Il rinnovo del board di Borsa Italiana si fa sempre più complicato. Fino a ieri le tensioni si erano espresse sulla scelta del nuovo amministratore delegato, ora le turbolenze pare si siano estese a Claudia Parzani, presidente di Borsa Spa e a Piero Novelli, il banchiere scelto da Cdp per presiedere il Consiglio di Sorveglianza di Euronext. La nomina del nuovo consiglio di amministrazione di Borsa Italiana avrà luogo il 28 aprile durante l’assemblea a Palazzo Mezzanotte.
Da un lato c’è il socio Cdp (con l’8% circa di Euronext, la holding dei listini europea che ha in portafoglio Borsa Spa) che vuole esprimere la sua scelta. Dall’altro il ceo di Euronext, Stéphane Boujnah, che ha già detto di apprezzare molto il lavoro dell’ad uscente, Fabrizio Testa, che vuole confermare. Nel mezzo della contesa, una causa (per procedura d’urgenza) che la Cassa ha fatto su questo punto ad Amsterdam, sede legale del gruppo: prima udienza il 27 marzo scorso, rinvio al 17 aprile, dieci giorni prima dell’assemblea.
Cdp, che ha sempre apprezzato il lavoro di Testa, intende però valutare anche altre opzioni ai vertici di Borsa, fra cui quella di Alessandro Decio, che ha appena lasciato la guida di Banco Desio. Decio, ex amministratore delegato di Sace, era stato nella rosa dei papabili alla guida di Borsa Italiana anche nel 2021 quando Euronext finalizzò l’acquisizione dal London Stock Exchange. Secondo fonti finanziarie di MF-Milano Finanza, fu lo stesso Decio a declinare la proposta di Cdp a suo tempo.
Ma è tutta l’impalcatura di vertice di Euronext a percepire gli scossoni derivanti dal braccio di ferro tra italiani e francesi in merito alle figure apicali di Borsa spa che a questo punto, stante anche la causa in corso tra Cdp e la stesa super borsa europea, potrebbero ritornare in discussione. Ad esempio la presidenza di Claudia Parzani, avvocato d’affari, partner dello studio legale Linklaters, finora pareva non fosse in discussione, ma spunta invece la possibilità che venga chiamato un head hunter per cercare possibili alternative alla manager, sul cui operato e preparazione nessuno ha mai eccepito.
Anche su Piero Novelli, docente universitario e investment baner in Ubs e Merrill Lynch, fino a marzo come per Parzani non erano emersi dubbi. È stato scelto da Cdp nel 2021, poi confermato nel 2025 e la sua posizione scade nel 2029. Ma anche in questo caso le tensioni tra Euronext e Cassa potrebbero allontanare Novelli dall’investitore che lo ha scelto, a causa anche di qualche incomprensione con lo storico braccio destro del ceo Boujnah, ovvero l’italiano Giorgio Modica, chief financial officer di Euronext. L’uomo che ha permesso a Boujnah di digerire finanziariamente tutte le acquisizioni fatte negli anni, a partire dai 4,4 miliardi di Borsa Italiana fino al listino di Atene, a fine 2025, tenendo sempre contenuta la leva e quindi anche gli interessi sul debito. Fin qui i rumors che potrebbero rivelarsi solo tali. Una cosa certa è però la causa.
Il 17 aprile il Tribunale di Amsterdam sarà chiamato a dirimere la questione sul ceo di Borsa in base a complicati patti parasociali fra Cdp e Euronext. A questo punto l’assestment voluto dalla Cassa potrebbe comportare come conseguenza la nomina di un head hunter che valuti i cv proposti, con un conseguente slittamento dei tempi sulla nomina del ceo italiano oltre la data del 28 aprile e un rimescolamento di tutte le carte. (riproduzione riservata)