Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in rialzo dell’1,6% a 52.428 punti. Fincantieri e Leonardo guadagnano più del 6%
Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in rialzo dell’1,6% a 52.428 punti. Fincantieri e Leonardo guadagnano più del 6%
L’economia statunitense ha creato 57.000 posti di lavoro a giugno dai 129.000 di maggio. E così scendono le probabilità di rialzo dei tassi Fed. Bene Unicredit e A2a. Spread Btp/Bund a 77 punti base. Petrolio, Brent e Wti viaggiano in calo a 70 e 67 dollari

di Francesca Gerosa e Giulia Venini  02/07/2026 08:25

Ftse Mib
52.428,18 17.40.00

+1,60%

Dax 30
25.580,88 18.00.00

+2,16%

Dow Jones
52.623,85 18.38.56

+0,61%

Nasdaq
25.759,25 18.33.49

-1,08%

Euro/Dollaro
1,1440 18.18.20

-0,07%

Spread
77,81 17.30.11

-0,54

  • Ore 15:30 Ftse Mib in rialzo. Rally di Fincantieri e Leonardo
  • Ore 14:35 Il Ftse Mib sale sopra 52.500, dollaro in ritirata: meno posti di lavoro del previsto in Usa
  • Ore 12:30 Il Ftse Mib balza verso 52.200 punti con Leonardo (+4%) e Fincantieri (+5%), effetto Crosetto
  • Ore 11:30 Ftse Mib sopra 52.000 con i titoli della difesa, euro in ripresa
  • Ore 10:20 Il Ftse Mib vira al rialzo con Inwit in testa, lo spread sale a 79
  • Ore 09:05 Ftse Mib in leggero rialzo, vola Amplifon (+5%). Spread stabile a 78
  • Ore 08:25 Europa attesa in rosso, occupazione prevista in calo in Usa

Giornata di guadagni per il Ftse Mib, che ha chiuso con un progresso dell’1,6% a 52.428 punti grazie soprattutto alle performance di Fincantieri e Leonardo, in rialzo rispettivamente del 6,8% e del 6,5%. Bene anche A2a (+3,5%) e Unicredit (+4%), con le banche che oggi hanno segnato un aumento del 2,56%.

Giù Nexi (-1,5%), Tenaris (-1,2%), StMicroelectronics (-0,8%) e Prysmian (-0,7%). Spread Btp/Bund a 77 punti base, col rendimento del decennale al 3,68%.

In Europa il Dax ha terminato le contrattazioni con il 2% di guadagno, il Cac 40 ha segnato l’1,65% (+2,7% a giugno) e il Ftse 100 l’1,7% (+0,9%). Wall Street viaggia in territorio positivo, mentre il Nasdaq cede lo 0,5%. Bending Spoons, che si è quotata ieri sul paniere dei titoli del tech, scambia in negativo del 9,25% a 36,7 dollari.

Sul fronte macro a giugno l’economia statunitense ha creato 57 mila posti di lavoro, rispetto ai 129 mila di maggio e contro le previsioni degli economisti di 114 mila. Il tasso di disoccupazione si è attestato al 4,2%, contro le stime che lo davano in linea con il livello di maggio al 4,3%.

Secondo Filippo Fiori, senior advisor di Otala.Markets, visto che l’economia americana «non sta più creando occupazione ai ritmi a cui aveva abituato gli investitori negli ultimi anni», ciò «riduce ulteriormente la probabilità di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve», ipotesi già considerata come poco probabile. Paradossalmente, prosegue l’analista, «questa dinamica potrebbe offrire ulteriore sostegno ai mercati azionari statunitensi, grazie all’aspettativa di una politica monetaria più accomodante».

Anche gli Usa «stanno iniziando a risentire degli effetti dell’invecchiamento della popolazione. A questo si aggiunge la riduzione dei flussi migratori conseguente alle politiche dell’amministrazione Trump, un fattore che contribuisce ulteriormente a limitare la crescita della forza lavoro».

Ore 15:30 Ftse Mib in rialzo. Rally di Fincantieri e Leonardo

Alle 15:30 il Ftse Mib è in crescita del 2% a quota 52.613 punti. Il titolo migliore è Fincantieri, in progresso del 7%, seguito da Leonardo (+5,6%), Unicredit (+4,2%) e A2a (+3,3%). Giù Nexi (-1,6%), lievi cali per Tenaris (-0,25%), Stellantis (-0,14%) e Recordati (-0,1%). Spread Btp/Bund a 77 punti. 

