La corsa delle borse rischia di essere frenata proprio dall'eccesso di ottimismo degli investitori. È il messaggio che emerge dal Global Fund Manager Survey di Bank of America di luglio, dal quale emerge un posizionamento sempre più aggressivo sui mercati azionari, sostenuto dalle attese di un zboom«z economico, dalla spinta degli investimenti nell'intelligenza artificiale e dalla prospettiva di una Federal Reserve ancora accomodante.
Il livello di liquidità dei gestori è sceso al 3,6%, il minimo degli ultimi anni, mentre la sovraesposizione alle azioni Usa è ai massimi da dicembre 2024. Anche il BofA Bull & Bear Indicator, l'indicatore che misura il sentiment di mercato, è salito a 9,4 punti, in territorio di forte euforia.
Secondo gli analisti di BofA, proprio questo posizionamento potrebbe diventare un elemento di vulnerabilità: con molti investitori già esposti agli asset rischiosi, eventuali sorprese negative potrebbero innescare prese di profitto. Per questo la banca individua alcuni «pain trade», ovvero investimenti in grado di penalizzare il consenso dominante.
Il tema dominante nei portafogli resta l'intelligenza artificiale. Per il 82% dei gestori intervistati, il trade più affollato del mercato è rappresentato dai semiconduttori globali, il livello più alto mai registrato nella storia recente del sondaggio.
Gli investitori continuano a credere nella crescita degli investimenti in infrastrutture AI: il 61% non si aspetta che uno dei grandi hyperscaler annunci un taglio alla spesa in conto capitale nei prossimi mesi. Inoltre, il 48% non ritiene che i titoli legati all'intelligenza artificiale siano in una bolla.
Non mancano però i rischi. Proprio il settore AI è indicato dal 45% dei gestori come il principale rischio estremo per i mercati. Inoltre, il 48% considera gli investimenti in conto capitale degli hyperscaler il potenziale punto di origine di un evento di crisi del credito.
Sul fronte azionario, i gestori stanno aumentando l'esposizione soprattutto alle azioni statunitensi e dell'Eurozona. L'azionario Usa rappresenta la maggiore sovrappesatura dai tempi di dicembre 2024, mentre gli industriali e il settore healthcare registrano il maggior sovrappeso dal luglio 2021.
La fiducia sul ciclo economico è ai massimi: il 54% degli investitori prevede uno scenario di «no landing», cioè un'economia capace di evitare sia una recessione sia un forte rallentamento. Solo il 39% si aspetta un atterraggio morbido e appena il 2% un hard landing.
Anche le aspettative sull'inflazione sono diventate più favorevoli: le previsioni dei gestori sui prezzi al consumo sono ai minimi da gennaio 2025, mentre la stima sul prezzo del petrolio è scesa da 86 a 71 dollari al barile.
A perdere appeal sono invece alcuni comparti più difensivi. I gestori hanno ridotto l'esposizione a consumer staples, che registra il maggior sottopeso dal febbraio 2014, e all'energia, con il calo più forte dal giugno 2010. Anche il Regno Unito è tra i mercati meno amati: la posizione degli investitori è al minimo dal 2020. In riduzione anche l'esposizione ai mercati emergenti e alle commodity.
Per la prima volta dal maggio 2017, inoltre, gli investitori si aspettano che i titoli a basso rendimento da dividendo possano fare meglio rispetto ai titoli ad alto dividendo, un segnale della preferenza per società più orientate alla crescita.
Secondo BofA, le posizioni oggi più affollate potrebbero trasformarsi nei prossimi mesi nei principali «pain trade». In caso di una Fed più aggressiva del previsto, le strategie contrarian suggerite sono puntare su consumer staples e oro, riducendo l'esposizione a semiconduttori e healthcare.
In uno scenario di «picco del boom» economico, invece, i settori che potrebbero recuperare terreno sono obbligazioni, Regno Unito e titoli ad alto dividendo, mentre potrebbero soffrire industriali e banche.
La fotografia di luglio mostra quindi un mercato ancora dominato dalla narrativa dell'intelligenza artificiale e della crescita economica, ma con un equilibrio sempre più delicato: quando il consenso diventa troppo affollato, anche una piccola sorpresa può cambiare la leadership dei mercati. (riproduzione riservata)