Borse europee contrastate nella prima seduta del 2026. Francoforte perde lo 0,10% e Parigi lo 0,17%, viceversa Londra sale dello 0,14% e Milano dello 0,11% a 44.993 punti. Il dollaro, che ha perso oltre il 9% nel 2025, resta debole conto l’euro in attesa della lettura finale di dicembre dell’indice Pmi sul settore manifatturiero.
Per l'Italia le stime sono per un indice in lieve calo a 50, esattamente sulla soglia che divide contrazione da crescita, rispetto al 50,5 di novembre. Per l'intera zona euro, le attese convergono su una conferma del dato preliminare a 49,2, in territorio di contrazione. Anche i numeri definitivi di Germania e Francia dovrebbero confermare le stime preliminari, rispettivamente a 47,7 e 50,6.
Dopo che nel 2025 lo spread con il Bund si è ristretto di 50 punti base, ai minimi dal 2009, il premio al rischio Italia-Germania sale a quota 66 punti base con il rendimento del Btp 10 anni in aumento al 3,549%. Gli operatori si aspettano l'annuncio di un nuovo sindacato da parte del Tesoro che tipicamente torna sul mercato in questa fase dell'anno.
Sul listino italiano attenzione a Pirelli, stabile a quota 5,86 euro, visto che i soci italiani e cinesi hanno avviato trattative finalizzate a rendere la società conforme alle normative e a rafforzare la sua competitività nei mercati chiave, come ha detto il ministro della Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso.
Mentre Saipem, in rialzo dell’1,6% a 2,46 euro, si è aggiudicata due contratti offshore in Arabia Saudita, nell'ambito del long-term agreement in essere con Aramco 2223.SE, del valore di circa 600 milioni di dollari. E un altro contratto da 425 milioni di dollari per continuare lo sviluppo del più grande giacimento di gas naturale offshore della Turchia.
Quanto a Stellantis (+0,71% a 9,52 euro) ha rilanciato sul mercato americano il pickup Ram Trx con motore V8, in scia a un allentamento delle normative federali sulle emissioni in Usa. Il Ram 1500 Srt Trx 2027 sarà disponibile verso la fine del 2026 a un prezzo di 100.000 dollari.
Tra le banche, bene Unicredit (+0,75% a 71,45 euro) che ha firmato un accordo con il sindacato bancario Fabi e altre sigle sindacali per gestire il turnover del personale attraverso uscite volontarie e nuove assunzioni.
Mentre sul fronte della scalata a Commerzbank il ceo, Andrea Orcel, ha usato toni prudenti: «A questi livelli di valutazione, più il premio atteso, l’operazione non funzionerebbe per gli azionisti di Unicredit. La situazione potrebbe cambiare», ha spiegato Orcel in un’intervista alla testata finanziaria tedesca Boersen Zeitung, «se Commerzbank raggiungesse i propri obiettivi finanziari e la valutazione convergesse verso livelli più sensati».
Occhio anche a Banco Bpm (+0,27% a 13,055 euro) perché in in vista del rinnovo del cda nella prossima primavera, dalle ultime comunicazioni il patto di fondazioni e casse risulta in calo dal 6,51% al 5,93%. A vendere è stata la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, scesa dall’1,24% allo 0,646%, cedendo quasi 10 milioni di titoli sul mercato.
Meglio Mps con un +2,61% a 9,368 euro. La banca senese ha comunicato di aver convocato per il prossimo 4 febbraio l’assemblea straordinaria degli azionisti per deliberare in merito ad alcune modifiche statutarie.
Borse europee attese in calo (-0,48% il futures sull’Eurostoxx50) nel primo giorno di contrattazione del 2026 ma con i mercati di Giappone e Cina ancora chiusi per festività. Le altre borse asiatiche hanno chiuso la seduta in rialzo, soprattutto l’indice Kospi della Corea del Sud (+2,2%) e l’indice Hang Seng di Hong Kong (+2,5%). Nonostante i volumi ridotti, l’appetito per il rischio è stato sostenuto dalla forza dei titoli tecnologici, in particolare dei produttori di semiconduttori, che hanno esteso i guadagni di fine 2025.