Sul Nasdaq (+0,3%) Bending Spoons ha aperto in calo del 2%. Wall Street inaugura la seduta in territorio positivo

Ore 14:35 Il Ftse Mib sale sopra 52.500, dollaro in ritirata

I futures Usa accelerano al rialzo (+0,49% quello sull’S&P500) e con essi le borse europee (Dax +1,23%, Cac40 +1,28%, Ftse100 +0,86% e Ftse Mib +1,84% a 52.556 punti alle 14:35 con Leonardo e Fincantieri che si confermano i migliori con un +4,9% e un +6,83%, seguite da Inwit +3,17% e da Unicredit +3,8%) dopo che l’economia statunitense ha creato 57.000 posti di lavoro a giugno rispetto ai 129.000 di maggio e alle previsioni degli economisti di 114.000. Il tasso di disoccupazione del mese si è attestato al 4,2%, contro le stime che lo davano in linea con il livello di maggio al 4,3%.

Inoltre, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono scese a 215.000 unità, 1.000 unità in meno rispetto al dato rivisto della settimana precedente. Il dollaro cade nei confronti dell’euro che vale 1,1459 (+0,74%) e il rendimento del Treasury Usa 10 anni scende al 4,46%. Secondo lo strumento FedWatch del CME Group, i mercati finanziari attribuiscono una probabilità del 45% che la Fed aumenti i tassi nella riunione del 15-16 settembre.

Ore 12:30 Il Ftse Mib balza verso 52.200 punti con Leonardo (+4%) e Fincantieri (+5%), effetto Crosetto

L’indice Ftse Mib di Piazza Affari allunga il passo e si piazza tra i migliori in Europa. Alle 12:30 guadagna l’1,15% e sale a 52.199 punti grazie allo sprint di Leonardo (+4%) e di Fincantieri (+5,29%).

In un'intervista rilasciata a La Stampa il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, ha dichiarato che l'Italia non utilizzerà nell'immediato i fondi europei destinati alla difesa e che un loro impiego significativo sarà probabilmente rinviato al 2027, pur sottolineando che il Paese rispetterà i propri impegni europei e nei confronti della Nato.

In particolare ha detto che l'Italia è già al 2,8% del pil considerando il 2% destinato alla difesa e lo 0,8% relativo alle spese per la sicurezza, aggiungendo che il governo intende mantenere un percorso credibile verso gli obiettivi concordati.

Per quanto riguarda il programma Safe e i finanziamenti dell'Unione Europea, Crosetto ha detto di rispettare la decisione del governo di rinviare il ricorso a tali fondi, anche a causa della procedura per disavanzo eccessivo che coinvolge l'Italia. Tuttavia, si aspetta che l'incremento dello 0,15% del pil non realizzato quest'anno venga recuperato nella prossima legge di bilancio, insieme all'aumento previsto per l'anno successivo. Ha, inoltre, ribadito che la spesa per la difesa deve essere considerata un investimento per la sicurezza nazionale, e non un costo.

Riguardo alla Nato, Crosetto ha sostenuto che l'Alleanza resta essenziale, nonostante le pressioni a cui è sottoposta, avvertendo che un suo ulteriore indebolimento metterebbe a rischio la stabilità globale. Allo stesso tempo, ha invocato la creazione di una Comunità europea della Difesa, non per sostituire la Nato, ma per rafforzarla attraverso un pilastro europeo, che potrebbe includere anche Paesi non appartenenti all'Unione Europea, come la Svizzera, i Balcani occidentali e l'Ucraina.

Sul Medio Oriente, Crosetto ha difeso l'utilizzo delle basi statunitensi in Italia e ha dichiarato che l'Iran continua a rappresentare un importante fattore di destabilizzazione, pur accogliendo con favore la ripresa dei negoziati tra Stati Uniti e Iran sulla questione nucleare.

Per Mediobanca Research l'intervista ha fornito maggior chiarezza sull'attuale traiettoria della spesa per la difesa in Italia, in particolare riguardo al dato del 2,8% del pil recentemente citato dalla premier Giorgia Meloni. «Riteniamo che le future dinamiche di spesa saranno chiarite a settembre, con la presentazione del Documento programmatico di bilancio. L'aumento dello 0,15% del pil inizialmente previsto per il 2026 dovrebbe rappresentare il limite massimo dell'incremento della spesa per la difesa nel prossimo anno, mentre il governo si prepara alle elezioni politiche del 2027», prevede la banca d’affari.

