Bff, partono i tavoli con banche e fondi: advisor al lavoro sulla vendita dell’istituto finito sotto il faro di Bankitalia
Bff, partono i tavoli con banche e fondi: advisor al lavoro sulla vendita dell’istituto finito sotto il faro di Bankitalia
Primi sondaggi di Mediobanca e Morgan Stanley con CF+, Cherry, Amco e Cerberus. Alla finestra Intesa Sanpaolo, Unicredit e i fondi. Proposte attese entro l’estate. In parallelo la cartolarizzazione

di di Luca Carrello e Luca Gualtieri 26/05/2026 23:00

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Il dossier Bff inizia a circolare nella comunità finanziaria ed entro l’estate banche specializzate e fondi di investimento potrebbero mettere sul piatto le prime offerte per l’istituto milanese focalizzato sul factoring con la Pubblica Amministrazione. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, gli advisor Mediobanca e Morgan Stanley hanno avviato i sondaggi per individuare il potenziale partner. Una ricerca che procederà in parallelo con il derisking dell’attivo e la maxi-cartolarizzazione da 1,2 miliardi.

Gli interlocutori sono banche specializzate e fondi distressed: le lettere d’invito sono state inviate a CF+, l’istituto digitale guidato da Iacopo de Francisco appena cresciuto grazie all’ops su Banca Sistema; Cherry Bank, la creatura del banchiere triestino Giovanni Bossi, già ceo di Banca Ifis; Cerberus, il colosso Usa dell’alternative investing e Amco, la controllata del Mef attiva su gran parte dei recenti salvataggi bancari. Per ora, invece, non sono state coinvolte grandi o medie banche commerciali come Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm, Mps e Bper, che restano però alla finestra per seguire l’evoluzione del dossier.

I prossimi passi

Nelle prime interlocuzioni gli advisor stanno testando, per conto del board di Bff, il livello d’interesse dei soggetti coinvolti e il perimetro delle eventuali offerte. Mentre non trovano conferme le ipotesi di spezzatino circolate nelle ultime settimane e, in particolare, la possibilità che l’istituto milanese guidato da Giuseppe Sica metta sul mercato le attività di banca depositaria. Soprattutto perché, disfandosi di questo ramo di business, Bff perderebbe la sua principale fonte di raccolta, esponendosi così a potenziali scompensi in termini di liquidità.

Le offerte non vincolanti sono attese entro l’estate. Nel frattempo si farà chiarezza sullo stato di salute dell’istituto dopo l’ultima ispezione di Banca d’Italia, che ha già affiancato il cda con i commissari Francesco Fioretto e Raffaele Lener. La chiusura degli accertamenti è attesa entro qualche settimana e solo a quel punto il mercato avrà un quadro completo delle criticità emerse (a partire dal deterioramento dei ratio patrimoniali) e delle contromisure messe in campo. La documentazione sarà trasmessa alla Procura di Milano che sta indagando sulla banca per l’ipotesi di falso in bilancio.

Il piano di derisking

In parallelo arriverà sul mercato la maxi-cartolarizzazione, il cui importo è salito a 1,2 miliardi e che servirà per ripulire l’attivo dopo l’esame della Vigilanza. Bff sta cercando gli investitori istituzionali per sottoscrivere le note dell’emissione e l’interesse per il deal è alto. In pista ci sarebbero già molti soggetti tra cui Jc Flowers, Crc, Fortress, Cerberus e Davidson Kempner e l’obiettivo è arrivare al closing entro il terzo trimestre dell’anno. (riproduzione riservata)