Bff, manovra fino a un miliardo: la banca prepara una maxi-cartolarizzazione dopo le richieste della Banca d’Italia
Bff, manovra fino a un miliardo: la banca prepara una maxi-cartolarizzazione dopo le richieste della Banca d’Italia
Sul mercato dovrebbe finire una buona parte dei portafogli riclassificati, anche in più tranche. L’elevata capacità di recupero di Bff può incidere sul prezzo finale. Fondi alla finestra

di di Luca Carrello e Luca Gualtieri 22/04/2026 22:00

Ftse Mib
47.785,46 23.50.57

-0,25%

Dax 30
24.194,90 23.50.57

-0,31%

Dow Jones
49.490,03 1.06.29

+0,69%

Nasdaq
24.653,52 23.50.57

+1,64%

Euro/Dollaro
1,1706 1.02.36

-0,09%

Spread
76,77 17.30.13

+1,05

Bff si prepara a rispondere alle richieste della Banca d’Italia. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, l’istituto milanese specializzato nel factoring verso la pubblica amministrazione sta definendo una maxi-cartolarizzazione che, in una o più tranche, ridurrà il profilo di rischio.

Fonti finanziarie sostengono che l’ammontare dell’operazione potrebbe salire fino a un miliardo di euro. E aggiungono che si tratterà del piatto forte del pacchetto di misure messo in campo per replicare ai rilievi sollevati da Via Nazionale a fine marzo, quando il cda guidato dal ceo Giuseppe Sica è stato affiancato dai commissari Francesco Fioretto e Raffaele Lener. Alla finestra ci sono già alcuni fondi e sul mercato si fa - tra gli altri - il nome di Christofferson, Robb & Company (Crc).

Il doppio faro della Vigilanza

La cartolarizzazione dovrebbe maturare entro il terzo trimestre e permetterà a Bff di ripulire l’attivo e di liberare capitale. L’importo puntuale e il relativo impatto patrimoniale sono ancora oggetto di verifica con i consulenti della banca e i commissari. Ma la base di partenza sono i circa 300 milioni di crediti che l’istituto aveva già in mente di cedere dopo la riclassificazione da 1,4 miliardi chiesta due anni fa da Bankitalia.

Poi Bff ha deciso di allargare il perimetro soprattutto per comprendere gli 800 milioni di nuovi crediti past due legati agli interessi di mora ed emersi dopo l’ultima ispezione, che ha coinvolto fino a 1,3 miliardi di crediti. Queste le ragioni della cartolarizzazione che permetterebbe a Bff di evitare un aumento di capitale, anche perché il ceo Sica ha sempre sostenuto di privilegiare altre opzioni strategiche.

Fondi alla finestra

Attraverso la cessione dei crediti a una società veicolo e la loro trasformazione in titoli suddivisi per tranche di rischio-rendimento Bff trasferirebbe sul mercato una quota significativa dell’esposizione, soprattutto quella caratterizzata da maggiore incertezza sui tempi d’incasso e con contestazioni sugli interessi di mora. L’impatto sul capitale dipenderà però dalla configurazione delle tranche, che a sua volta deriverà dalla qualità del portafoglio sottostante riflessa nelle curve di recupero.

Sotto questo aspetto gli ultimi dati contabili di Bff attestano performance positive da parte dell’istituto, il che significa che una parte rilevante delle esposizioni inizialmente riclassificate tende a rientrare e a essere riqualificata nel tempo. Il dato non è sfuggito a molti fondi specializzati, che oggi guardano con grande interesse alla cartolarizzazione di Bff e fiutano già l’affare. (riproduzione riservata)