In questo contesto, Leonardo (coperta da Mediobanca Research con un rating outperform) e Fincantieri (neutral) «restano le società più sensibili all'evoluzione della spesa pubblica italiana per la difesa. Sebbene un rallentamento nell'aumento di tale spesa non dovrebbe incidere sulle loro prospettive di crescita nel breve termine, sostenute dai programmi già finanziati, riteniamo che un'accelerazione degli investimenti avrebbe potuto favorire un più rapido sviluppo del portafoglio di opportunità di business nel medio periodo», conclude Mediobanca Research.

Lo spread Btp/Bund resta elevato a 79 punti base anche se Prometeia ha rivisto al rialzo la stima di crescita del pil italiano nel 2026 a 0,7% da 0,4% stimato a marzo e 0,5% di maggio, sulla base di un primo trimestre migliore delle attese e di una ripresa degli investimenti legati al Pnrr.

Nel primo trimestre dell'anno l'economia italiana è cresciuta dello 0,3% congiunturale per il secondo trimestre consecutivo, superando le stime precedenti. Gli indicatori più recenti suggeriscono per il secondo trimestre una fase di stagnazione più che una flessione.

Con un disavanzo che potrebbe temporaneamente deviare dagli obiettivi programmatici pur restando entro il vincolo Ue del 3%, la crescita è vista decelerare allo 0,4% nel 2027, per poi stabilizzarsi allo 0,5% nel 2028 e allo 0,4% nel 2029.

Ore 11:30 Ftse Mib sopra 52.000 con i titoli della difesa, euro in ripresa

I mercati azionari europei restano in rialzo con il Dax che avanza dello 0,56%, il Cac40 dello 0,67%, il Ftse100 dello 0,50% e il Ftse Mib dello 0,93% a 52.082 punti alle 11:30 grazie ai titoli della difesa come Leonardo (+4,25%) e Fincantieri (+5,20%). Sugli scudi pure Inwit (+4,21%) e Unicredit (+2,29%).

L’euro resta in ripresa sul dollaro, sopra 1,14. Nell'Eurozona il tasso di disoccupazione destagionalizzato si è attestato al 6,2% a maggio, stabile rispetto al dato rivisto di aprile. Il dato è leggermente inferiore alle attese degli economisti che prevedevano una lettura al 6,3%.

C’è molta attesa per i dati sul mercato del lavoro Usa. Le stime si concentrano intorno a quota 110.000 nuovi posti. A prima vista è un numero più debole rispetto ai 172.000 di maggio, ai 179.000 di aprile e ai 214.000 di marzo, ma non necessariamente preoccupante: la media aggiornata dei primi cinque mesi dell’anno è intorno a 114.000 posti, un ritmo coerente con un’economia che sta rallentando senza rompersi, afferma Gabriel Debach, market analyst di eToro. «Giugno, però, porta con sé una distorsione importante, che vale la pena isolare prima di reagire d’istinto al numero che uscirà oggi, 2 luglio».

Invece di soffermarsi sui rischi immediati, il 1° luglio il presidente della Fed, Kevin Warsh, ha spostato l'attenzione sulle conseguenze disinflazionistiche di medio periodo, osservando che se l'intelligenza artificiale espande il lato dell'offerta, questo comporta implicazioni enormi per la politica monetaria. «Non è linguaggio da falco. È il linguaggio di chi considera la disinflazione non più come un obiettivo lontano da rincorrere, ma come un processo già in corso che apre margini di manovra. Nessun cambio di rotta, ancora. Ma qualcosa di più sottile, e per certi versi più importante: il riconoscimento implicito che lo scenario del 2026 non è quello del 2022-2023. Lo shock petrolifero legato alle tensioni in Medio Oriente si è sgonfiato (il Wti scambia sui livelli pre bellici), le aspettative di inflazione si sono raffreddate rapidamente (Truflation a 1,75%), e l'economia americana continua a creare lavoro senza surriscaldare i salari», nota Debach.

