BlackRock scommette sulle banche italiane. Nelle fasi calde del risiko il più grande asset manager al mondo, con un patrimonio di 15.500 miliardi di dollari, si è rafforzato nel capitale dei due principali istituti di Piazza Affari.
Le comunicazioni sulle partecipazioni rilevanti della Consob mostrano come il gigante guidato dal ceo Larry Fink sia salito al 7,3% di Intesa Sanpaolo (dal 5,1%) e all’8,9% di Unicredit (dal 5,6%). Primo azionista di entrambe con due quote che valgono circa 7,6 miliardi e 10 miliardi. Si tratta di movimenti coordinati e ampi, probabilmente riorganizzazioni di indici e fondi passivi, ma che avvengono nelle fasi calde della seconda ondata del consolidamento bancario.
Nell’assemblea di Mps del 29 ottobre i soci si esprimeranno sulla strategia difensiva del ceo Luigi Lovaglio. Piano che dovrebbe essere cestinato dopo la presa di posizione degli azionisti forti di Siena - tra tutti Delfin, Caltagirone ed Edizione - a favore di Intesa, che per convincerli ha messo sul piatto altri 800 milioni e ha condizionato la sua opas alla bocciatura delle manovre dei toscani.
La partita sembra conclusa e, post assise, le azioni di Ca’ de Sass potrebbero tornare a correre dopo le recenti turbolenze (-10,1% nell’ultimo mese) legate ai timori di una nuova crisi del debito. BlackRock potrebbe aver approfittato del rallentamento del titolo, ora meno caro. E sembra credere in una nuova cavalcata di Intesa anche grazie alle sinergie che sprigionerebbe la fusione con Siena, di cui possiede il 4,66%.
Il rilancio del fondo americano su Unicredit è ancora più netto. La banca guidata dal ceo Andrea Orcel è ormai a un passo dalla tedesca Commerzbank (mancano alcune autorizzazioni normative e poi potrà cambiare i suoi vertici) e in tanti si aspettano un ritorno di fiamma sull’Italia per non perdere terreno da Intesa.
BlackRock potrebbe essersi posizionata in attesa della discesa in campo di Unicredit, sperando in una ripresa dell’effetto risiko. E anche in questo caso potrebbe aver sfruttato la flessione del titolo (-8,6% in un mese) dovuta sempre ai timori di una crisi del debito, che impatterebbe sui titoli di Stato in pancia alle banche.
Ma l’asset manager Usa punta da tempo sui grandi istituti italiani e ha anche il 5,14% di Bpm e il 4,78% di Bper. Quest’ultima altra protagonista del riassetto in corso perché potrebbe inglobare circa 635 filiali di Mps, quella che la controllante Unipol comprerà da Intesa in caso di successo della sua opas.
BlackRock però non si è fermata alle banche. La sua partecipazione in Prysmian è salita al 7,46% (dal 5,9%), una scommessa legata all'AI visto che il gruppo italiano produce i cavi per i data center. Mentre la sua quota in Snam è cresciuta al 6,82% (dal 5,46%) e quella in Enel al 6,96% (dal 5,24%). Una doppia puntata su due società centrali nella transizione energetica ora che la guerra in Iran sta spingendo gli Stati ad accelerare sul green.
La sola partecipazione nell’utility guidata dal ceo Flavio Cattaneo vale quasi 6,4 miliardi dopo una maratona che, da inizio 2023, ha portato la capitalizzazione da 55 a oltre 90 miliardi. Una cavalcata che Fink non avrà ignorato quando ha riposizionato le fiche in Italia. Ma le sue scommesse vanno oltre, dal 9,2% di Fineco al 4,64% di Eni fino al 3,8% di Ferrari. Come a dire che che c’è un bel po’ di BlackRock a Piazza Affari, attratta anche dai ricchi dividendi delle sue blue chip. (riproduzione riservata)