L’indice Ftse Mib scende dai massimi intraday, alle 11:25 si limita a un progresso dello 0,20% a 51.894 punti. Pesano i cali di Leonardo -2,85% e dei titoli del lusso Moncler -1,27% e Brunello Cucinelli -2,22%. Se le azioni della difesa, come Leonardo, scendono dopo che il presidente russo, Vladimir Putin, ha dichiarato che esiste la possibilità di avviare colloqui costruttivi per una pace in Ucraina, i titoli considerati tra i potenziali beneficiari di una pace, come Buzzi (+2,47%), stanno sovraperformando il mercato.
L’euro recupera la soglia di 1,16 dollari e lo spread Btp/Bund sale leggermente rispetto all’apertura a 84,55 punti base. Eppure l'indice Pmi servizi in Italia è salito al record in quasi tre anni e mezzo ad agosto a 55,2 da 52,5 di luglio. La crescita dell'attività è stata elevata ed è stata alimentata dall'acquisizione di nuovi clienti, dal miglioramento delle vendite e dall'avvio di nuovi progetti. Il settore dei servizi ha alimentato la crescita del settore privato. L'Indice Pmi composito di agosto è cresciuto a 53,6 da 52,5 di luglio, questa lettura è la seconda più alta in più di tre anni.
Invece, l’indice Pmi sull'attività economica del terziario dell'Eurozona si è posizionato al di sopra della soglia di 50 per il secondo mese consecutivo a 51,6 ad agosto, rimanendo però quasi invariato rispetto a 51,7 di luglio. Anche l’indice Pmi composito è risultato invariato a 52 punti, rispetto al picco da otto mesi di luglio.
Borse europee contrastate (Dax +0,27%, Cac40 -0,08%, Ftse100 +0,13% e Ftse Mib +0,44% a 52.018 punti con Azimut in testa con un +3,56% seguita da Buzzi con un +2,9%, tra i titoli più esposti a una ricostruzione in Ucraina in caso di pace; inoltre Mediobanca, FinecoBank, Poste, Prysmian, Fincantieri, Stm, Tim e Tenaris guadagnano oltre un punto percentuale).
Il prezzo del petrolio Brent storna dello 0,29% a 95,35 dollari al barile dopo che il presidente russo, Vladimir Putin, ha detto che esiste la possibilità di un accordo di pace per porre fine alla guerra in Ucraina, ribadendo al contempo l'accusa secondo cui gli avvertimenti ucraini sui rischi per gli aerei nello spazio aereo russo equivalgono a «terrorismo di Stato». Putin ha aggiunto che diversi Paesi, tra cui gli Stati Uniti e la Cina, sono pronti a sostenere un accordo di pace.
Borse europee caute in avvio di seduta: Dax +0,04%, Cac40 -0,06%, Ftse100 +0,07% e Ftse Mib -0,03% a 51.775 punti. Anche sul mercato obbligazionario la situazione resta particolarmente delicata, dopo la recente impennata dei rendimenti su livelli che in alcuni casi non si vedevano da decenni. L'escalation del conflitto in Medio Oriente alimenta la volatilità dei prezzi dell'energia (il petrolio Brent resta sopra 94 dollari al barile mentre Stati Uniti e Iran hanno intensificato gli attacchi reciproci), rafforzando i timori di nuove pressioni inflazionistiche (nell'area euro i prezzi al consumo hanno accelerato al 3,3% ad agosto dal 2,9% di luglio), in un contesto già gravato dalle preoccupazioni sulla sostenibilità dei conti pubblici.
Il tasso del Treasury Usa decennale, riferimento per il mercato obbligazionario mondiale, ha toccato il 2 settembre il livello più alto degli ultimi tre anni, avvicinandosi alla soglia del 5% (4,76% il 3 settembre), considerata da molti operatori un potenziale fattore di ulteriore instabilità per i mercati azionari. Il 30 anni i massimi dal 2007 mentre il debito pubblico americano ha superato quota 40.000 miliardi di dollari.