Se il dato odierno dovesse confermare un’espansione moderata, con salari contenuti e disoccupazione stabile, «il mercato avrebbe un motivo in più per credere che la disinflazione stia procedendo senza costi eccessivi in termini di occupazione. In questo scenario, le paure di un ritorno di fiamma sui tassi perderebbero forza, e la narrativa aperta da Warsh a Sintra troverebbe una prima conferma nei numeri», spiega Debach. «Se invece il dato sorprendesse molto al rialzo, soprattutto con salari vivaci, tornerebbe il vecchio timore: economia troppo forte, Fed più cauta. È lo stesso meccanismo che a maggio aveva spinto i mercati a vendere un dato oggettivamente buono. Se al contrario il numero fosse sensibilmente più debole delle attese, si riaprirebbe il dibattito opposto: non se la Fed possa tagliare, ma se il rallentamento stia diventando meno ordinato del previsto».

Ore 10:20 Il Ftse Mib vira al rialzo con Inwit in testa, lo spread sale a 79

Le borse europee trovano la forza di reagire e recuperano terreno dopo una partenza fiacca condizionata dalle pressioni sui titoli legati all'intelligenza artificiale. In attesa dei dati chiave sull'occupazione statunitense per valutare il possibile percorso dei tassi, il Dax alle 10:20 avanza dello 0,26%, il Cac40 dello 0,56%, il Ftse100 dello 0,43% e il Ftse Mib dello 0,63% a 51.932 punti con Inwit in testa con un +4%. Seguono Fincantieri (+3,5%), Amplifon (+2,34%) e Leonardo (+2,4%).

Anche l’euro è in ripresa sul dollaro, quota a 1,1416 (+0,36%). Lo spread Btp/Bund sale a 79,45 punti base. A maggio il tasso di occupazione è sceso in Italia al 63% (-0,1 punti su base mensile), quello di disoccupazione al 5% (-0,1 punti) e al 15,1% per la disoccupazione giovanile (-1,3 punti), mentre il tasso inattività è salito al 33,6% (+1,2 punti).

Ore 09:05 Ftse Mib in leggero rialzo, vola Amplifon (+5%). Spread stabile a 78

Borse europee miste in avvio di seduta. Il Dax segna un -0,34%, il Cac40 un +0,35%, il Ftse100 un -0,06% e il Ftse Mib un +0,11% a 51.662 punti con gli investitori che guardano ai dati macro Usa e alle indicazioni delle banche centrali. Dalla conferenza di Sintra non sono emersi elementi tali da modificare la percezione del mercato sulla traiettoria della politica monetaria: Christine Lagarde difende la decisione di alzare i tassi, mentre Andrew Bailey ribadisce le ragioni della pausa della Bank of England.

Panic selling sul comparto tecnologico

I futures statunitensi calano con quello sull’S&P 500 a -0,19%. Il driver principale resta il comparto tecnologico, dopo la caduta del 6% del Philadelphia Semiconductor Index e la pressione sui titoli dei produttori asiatici di memorie. Sul valutario, l’euro/dollaro sale dello 0,13% a 1,1390 e il dollaro/yen arretra dello 0,47% a 161,78.

Da Francia e Spagna fino a 20 miliardi di euro di nuova carta

Lo spread Btp/Bund è stabile 78,7 punti base con il rendimento del Btp 10 anni in aumento al 3,69%. Da Francia e Spagna arrivano fino a 20 miliardi di euro di nuova carta a medio e lungo termine: Parigi colloca un massimo di 14 miliardi di riaperture di Oat sulle scadenze maggio 2036, novembre 2036, aprile 2041 e maggio 2046, mentre Madrid mette a disposizione degli investitori fino a 6 miliardi di Bonos maggio 2031, aprile 2034 e ottobre 2036, insieme a 250-750 milioni dell'indicizzato novembre 2036.

A Milano vola Amplifon, bene Unicredit, Piaggio e Juventus. Vendite su Stm e Danieli

Sul listino milanese vola del 5,33% a 10,39 euro dopo che Equita ha alzato la raccomandazione da hold a buy con un prezzo obiettivo a fissato a 14 euro, che implica un potenziale rialzo del 42% rispetto all’ultimo prezzo.

