Borse di lusso e gioielli come garanzia sui prestiti: così l’armadio degli italiani diventa un asset finanziario
Borse di lusso e gioielli come garanzia sui prestiti: così l’armadio degli italiani diventa un asset finanziario
Borse di lusso e gioielli non sono più solo ricordi: il 61% degli italiani valuta di usarli per ottenere prestiti immediati e liquidità. Il nuovo rapporto Ipsos Doxa-Affide 2026

di Anna Di Rocco 13/10/2026 14:30

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Mentre l’incertezza economica tiene sotto scacco le famiglie e l’inflazione erode i loro risparmi, i beni preziosi custoditi nelle case degli italiani si trasformano sempre più in veri e propri asset finanziari. E anche le borse di lusso entrano nel patrimonio personale: a possederne una – tra Gucci, Hermès, Louis Vuitton e Chanel – è il 35% degli italiani, con picchi al 45% tra gli under 40.

La fotografia la scatta il Rapporto Ipsos Doxa-Affide 2026, che analizza il  rapporto tra cittadini e beni preziosi, e segnala come in Italia si stia consolidando una consapevolezza diversa verso i pleasure asset (come appunto le borse firmate). «La percezione stessa della ricchezza si è evoluta, abbracciando nuove categorie di beni», ha commentato Andrea Rotunno, direttore generale di Affide. Tanto che il 64% degli italiani considera le borse di lusso una risorsa economica – non più solo estetica o affettiva – e il 61% di chi ne possiede una valuterebbe di impegnarla come garanzia per ottenere liquidità senza perderne la proprietà. 

Proprio per rispondere alla volontà dei cittadini di valorizzare le borse di lusso come asset finanziari, Rotunno ha annunciato l’estensione dei servizi offerti da Asside, allargando valutazione, custodia, finanziamento e vendita in asta, anche al settore dei pleasure asset. 

Il tesoro dormiente nelle case degli italiani

I dati presenti nella ricerca confermano un salto di paradigma culturale: nel 2026, l’85% degli italiani considera i gioielli una risorsa economica e non solo un ricordo affettivo, dato in crescita rispetto al 75% rilevato nel 2024. A livello nazionale, ogni italiano possiede in media sette preziosi per una quantità stimata di 54 grammi d’oro. Tuttavia, la gran parte di questo patrimonio resta inutilizzata con il 68% degli italiani che indossa meno di cinque gioielli all’anno.

Custodire questo «tesoro dormiente» genera però anche preoccupazioni: il 60% del campione teme furti domestici e il 35% dichiara di aver subito personalmente, o tramite familiare, il furto di beni di valore in casa. Per proteggere i propri oggetti, tuttavia, molti ricorrono a soluzioni informali: il 25% li nasconde in casa, il 22% li distribuisce in luoghi diversi e il 16% non adotta alcuna misura di protezione. 

Resta inoltre limitata la conoscenza del valore effettivo dei beni posseduti. Soltanto il 38% conosce il valore dei propri preziosi, mentre il 77% ammette di non avere le competenze necessarie per stimarlo autonomamente. Tra i principali punti di riferimento scelti per una valutazione, oltre alle gioiellerie e ai Compro Oro, c’è anche il credito su pegno, indicato dall’11% del campione. 

Il credito su pegno per ottenere liquidità

Negli ultimi cinque anni, quattro italiani su dieci hanno chiesto un prestito. Tra le principali motivazioni figurano l’acquisto di auto o moto (30%), l’acquisto o la ristrutturazione della casa (27%), le spese impreviste (25%) e l’acquisto di beni importanti (19%). Nel contesto, però, sempre più italiani ricorrono al credito su pegno: una soluzione conosciuta dal 59% degli italiani. 

Il 27% lo associa alla necessità di affrontare difficoltà economiche o spese impreviste, il 21% alla possibilità di ottenere rapidamente liquidità per realizzare progetti e il 13% alla valorizzazione di un bene già posseduto. Secondo i dati storici di Affide, circa il 95% dei clienti riscatta regolarmente gli oggetti dati in pegno una volta superata la necessità finanziaria. (riproduzione riservata)