Perché cambiare i vertici di Borsa Spa che fa guadagnare ogni anno sempre di più al suo azionista, Cdp? Se lo chiede Euronext, la holding dei listini che ha rilevato Piazza Affari nel 2020. Eppure la Cassa Depositi e Prestiti, che detiene l’8,08% delle quote della holding, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, ha depositato la causa contro Euronext ad Amsterdam, sede legale del gruppo e foro competente (come anticipato ieri da questo giornale).
Il tema è quello delle nomine: l’Italia vuole scegliere un nuovo ad di Borsa, non perché contesta l’operato di Fabrizio Testa e non ne vuole la riconferma, ma perché vuole agire da socio di riferimento e decidere chi sono i manager in Italia. Tuttavia Euronext, guidata dall’ad Stéphane Boujnah, ha dimostrato pubblico apprezzamento per Testa a metà febbraio quando sono usciti i conti del gruppo e non si muove da questo intendimento.
Boujnah in quella sede ha confermato la validità del top manager italiano e l’intenzione di confermarlo in sede di assemblea dei soci di Borsa a fine aprile. Anche perché Borsa Spa è una macchina da soldi per il socio Cdp: erano 466 milioni in ricavi nel 2020, sono saliti a 730 nel 2025 (+57%), mentre il numero di dipendenti nello stesso periodo è passato da 665 a 855 (+29%). Le tasse pagate in Italia erano 52 milioni sempre nel 2020, sono salite a 129 nel 225. E i dividendi incassati da Cdp sono più che raddoppiati, da 12 a 26 milioni. Per non parlare del valore in borsa del titolo Euronext, quotato a Parigi: valeva 669 milioni all’atto dell’acquisto, oggi è oltre 1 miliardo di euro. Quindi, perché togliere Testa?
Quando Euronext rilevò Borsa dal London Stock Exchange nel 2020, gli accordi, sostiene la holding, prevedevano che al socio Cdp (la stessa quota è in mano alla Cassa francese, l’Italia ha in più l’1,5% di Intesa Sanpaolo) andasse la nomina del presidente del gruppo, oggi è Piero Novelli e di un membro del Supervisory Board (Francesca Scaglia, viene da Cdp). Diversa l’interpretazione di Roma: la Cassa rivendica per l’Italia anche quella del ceo di Borsa Spa che dovrà essere confermata o cambiata il 28 aprile in sede di assemblea della stessa Borsa.
Perché Cdp ha consegnato il fascicolo ai legali? Pare che non vi siano dubbi sulle capacità di Testa, né il fronte italiano ne contesta l’operato. Il punto nodale per la Cassa, come anticipato ieri da MF-Milano Finanza, è che così agendo Euronext verrebbe meno ai patti parasociali che sono stati alla base della nascita della superborsa europea e che affidano all’Italia la nomina dei vertici di Piazza Affari.
Violando queste norme, secondo il ragionamento di Cdp Equity (il ramo di Cdp che detiene la partecipazione in Euronext), si viola peraltro anche la procedura standard che il governo italiano effettua per le nomine nelle partecipate statali, la quale avviene con una ricerca di tutti i profili adeguati a ricoprire la carica di amministratore delegato.
Cosa può accadere ora con questo imprevisto fronte legale che inasprisce direttamente i rapporti tra Italia e Francia? In primo luogo, si potrebbe fermare la procedura di conferma dello stesso Testa, tanto da ipotizzare, a livello teorico, anche se le fonti vicine al dossier contattate da questo giornale lo smentiscono, l’indicazione di un’altra figura al suo posto, visto che si è già entrati nella stagione delle nomine dei vertici della spa pubbliche e di quelle partecipate, con il governo Meloni che dovrà effettuare entro la primavera oltre 200 scelte tra amministratori delegati, presidenti e consiglieri.
Ora si attende una risposta dal fronte di Euronext prima che parta il meccanismo del contenzioso legale. Per ora è muro contro muro. (riproduzione riservata)