Borse, chi ha fatto meglio del mercato? Ecco i fondi che da inizio 2026 hanno quasi raddoppiato il benchmark
Borse, chi ha fatto meglio del mercato? Ecco i fondi che da inizio 2026 hanno quasi raddoppiato il benchmark
Nei nove mesi diversi gestori attivi hanno superato i rispettivi benchmark Dall’azionario italiano ai mercati emergenti, fino alle obbligazioni, ecco i comparti che si sono distinti nelle varie categorie, in un contesto di mercato ancora sostenuto. Ma con nuove incognite

di di Paola Valentini 02/10/2026 20:00

Ftse Mib
50.483,21 17.40.00

+0,49%

Dax 30
25.231,20 18.00.00

+1,17%

Dow Jones
51.187,11 21.48.44

+0,51%

Nasdaq
27.185,68 21.43.57

+1,17%

Euro/Dollaro
1,1259 21.28.56

+0,01%

Spread
123,97 17.10.32

+9,11

I nove mesi del 2026 si sono chiusi all’insegna dell’incertezza e, in vista della fine dell’anno, restano numerosi elementi di attenzione: dall’inflazione alimentata dalla crisi energetica in corso al rialzo dei rendimenti obbligazionari. Nonostante questo, i mercati finanziari hanno mostrato una sorprendente capacità di resistenza. L’aumento dei prezzi di petrolio e gas, la Bce tornata ad alzare i tassi e le tensioni geopolitiche che non accennano ad allentarsi avrebbero potuto esercitare una pressione ben maggiore sui listini. Le Borse, invece, continuano a mantenersi solide. Il Ftse Mib, per esempio, segna un progresso del 12% dall’inizio dell’anno e ad agosto ha toccato un nuovo massimo storico oltre 53 mila punti. Anche se nelle ultime settimane l’andamento è stato più cauto, l’indice è rimasto comunque sopra quota 50 mila, superata a fine maggio. Tra i principali mercati, hanno fatto meglio dell’Italia la Borsa sudcoreana (+82% da gennaio), Taiwan (+68%) e il Nikkei giapponese (+36%). Negli Usa il Nasdaq ha chiuso i nove mesi con un +15%, mentre l’S&P 500 ha guadagnato l’11%. Non sono mancati momenti di debolezza, come dimostra l’ondata di vendite che ha colpito i titoli dell’intelligenza artificiale a inizio estate. Proprio l’AI, tuttavia, continua a rappresentare il principale propulsore del rally dei mercati nell’ultimo anno.

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La sfida dei tassi e la stagione dei conti

Il tema centrale, ormai, non è soltanto stabilire se il comparto sia entrato o meno in una fase di bolla, ma capire quali società abbiano raggiunto valutazioni difficili da giustificare e quali, al contrario, stiano iniziando a tradurre in profitti gli ingenti capitali investiti nello sviluppo dell’intelligenza artificiale. C’è inoltre il tema del rialzo dei tassi legato al caro-energia, che mette a dura prova i mercati. Nelle prossime settimane si aprirà intanto la stagione dei conti del terzo trimestre, che permetterà di distinguere le aziende capaci di crescere anche nelle condizioni più complesse da quelle destinate a rimanere indietro. È proprio in questo scenario che può emergere il valore dei gestori stock picker, chiamati a separare le società destinate a confermare le aspettative da quelle che potrebbero invece deludere.

Partendo dai dati Morningstar, MF-Milano Finanza ha analizzato la performance dei gestori attivi nei nove mesi del 2026, mettendo a confronto i risultati dei fondi con quelli dei rispettivi benchmark. L’elaborazione ha riguardato nove categorie — sei azionarie, due obbligazionarie e una bilanciata — e per ciascuna sono stati individuati i cinque fondi con il miglior total return da inizio anno (tabelle in pagina). L’analisi permette di mettere in evidenza i gestori i cui fondi hanno ottenuto i risultati migliori rispetto al proprio riferimento e di fornire alcuni elementi di valutazione in vista dell’ultima parte dell’anno, in un quadro macro ancora favorevole ma caratterizzato da diverse variabili di rischio.

