Borse europee in rialzo in avvio di seduta. Il Dax guadagna lo 0,78%, il Cac40 lo 0,76%, il Ftse100 lo 0,27% e il Ftse Mib lo 0,87% a 50.205 punti. L'Iran non ha ancora risposto alla proposta di un accordo definitivo con gli Stati Uniti volta a porre fine al conflitto tra i due Paesi, e le discussioni sul testo finale proseguono a Teheran. I futures Usa flettono (-0,22% quello sul Dow Jones e -0,09% quello sull’S&P500).
Nel frattempo i prezzi del petrolio stornano (-0,67% a 94,34 dollari al barile il future sul Brent). Il Libano ha annunciato un parziale cessate il fuoco tra Hezbollah e Israele. Secondo l'ambasciata libanese a Washington, l'accordo non farà cessare il conflitto, ma prevede che Israele si astenga dal compiere attacchi su Beirut e le periferie della città controllate da Hezbollah che a sua volta, invece, interromperebbe gli attacchi contro Israele. Ma stamani l'esercito israeliano ha intercettato due razzi lanciati dal Libano verso il nord di Israele.
Il rendimento del Btp 10 anni scende al 3,68% con lo spread con il Bund a 73,4 punti base. Gli scambi si preannunciano sottili per via della festività della Repubblica. Il 1° giugno i rendimenti nella zona euro hanno visto un'impennata dopo la notizia dello stop alle comunicazioni tra Teheran e Washington, che ha gelato le speranze del mercato per una svolta positiva del conflitto. Sul primario si attivano la Germania, che mette a disposizione 5 miliardi di euro nella riapertura di Schatz giugno 2028, e la Spagna che offre Letras a sei mesi e a un anno.
Sul listino milanese Stellantis passa di mano a quota 6,75 euro (+1,11%) dopo che a maggio ha registrato un incremento del 11,04% delle immatricolazioni in Italia, con una quota di mercato pari al 28,8%.
Vola con un +7,93% a 64 euro Stmicroelectronics visto che alla luce di una domanda trainata dall'infrastruttura per l'AI che continua a essere forte e in base ai progressi recentemente compiuti nell'aumentare la capacità produttiva, il produttore di semiconduttori ha alzato la propria ambizione nel campo dei ricavi per data center. I ricavi relativi ai data center sono ora attesi intorno a 1 miliardo di dollari nel 2026 rispetto agli oltre 500 milioni di dollari previsti in precedenza. «Assumendo che la dinamica attuale continui e considerando gli impegni che abbiamo attualmente, nel 2027 i ricavi potrebbero raddoppiare rispetto a nettamente sopra a 1 miliardo di dollari previsti in precedenza», si legge nel comunicato della società.
Invece, l’acquisizione da parte di Poste Italiane (+0,31% a 25,66 euro), per il tramite di Poste Logistics, del controllo esclusivo di Benetton Logistics, «non ostacola in misura significativa la concorrenza effettiva nei mercati interessati e non comporta la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante». Il Garante della concorrenza e del mercato ha dato così il suo via libera all'acquisto del 51% di Benetton Logistics da parte Poste Logistics che con il perfezionamento dell'operazione fornirà servizi di logistica.
Quanto a Pirelli (+0,98% a 6,21 euro) ha comunicato che nei termini previsti nell'avviso di convocazione dell'assemblea degli azionisti convocata (in unica convocazione) per il 25 giugno sono state depositate due liste di candidati al cda, il cui rinnovo per gli esercizi 2026-2027-2028 è all'ordine del giorno dell'assemblea.
Camfin, unitamente a Camfin Alternative Assets, Longmarch Holding e Marco Tronchetti Provera & C., che complessivamente detengono il 26,18% del capitale sociale Pirelli, ha presentato una lista di candidati composta da Marco Tronchetti Provera, Andrea Casaluci, Michele Carpinelli, Luca Rovati, Giovanni Tronchetti Provera, Alessia Carnevale, Roberto Diacetti, Moroello Diaz della Vittoria Pallavicini, Costanza Esclapon de Villeneuve, Claudia Parzani, Veronica Squinzi, Michela Zeme, Roberto Burini, Antonella Carù e Alberto Villani.
Marco Polo International Italy, che complessivamente detiene il 34,1% del capitale sociale Pirelli, ha presentato una lista di candidati composta da Zhang Haitao, Xi Xiaohong e Wang Kun. Inoltre, si segnala che Jefferies ha alzato, e di molto, il target price su Prysmian (+1,57% a 151,65 euro) da 117 a 176 euro, confermando il rating buy.
