Borse asiatiche in rally, Alibaba offre 1,5 miliardi per Pupu. La Cina frena l'eccesso di liquidità
Borse asiatiche in rally, Alibaba offre 1,5 miliardi per Pupu. La Cina frena l'eccesso di liquidità
Borse asiatiche euforiche dopo che Trump ha parlato di un imminente accordo di pace con l’Iran. Petrolio -2%. Kospi e Nikkei guidano i rialzi grazie al recupero del settore tecnologico. Alibaba sfida Meituan

di Francesca Gerosa 12/06/2026 07:30

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Borse asiatiche euforiche dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha parlato di un imminente accordo di pace con l’Iran. I principali titoli tecnologici e dei semiconduttori hanno recuperato nettamente le perdite recenti. I mercati dell’area hanno seguito il rally di Wall Street, dopo che Trump ha dichiarato che «data e luogo della firma saranno annunciati a breve», precisando che potrebbe avvenire «forse nel fine settimana in Europa», alla vigilia del G7 di Evian, per mano del suo vice, JD Vance.

Petrolio -2% dopo le dichiarazioni di Trump sull’accordo con l’Iran

Subito dopo «riaprirà anche lo Stretto di Hormuz», dove nel frattempo resta «pienamente in vigore» il blocco navale imposto dagli Usa ai porti iraniani. I futures sull’S&P 500 salgono dello 0,2% e i prezzi del petrolio cadono (-2% il future sul Brent a 88,50 dollari al barile e -2% quello sul Wti a 85,96 dollari al barile). L’attenzione degli investitori è concentrata soprattutto sul debutto in borsa di SpaceX, la società aerospaziale guidata da Elon Musk, che giovedì 11 giugno ha realizzato una maxi ipo da 75 miliardi di dollari. Il debutto è previsto più tardi in giornata.

Kospi e Nikkei guidano i rialzi grazie al recupero del settore tecnologico

L’indice sudcoreano Kospi è stato il migliore con un balzo dell’8,44% sostenuto dai forti guadagni dei principali produttori di semiconduttori. Anche l’indice giapponese Nikkei è salito del 3,67% con il comparto dei chip che ha recuperato gran parte delle perdite accumulate nell’ultima settimana, dopo che le preoccupazioni per il conflitto con l’Iran e per l’aumento dei tassi d’interesse avevano innescato prese di profitto nel settore.

Bene l’indice più ampio Topix (+1,8%), mentre l’attenzione si sposta sulla riunione della Bank of Japan prevista per la prossima settimana. Gli operatori ritengono sempre più probabile un aumento dei tassi d’interesse da parte della banca centrale, alla luce dell’inflazione alimentata dall’aumento dei costi energetici. Nel frattempo, la produzione industriale ad aprile in Giappone è aumentata del 2% su base annua ad aprile, meno del +2,4% di marzo. Su base mensile, però, è cresciuta dello 0,5%, invertendo il calo dello 0,4% del mese precedente. In ogni caso il dato è risultato inferiore alle aspettative degli economisti che avevano previsto un incremento dello 0,8%.

Alibaba offre 1,5 miliardi di dollari per acquisire Pupu e sfidare Meituan

Anche l’indice Hang Seng di Hong Kong (+1,89%) ha beneficiato dei rialzi dei titoli tecnologici e internet locali. Alibaba Group ha guadagnato il 2,7% dopo che Bloomberg ha riferito che la società ha offerto 1,5 miliardi di dollari per acquisire la piattaforma cinese specializzata nella consegna di generi alimentari a domicilio, Pupu, nel tentativo di rafforzare la propria presenza nel mercato dell'e-commerce e della spesa online, un settore estremamente competitivo in cui il gruppo si confronta con Meituan e JD.com per conquistare quote di mercato.

La cifra messa sul piatto è più che doppia rispetto a quella proposta da Sun Art Retail. Infatti secondo Bloomberg, l’ex società affiliata di Alibaba e oggi controllata dal fondo di private equity Dcp Capital, aveva in precedenza presentato un'offerta di 600 milioni di dollari per Pupu. L'interesse di Alibaba emerge pochi mesi dopo che Meituan ha annunciato l'acquisizione della piattaforma di alimentari Dingdong Fresh Holding per 717 milioni di dollari, superando altre offerte concorrenti. Le valutazioni sempre più elevate delle società del settore riflettono la scarsità di asset strategici ancora disponibili sul mercato. .

Con sede nella provincia del Fujian, Pupu è una delle ultime piattaforme indipendenti di spesa online ancora non acquisite da un grande gruppo. L'azienda genera oltre 30 miliardi di yuan di fatturato annuo (4,2 miliardi di dollari) e gestisce una rete di consegne rapide (entro 30 minuti) in numerose province cinesi.

Sebbene il consolidamento nel settore possa contribuire a ridurre la guerra dei prezzi, rischia anche di concentrare ulteriormente il potere di mercato nelle mani di pochi operatori dominanti, in contrasto con l'obiettivo dichiarato di Pechino di mantenere una concorrenza più equilibrata. Per questo motivo, eventuali acquisizioni, come quella di Pupu, potrebbero attirare l'attenzione delle autorità antitrust cinesi. Anche l'acquisizione di Dingdong Fresh da parte di Meituan è attualmente in attesa dell'approvazione delle autorità di regolamentazione.

Festeggia anche la Cina

In Australia l’indice Asx 200 ha guadagnato l’1,9%. Gli investitori guardano alla prossima riunione della Reserve Bank of Australia dalla quale si aspettano il mantenimento dei tassi. Tuttavia, la banca centrale dovrebbe mantenere un orientamento restrittivo dopo tre rialzi consecutivi, motivati dall’inflazione persistente. Infine, in Cina, gli indici Csi 300 e Shanghai Composite sono saliti dell’1,5% e dell’1,38% rispettivamente.

Intervento della banca centrale cinese per frenare l'eccesso di liquidità

La Banca Popolare Cinese (PBoC) ha chiesto alle principali banche del Paese di limitare i prestiti sul mercato interbancario nel tentativo di ridurre l'eccesso di liquidità presente nel sistema finanziario. L'intervento segnala che le autorità monetarie ritengono ormai troppo bassi i tassi di mercato. La PBoC ha utilizzato il cosiddetto «window guidance», uno strumento informale attraverso il quale indirizza il comportamento degli operatori finanziari nei periodi di forte volatilità o quando vuole influenzare il ritmo di espansione del credito.

Dopo mesi di abbondante liquidità che avevano portato i costi di finanziamento ai minimi degli ultimi anni e sostenuto il mercato obbligazionario, la banca centrale ha recentemente iniziato a drenare parte del denaro in eccesso. Il tasso repo overnight, un indicatore fondamentale del costo del finanziamento a breve termine garantito da obbligazioni, è salito all'1,4%, in linea con il tasso di riferimento della politica monetaria, dopo essere sceso intorno all'1,2% ad aprile. Anche il rendimento dei titoli di Stato cinesi a 10 anni è risalito all'1,75% rispetto all'1,70% registrato all'inizio del mese.

La banca centrale cinese si trova in una posizione delicata. Da un lato, deve garantire sufficiente liquidità per sostenere la crescita economica, soprattutto in un contesto segnato dall'aumento dei prezzi energetici a livello globale. Dall'altro, vuole evitare che l'eccesso di denaro finisca per alimentare bolle speculative nei mercati finanziari, in particolare in quello obbligazionario. (riproduzione riservata)