Bff alza il velo sui rilievi della Banca d’Italia. L’istituto milanese specializzato nel factoring verso la Pa dettaglia per la prima volta le contestazioni mosse dalla Vigilanza al termine dell’ispezione chiusa a maggio con esito sfavorevole. Sotto esame non sono finite soltanto la classificazione dei crediti, la governance e i controlli interni, ma anche le metodologie utilizzate per stimare le perdite, valutare i tempi di recupero e contabilizzare alcune delle principali componenti del portafoglio.
Uno dei punti centrali, spiega la relazione semestrale appena depositata, ha riguardato il modo in cui Bff valuta i propri impieghi e determina le eventuali perdite da rilevare in bilancio. In questo ambito l’attenzione si è concentrata sulle ipotesi utilizzate per stimare quanta parte di un’esposizione possa essere recuperata e quale perdita potrebbe invece ricadere sulla banca. Ma la Vigilanza si è concentrata anche alla base informativa su cui poggiano queste valutazioni: dalla rappresentatività delle serie storiche impiegate nei modelli alla loro capacità di riflettere correttamente le diverse modalità con cui i crediti vengono recuperati.
In sostanza, Via Nazionale ha fatto le pulci alla solidità delle ipotesi con cui Bff utilizza l’esperienza passata per stimare le perdite future e la quota delle esposizioni che riuscirà effettivamente a incassare. Da qui l’attenzione anche sull’adeguatezza delle rettifiche e dei livelli di copertura applicati ai diversi portafogli.
Gli sceriffi della Vigilanza hanno puntato la lente anche sugli interessi di mora, cioè gli importi che Bff matura quando i crediti vengono pagati in ritardo. L’obiettivo è stato accertare quanto di questi interessi la banca possa realisticamente incassare e in quali tempi, perché da queste stime dipende anche il valore con cui vengono iscritti nei conti. Già nel 2025 Bff aveva rivisto al rialzo i tempi attesi di recupero, portandoli da 2.100 a 2.400 giorni, quindi da poco meno di sei anni a circa sei anni e mezzo. Ora la semestrale chiarisce che la banca sta riesaminando di nuovo sia le percentuali di recupero sia i tempi di incasso, anche alla luce dei rilievi formulati da Bankitalia.
Dalla relazione emerge inoltre che il percorso correttivo non è ancora concluso. Dopo aver ricevuto il rapporto ispettivo, Bff sta predisponendo un «articolato piano di ulteriori interventi correttivi e di rafforzamento», ancora in fase di definizione, che dovrà essere trasmesso alla Bankitalia nel corso del secondo semestre. Gli interventi toccheranno il governo societario, i controlli interni, i processi amministrativi e contabili, la gestione del rischio di credito e le metodologie utilizzate per valutare le esposizioni. Gli interventi già varati nei mesi scorsi, dunque, non esauriscono le richieste della Vigilanza.
Sul piano strettamente quantitativo, comunque, la semestrale non fa emergere nuovi ammanchi. Gli effetti immediati del rapporto ispettivo erano già stati comunicati al mercato: le nuove rettifiche sui crediti, legate in particolare a fatture antecedenti al 2016 e alla classificazione di alcune esposizioni verso ospedali pubblici polacchi, hanno comportato un impatto sul capitale di circa 21 milioni di euro. Un effetto in parte compensato da circa 25 milioni di minori attività ponderate per il rischio.
Per rafforzare il patrimonio la banca milanese sta lavorando a una riduzione controllata del factoring, soprattutto su alcune esposizioni polacche, a una maxi cartolarizzazione degli attivi e ad altre iniziative sul capitale e sugli asset. Restano inoltre sul tavolo (e allo studio degli advisor Mediobanca e Morgan Stanley) possibili operazioni di M&A con partner finanziari o industriali, dalla cordata Banco Bpm – Amco a Bper. (riproduzione riservata)