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L'analisi dei mercati e le prospettive economiche

«La risalita dei rendimenti obbligazionari è una semplice normalizzazione su valori più coerenti rispetto ad una crescita robusta. L'economia globale, infatti, continua a mostrare grandissima forza, nonostante le numerose incertezze. E' una forza congiunturale e strutturale. Consumi, investimenti, mercato del lavoro mantengono una dinamica favorevole. Negli Stati Uniti il settore privato continua a investire massicciamente nelle infrastrutture digitali e nell'intelligenza artificiale; in Europa l'attività economica si è dimostrata più robusta delle aspettative; in molte economie emergenti la crescita rimane sostenuta. In questo contesto, anche gli utili aziendali continuano a registrare revisioni positive diffuse, con crescite attese sul lungo periodo ai massimi storici», affermano gli analisti di Banca Cesare Ponti (Bper). È proprio la combinazione tra crescita economica ed elevata redditività aziendale, secondo gli esperti della private bank, «che distingue questa fase da altre apparentemente simili per via dei rendimenti obbligazionari in salita. I mercati non stanno scontando soltanto una maggiore inflazione o un peggioramento delle finanze pubbliche; stanno anche riflettendo prospettive di espansione economica superiori a quelle incorporate nei prezzi solo pochi anni fa. In altre parole, una parte della salita dei rendimenti è il dazio da pagare alla crescita dell'economia e dei profitti societari».

In uno scenario, quello di questi mesi, ancora favorevole per gli asset rischiosi, la selezione dei gestori ha continuato a fare la differenza. I dati Morningstar mostrano infatti come diversi fondi abbiano nettamente battuto i rispettivi benchmark. Guida la classifica a Piazza Affari l'Algebris Core Italy Fund di Algebris Investments con un rendimento del 19,6% da inizio anno, circa cinque punti oltre il benchmark Morningstar di categoria (+14,7%). «Puntiamo a costruire un portafoglio di 35-40 società su cui abbiamo forte convinzione. Nelle nostre analisi, ricerchiamo aziende con fondamentali solidi e valutazioni interessanti, concentrandoci su opportunità sottostimate per offrire ai nostri investitori rendimenti superiori corretti per il rischio nel lungo periodo», spiega il gestore, Simone Ragazzi. Il fondo Algebris Core Italy è incluso tra gli investimenti consentiti dalla normativa italiana sui Pir. Completano il podio degli azionari Italia l’Italy Equity di Bnp Paribas (+18,2%) e High Growth di Lemanik (+17,6%), fondo che a cinque anni si mette in evidenza con un rendimento annualizzato del 22,9%, battendo l’indice che nel periodo ha fatto il +18,9% annualizzato.

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Tra gli azionari europei si distinguono l’Ardtur European Focus Fund di SW Mitchell Capital e lo European Value del gruppo Dimensional, con una performance da gennaio di oltre il 17% a fronte del 9,7% dell’indice Morningstar Dm Euro. L’Ardtur European Focus, in particolare, gestito da Oliver Kelton, ha un portafoglio concentrato di 20-30 posizioni, tra cui alcuni gruppi del settore energetico. A fine agosto i principali titoli erano Basf, Bayer, Bp, Anheuser-Busch InBev, British American Tobacco, Diageo, Shell, Total, Noble Corporation ed Evonik. Dall’avvio, nel 2010, il fondo reguistra il +668% cumulato a fronte del +275% del benchmark, il Msci Daily Total Return Europe, pari a una crescita media annua del 13,2%, 4,8 punti in più rispetto all’8,4% dell’indice.

Nell'azionario statunitense il miglior risultato è di Growth America Esg di Comgest (+28,9%). Tra gli azionari globali spicca il Dws Global Equity Convinction Fund che mette a segno un +32,4%, quasi il doppio rispetto all’indice Morningstar di categoria (+17,1%). I Paesi emergenti vedono al primo posto l’azionario Net Emerging Market Equity di Neam con il 53,5%, rispetto al +28% del benchmark di Morningstar. Nella categoria Azionari AI e Robotica il miglior fondo dei nove mesi è Global Artificial Intelligence Equity Fund di Tcw (+46,8% contro il 38,7% dell'indice). Più contenuti i risultati dell'obbligazionario, frenato dalle valutazioni elevate raggiunte: tra i fondi specializzati nel credito societario globale soltanto una strategia ha superato il 3%, il Net Zero Short Dated Global Corporate Bond Fund di Legal & General (+3,4%). (riproduzione riservata)