Tra le banche, Banco Bpm segna un +0,36% a 15,15 euro visto che il fondo Davide Leone & Partners, che detiene il 5% circa della banca, ritiene che i soci industriali per l’istituto guidato da Giuseppe Castagna possono essere due: Cariparma, ora Crédit Agricole Italia o Unicredit. In un'intervista a Il Corriere della Sera, Davide Leone, ha detto che il fondo è «favorevole a qualsiasi operazione di mercato che metta al centro la protezione e la valorizzazione della rete di Banco Bpm e il suo brand». Quanto all'offerta di Intesa Sanpaolo (+0,45% a 6,024 euro) su Mps (+0,63% a 10,94 euro), Leone ritiene che sia «di gran lunga la migliore e ha il beneficio di preservare sia il marchio che, speriamo, il management del Monte».

Quanto a Unicredit (+0,97% a 79,44 euro) fonti di stampa hanno stimato che le adesioni all'offerta pubblica di scambio su Commerzbank si attesteranno al 15%, poco più del 12,5% di sette giorni fa. La quota, unita al 26,7% già posseduto e al 3,22% di derivati swap con diritti di voto, porta Unicredit attorno al 45% nella banca di Francoforte, livello che le consentirà di controllare l'assemblea che in aprile 2027 rinnoverà i vertici. Intanto Jp Morgan ha alzato il target price su Unicredit da 89 a 93 euro (rating overweight). Mentre Berenberg ha confermato buy e un target price a 71 euro su Generali (+0,45% a 42,48 euro).

Nel settore auto è stabile a 5,14 euro Stellantis: le immatricolazioni in Italia del gruppo a giugno sono salite del 22,4% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso a 39.733 vetture, con una quota di mercato pari al 27,1%. Per l'intero mercato italiano sono state immatricolate 146.423 vetture lo scorso mese, con una crescita su anno del 10,6%

Restando in casa Agnelli/Elkann, la Juventus (+0,99% a 2,05 euro) ha raggiunto un accordo con la società Genoa Cfc per la cessione a titolo definitivo dei diritti alle prestazioni sportive del calciatore David Puczka, a fronte di un corrispettivo di 6 milioni di euro. Tale operazione genera un impatto economico positivo pari a 5,4 milioni, al netto degli oneri accessori pari a 0,6 milioni. Il club ha anche raggiunto l'accordo per l’acquisizione, a titolo definitivo, dei diritti alle prestazioni sportive del calciatore Jeff Osayuki Ekhator, a fronte di un corrispettivo fisso di 16 milioni.

Nel comparto due ruote, Piaggio (+1,16% a 1,65 euro) ha beneficiato di un contesto di domanda favorevole in Italia e Spagna. Il mercato italiano è cresciuto complessivamente del 14% annuo a giugno e del 13% da inizio anno, con scooter a +19%, moto a +8% e ciclomotori 50cc a +8%. A parità di giorni lavorativi, la crescita italiana sarebbe pari al 9%. La Spagna ha mostrato un’accelerazione più marcata, con mercato complessivo a +29% annuo e +24% da inizio anno; a giorni lavorativi omogenei, l’incremento sarebbe del 18%. Per Piaggio, l’Italia pesa circa il 10% del fatturato, mentre la Spagna resta un mercato marginale.

Tra i titoli tecnologici Stm lascia sul terreno lo 0,98% a 61,76 euro di riflesso alle forti vendite sui titoli dei chip in seguito alle notizie secondo cui Meta starebbe valutando di vendere capacità di calcolo dedicata all’AI e Apple l'acquisto di chip di memoria da fornitori cinesi

Giù anche Danieli (-0,67% a 66,95 euro) dopo che il 1° luglio in una press release il gruppo finlandese quotato Afarak Group ha annunciato di star valutando l'acquisizione di Abs Sisak, impianto siderurgico di Danieli in Croazia. L'operazione includerebbe anche un programma di ammodernamento dell'impianto, basato sulla realizzazione di un nuovo stabilimento che verrebbe fornito dal gruppo italiano. L'investimento complessivo previsto è nell'ordine di 200 milioni di euro. Afarak Group ha indicato che non esistono obblighi vincolanti tra le parti ad oggi.

Infine si segnala che l’offerta pubblica di scambio lanciata da Icop su Trevi (+0,19% a 4,24 euro) «non è stata in alcun modo sollecitata, né preventivamente discussa o concordata con l'offerente», ha precisato Trevi, aggiungendo di avere avviato le attività in relazione all'ops.

