Anche Banca Ifis approfitta del momento propizio dell’inizio del 2026 per tornare sul mercato obbligazionario. Dopo Unicredit, Generali e Banca Mediolanum, tra i finanziari, anche l’istituto attivo nell’acquisizione/gestione di portafogli di crediti deteriorati ha collocato con successo presso investitori istituzionali un’obbligazione Tier2 da 400 milioni di euro.
L’emissione (rating atteso di Ba3 da parte di Moody’s e di BB- da parte di Fitch) ha durata decennale, con scadenza nell’aprile 2036, una cedola del 4,546% ed è richiamabile dopo 5 anni.
«L’offerta ha ricevuto una domanda di oltre due volte superiore rispetto all’ammontare emesso, a conferma del forte appeal che i livelli di solidità dell’istituto riscuotono presso i maggiori investitori istituzionali sia domestici che internazionali», si legge nel comunicato, «e dell’apprezzamento verso il progetto di sviluppo di Banca Ifis, anche a seguito delle recenti acquisizioni di illimity Bank ed Euclidea Sim».
Nel dettaglio, il titolo ha registrato un prezzo di emissione del 100%, equivalente a uno spread di 200 punti base rispetto al tasso di riferimento: si tratta del minor livello di spread della storia della banca per un’emissione Tier 2. Quella collocata ieri è finalizzata a sostituire le altre obbligazioni subordinate attualmente circolanti, emesse da Ifis e illimity, e genererà nel medio periodo un risparmio significativo in termini di costo del funding per il gruppo.
Incaricate del collocamento Barclays, Crédit Agricole Cib, Imi-Intesa Sanpaolo, NatWest, Santander, Société Générale, Unicredit in qualità di joint bookrunners.
Si ricorda che le obbligazioni Tier 2 fanno parte della famiglia delle obbligazioni subordinate, ossia di titoli che, in caso di fallimento dell'emittente, rimborsano il capitale e gli interessi subordinatamente ai bond ordinari. Sono meno rischiose rispetto alle Tier 1. In pratica la loro natura diverge da quella delle obbligazioni tradizionali e somiglia più a quelle delle azioni sotto il profilo del rischio.
L’ultima emissione di Banca Ifis risale allo scorso 8 luglio. In questo caso si trattava di un’obbligazione di tipo senior preferred (scadenza novembre 2029) sempre di ammontare pari a 400 milioni di euro con una cedola annua del 3,625%.
L’offerta è stata sottoscritta per 1,5 volte rispetto all’ammontare emesso, a conferma dell’apprezzamento da parte degli investitori verso il progetto di sviluppo di Banca Ifis, anche a seguito dell’opas su illimity Bank.
In generale, i titoli corporate (anche Eni, Snam ed Enel hanno emesso bond a inizio 2025) hanno beneficiato di un inizio d'anno costruttivo che si è riflesso in un ulteriore, anche se leggero, restringimento degli spread. Il ritorno totale sia sui titoli in euro sia in dollari è stato pari allo 0,4% circa, senza grandi differenze per classe di rating, ha osservato l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo.
Inoltre, secondo l’ultimo rapporto di Moody’s, nonostante il rimbalzo dei default registrato a novembre, il tasso globale di insolvenza per gli emittenti speculativi è leggermente sceso a livello globale al 4,3% nei 12 mesi terminati a novembre (4,4% a ottobre). In termini prospettici, il Credit transition model dell’agenzia prevede che il tasso globale di default si porterà al 4% a fine 2025, secondo lo scenario di base.
Il Credit transition model stima, inoltre, che, a seconda dei vari scenari, il tasso globale di default oscillerà tra il 2% e il 6% entro novembre 2026, con una forchetta che resta, quindi, molto ampia. Parte del calo previsto dallo scenario base, spiega l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo, riflette un certo grado di normalizzazione, poiché l’attuale tasso di default è superiore ai livelli in cui si è stabilizzato nei cicli precedenti.
Alla base delle previsioni sono da porre una crescita economica resiliente nel 2026 e un contesto favorevole dei tassi d’interesse. Inoltre, nel corso del 2025 molte società sono riuscite a rifinanziare il proprio debito allungando le scadenze. (riproduzione riservata)