Piazza Affari, banche in rosso dopo il voto di Mps: Banco Bpm -1,31%, Monte -1% e Intesa -0,74%
Piazza Affari, banche in rosso dopo il voto di Mps: Banco Bpm -1,31%, Monte -1% e Intesa -0,74%
Pesa anche il calo di Piazza Affari. Maggiore flessione per Piazza Meda che vede chiudersi l’opzione di un matrimonio con Montepaschi

di Luca Gualtieri 30/10/2026 11:27

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Banche in calo a Piazza Affari all'indomani dell'assemblea di Mps che ha bocciato il piano alternativo all'opas di Intesa Sanpaolo. Con il Ftse Mib in flessione dello 0,9%, venerdì 30 in apertura di negoziazioni il titolo della banca guidata da Carlo Messina arretra dello 0,74% a 5,9 euro, mentre Mps perde l'1% a 10,8 euro. Più marcata la discesa di Banco Bpm, che cede l'1,31% a 13,57 euro. In territorio negativo anche Generali (-0,49% a 42,23 euro) e Unipol (-0,55% a 25,19 euro).

L'esito del voto dell'assemblea Mps

Gli investitori valutano le conseguenze del voto di ieri, che ha rimosso uno dei principali ostacoli all'operazione di Intesa sul Monte. Gli azionisti senesi hanno respinto con il 91,1% dei voti contrari l'offerta pubblica di scambio su Banco Bpm e con il 90,9% quella su Banca Generali. Bocciata anche la fusione con Mediobanca, con il 63,7% dei voti contrari, oltre alla proposta di riduzione del capitale destinata a consentire la distribuzione di un dividendo straordinario da 4 miliardi.

Le reazioni degli analisti e la posizione dei soci

Il risultato ha fermato il progetto dell'amministratore delegato Luigi Lovaglio, che puntava a rafforzare il Monte attraverso una serie di operazioni straordinarie per contrastare l'offerta di Intesa. Per Equita, l'esito dell'assemblea rappresenta «un chiaro segnale di sfiducia nei confronti del management della banca». Gli analisti sottolineano che l'opposizione è andata ben oltre il peso dei principali azionisti, Caltagirone, Delfin ed Edizione, evidenziando «una netta distanza tra l'attuale management e la base azionaria».

Secondo Equita, il progetto di Intesa rappresenta ora «l'unica alternativa in grado di garantire un'adeguata creazione di valore per gli azionisti Mps». Una valutazione condivisa nella sostanza da Kepler Cheuvreux, secondo cui il voto «apre la strada all'offerta di Intesa Sanpaolo». Quest'ultima prevede il riconoscimento di 1,6 azioni Intesa Sanpaolo di nuova emissione per ogni azione Mps portata in adesione, oltre a una componente in contanti di 1,25 euro per titolo, aumentata di 25 centesimi all'inizio di ottobre.

Alle quotazioni attuali, il corrispettivo dell'opas vale circa 10,69 euro per azione Mps, leggermente meno dei 10,8 euro ai quali viene scambiato il titolo senese. Il differenziale riflette anche le aspettative del mercato sull'evoluzione dell'operazione, che deve ancora superare alcuni passaggi regolamentari.

I prossimi nodi da sciogliere e l'Antitrust

Il voto dell'assemblea non chiude infatti la partita. Intesa deve ancora completare l'iter necessario per l'avvio dell'offerta, mentre resta da definire l'esito del procedimento Antitrust. Lo stesso Lovaglio ha sottolineato che il pronunciamento degli azionisti non rappresenta un verdetto definitivo sul futuro della banca, richiamando la necessità di conoscere le condizioni finali dell'operazione prima delle adesioni. (riproduzione riservata)