In Giappone il rendimento del decennale è salito sopra il 3% per la prima volta in circa trent'anni, mentre in Europa il rialzo dei prezzi del gas ha contribuito a portare il tasso del Bund tedesco decennale ai massimi dal 2011. L'aumento delle aspettative di surriscaldamento dei prezzi ha spinto al rialzo anche i rendimenti a breve termine. Il tasso del titolo di Stato tedesco a due anni, il più sensibile alle attese di politica monetaria, ha superato il 3% per la prima volta dal 2024, sesta seduta consecutiva in aumento. Il rendimento dell'omologo britannico si attesta sui livelli più elevati dal 2008.
I Btp seguono il movimento, con il tasso del benchmark decennale che nella precedente seduta ha segnato un picco al 4,25%, il massimo dal novembre 2023 (il 3 settembre viaggia al 4,20%), mentre lo spread con il Bund resta confinato in uno stretto range, poco sopra 80 punti base (a 83,5). I mercati scontano ormai una probabilità vicina al 100% che la Bce aumenti i tassi nella riunione del 10 settembre e attribuiscono una forte probabilità a un ulteriore rialzo entro la fine dell'anno.
Al contempo i trader hanno aumentato le probabilità che anche la Fed decida per un rialzo dei tassi di 25 punti base questo mese, portandole al 67% dal 37% di una settimana fa, secondo il FedWatch Tool del Cme Group. Nel mezzo di una fase così difficile per il reddito fisso, Francia e Spagna collocano titoli a medio e lungo termine, per totale di 19,5 miliardi di euro.
Sul listino milanese Eni scende dello 0,63% a 23,66 euro dopo aver firmato un nuovo contratto della durata di 25 anni con la compagnia petrolifera statale venezuelana Pdvsa per lo sviluppo del giacimento petrolifero Junin 5. In base all'accordo, che rende il gruppo italiano l'unico operatore di Junin 5, Eni e Pdvsa investiranno 1,5 miliardi di dollari all'anno per sviluppare il giacimento, con l'obiettivo di raggiungere una produzione di 400.000 barili al giorno entro la fine di questo decennio. Il gruppo punta ad aumentare la produzione in Venezuela a oltre un milione di barili al giorno.
Nel settore bancario Mps si limita a un +0,18% a 11,41 euro. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, è in arrivo per metà settembre la decisione della Bce sulla fusione con Mediobanca (+0,62% a 27,7 euro), di cui Rocca Salimbeni controlla l'86,3% dopo l'opas da quasi 14 miliardi di euro terminata a settembre scorso. La notifica non dovrebbe riservare sorprese e accendere quindi una luce verde all'operazione. Per chiudere la fusione poi serviranno le delibere dei due terzi dell'assemblea dei due gruppi, passaggio che, per quanto riguarda il Monte, dovrebbe essere accorpato ai lavori del 29 ottobre.
Tra l’altro il 2 settembre Mps ha chiuso il collocamento di un’obbligazione subordinata Tier 2 Green da 500 milioni di euro, destinata a investitori istituzionali. La domanda, per il bond con scadenza marzo 2037 e rimborso anticipato dopo 5,5 anni, è stata pari a oltre 1 miliardo di euro. L’emissione offre una cedola annua fissa del 4,625%. I proventi sono destinati al rifinanziamento di Eligible Green Projects.
Inoltre, Intesa Sanpaolo, in rialzo dello 0,24% a 6,66 euro, avvierà il il 7 settembre la seconda tranche del buyback che si concluderà l'11 dello stesso mese. Il programma di acquisto azioni proprie è a servizio dell'assegnazione gratuita di azioni ordinarie in relazione ai piani di incentivazione della banca. Il numero di azioni che verrà acquistato è pari a 9.552.517 che corrisponde allo 0,05% del capitale sociale.
Nel settore finanziario spicca in realtà Azimut con un +1,5% a 38,6 euro. Deutsche Bank ha alzato il rating sull’azione da hold a buy e il target price da 35 a 46 euro.
Invece nel caso di Avio (-0,67% a 28,28 euro) l’Agenzia Spaziale Europea sta valutando la possibilità di aumentare il numero di lanci in programma per i razzi Ariane 6 e Vega-C nei prossimi anni, per soddisfare la domanda di satelliti.
Restando nel settore della difesa, Equita, a seguito della debole performance del titolo, ha aumentato il peso di Fincantieri (+0,08% a 12,14 euro) di 50 punti base nel suo portafoglio principale. I risultati del secondo trimestre sono stati solidi e lasciano spazio per una revisione della guidance 2026 con il terzo trimestre.
