Bitcoin in calo: vendite Strategy spezzano il legame con Nasdaq e rally AI, Etf in fuga
Bitcoin in calo: vendite Strategy spezzano il legame con Nasdaq e rally AI, Etf in fuga
Per un mercato costruito sull’idea che i grandi detentori di crypto continuassero ad accumulare, la piccola vendita di Strategy ha avuto un impatto psicologico più grande del suo valore reale. Stivanello (CoinShares): la domanda non è scomparsa

di Francesca Gerosa 03/06/2026 11:30

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Prosegue il sell-off sul Bitcoin dopo che la vendita di una piccola parte delle ingenti riserve di criptovalute di Strategy ha scosso il mercato, ampliando la divergenza tra il token e le azioni tecnologiche ai massimi storici. Pesa anche l’avversione al rischio legato alla guerra in Iran.

La più importante criptovaluta al mondo è scesa il 3 giugno fino a quota 65.391 dollari, il minimo degli ultimi due mesi, accentuando il calo che questa settimana (-12%) ha già cancellato 160 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato. La discesa è iniziata all’inizio della settimana dopo che Strategy ha venduto 2,5 milioni di dollari in Bitcoin, una cifra irrisoria rispetto alla sua posizione complessiva valutata 62 miliardi, appena 32 token su un totale di 843.706. Quanto basta, però, per incrinare la fiducia del mercato nella storica posizione «non vendere mai i tuoi Bitcoin» del presidente della società software statunitense, Michael Saylor.

Le vendite di Strategy rompono il legame con il Nasdaq e il rally AI

La debolezza del Bitcoin contrasta fortemente con il nuovo rialzo delle azioni. L’indice Nasdaq 100 ha raggiunto un nuovo massimo storico martedì 2 giugno, evidenziando una crescente divergenza tra la criptovaluta e i titoli tecnologici, quando un tempo era considerata da molti investitori come un proxy ad alta volatilità del settore tech, ma questa correlazione si è indebolita dopo il crollo di mercato dell’ottobre scorso.

La rotazione è particolarmente evidente: il Nasdaq 100 è salito del 41,5% negli ultimi 12 mesi, mentre il Bitcoin è sceso del 37% ed è ancora il 48% sotto il massimo dell’anno scorso. «Abbiamo spostato parte del capitale da Bitcoin e asset digitali verso azioni legate all’AI», ha detto a Bloomberg Carney Mak di Fxhb Asset Management. «L’AI offre attualmente un profilo rischio-rendimento più interessante rispetto agli asset digitali».

Secondo Mak, il settore crypto manca di catalizzatori nel breve termine e le performance sono sempre più dipendenti dalla liquidità e dal contesto macroeconomico. Anche alcune Ipo legate alle crypto sono state rinviate, mentre le aziende AI, in attesa delle ipo di SpaceX, OpenAI e Anthropic, continuano a raccogliere interesse: K Wave Media ha di recente annunciato che abbandonerà un piano da 500 milioni di dollari in Bitcoin per investirli in data center AI e infrastrutture Gpu. Il miner Bitdeer ha, invece, liquidato completamente le sue riserve di Bitcoin per espandersi nel settore AI e high-performance computing.

Etf in uscita

La pressione si vede anche nei flussi dei fondi. Gli investitori hanno ritirato quasi 4 miliardi di dollari dagli Etf Bitcoin quotati negli Stati Uniti in 12 sessioni consecutive, un record, secondo Bloomberg. Circa 1,5 miliardi di posizioni rialziste nei futures perpetui sono stati liquidati nelle ultime 24 ore. Questo processo di deleveraging forzato (la chiusura automatica di posizioni ad alto rischio da parte degli exchange) è il più elevato da febbraio, secondo CoinGlass. Ben 800 milioni di dollari di posizioni su Bitcoin sono state eliminate.

Cresce anche la preoccupazione che la pressione su Strategy non resti limitata alle sue azioni, in calo del 14% questa settimana e oltre il 70% dai massimi. I fondi a leva legati a Strategy potrebbero registrare ulteriore volatilità se gli investitori dovessero mettere in dubbio la strategia di accumulo dell’azienda.

La correzione del re delle crypto, spiega a milanofinanza.it Matteo Stivanello, responsabile Italia e Canton Ticino di CoinShares, «è stata accompagnata da una serie di 12 sedute consecutive di deflussi dagli Etf statunitensi sul Bitcoin, il periodo di riscatti più lungo dalla loro introduzione. A pesare sul sentiment ha contribuito anche l'annuncio di Strategy relativo alla vendita di 32 BTC, la prima in quattro anni. Sebbene l'importo sia marginale rispetto alle riserve detenute dalla società, il mercato ha interpretato l'operazione come un possibile segnale di ulteriori vendite future».

Vendite automatiche

Ulteriore pressione, aggiunge Stivanello, è arrivata dal trasferimento di circa 10.400 Bitcoin da parte di Mt. Gox (il più grande exchange al mondo, ndr) verso un nuovo wallet in vista dei rimborsi ai creditori previsti entro il 31 ottobre. «Pur trattandosi verosimilmente di un movimento amministrativo e non diretto agli exchange, queste operazioni vengono spesso intercettate dagli algoritmi di trading, generando vendite automatiche», precisa l’esperto di CoinShares. «Anche il contesto macroeconomico resta sfidante: il rialzo del petrolio e le tensioni geopolitiche hanno ridotto le aspettative di tagli dei tassi, mantenendo elevata l'attenzione sui rischi inflazionistici e sul possibile rallentamento dei consumi».

Stivanello (CoinShares): la domanda non è scomparsa

Nonostante la debolezza recente, il quadro di medio termine rimane costruttivo, a detta di Stivanello. «I flussi sugli Etf sono per natura ciclici e in passato hanno mostrato rapide inversioni. Inoltre, il progresso della regolamentazione negli Stati Uniti e il crescente accesso degli investitori istituzionali continuano a sostenere la tesi d'investimento. La buona tenuta di alcune aree del mercato crypto, come Hype e Zec», conclude l’esperto, «indica che la domanda non è scomparsa, ma si è temporaneamente spostata verso altri segmenti e opportunità di mercato». (riproduzione riservata)