Ore 08:25 Europa attesa in rosso, occupazione prevista in calo in Usa

Borse europee attese in calo (-0,27% il future sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta dopo che si è chiuso senza segnali di progressi verso una pace duratura l'ultimo round di colloqui indiretti tra Usa e Iran. Secondo fonti vicine al negoziato le delegazioni hanno trascorso due giorni a Doha discutendo del traffico marittimo dallo Stretto di Hormuz e dello sblocco di fondi iraniani, due punti centrali dell'intesa iniziale. Il prossimo incontro si terrà dopo le esequie di Ali Khamenei, la cui sepoltura è prevista il 9 luglio, ha informato il ministero degli Esteri del Qatar.

Da Washington, il presidente Donald Trump ha affermato che le parti stanno avanzando «bene» sul tema dei limiti al programma nucleare iraniano, principale motivo della guerra. Le fonti hanno però precisato che il dossier nucleare non è stato affrontato nei colloqui di carattere tecnico.

Occupazione prevista in calo in Usa

I futures statunitensi sono piatti dopo il panic selling sui titoli dei chip in seguito alle notizie secondo cui Meta starebbe valutando di vendere capacità di calcolo dedicata all’AI e Apple l'acquisto di chip di memoria da fornitori cinesi. In vista della chiusura del 3 luglio di Wall Street per l'Independence Day sono anticipati al primo pomeriggio (14:30) i dati chiave sugli occupati mensili di giugno negli Stati Uniti.

La mediana delle attese raccolte da Reuters prevede che il mese scorso siano stati creati 110.000 nuovi posti di lavoro, meno dei 172.000 di maggio, con un tasso di disoccupazione invariato al 4,3%. Per la dinamica dei salari si prevede un incremento al ritmo dello 0,3% su mese e del 3,5% su anno. Del 1° luglio la statistica Adp relativa al solo settore privato ha evidenziato, sempre a giugno, un incremento di 98.000 del numero degli occupati, sotto il consenso di 118.000. 

Banchieri centrali più cauti sulla forward guidance

Prima, alle 10, verrà pubblicato il tasso di disoccupazione a maggio dell’Italia e alle 11 quello dell’Eurozona. Alle 14:30 anche le richieste di sussidi settimanali di disoccupazione in Usa e alle 16 gli ordinativi industriali a maggio. Nel primo grande appuntamento internazionale da presidente della Fed, Kevin Warsh ha evitato qualsiasi indicazione sulle prossime decisioni sui tassi, reiterando il rifiuto della forward guidance. Warsh ha ribadito che la banca centrale americana resta fermamente impegnata sull'obiettivo di inflazione del 2% e che rimarrà indipendente dalle pressioni politiche, nonostante Trump continui a chiedere un taglio dei tassi.

Dal dibattito da Sintra tra la presidente della Bce, Christine Lagarde, il governatore della Bank of England, Andrew Bailey, e quello della Bank of Canada, Tiff Macklem, è emersa una posizione condivisa: i banchieri centrali sono sempre più riluttanti a fornire indicazioni preventive ai mercati sulle future mosse di politica monetaria. Lagarde ha osservato che i rischi per inflazione e crescita nell'area euro sono oggi più equilibrati rispetto a poche settimane fa grazie al recente calo dei prezzi del petrolio, un cambiamento rispetto alla valutazione della Bce dell'ultima riunione, quando i rischi per la crescita erano orientati al ribasso e quelli per l'inflazione al rialzo.

Il petrolio Brent arretra verso 70 dollari

I prezzi del petrolio scendono ancora con il future sul Wti in calo dell'1,11% a 67,82 dollari al barile, mentre quello sul Brent flette dello 0,99%, a 70,84 dollari al barile. Gli investitori continuano ad analizzare gli sviluppi dei colloqui indiretti tra Washington e Teheran. Sebbene non sia stato raggiunto un accordo definitivo, le discussioni si sono concentrate sulla sicurezza della navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz e su altre misure volte a rafforzare la fiducia reciproca. La decisione di proseguire i negoziati mantiene vive le speranze di una soluzione diplomatica.

Nonostante le tensioni si siano attenuate, gli operatori restano vigili: qualsiasi interruzione dei flussi di greggio attraverso lo Stretto rappresenterebbe ancora un rischio significativo per le forniture energetiche globali. Nel frattempo, però, le spedizioni di petrolio attraverso Hormuz sono salite oltre 10 milioni di barili al giorno, un dato che riflette la fiducia del mercato nella continuità delle forniture, malgrado il quadro geopolitico rimanga incerto. Sul fronte dell'offerta, i nuovi dati della U.S. Energy Information Administration hanno evidenziato che la produzione statunitense di greggio ha raggiunto ad aprile il livello record di 13,93 milioni di barili al giorno, rafforzando le aspettative di un'ampia disponibilità di petrolio a livello mondiale. I mercati stanno anche valutando la possibilità che l'Opec+ aumenti nuovamente la produzione nel mese di agosto. 