L’indice Kospi è stato tra i mercati principali con le migliori performance a livello mondiale nel 2025, con un aumento di oltre il 75%, sostenuto dalla forte domanda di semiconduttori utilizzati nell’intelligenza artificiale e nel calcolo ad alte prestazioni. I forti guadagni dei titoli tecnologici statunitensi a fine dicembre hanno contribuito a migliorare il sentiment in tutta l’Asia, rafforzando l’idea che gli investimenti nell’AI restino un fattore chiave per la performance azionaria anche nel 2026.
Il dollaro, che nel 2025 ha registrato il più grande calo annuale in otto anni, resta sulla difensiva nei confronti dell’euro a 1,1743 (+0,02%) in attesa alle 10 della massa monetaria M3 a novembre e del Pmi manifatturiero finale a dicembre dell’Eurozona. Nei prossimi giorni è prevista la pubblicazione di una serie di dati economici ritardati dalla chiusura del governo statunitense, che potrebbero essere determinanti per stabilire fino a che punto si potrà arrivare a un taglio dei tassi negli Stati Uniti.
Gli operatori scontano solo il 15% di possibilità che la Fed allenti i tassi a gennaio, anche se si aspettano altri due tagli quest'anno. Resta in primo piano anche la questione dell'indipendenza della Fed. I nomi che sono stati fatti per succedere al presidente, Jerome Powell, sembrano, infatti, corrispondere al desiderio del presidente statunitense, Donald Trump, di influenzare la Fed.
Per quanto riguarda le materie prime, il prezzo dell’oro sale ancora dopo aver chiuso l’anno precedente con un guadagno record di oltre il 60%, poiché l’indebolimento del dollaro e le aspettative di tassi di interesse più bassi hanno ravvivato la domanda di metallo prezioso. L’oro spot segna un rialzo dell’1,28% a 4.374,40 dollari l’oncia e i futures sull’oro guadagnano l’1,13% a 4.390 dollari l’oncia. La quotazione del lingotto è aumentata dopo essere scesa dai massimi storici nell’ultima settimana del 2025, con un rinnovato interesse all’acquisto emerso alla riapertura dei mercati dopo le festività di fine anno.
Anche le tensioni geopolitiche hanno svolto un ruolo chiave nel sostenere il prezzo del metallo giallo. I conflitti in corso in Europa e in Medio Oriente hanno alimentato la domanda di beni rifugio per tutto l’anno, insieme alle preoccupazioni sulla stabilità politica globale e sulla crescita economica hanno aumentato l’attrattiva dell’oro.
Inoltre, le banche centrali hanno continuato ad acquistare oro a un ritmo sostenuto, in particolare nei mercati emergenti, come parte degli sforzi per diversificare le riserve e ridurre la dipendenza dal dollaro. Argento e platino hanno mostrato andamenti simili. Il prezzo dell’argento sale del 3% a 73,30 dollari l’oncia, dopo i forti guadagni del 2025, e il platino del 2,5% a 2.102,3 dollari l’oncia. L’argento è balzato di quasi il 150% lo scorso anno, mentre il platino è schizzato del 110%.
Invece, i prezzi del petrolio sono in lieve rialzo nel primo giorno di contrattazioni del 2026, dopo aver segnato lo scorso anno la maggior perdita annua dal 2020 poiché le preoccupazioni per l’eccesso di offerta e i dazi hanno superato i rischi geopolitici, mentre i droni ucraini hanno preso di mira impianti petroliferi russi e un blocco statunitense ha messo sotto pressione le esportazioni del Venezuela. I futures sul Brent crescono dello 0,72% a 61,29 dollari al barile e quelli sul Wti dello 0,73% a 57,84 dollari al barile.
