Una nuova accelerazione che ha fatto sfondare quota 79.000 dollari al Bitcoin. Ma una volta toccato un massimo a 79.319 dollari, la criptovaluta ha cominciato a ripiegare e alle ore 11:30 viaggiava a 77.727 dollari, comunque in rialzo dell’8,2%.
A innescare il rialzo è stato l’annuncio fatto mercoledì 19 del segretario al Tesoro Usa Scott Bessent sul raddoppio del piano di buyback dei Treasury con l’obiettivo di abbassarne i rendimenti mentre il bitcoin viaggiava intorno ai 64.200 dollari. In sole 48 ore, quindi, il balzo è stato quindi da 64 a 77.000 dollari.
Secondo di James Butterfill, Head of Research di CoinShares, «il rally di Bitcoin è guidato soprattutto da fattori macro, più che da dinamiche specifiche del mercato cripto. Sebbene i verbali del Fomc abbiano evidenziato un dibattito interno più hawkish di quanto suggerito dalla decisione finale, i dati pubblicati successivamente hanno progressivamente indebolito le ragioni a favore di un ulteriore inasprimento monetario. Un indice dei prezzi al consumo (Cpi) inferiore alle attese e dati più deboli sul mercato del lavoro hanno infatti riacceso le aspettative di una Fed meno restrittiva. Bitcoin, che resta particolarmente sensibile alle prospettive di liquidità e all’andamento dei rendimenti reali, ha reagito di conseguenza».
«Il mercato delle criptovalute sta attribuendo all'intervento del Tesoro molto più credito di quanto meriti», ha affermato Shawn Young, analista capo di Mexc Research. «Il Tesoro ha aperto una valvola di sfogo e le criptovalute l'hanno prezzata come un cambio di regime. La mossa sui titoli obbligazionari ha costretto gli short a uscire più velocemente di quanto abbia migliorato il quadro macroeconomico del Bitcoin».
Young ha spiegato che i titoli del Tesoro sono ancora «in competizione aggressiva» per il capitale marginale di cui il Bitcoin ha bisogno. L'intensità dello short squeeze, ha osservato, dimostra che il posizionamento del mercato era già fortemente sbilanciato prima della notizia del buy back del Tesoro, suggerendo che l'annuncio abbia agito più come un innesco che come un rafforzamento dei fondamentali del Bitcoin.
Dominick John, analista di Zeus Research, ha affermato che l'eliminazione delle posizioni short continuerà a spingere i prezzi al rialzo per il momento, ma esaurirà anche un'importante fonte di acquisti forzati. John ha spiegato che, una volta che le posizioni short, sovraffollate, saranno state liquidate, il rally dovrà reggersi da solo, guidato dalla domanda spot reale, dalla liquidità e dai fondamentali macroeconomici. «La vera prova ora è vedere se entreranno nuovi capitali trasformando lo short squeeze in un movimento sostenuto», ha concluso John. (riproduzione riservata)