Inoltre, nelle prossime settimane «ci aspettiamo del newsflow di supporto sul fronte della pipeline di ordinativi nel settore militare. Il titolo tratta su valutazioni interessanti, a 8x-6,8x l’ev/ebitda 2027-2028 e a sconto rispetto al settore della difesa europeo: stimiamo un multiplo implicito della difesa/underwater di 8x l’ebitda 2028 contro le 11x del settore. Confermiamo, quindi, il rating buy con un target price a 16 euro su Fincantieri», conclude Equita. Invece Morgan Stanley è intervenuta su Ariston (+3,47% a 3,94 euro), alzando la raccomandazione da underweight a equal-weight.
Quanto a Piaggio (-0,20% a 1,98 euro), dopo quasi cinque anni di lavori e oltre 50 milioni di euro di investimenti, ha presentato la nuova casa di Moto Guzzi. Il nuovo impianto produttivo permette un incremento della capacità produttiva a oltre 30.000 veicoli l'anno. Mentre Danieli perde il 6,85% a 60,17 euro, anche se ha ricevuto da GravitHy un contratto per la fornitura di un impianto di riduzione diretta Energiron Zero Reformer destinato alla produzione di 2 milioni di tonnellate annue di Hbi. Il progetto prevede l’impiego prevalente di idrogeno e di energia elettrica, con l’obiettivo di supportare la produzione di acciaio a minori emissioni in Europa.
Sotto pressione pure Intercos (-5,65% a 3,02 euro) che ha collocato sul mercato 6 milioni di azioni attraverso un accelerated bookbuilding, per un controvalore di 81 milioni di euro. Il prezzo di cessione è stato di 13,50 euro per azione, con uno sconto del 2,2% rispetto ai 13,80 euro della chiusura del 2 settembre. Invece, Txt e-solutions ha esercitato l’opzione per acquisire il restante 40% di ProSim Training Solutions, raggiungendo il 100% del capitale.
Infine, Icop (-1,65% a 29,8 euro) ha reso noto che Borsa Italiana ha disposto l'avvio delle negoziazioni delle azioni ordinarie della società su Euronext Milan a partire dal 4 settembre. Nella stessa data i titoli saranno esclusi da Euronext Growth Milan, dove l'ultima seduta di negoziazione sarà quindi quella di oggi, 3 settembre.
Il passaggio sul mercato regolamentato arriva a poco più di due anni dalla quotazione di Icop, avvenuta nel luglio del 2024, e rappresenta una nuova tappa nel percorso di crescita del gruppo: consentirà di ampliare la base degli investitori, aumentare la visibilità sui mercati dei capitali e favorire una maggior liquidità del titolo, rafforzando al contempo gli standard di governance.
Borse europee attese in leggero calo (-0,08% il future sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta, mentre i futures Usa sono piatti. I prezzi del petrolio stornano (future sul Brent -1,46% a 94,22 dollari al barile e sul Wti -1,24% a 89,88 dollari al barile; entrambi +1% il 2 settembre, raggiungendo i massimi delle ultime cinque settimane) anche se l'Iran ha attaccato nella notte tra il 2 e il 3 settembre obiettivi militari statunitensi in Kuwait.
L'esercito del Kuwait ha segnalato su X di dover fronteggiare «attacchi ostili con missili e droni a seguito dell'ignobile aggressione iraniana». Il 2 settembre le forze statunitensi hanno colpito la costa meridionale dell’Iran, mentre Teheran ha risposto attaccando le posizioni statunitensi in tutta la regione, dando vita allo scambio di fuoco più intenso tra i due Paesi dal mese di luglio.
Tuttavia, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha lasciato intendere che non ci sarà una campagna militare prolungata in Medio Oriente. Ha dichiarato che i recenti attacchi statunitensi contro l’Iran saranno probabilmente di breve durata. Le sue dichiarazioni hanno contribuito a frenare il rialzo recente del petrolio e ad attenuare alcune delle preoccupazioni inflazionistiche.