Attenzione poi a Officina Stellare (+1,36% a 44,8 euro), società vicentina quotata su Egm di Borsa Italiana e attiva nella produzione di strumentazione opto-meccanica nei settori dell'aerospazio, della ricerca e della difesa, facendo seguito a quanto comunicato lo scorso 20 maggio, ha reso noto che il 1° giugno si è perfezionata la fusione per incorporazione di Global Aerospace Technologies Group nel gruppo.
Per effetto della fusione e, più precisamente, dell'esecuzione dell'aumento di capitale deliberato il 23 febbraio a servizio del rapporto di cambio, il capitale sociale di Officina Stellare è variato in aumento per1.134.048,8, mediante l’emissione di 11.340.488 azioni ordinarie.
Infine, Nocivelli Abp, società anch’essa quotata su Egm (stavile a 5,45 euro) e specializzata nella realizzazione di impianti tecnologici e nei servizi di Facility Management, confida nel lavoro delle autorità competenti, certa che sarà fatta piena chiarezza sulla vicenda, dopo l'avvio dell'indagine da parte della Procura di Torino sul progetto del Parco della Salute di Torino.
La società ha ribadito «la propria estraneità ai fatti oggetto degli articoli di stampa» e confermato «di aver sempre operato nel rispetto della normativa applicabile, dei principi di correttezza, trasparenza e massima collaborazione istituzionale». Come confermato dal Commissario Straordinario, Marco Corsini, «allo stato non risultano motivi tali da determinare ritardi nell'avvio delle opere né da interrompere la procedura in corso».
Le borse europee sono viste rimbalzare in avvio di seduta (future sull’Eurostoxx50 +0,61%), mentre i futures Usa flettono (-0,33% quello sul Dow Jones e -0,22% quello sull’S&P500) a causa della tensione elevata tra Stati Uniti e Iran sul Libano, con il rischio di un naufragio dei negoziati.
Il presidente statunitense, Donald Trump, ha annunciato che sia Israele sia Hezbollah hanno accettato di sospendere gli attacchi e che l'accordo con l'Iran per l'estensione della tregua e la riapertura di Hormuz potrebbe avvenire nel corso della «prossima settimana». Ma nella notte l'Idf ha intercettato almeno due proiettili provenienti dal Libano. Ed Hezbollah ha rivendicato gli attacchi.
Il premier israeliano Netanyahu il 1° giugno ha preannunciato un attacco anche sulla capitale del Libano, Beirut. Una mossa a cui Teheran ha riposto dicendosi non solo pronto a far saltare i colloqui, «interrompendo i canali di comunicazione con gli Usa», ma minacciando anche di sigillare lo Streetto di Hormuz e Ban el-Mandeb, stretto cruciale per il traffico navale anche del Mar Rosso. Uno scenario da incubo per Trump che ha Netanyahu, mettendo il veto sui suoi piani in Libano. Anche perché il tycoon vorrebbe chiudere rapidamente il capitolo Iran per sottrarsi dalle critiche interne e concentrarsi e sulle elezioni di metà mandato. Il suo obiettivo è quello di far scendere i prezzi della benzina e riconquistare così gli elettori.
I prezzi del petrolio, tornati a infiammarsi il 1° giugno con la minaccia del blocco dei colloqui Usa-Iran, stornano: il future sul Wti scende dell’1% a 91,16 dollari al barile, mentre quello sul Brent dello 0,97% a 94 dollari al barile. La possibile attenuazione delle tensioni tra Israele e Libano alimenta un certo ottimismo riguardo al conflitto in Medio Oriente. Secondo alcune fonti, il cessate il fuoco non porrà fine ai combattimenti in Libano. Tuttavia, Israele si asterrà dal colpire Beirut. Sebbene rappresenti un segnale di allentamento delle tensioni, si inserisce comunque nel contesto di un conflitto regionale più ampio.
Nel frattempo, i flussi di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz restano a una frazione dei livelli precedenti al conflitto. «Ci aspettiamo che gli Stati Uniti e l'Iran concordino di riaprire gradualmente lo Stretto di Hormuz e una proroga di 60 giorni del cessate il fuoco per negoziare l'arricchimento dell'uranio iraniano nel corso di questa settimana», afferma Kristina Clifton di Cba. «Le buone notizie sulla fine della guerra peseranno sul dollaro, perché è una valuta rifugio», puntualizza la senior economist.
