Boeing delude Wall Street: il rinvio della produzione del 737 Max fa cadere il titolo
Boeing delude Wall Street: il rinvio della produzione del 737 Max fa cadere il titolo
Boeing supera le attese sul fatturato, ma il rinvio della produzione del veivolo 737 Max al 2027 preoccupa gli investitori

di Serena Zagami  27/10/2026 19:10

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Boeing riduce le perdite e batte le attese sul fatturato nel terzo trimestre del 2026, ma comunque non convince il mercato. A gelare gli investitori sono soprattutto le prospettive sulla produzione del 737 Max, con il rinvio di una significativa accelerazione alla seconda metà del 2027 che alimenta i timori sui tempi della ripresa del colosso aeronautico statunitense. Così, il titolo affonda di oltre 9% nelle contrattazioni a Wall Street.

Produzione ferma

Parlando con gli analisti nel corso della conference call sui risultati, il ceo della società Kelly Ortberg ha affermato infatti che il ritmo di produzione del 737 Max non vedrà una forte accelerazione almeno fino alla seconda metà del 2027 a causa di un rallentamento con l’assemblaggio delle ali. Boeing punterebbe quindi a raggiungere un tasso di produzione di 52 aeromobili al mese nel secondo semestre del 2027, di poco superiore ai 47 attuali.

Il dato è uno degli elementi più osservati dagli investitori a Wall Street, poiché dai volumi di produzione dipende la capacità di aumentare le consegne, determinanti per il recupero finanziario della società. La maggior parte del prezzo di un aeromobile viene infatti incassata al momento della consegna al cliente.

Una trimestrale positiva

Le prospettive sulla produzione del 737 Max hanno offuscato una trimestrale nel complesso positiva per Boeing. Il colosso dell'aviazione statunitense ha chiuso i tre mesi conclusi a settembre con un fatturato di 24,2 miliardi di dollari, in crescita del 4% rispetto allo scorso anno, principalmente grazie a maggiori volumi nella difesa e nei servizi e nonostante un mix di consegne commerciali meno favorevole. La perdita netta si è ridotta a 116 milioni di dollari, o 26 centesimi per azione, a fronte dei del rosso di 5,34 miliardi contabilizzato lo scorso anno, e su base rettificata è migliorata a 0,34 dollari dai 7,47 dollari per azione del 2025, sebbene inferiore alle previsioni degli analisti.

Nel periodo, a fare da traino è stato il business della difesa, dove i ricavi sono cresciuti del 15% a 7,94 miliardi di dollari. In calo invece il fatturato della divisione core degli aerei commerciali, con una flessione del 3% a 10,72 miliardi di dollari. L'unità ha registrato un margine operativo negativo del 6,5% a causa di «un mix di consegne meno favorevole, costi previsti più elevati associati ai futuri adeguamenti dei tassi di produzione e costi stimati più alti per la catena di approvvigionamento». Nel periodo, il produttore Usa ha consegnato 161 aerei, uno in più rispetto a un anno fa. (riproduzione riservata)