A Milano occhio a Banco Bpm, Mps, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Generali, Stellantis, Juventus, Piaggio, Danieli e Trevi

Sul listino milanese attenzione a Banco Bpm visto che il fondo Davide Leone & Partners, che detiene il 5% circa della banca, ritiene che i soci industriali per l’istituto guidato da Giuseppe Castagna possono essere due: Cariparma, ora Crédit Agricole Italia o Unicredit. In un'intervista a Il Corriere della Sera, Davide Leone, ha detto che il fondo è «favorevole a qualsiasi operazione di mercato che metta al centro la protezione e la valorizzazione della rete di Banco Bpm e il suo brand». Quanto all'offerta di Intesa Sanpaolo su Mps, Leone ritiene che sia «di gran lunga la migliore e ha il beneficio di preservare sia il marchio che, speriamo, il management del Monte».

Quanto a Unicredit fonti di stampa hanno stimato che le adesioni all'offerta pubblica di scambio su Commerzbank si attesteranno al 15%, poco più del 12,5% di sette giorni fa. La quota, unita al 26,7% già posseduto e al 3,22% di derivati swap con diritti di voto, porta Unicredit attorno al 45% nella banca di Francoforte, livello che le consentirà di controllare l'assemblea che in aprile 2027 rinnoverà i vertici. Intanto Jp Morgan ha alzato il target price su Unicredit da 89 a 93 euro (rating overweight). Mentre Berenberg ha confermato buy e un target price a 71 euro su Generali.

Nel settore auto è da monitorare Stellantis visto che le immatricolazioni di auto in Italia del gruppo a giugno sono salite del 22,4% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso a 39.733 vetture, con una quota di mercato pari al 27,1%. Per l'intero mercato italiano sono state immatricolate 146.423 vetture lo scorso mese, con una crescita su anno del 10,6%

Restando in casa Agnelli/Elkann, la Juventus ha raggiunto un accordo con la società Genoa Cfc per la cessione a titolo definitivo dei diritti alle prestazioni sportive del calciatore David Puczka, a fronte di un corrispettivo di 6 milioni di euro. Tale operazione genera un impatto economico positivo pari a 5,4 milioni, al netto degli oneri accessori pari a 0,6 milioni. Il club ha anche raggiunto l'accordo per l’acquisizione, a titolo definitivo, dei diritti alle prestazioni sportive del calciatore Jeff Osayuki Ekhator, a fronte di un corrispettivo fisso di 16 milioni.

Nel comparto due ruote, Piaggio ha beneficiato di un contesto di domanda favorevole in Italia e Spagna. Il mercato italiano è cresciuto complessivamente del 14% annuo a giugno e del 13% da inizio anno, con scooter a +19%, moto a +8% e ciclomotori 50cc a +8%. A parità di giorni lavorativi, la crescita italiana sarebbe pari al 9%. La Spagna ha mostrato un’accelerazione più marcata, con mercato complessivo a +29% annuo e +24% da inizio anno; a giorni lavorativi omogenei, l’incremento sarebbe del 18%. Per Piaggio, l’Italia pesa circa il 10% del fatturato, mentre la Spagna resta un mercato marginale.

Focus, inoltre, su Danieli dopo che il 1° luglio in una press release il gruppo finlandese quotato Afarak Group ha annunciato di star valutando l'acquisizione di Abs Sisak, impianto siderurgico di Danieli in Croazia. L'operazione includerebbe anche un programma di ammodernamento dell'impianto, basato sulla realizzazione di un nuovo stabilimento che verrebbe fornito dal gruppo italiano. L'investimento complessivo previsto è nell'ordine di 200 milioni di euro. Afarak Group ha indicato che non esistono obblighi vincolanti tra le parti ad oggi.

Infine si segnala che l’offerta pubblica di scambio lanciata da Icop su Trevi «non è stata in alcun modo sollecitata, né preventivamente discussa o concordata con l'offerente», ha precisato Trevi, aggiungendo di avere avviato le attività in relazione all'ops. (riproduzione riservata)