi.

Invece Unicredit (+2,87% a 76,39 euro) ha deciso che per le prime linee dirigenziali non sia più utilizzabile lo smart working, se non per casi eccezionali concordati in anticipo. Questa previsione si estenderà sostanzialmente a tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori a partire dal mese di gennaio.

Infine, il cda di Equita (+0,33% a 6,06 euro) ha approvato l'emissione di un prestito obbligazionario AT1, non garantito, subordinato, da 10 milioni di euro per finanziare parte del corrispettivo in contanti concordato per l'acquisizione di Xenon Private Equity.

Ore 08:00 Europa attesa in calo, focus sull’inflazione in Ue

Borse europee attese in leggero calo (-0,18% il future sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta, in linea con i futures Usa (-0,22% quello sull’S&P500), dopo che i Democratici hanno conquistato la maggioranza sia al Senato sia alla Camera, ottenendo vittorie schiaccianti che hanno raggiunto anche le roccaforti repubblicane, come Carolina del Sud, Texas e Iowa. Ora gli investitori temono un aumento della regolamentazione nei confronti di data center, intelligenza artificiale e settore tecnologico.

Onda blu Dem devastante, boccone amaro per Trump

Una dura sconfitta per il presidente Donald Trump. Anche perché l’affermazione democratica si è estesa alle elezioni dei governatori. In Texas il governatore repubblicano Greg Abbott, in carica da tre mandati, è stato sconfitto dalla democratica Gina Hinojosa. I democratici hanno conquistato anche i governatorati di Iowa e Ohio.

Il dollaro cade, focus sull’inflazione in Ue

Di riflesso il rendimento dei Treasury Usa scende al 4,92% e il dollaro cade sia nei confronti dell’euro (+0,39% a 1,1230) sia nei confronti dello yen (-0,35% a 158,105) in attesa alle 10 del Pmi servizi e del Pmi composito finali di ottobre dell’Eurozona. Dato ancora più importante in chiave Bce (alle 14:20 parla il capo economista Lane), alle 11 l’inflazione preliminare a ottobre dell’Eurozona.

«Il consenso punta a un’accelerazione del Cpi annuale a +3,9% dal +3,8% di settembre, con la componente core che dovrebbe restare ferma al +2,5%», indica Antonio Tognoli, responsabile macro analisi di Cfo Sim. «Un’eventuale sorpresa al rialzo rischierebbe di riaccendere i timori di un’inflazione più persistente del previsto, complicando la decisione della Bce. Al contrario, una lettura più soft darebbe un po’ di respiro all’euro e ai titoli di Stato europei, rafforzando le aspettative di una politica monetaria meno restrittiva nei prossimi mesi».

Mentre alle 13 tocca all’indice settimanale richieste mutui negli Stati Uniti, alle 14:15 ai nuovi occupati Adp a ottobre, alle 14:30 la bilancia commerciale a settembre, alle 15:45 l’indice Pmi servizi finale a ottobre, alle 16 l’indice Ism non manifatturiero a ottobre per chiudere alle 16:30 con le scorte settimanali di petrolio.

Il petrolio sale in attesa delle prossime mosse di Washington in Iran

Petrolio che vede i prezzi salire, mentre i mercati attendono le prossime mosse di Washington nella guerra con l’Iran. Il future sul Brent segna un +0,33%, raggiungendo quota 103,94 dollari al barile e quello sul Wti un +0,25% a 96,33 dollari al barile. Nella sessione precedente, il Brent aveva chiuso al livello più basso delle ultime quattro settimane.

Dopo la sconfitta alle elezioni di mid term il presidente americano non ha mostrato segnali di ripensamento sulla propria strategia in Iran. Al contrario, interrogato sulla possibilità di nuove iniziative militari, non ha escluso un ulteriore intervento. «Dobbiamo fare qualcosa di importante», ha affermato, evocando la possibilità di un «colpo pesante» e ribadendo che Teheran non dovrà mai arrivare a possedere un'arma nucleare.

«I segnali contraddittori lanciati dal presidente Trump, con operazioni militari che proseguono parallelamente a dichiarazioni volte a ridimensionare il rischio di un'ulteriore escalation, hanno reso difficile per gli operatori assumere una posizione direzionale ben definita sul mercato petrolifero», afferma Priyanka Sachdeva, analista di Phillip Nova. «Ritengo giustificate alcune prese di profitto e una riduzione delle posizioni speculative al rialzo, soprattutto dopo il forte rally registrato a ottobre», ha aggiunto Sachdeva. «Tuttavia, i rischi di interruzioni dell'offerta legati allo Stretto di Hormuz non sono venuti meno», ha precisato.