Lo Stretto di Hormuz rimane il principale punto di attenzione per i mercati petroliferi. Il segretario all’Energia degli Stati Uniti Chris Wright ha dichiarato che attraverso lo Stretto sono transitati 17 milioni di barili di greggio, il volume più elevato dall’inizio del conflitto. Tuttavia, il traffico marittimo rimane volatile. I dati di Kpler hanno mostrato che il 2 settembre solo quattro navi per il trasporto di materie prime hanno attraversato il canale, rispetto a una media di 13 navi nei dieci giorni precedenti.
Quanto alle scorte statunitensi di greggio sono diminuite di 4,5 milioni di barili la scorsa settimana, registrando il primo calo in cinque settimane e contraddicendo le previsioni degli analisti, che si aspettavano un lieve aumento.
L’attenzione si sposta sull’Opec+. Il gruppo dovrebbe lasciare invariata la propria politica di produzione petrolifera per ottobre durante la riunione di domenica 6 settembre. Aveva aumentato le quote di produzione per settembre di 188.000 barili al giorno. Intanto Goldman Sachs ha previsto un aumento della produzione di greggio in Venezuela, ma ritiene improbabile un ritorno ai livelli precedenti al 2018, superiori a 2 milioni di barili al giorno.
Il 2 settembre diverse società energetiche internazionali, tra cui Eni, GE Vernova e Chevron, si sono impegnate a portare avanti progetti di espansione per incrementare la produzione petrolifera in Venezuela. Questi accordi sono distinti dall’intesa tra Caracas e Washington che garantisce agli Stati Uniti l’accesso a 17 giacimenti petroliferi. Il Venezuela possiede le maggiori riserve petrolifere del mondo, ma la sua produzione attuale è di soli 1,25 milioni di barili al giorno, in calo rispetto agli oltre 3 milioni di barili al giorno raggiunti due decenni fa.
Il prezzo dell’oro si mantiene vicino ai 4.400 dollari l’oncia, dopo essere rimbalzato dell’1% nella sessione precedente, poiché le aspettative più contenute riguardo all’inflazione legata all’energia hanno ridotto parte della pressione sulla Fed affinché aumenti i tassi d’interesse. Anche il dollaro più debole sostiene il metallo prezioso, dopo il forte rialzo dello yen giapponese che ha riportato al centro dell’attenzione il tema degli interventi sul mercato valutario.
Il presidente della Fed di New York, John Williams, ha fornito un ulteriore motivo agli investitori per rivedere le aspettative sui tassi. Williams ha affermato che vi sono prove del fatto che l’inflazione negli Stati Uniti continui a diminuire, poiché l’impatto dei dazi si sta attenuando. Ha inoltre dichiarato che l’aumento dei prezzi dell’energia non si sta trasferendo agli altri servizi. Anche i nuovi dati sul mercato del lavoro hanno confermato questo quadro più moderato.
Secondo il rapporto Adp sull’occupazione, le aziende statunitensi hanno creato 38.000 posti di lavoro nel mese di agosto. Il ritmo più contenuto delle assunzioni ha ulteriormente ridotto le aspettative di un inasprimento aggressivo della politica monetaria da parte della Fed. Questo dopo che il presidente, Kevin Warsh, ha adottato un tono molto più restrittivo (da falco) nel suo discorso a Jackson Hole lo scorso venerdì. Le sue dichiarazioni avevano alimentato le aspettative che la banca centrale potesse aumentare i tassi per contenere l’inflazione quando i responsabili della politica monetaria si riuniranno tra circa due settimane.
Alle 10 esce l’indice Pmi servizi di agosto finale dell’Eurozona, alle 11 i prezzi alla produzione di luglio, alle 14:30 le richieste di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti e la bilancia commerciale di luglio per chiudere alle 16 con l’Ism servizi di agosto.
Sul listino milanese attenzione a Eni che ha firmato un nuovo contratto della durata di 25 anni con la compagnia petrolifera statale venezuelana Pdvsa per lo sviluppo del giacimento petrolifero Junin 5. In base all'accordo, che rende il gruppo italiano l'unico operatore di Junin 5, Eni e Pdvsa investiranno 1,5 miliardi di dollari all'anno per sviluppare il giacimento, con l'obiettivo di raggiungere una produzione di 400.000 barili al giorno entro la fine di questo decennio. Il gruppo punta ad aumentare la produzione in Venezuela a oltre un milione di barili al giorno.