L’euro sale dello 0,10% a 1,1637 dollari in attesa di un dato chiave per la Bce: l’inflazione preliminare di maggio dell’Eurozona, mentre dagli Stati Uniti alle 14:55 arriva l’indice settimanale Redbook. La riapertura dello Stretto di Hormuz potrebbe allentare le pressioni inflazionistiche, con il conseguente ridimensionamento delle aspettative di un rialzo dei tassi di interesse da parte della Bce. Al momento i mercati monetari prezzano un tasso sui depositi al 2,58% entro dicembre, in aumento rispetto all'attuale 2% ma comunque sotto il 2,75% di due settimane fa, e danno all'80% la probabilità di un rialzo questo mese.
Sul listino milanese occhio a Stellantis dopo che a maggio ha registrato un incremento del 11,04% delle immatricolazioni in Italia, con una quota di mercato pari al 28,8%.
Da monitorare anche Stmicroelectronics visto che Jean-Marc Chery, presidente e ceo del produttore di chip, interverrà alla ceo conference di Bnp Paribas Exane a Parigi.
Invece, l’acquisizione da parte di Poste Italiane, per il tramite di Poste Logistics, del controllo esclusivo di Benetton Logistics, «non ostacola in misura significativa la concorrenza effettiva nei mercati interessati e non comporta la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante». Il Garante della concorrenza e del mercato ha dato così il suo via libera all'acquisto del 51% di Benetton Logistics da parte Poste Logistics che con il perfezionamento dell'operazione fornirà servizi di logistica.
Quanto a Pirelli ha comunicato che nei termini previsti nell'avviso di convocazione dell'assemblea degli azionisti convocata (in unica convocazione) per il 25 giugno sono state depositate due liste di candidati al cda, il cui rinnovo per gli esercizi 2026-2027-2028 è all'ordine del giorno dell'assemblea.
Camfin, unitamente a Camfin Alternative Assets, Longmarch Holding e Marco Tronchetti Provera & C., che complessivamente detengono il 26,18% del capitale sociale Pirelli, ha presentato una lista di candidati composta da Marco Tronchetti Provera, Andrea Casaluci, Michele Carpinelli, Luca Rovati, Giovanni Tronchetti Provera, Alessia Carnevale, Roberto Diacetti, Moroello Diaz della Vittoria Pallavicini, Costanza Esclapon de Villeneuve, Claudia Parzani, Veronica Squinzi, Michela Zeme, Roberto Burini, Antonella Carù e Alberto Villani.
Marco Polo International Italy, che complessivamente detiene il 34,1% del capitale sociale Pirelli, ha presentato una lista di candidati composta da Zhang Haitao, Xi Xiaohong e Wang Kun. Inoltre, si segnala che Jefferies ha alzato, e di molto, il target price su Prysmian da 117 a 176 euro, confermando il rating buy.
Attenzione poi a Officina Stellare, società vicentina quotata su Egm di Borsa Italiana e attiva nella produzione di strumentazione opto-meccanica nei settori dell'aerospazio, della ricerca e della difesa, facendo seguito a quanto comunicato lo scorso 20 maggio, ha reso noto che il 1° giugno si è perfezionata la fusione per incorporazione di Global Aerospace Technologies Group nel gruppo.
Per effetto della fusione e, più precisamente, dell'esecuzione dell'aumento di capitale deliberato il 23 febbraio a servizio del rapporto di cambio, il capitale sociale di Officina Stellare è variato in aumento per1.134.048,8, mediante l’emissione di 11.340.488 azioni ordinarie.
Infine, Nocivelli Abp, società anch’essa quotata su Egm e specializzata nella realizzazione di impianti tecnologici e nei servizi di Facility Management, confida nel lavoro delle autorità competenti, certa che sarà fatta piena chiarezza sulla vicenda, dopo l'avvio dell'indagine da parte della Procura di Torino sul progetto del Parco della Salute di Torino.
La società ha ribadito «la propria estraneità ai fatti oggetto degli articoli di stampa» e confermato «di aver sempre operato nel rispetto della normativa applicabile, dei principi di correttezza, trasparenza e massima collaborazione istituzionale». Come confermato dal Commissario Straordinario, Marco Corsini, «allo stato non risultano motivi tali da determinare ritardi nell'avvio delle opere né da interrompere la procedura in corso». (riproduzione riservata)