Bond, perché il 2026 sarà l’anno record delle emissioni per l’Eurozona: Italia e Spagna più virtuose della Germania
Bond, perché il 2026 sarà l’anno record delle emissioni per l’Eurozona: Italia e Spagna più virtuose della Germania
Decisivo il ruolo della Germania e del suo deficit di bilancio. L’analisi di Generali Investments

di Marco Capponi 26/01/2026 12:55

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Si prospetta un anno da record per le emissioni di titoli di Stato dell’area euro. E questo per una seria di complessità che andranno a colpire il blocco, come riassume Florian Späte, senior bond strategist di Generali Investments: «Il mercato dei titoli di Stato europei sarà influenzato non solo dal quantitative tightening passivo in corso da parte della Bce, ma anche da un forte aumento del deficit di bilancio della Germania, che si avvicinerà al -4% a causa degli imminenti interventi di spesa nell’ambito del bazooka fiscale».

L’effetto Germania

Berlino, da sempre locomotiva e stabilizzatore del mercato obbligazionario Ue, ha innescato con le sue politiche una serie di effetti che possono stravolgere di molto lo status quo fin qui acquisito. «La Germania uscirà dal gruppo dei paesi fiscalmente virtuosi», stima l’esperto, mentre «le economie con i deficit di bilancio più elevati, come Belgio e Francia, continueranno a essere sotto i riflettori». La Germania, sottolinea Späte, «diventerà il principale attore nei mercati primari dell'area euro nel 2026, con un’emissione netta superiore a 140 miliardi e lorda superiore a 350 miliardi». 

Ormai l’equilibrio lo portano Spagna e Italia

Considerato il peso della Germania, Generali Investments si aspetta nel corso di quest’anno un record di emissioni nette, a quota 502 miliardi. Inoltre, aggiunge l’esperto, «poiché anche i rimborsi sono destinati ad aumentare significativamente, a causa delle pesanti emissioni durante la pandemia, a oltre 900 miliardi, prevediamo addirittura emissioni lorde sopra i 100 miliardi». Anche in questo caso, si tratterebbe di un massimo storico.

Tuttavia, nonostante il boom di Berlino le emissioni nette dovrebbero crescere di soli 15 miliardi rispetto allo scorso anno. E questo grazie a quella che un tempo era la periferia del continente: Italia e Spagna. «La diminuzione delle emissioni nette di peso rilevante dei due Paesi compensa la politica espansiva della Germania, mantenendo l'incremento complessivo del volume di emissioni nette dell'Ue moderato», afferma Späte.

Green bond, un settore di nicchia

Poiché anche i Paesi più piccoli come Irlanda, Grecia e Portogallo stanno riducendo o mantenendo basse le emissioni nette, «ciò dovrebbe sostenere spread governativi ristretti nei Paesi non core in futuro», sottolinea ancora lo strategist.

Che poi dedica una partentesi anche al mercato dei green bond. «Solo Germania e Italia hanno finora emesso nuovi titoli verdi. Per il resto, sono stati semplicemente riaperti titoli esistenti. La quota di titoli green nel totale delle emissioni è scesa dal 4,4% nel 2024 al 3,8% nel 2025, indicando che i titoli sovrani verdi dell'Ue rimangono un prodotto di nicchia». (riproduzione riservata)