Nel settore bancario è da monitorare Mps perché, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, è in arrivo per metà settembre la decisione della Bce sulla fusione con Mediobanca, di cui Rocca Salimbeni controlla l'86,3% dopo l'opas da quasi 14 miliardi di euro terminata a settembre scorso. La notifica non dovrebbe riservare sorprese e accendere quindi una luce verde all'operazione. Per chiudere la fusione poi serviranno le delibere dei due terzi dell'assemblea dei due gruppi, passaggio che, per quanto riguarda il Monte, dovrebbe essere accorpato ai lavori del 29 ottobre.
Tra l’altro il 2 settembre Mps ha chiuso il collocamento di un’obbligazione subordinata Tier 2 Green da 500 milioni di euro, destinata a investitori istituzionali. La domanda, per il bond con scadenza marzo 2037 e rimborso anticipato dopo 5,5 anni, è stata pari a oltre 1 miliardo di euro. L’emissione offre una cedola annua fissa del 4,625%. I proventi sono destinati al rifinanziamento di Eligible Green Projects.
Inoltre, Intesa Sanpaolo avvierà il il 7 settembre la seconda tranche del buyback che si concluderà l'11 dello stesso mese. Il programma di acquisto azioni proprie è a servizio dell'assegnazione gratuita di azioni ordinarie in relazione ai piani di incentivazione della banca. Il numero di azioni che verrà acquistato è pari a 9.552.517 che corrisponde allo 0,05% del capitale sociale.
Invece nel caso di Avio l’Agenzia Spaziale Europea sta valutando la possibilità di aumentare il numero di lanci in programma per i razzi Ariane 6 e Vega-C nei prossimi anni, per soddisfare la domanda di satelliti.
Restando nel settore della difesa, Equita, a seguito della debole performance del titolo, ha aumentato il peso di Fincantieri di 50 punti base nel suo portafoglio principale. I risultati del secondo trimestre sono stati solidi e lasciano spazio per una revisione della guidance 2026 con il terzo trimestre.
Inoltre, nelle prossime settimane «ci aspettiamo del newsflow di supporto sul fronte della pipeline di ordinativi nel settore militare. Il titolo tratta su valutazioni interessanti, a 8x-6,8x l’ev/ebitda 2027-2028 e a sconto rispetto al settore della difesa europeo: stimiamo un multiplo implicito della difesa/underwater di 8x l’ebitda 2028 contro le 11x del settore. Confermiamo, quindi, il rating buy con un target price a 16 euro su Fincantieri», conclude Equita. Invece Morgan Stanley è intervenuta su Ariston, alzando la raccomandazione da underweight a equal-weight.
Quanto a Piaggio, dopo quasi cinque anni di lavori e oltre 50 milioni di euro di investimenti, ha presentato la nuova casa di Moto Guzzi. Il nuovo impianto produttivo permette un incremento della capacità produttiva a oltre 30.000 veicoli l'anno.
Focus anche su Intercos che ha collocato sul mercato 6 milioni di azioni attraverso un accelerated bookbuilding, per un controvalore di 81 milioni di euro. Il prezzo di cessione è stato di 13,50 euro per azione, con uno sconto del 2,2% rispetto ai 13,80 euro della chiusura del 2 settembre. Invece, Txt e-solutions ha esercitato l’opzione per acquisire il restante 40% di ProSim Training Solutions, raggiungendo il 100% del capitale.
Infine, Icop ha reso noto che Borsa Italiana ha disposto l'avvio delle negoziazioni delle azioni ordinarie della società su Euronext Milan a partire dal 4 settembre. Nella stessa data i titoli saranno esclusi da Euronext Growth Milan, dove l'ultima seduta di negoziazione sarà quindi quella di oggi, 3 settembre.
Il passaggio sul mercato regolamentato arriva a poco più di due anni dalla quotazione di Icop, avvenuta nel luglio del 2024, e rappresenta una nuova tappa nel percorso di crescita del gruppo: consentirà di ampliare la base degli investitori, aumentare la visibilità sui mercati dei capitali e favorire una maggior liquidità del titolo, rafforzando al contempo gli standard di governance. (riproduzione riservata)