Bff rimbalza il borsa. Dopo il -55% di lunedì 30 marzo, che ha più che dimezzato la capitalizzazione a 270 milioni, il titolo dell’istituto ora guidato dal ceo Giuseppe Sica (al posto di Massimiliano Belingheri) ha aperto la seduta del 31 marzo in rialzo del 12,3%, con le azioni che scambiano a 1,6 euro. Segno che il mercato ha iniziato a digerire le misure sulla governance decise da Bankitalia.
Via Nazionale ha imposto l’affiancamento di due commissari (Raffaele Lener e Francesco Fioretto) al cda di Bff dopo che da un’ispezione - ancora in corso - sono emerse ulteriori carenze nei controlli interni che hanno causato diverse irregolarità contabili, circoscritte al business del factoring.
Per l’istituto si prospetta un possibile aumento delle esposizioni deteriorate fino a 1,3 miliardi (800 milioni legati agli interessi di mora e 500 milioni a una possibile interpretazione più restrittiva dei meccanismi di calcolo degli arretrati). Ma per capire quale sarà il vero impatto bisognerà attendere i conti definitivi del 2025, posticipati di un mese proprio per tener conto dell’esito dell’ispezione.
Il ceo Sica ha assicurato agli analisti che nello scenario peggiore il total capital ratio dovrebbe restare sopra (o al massimo poco sotto) il requisito Srep (13,2%). Quindi potrebbero bastare misure meno impattanti di un aumento di capitale, come una cartolarizzazione per generare capitale e ottimizzare gli rwa. Scenario che per Banca Akros «presuppone il pieno impatto fino a 800 milioni sugli interessi di mora e fino a 500 milioni sui giorni di dilazione, senza sovrapposizione tra i due effetti».
C’è spazio poi per una buona notizia. «Nonostante l’incertezza, il gruppo ha acquisito nuovi clienti nel primo mese del 2026 nel settore dei servizi titoli». Ma dopo l’affiancamento dei commissari, anche questa prospettiva è diventata «più incerta». Così, in attesa di una valutazione definitiva delle irregolarità contabili, Banca Akros ha lasciato il rating su Bff sospeso (prima era neutral).
Kepler invece è più ottimista e conferma il giudizio hold con un target price di 5 euro. Gli analisti del broker francese parlano di un potenziale upside del 249% e ricordano che la loro «principale preoccupazione rimane il fabbisogno di capitale», perché potrebbe esserci «un rischio reale sui requisiti patrimoniali Srep se si concretizzerà l’intera potenziale riclassificazione dei crediti scaduti per 1,3 miliardi».
Il ceo Sica si è mostrato relativamente tranquillo sul cet1, ma è stato più cauto sul total capital ratio. E se la cartolarizzazione rimane lo strumento preferito per rendere Bff più solida, per Kepler «la sua tempistica e attuazione sono sempre più incerte». Anche se lo scenario peggiore non dovesse concretizzarsi del tutto, insomma, «la visibilità sui capitali, sul trattamento normativo e sulle potenziali azioni di mitigazione rimane troppo scarsa». (riproduzione riservata)