Bff Bank, conti in crescita nel primo trimestre: dopo la maxi-pulizia l’utile netto rettificato sale a 43,2 milioni (+24%)
Bff Bank, conti in crescita nel primo trimestre: dopo la maxi-pulizia l’utile netto rettificato sale a 43,2 milioni (+24%)
Dopo aver riscritto i conti del 2025 su richiesta di Bankitalia, Bff chiude il primo trimestre con numeri in crescita. Anche il total capital ratio torna sopra i valori Srep. Ma sullo sfondo restano m&a e maxi-cartolarizzazione

di di Luca Carrello 11/05/2026 20:00

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Bff prova a ripartire dopo la maxi-pulizia chiesta da Bankitalia e il conseguente taglio delle stime sul 2026. L’istituto specializzato nel factoring ha chiuso il primo trimestre con un utile netto rettificato di 43,2 milioni (+24%) e un fatturato di 113,2 milioni (+19%), oltre le attese di Equita.

La spinta è arrivata da tutte le divisioni del gruppo visto che i profitti ante imposte della banca depositaria e dei servizi di pagamento sono saliti a 14 milioni (+25%), mentre quelli del factoring sono aumentati a 37milioni (+2%) grazie a volumi a maggiore redditività.

Coefficienti patrimoniali sopra i limiti

«Sono risultati positivi in un contesto che rimane complesso», commenta il ceo Giuseppe Sica in conference call con gli analisti. «La nostra redditività è migliorata, con un utile netto rettificato in forte crescita». Nel primo trimestre Bff è riuscita anche a spingere il cet 1 all’11% dal 9,94% di fine 2025, creando così un cuscinetto rispetto ai livelli minimi imposti dalla Bce (9,8%).

Ma soprattutto l’istituto ha riportato il total capital ratio (13,4%) di nuovo sopra i requisiti Srep (13,3%), seppur di poco. «Si tratta di un cambiamento significativo», rivendica l’ad. I crediti deteriorati netti rimangono però pari al 73% del portafoglio, nonostante una «trascurabile loss given default», e le attività ponderate per il rischio (rwa) sono salite a 6,2 miliardi dai 4,9 miliardi di marzo 2025.

Il faro di Bankitalia

Ora resta da vedere quale sarà la reazione in borsa (l’11 maggio, in attesa dei conti, il titolo ha guadagnato quasi il 4%) dopo che le azioni della banca hanno perso il 76% nell’ultimo anno. Un calo legato all’ispezione (ancora in corso) di Bankitalia, che a fine marzo ha affiancato al cda di Bff i commissari Francesco Fioretto e Raffaele Lener. La Vigilanza ha riscontrato delle irregolarità contabili legate soprattutto al factoring, che hanno spinto la banca a riscrivere i conti del 2025 e a riclassificare 1,36 miliardi di crediti.

I prossimi passi

I numeri del primo trimestre hanno mostrato invece un business in tenuta. Circostanza che però non cambia i piani visto che Bff continua a «valutare possibili opzioni strategiche» con gli advisor Mediobanca e Morgan Stanley, con cui si starebbero già interfacciando i primi interessati (si parla di Cherry Bank, di Sella per la banca depositaria e di alcuni fondi di private equity).

Sul tavolo resta poi «la potenziale cartolarizzazione» (questa volta con Jp Morgan e Pwc) fino a un miliardo, prevista nel terzo trimestre. La mossa servirebbe per evitare che Bff torni sotto i requisiti Srep nel 2028 per la progressiva applicazione del calendar provisioning. E dovrebbe scongiurare il rischio di un possibile aumento di capitale. (riproduzione riservata)