Goldman Sachs amplia l'offerta sul mercato italiano del debito con tre nuove obbligazioni a tasso fisso callable denominate in dollari australiani, sterlina britannica e dollari neozelandesi. La cedola sarà pagata con scadenza annuale e la durata massima è stata fissata a cinque anni. I bond hanno inoltre la facoltà di rimborso anticipato, a discrezione dell'emittente.
Le obbligazioni in dollari australiani, si apprende da una nota, sono identificate dal codice Isin XS3384598820 e riconoscono una cedola fissa annuale lorda pari al 5% fino alla scadenza o fino alla data di un eventuale rimborso anticipato a discrezione dell'emittente.
A questo si aggiunge il rimborso integrale del valore nominale, salvo il rischio di credito dell'emittente e del garante. L'emissione ha un ammontare massimo pari a 80 milioni di dollari australiani e un investimento minimo di 100 dollari australiani.
Invece i bond in in sterline britanniche (Isin: XS3384605625) prevedono una cedola fissa annuale lorda pari al 4,7% fino alla scadenza o fino alla data di un eventuale rimborso anticipato a discrezione dell'emittente, oltre al rimborso integrale del valore nominale, salvo il rischio di credito dell'emittente e del garante.
Anche in questo caso l'emissione ha un ammontare massimo pari a 80 milioni di sterline britanniche e un investimento minimo di 100 sterline.
Infine ci sono i bond in dollari neozelandesi (ISIN: XS3384597699), che offrono una cedola fissa annuale lorda pari al 4,1% fino alla scadenza o fino alla data di un eventuale rimborso anticipato a discrezione dell'emittente, oltre al rimborso integrale del valore nominale, salvo il rischio di credito dell'emittente e del garante.
Come per gli altri due titoli, l'emissione ha un ammontare massimo pari a 80 milioni di dollari neozelandesi e un investimento minimo di 100 dollari neozelandesi.
Per tutte e tre le emissioni è prevista, annualmente e a partire dal primo anno fino al quarto, la facoltà per Goldman Sachs di rimborsare anticipatamente i titoli al 100% del valore nominale. In tal caso, l'emittente corrisponderà inoltre le cedole maturate fino alla relativa data di rimborso anticipato.
Goldman Sachs potrebbe esercitare questa facoltà, ad esempio, qualora il proprio costo di rifinanziamento risultasse inferiore al tasso di interesse riconosciuto dalle obbligazioni. In tal caso, gli investitori sarebbero esposti al rischio di reinvestimento a tassi di mercato inferiori rispetto a quelli delle obbligazioni rimborsate. (riproduzione riservata)