Il 2026 si apre in salita per Bmw, che sconta il rallentamento del mercato cinese e l’impatto crescente dei dazi commerciali. Il gruppo tedesco ha chiuso i primi tre mesi dell’anno con un utile ante imposte in calo del 25% a 2,3 miliardi di euro, anche se il dato è comunque leggermente superiore alle attese degli analisti.
In flessione anche i ricavi, scesi dell’8,1% a 31 miliardi di euro, penalizzati da minori volumi e da una concorrenza sempre più aggressiva, soprattutto in Cina. Nel primo mercato mondiale dell’auto, le consegne del gruppo sono diminuite del 10%, mentre a livello globale il calo si è attestato al 3,5%, a quota 565.780 veicoli.
La pressione sui conti non riguarda solo Bmw. Anche rivali come Mercedes-Benz e Audi (gruppo Volkswagen) hanno registrato un avvio d’anno difficile, in un contesto segnato dall’avanzata dei costruttori cinesi e dal rischio di nuove barriere commerciali, in particolare negli Stati Uniti con i dazi voluti dal presidente Donald Trump.
Sul fronte della redditività, il margine operativo del core business automobilistico si è attestato al 5%, in calo rispetto al 6,9% di un anno fa ma superiore alle stime di consenso. A pesare sono stati soprattutto i dazi, che hanno eroso circa 1,25 punti percentuali della marginalità nel trimestre. L’impatto deriva sia dalle tariffe statunitensi sulle auto europee sia da quelle europee sui veicoli elettrici prodotti in Cina, che colpiscono anche il marchio Mini del gruppo.
La buona notizia però è che il marchio Bmw ha raggiunto il più alto numero di ordini trimestrali di sempre nella regione Europa. Da gennaio a marzo, gli ordini di veicoli completamente elettrici sono aumentati di oltre il 60% in Europa rispetto all'anno precedente. La sola Bmw iX3 ha registrato oltre 50.000 ordini dal suo debutto a settembre. «Nei primi tre mesi dell'anno, abbiamo ricevuto in Europa più ordini che in qualsiasi altro trimestre nella storia dell’azienda», ha confermato il ceo Oliver Zipse.
Il dato sugli ordini e i risultati sopra le attese hanno acceso l’ottimismo degli investitori, con il titolo di Bmw che nella giornata di mercoledì 6 guadagna il 6% alla borsa di Francoforte, contagiando l’intero settore con Stellantis che a Piazza Affari cresce a sua volta del 6%.
In risposta a uno scenario difficile, Bmw sta accelerando sulle misure di contenimento dei costi, una strategia adottata da gran parte dell’industria automobilistica per fronteggiare il caro materie prime e la debolezza della domanda globale. A differenza di altri concorrenti, il gruppo bavarese è riuscito finora a evitare tagli occupazionali.
Bmw ha confermato la guidance per il 2026 nonostante le difficoltà e proprio in scia all’andamento ordini, prevedendo un moderato calo del risultato di gruppo e un margine operativo Automotive compreso tra il 4% e il 6%, dopo il 5,3% registrato nel 2025. Le previsioni però non incorporano ancora un eventuale inasprimento dei dazi negli Stati Uniti, dove Trump ha minacciato un aumento delle tariffe fino al 25%. C’è poi l’incertezza geopolitica, ovviamente legata soprattutto al Medio Oriente, che il gruppo considera però non destinata a protrarsi nel lungo periodo. (riproduzione riservata)