Bff nella bufera, in borsa titolo sospeso con un ribasso teorico del 56% dopo il nuovo blitz di Bankitalia
Bff nella bufera, in borsa titolo sospeso con un ribasso teorico del 56% dopo il nuovo blitz di Bankitalia
La Vigilanza ha disposto nel fine settimana l’affiancamento del cda con commissari straordinari. Chiesto il rinvio del bilancio. Possibile impatto fino a 1,3 miliardi

di Luca Gualtieri 30/03/2026 10:00

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Bff Bank perde quasi il 60% teorico in borsa dopo il nuovo blitz di Bankitalia. Nel fine settimana la Vigilanza ha disposto l’affiancamento del cda con due commissari Raffaele Lener, ex consigliere di Banca Carige, e Francesco Fioretto, uno dei due funzionari che nel 2025 hanno orchestrato il salvataggio della campana Banca di Credito Popolare.

I due professionisti dovranno supportare il board, che resta in carica con pieni poteri, nel percorso di risanamento. L’intervento della Vigilanza, insomma, è propedeutico al rafforzamento della governance e dei controlli, e punta ad accelerare il processo di riallineamento contabile e a chiarire la portata complessiva delle criticità emerse. Il management di Bff ha tenuto una conference call dal management nella serata di domenica.

Come si è arrivati a questo punto?

Già da due anni Bff è nel mirino di Bankitalia. Nel 2024 una severa ispezione ha fatto emergere irregolarità sulle politiche contabili, in particolare è stata chiesta una riclassificazione dei finanziamenti verso il settore pubblico, business principale dell'istituto. Proprio partendo dalle evidenze dell’ispezione la Procura di Milano ha avviato un’indagine sull’ipotesi di falso in bilancio. 

La situazione sembrava risolta alla fine dello scorso anno quando sono stati rimossi i vincoli sulla cedola, ma a febbraio Bff ha di nuovo stupito negativamente il mercato nelle scorse settimane con una brusca revisione dei target per imprimere un’ulteriore stretta sui de-risking. Contestualmente c’è stato un avvicendamento al vertice: il ceo Massimiliano Belingheri è uscito di scena passando il timone all’ex cfo Giuseppe Sica.

La scelta dell’affiancamento

La nuova decisione di Bankitalia arriva nel corso di una nuova ispezione ancora in corso, dalla quale – secondo quanto si apprende – sarebbero emerse delle debolezze nei controlli interni che hanno fatto emergere diverse irregolarità contabili, circoscritte al business del factoring. Per questo motivo la Vigilanza è intervenuta sulla governance dell’istituto milanese. 

Le contestazioni toccano tre fronti. Quello più problematico riguarda la classificazione ai fini prudenziali dei crediti nel factoring e potrebbe tradursi in un aumento significativo delle esposizioni deteriorate. Tali criticità, spiega una nota, «potrebbero generare past due addizionali fino a 800 milioni» legati all’inclusione degli interessi di mora, e «fino a 500 milioni» per una possibile interpretazione più restrittiva dei meccanismi di calcolo degli arretrati.

In totale si arriva a 1,3 miliardi ma, visto che resta «in corso la valutazione complessiva degli impatti», questa cifra potrebbe cambiare ed essere minore o maggiore. Non va dimenticato però che si tratta in gran parte di crediti verso lo Stato, soggetto comunque solvibile anche se spesso in ritardo nei pagamenti. Quindi si prospetta una perdita contenuta.

«Questi impatti – spiega Banca Akros in una nota – non sono necessariamente cumulativi e si riferiscono a crediti verso il settore pubblico, caratterizzati da una perdita in caso di default trascurabile. L’esposizione scaduta individuata è infatti riferita a crediti verso la pubblica amministrazione, con una perdita attesa in caso di default trascurabile. Anche nello scenario sopra delineato, la banca continua a rispettare il requisito regolamentare Cet1». In attesa della determinazione finale delle irregolarità contabili e della presentazione della bozza di bilancio annuale 2025 (rinviata entro e non oltre il 30 aprile 2026), Akros ha modificato il rating da “Neutrale” a “Sospeso”.

Il bilancio borsistico è pesante. Il titolo Bff ha perso oltre l’80% del proprio valore da inizio febbraio, passando da oltre 8 euro agli attuali 1,48. Dai massimi del 2024 invece la caduta è di quasi il 90%. (riproduzione riservata)