Il 3 novembre un funzionario statunitense ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno condotto attacchi definiti «difensivi» contro l'isola iraniana di Qeshm, prendendo di mira missili terra-aria utilizzati contro obiettivi statunitensi. Il tutto mentre il Qatar ha intensificato i propri sforzi di mediazione per scongiurare un'escalation degli attacchi dopo le elezioni americane.

Nel frattempo, secondo quanto riferito da fonti di mercato sulla base dei dati dell'American Petroleum Institute, le scorte statunitensi di greggio sono diminuite di 5,27 milioni di barili nella settimana conclusasi il 30 ottobre. Gli analisti avevano previsto, in media, un aumento delle scorte di greggio di circa 880.000 barili. Nella stessa settimana, le scorte di benzina sono aumentate di 1,43 milioni di barili, mentre quelle di distillati sono diminuite di 1,19 milioni di barili rispetto alla settimana precedente. «Le scorte di diesel rimangono contenute, mentre quelle di benzina sono aumentate più del previsto. Nel complesso, i dati risultano favorevoli ai prezzi del petrolio», ha affermato Haitong Futures.

A Milano occhio a Unicredit, Intesa, Ferrari, Nexi, Tim, Poste, Stm, Anima, Ariston, Industrie De Nora ed Equita

Sul listino milanese a tenere banco sono le trimestrali. Si riuniscono infatti i cda di Anima, Ariston, Bper, Finecobank, Leonardo, Industrie De Nora e Nexi.

Quest’ultima resta concentrata sulla propria attività di sviluppo. Spetta al management decidere se avrà un futuro «standalone», ha detto l'ad di Cassa depositi e prestiti, tra i principali azionisti della fintech, Dario Scannapieco, a proposito di una possibile fusione con la rivale Worldline.

Mentre va verso la risoluzione il caso fiscale nato sull’opas di Poste su Tim anche per gli azionisti che operano in regime amministrato. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, che ha visionato una comunicazione inviata da Fineco a uno dei tanti piccoli azionisti che hanno consegnato le azioni in opas, la banca ha avviato in autonomia un «intervento di riallinamento delle posizioni» interessate dall'errato conteggio delle imposte sulle plusvalenze da pagare derivante dalla vecchia interpretazione normativa disponibile e che, Fineco specifica, «era stata applicata in modo uniforme dall’intero sistema bancario».

Si preannuncia poi una seduta difficile per i titoli legati all’AI come Stm, Technoprobe e Prysmian, perché con la vittoria dei Democratici alle elezioni di mid term gli investitori temono un aumento della regolamentazione nei confronti di data center, intelligenza artificiale e settore tecnologico.

Premiata inoltre la trimestrale di Ferrari che ha anche alzato le stime 2026: JP Morgan ha alzato il target price sull’azione da 380 a 420 euro (rating overweight) e Rbc da 430 a 435 euro (giudizio outperform). 

Non è stata da meno Intesa Sanpaolo che ha archiviato il terzo trimestre del 2026 con un utile netto di 2,65 miliardi di euro, in aumento del 12% su base annua e superiore ai 2,49 miliardi attesi. Il margine di interesse si è attestato a 3,89 miliardi, in crescita dell'1% rispetto al trimestre precedente e del 6% su base annua, sostanzialmente in linea con le previsioni. I ricavi complessivi hanno raggiunto 6,92 miliardi.

La banca ha inoltre migliorato la guidance sull'utile netto 2026, passando dall'indicazione di oltre 10 miliardi a quella di ben oltre 10 miliardi, confermando un acconto sul dividendo da 3,80 miliardi, pari a 0,22 euro per azione. Durante la conference call il gruppo ha indicato di attendersi una crescita significativa del margine di interesse nel 2027 e ha ribadito la propria flessibilità nella gestione dei costi.

Invece Unicredit ha deciso che per le prime linee dirigenziali non sia più utilizzabile lo smart working, se non per casi eccezionali concordati in anticipo. Questa previsione si estenderà sostanzialmente a tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori a partire dal mese di gennaio.

Infine, il cda di Equita ha approvato l'emissione di un prestito obbligazionario AT1, non garantito, subordinato, da 10 milioni di euro per finanziare parte del corrispettivo in contanti concordato per l'acquisizione di Xenon Private Equity. (riproduzione riservata)