Borse in profondo rosso? Il consiglio di Massimo Doris ai risparmiatori per frenare il panico nei momenti di crisi
Borse in profondo rosso? Il consiglio di Massimo Doris ai risparmiatori per frenare il panico nei momenti di crisi
Il presidente di Assoreti: chi si è affidato ai consulenti durante le crisi ha fatto meglio. Masse delle reti oltre mille miliardi

di di Paola Valentini 04/03/2026 02:00

Ftse Mib
45.064,79 13.50.00

+1,34%

Dax 30
24.093,51 13.49.49

+1,27%

Dow Jones
48.501,27 13.36.31

-0,83%

Nasdaq
22.516,69 7.25.15

-1,02%

Euro/Dollaro
1,1633 13.34.51

+0,51%

Spread
69,02 14.04.24

-2,78

Senza andare troppo lontano, lo scorso aprile i mercati avevano reagito male ai dazi annunciati dagli Usa. Idem con il Covid, sei anni fa. Ma in entrambi i casi dopo poco avevano recuperato le perdite. E proprio la durata della correzione in corso è l’elemento chiave oggi con la guerra Usa-Iran che ha riportato le borse in profondo rosso. Come spiega Massimo Doris, ad di Banca Mediolanum e presidente di Assoreti, l’associazione delle reti di consulenza che hanno appena raggiunto un traguardo storico: i mille miliardi di masse in gestione, più del doppio dei 434 miliardi di dieci anni fa, pari al 24,8% della ricchezza finanziaria delle famiglie italiane, dal 14,3% del 2015, con 5,4 milioni di clienti, +46,9% dal 2015.

Domanda. Quali consigli si sente di dare agli investitori?

Risposta. Chi può non venda. E i clienti che si affidano ai consulenti finanziari nelle crisi precedenti si sono comportati meglio rispetto agli altri perché sono usciti meno dai mercati, anzi molti hanno continuato a investire approfittando di prezzi più bassi. Un dato su tutti. Negli ultimi dieci anni la consulenza finanziaria ha generato il 90% degli investimenti in fondi comuni, perfino nel 2023, anno durissimo per il mondo dei fondi con 22 miliardi di riscatti, per Assoreti è stato un anno positivo.

D. E oggi che sta succedendo?

R. È proprio in momenti di forti ribassi come quelli di questi giorni che i consulenti finanziari servono e hanno un maggior valore. Avranno di che sudare per tenere tranquilli i clienti ed evitare che vendano.

D. Quindi l’AI che ruolo ha?

R. È importantissima e bisogna investirci, chi non lo fa andrà in grosse difficoltà nei prossimi dieci anni, un po’ come internet negli anni 2000: oggi non c’è banca che non abbia la sua app per permette di fare operazioni da remoto. L’AI aiuterà le società, consulenti e i clienti ad operare con una maggiore efficienza perché permetterà di analizzare molti dati in poco tempo. I massicci investimenti del settore della consulenza finanziaria nell’AI lo farà evolvere, non lo distruggerà. Detto questo ho dubbi che l’AI possa aiutare nei momenti di panico.

D. Perché?

R. Il risparmiatore medio vuole guadagnare tanto rischiando poco. Ma se chiedo all’AI come avere il 5% senza rischi la sua risposta è: non è possibile. Ammettendo che il risparmiatore sappia fare le domande giuste poi se arriva una guerra, il panico prende il sopravvento e lui vende realizzando le perdite anche se l’AI gli ha dato le giuste indicazioni perché non c’è nessuno che gli sia vicino nel momento della paura. È questione di empatia. Certo le piattaforme hanno un futuro, ma la maggior parte delle persone ha bisogno di un confronto umano soprattutto in momenti come questo. (riproduzione riservata)