Gli hedge fund alzano il tiro su Bff Bank. Proprio mentre la banca milanese affronta un delicato confronto con la Vigilanza e il mercato, le scommesse ribassiste sul titolo hanno raggiunto dimensioni quasi inedite per Piazza Affari. Le posizioni short ammontano oggi a 26,8 milioni di azioni, pari al 14,2% del capitale circolante, contro poco più di 10 milioni di titoli registrati alcune settimane fa.
L’incremento è avvenuto in parallelo con l’intensificarsi del confronto con Bankitalia sui criteri di classificazione dei crediti verso la Pubblica Amministrazione e sul conseguente impatto prudenziale. E la crescita delle posizioni ribassiste segnala che una parte rilevante del mercato continua a scommettere su un prolungamento della fase di incertezza per l’istituto.
Il fondo più esposto è Marshall Wace, che ha costruito una posizione short pari al 4,51% del capitale circolante, equivalente a oltre 8,5 milioni di azioni. L’ultimo aggiornamento risale a ieri. Alle sue spalle si collocano Two Sigma con il 2,03%, Walleye Capital con l’1,99%, De Shaw con l’1,96% e Citadel Advisors con l’1,38%. Il quadro è completato da altri operatori storicamente attivi nelle strategie quantitative e di arbitraggio, come Citadel Securities Gcs Ireland, Point72, Pdt Partners e Millennium Capital, tutti con posizioni superiori allo 0,5%.
L’allargamento dello short è avvenuto proprio nei giorni in cui Bff aggiornava investitori e analisti sul lavoro di revisione dell’attivo richiesto dalla Vigilanza. La banca è impegnata da settimane in una riclassificazione del portafoglio crediti e in un riesame delle procedure utilizzate per contabilizzare le esposizioni verso la Pubblica Amministrazione. E in questo contesto gli hedge fund stanno sfruttando la combinazione di volatilità elevata, difficoltà nel definire l’impatto finale delle riclassificazioni e forte polarizzazione delle aspettative sul futuro del gruppo del factoring.
Eppure, nonostante la pressione speculativa, le azioni Bff hanno mostrato una capacità di recupero significativa in queste settimane. Nell’ultimo mese il titolo ha guadagnato quasi il 40% dopo mesi di vendite molto aggressive. I risultati trimestrali, pur nell’ambito di un quadro ancora complesso, sono stati accolti in modo relativamente positivo dal mercato e hanno contribuito a sostenere il rimbalzo.
Una parte degli investitori ritiene che una quota rilevante dei rischi regolamentari sia già incorporata nelle valutazioni del titolo dopo il crollo registrato nei mesi scorsi. Lo dimostrano le posizioni assunte da alcune grandi banche estere: secondo una comunicazione a Consob del 7 maggio, Barclays ha aumentato la propria esposizione nel capitale fino al 5,8% mentre Jp Morgan ha rafforzato la propria presenza nella banca milanese salendo al 3,28%. (riproduzione riservata)