Bff nel mirino della Procura di Milano: i magistrati indagano per falso in bilancio. Intanto Bankitalia lancia una nuova ispezione
Bff nel mirino della Procura di Milano: i magistrati indagano per falso in bilancio. Intanto Bankitalia lancia una nuova ispezione
Alla base dell’inchiesta i risultati dell’ispezione del 2024. Sotto la lente anche i maxi-accantonamenti da 95 milioni annunciati nelle scorse settimane. Bff: pronti a collaborare

di Luca Carrello e Luca Gualtieri 16/02/2026 18:31

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Dopo la Banca d’Italia anche la Procura di Milano si muove su Bff. L’istituto milanese specializzato nel factoring, soprattutto con la pubblica amministrazione, è finito sotto indagine per l’ipotesi di falso in bilancio. La notizia è stata riportata da Milano Today

In una nota Bff ha precisato «di essere già a conoscenza dell’inchiesta preliminare della Procura di Milano, avviata a fine 2023 e tutt’ora in fase istruttoria». La banca, sin da subito, ha «reso la propria disponibilità a collaborare e a fornire ogni informazione utile agli organi inquirenti». Bff, inoltre, ha fatto presente che «procederà ad aggiornare il mercato sugli esiti di tali indagini nel rispetto della normativa vigente».

L’intervento della Vigilanza

Il fascicolo sarebbe legato anche all’ispezione con cui Bankitalia, nel 2024, aveva mosso una serie di rilievi alle politiche contabili della challenger bank, allora guidata dal ceo Massimiliano Belingheri. Sotto la lente di via Nazionale, in quell’occasione, era finita la classificazione dei finanziamenti verso il settore pubblico, business principale dell’istituto.

Fino all’ispezione Bff aveva fatto leva sulla solvibilità dello Stato, che per definizione non può fallire anche se spesso è in ritardo sui pagamenti. Proprio per questa ragione la banca aveva attuato politiche di accantonamento «light» rispetto ai normali istituti commerciali, e in questo modo ha potuto offrire agli azionisti un payout medio vicino al 100%, con un dividend yield attorno al 10%.

Ma Bankitalia ha imposto un brusco cambio di rotta, anche sulla scia della stretta europea sulla nuova definizione di default, chiedendo a Bff di alzare gli accantonamenti e vietandogli di distribuire cedole prima della normalizzazione contabile.

La nuova ispezione e i maxi accantonamenti

La banca si era allineata alle richieste del regolatore e nell'autunno 2025 il quadro sembrava essersi stabilizzato, con tanto di ritorno alla regolare distribuzione di dividendi. Ma, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 la Vigilanza ha avviato una nuova ispezione ad ampio raggio su Bff.

In questo quadro, il 2 febbraio, è stata annunciata una revisione dei target finanziari al 2026 e una serie di misure straordinarie legate alla gestione del rischio del portafoglio factoring e alla pulizia dei conti. Le azioni di derisking, che per Bff «sono frutto di autonome valutazioni e iniziative del management», includono accantonamenti straordinari per circa 95 milioni nel 2025 e si inseriscono in una più ampia revisione interna volta a rafforzare la sostenibilità futura della redditività. Anche questi annunci sono finiti sotto la lente della Procura.

La caduta in borsa

Oltre alla revisione dei target, Bff ha comunicato il passo indietro di Belingheri (che ha incassato 4,08 milioni dal patto di non concorrenza), sostituto da Giuseppe Sica, già direttore generale ed ex ad di Eurovita, che ora è al lavoro sul nuovo piano industriale. La revisione dei target e l’uscita del ceo sono state accolte dal mercato con un’ondata di vendite sul titolo, che in borsa ha perso oltre il 44% in una sola seduta.

Anche lunedì 16 febbraio, sulla scia dei rumor sull’inchiesta, le azioni sono franate chiudendo in calo del 12,2%. Da inizio 2026 la caduta è stata di oltre il 60%, e del 74% dai massimi storici di aprile 2024. (riproduzione riservata)