Russia e Ucraina si sono scambiate accuse di attacchi contro civili nel giorno di Capodanno, nonostante i colloqui supervisionati dal presidente Trump, volti a porre fine alla guerra ormai quasi quadriennale. Negli ultimi mesi Kiev ha intensificato gli attacchi contro le infrastrutture energetiche russe, con l’obiettivo di tagliare le fonti di finanziamento di Mosca per la sua campagna militare in Ucraina.
E nell’ultima iniziativa dell’amministrazione Trump per aumentare la pressione sul presidente venezuelano Nicolás Maduro, Washington ha imposto mercoledì 31 dicembre sanzioni contro quattro società e le relative petroliere, accusate di operare nel settore petrolifero del Venezuela. Il blocco statunitense mira a impedire alle petroliere sanzionate di entrare o uscire dal Venezuela e sta costringendo la compagnia energetica statale Pdvsa a ricorrere a soluzioni estreme per evitare la chiusura degli impianti di raffinazione, mentre si accumulano le scorte di combustibile.
I movimenti contenuti dei prezzi del petrolio riflettono una lotta tra i rischi geopolitici di breve termine e i fondamentali di più lungo periodo, che indicano un eccesso di offerta in vista della riunione dell’Opec+ della prossima settimana (4 gennaio). Secondo June Goh, senior analyst di Sparta Commodities, i trader si aspettano che l’Opec+ continui a sospendere gli aumenti della produzione nel primo trimestre.
Mentre la Cina continuerà ad accumulare scorte di greggio nella prima metà dell’anno, fornendo supporto ai prezzi del greggio. Negli Stati Uniti, intanto, la produzione di petrolio ha raggiunto il record di 13,87 milioni di barili al giorno in ottobre, secondo quanto riportato mercoledì dalla Energy Information Administration. Le scorte di greggio sono diminuite, mentre le scorte di benzina e distillati sono aumentate la scorsa settimana grazie a un’attività di raffinazione robusta.
Sul listino italiano attenzione a Pirelli visto che i soci italiani e cinesi hanno avviato trattative finalizzate a rendere la società conforme alle normative e a rafforzare la sua competitività nei mercati chiave, come ha detto il ministro della Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso.
Mentre Saipem si è aggiudicata due contratti offshore in Arabia Saudita, nell'ambito del long-term agreement in essere con Aramco 2223.SE, del valore di circa 600 milioni di dollari. E un altro contratto da 425 milioni di dollari per continuare lo sviluppo del più grande giacimento di gas naturale offshore della Turchia.
Quanto a Stellantis ha rilanciato sul mercato americano il pickup Ram Trx con motore V8, in scia a un allentamento delle normative federali sulle emissioni in Usa. Il Ram 1500 Srt Trx 2027 sarà disponibile verso la fine del 2026 a un prezzo di 100.000 dollari.
Tra le banche, Unicredit ha firmato un accordo con il sindacato bancario Fabi e altre sigle sindacali per gestire il turnover del personale attraverso uscite volontarie e nuove assunzioni.
Mentre sul fronte della scalata a Commerzbank il ceo, Andrea Orcel, ha usato toni prudenti: «A questi livelli di valutazione, più il premio atteso, l’operazione non funzionerebbe per gli azionisti di Unicredit. La situazione potrebbe cambiare», ha spiegato Orcel in un’intervista alla testata finanziaria tedesca Boersen Zeitung, «se Commerzbank raggiungesse i propri obiettivi finanziari e la valutazione convergesse verso livelli più sensati».
Occhio anche a Banco Bpm perché in in vista del rinnovo del cda nella prossima primavera, dalle ultime comunicazioni il patto di fondazioni e casse risulta in calo dal 6,51% al 5,93%. A vendere è stata la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, scesa dall’1,24% allo 0,646%, cedendo quasi 10 milioni di titoli sul mercato.
Mentre Mps ha comunicato di aver convocato per il prossimo 4 febbraio l’assemblea straordinaria degli azionisti per deliberare in merito ad alcune modifiche statutarie.
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