Bff Bank, 4,08 milioni all’ex ad Massimiliano Belingheri per il patto di non concorrenza: escluso il golden parachute
Bff Bank, 4,08 milioni all’ex ad Massimiliano Belingheri per il patto di non concorrenza: escluso il golden parachute
Il cda esclude buonuscite straordinarie e dà esecuzione al patto triennale. L’uscita del top manager e la revisione al ribasso dei target 2026 per rafforzare il derisking

di Luca Gualtieri 11/02/2026 11:08

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Quattro milioni e 80 mila euro. È questo l’importo complessivo previsto dal patto di non concorrenza riconosciuto da Bff Bank a Massimiliano Belingheri dopo il passo indietro dalla carica di amministratore delegato annunciato la scorsa settimana. La cifra corrisponde al 300% del compenso fisso – 1,36 milioni di euro – come stabilito dalla politica di remunerazione e incentivazione 2025 e dalla normativa vigente.

La scelta del cda

Il cda ha precisato che, ad oggi, non sono state corrisposte indennità e/o benefici in relazione alla cessazione della carica. Nella riunione odierna, sentiti i consulenti legali e in assenza dello stesso Belingheri, il cda ha ritenuto che non vi siano i presupposti per il riconoscimento del cosiddetto golden parachute, mentre sia dovuto il corrispettivo previsto dal patto di non concorrenza, legato al venir meno della carica, disponendone l’immediata esecuzione.

Cosa prevede il patto di concorrenza

Nel dettaglio, il patto di non concorrenza prevede, a fronte dell’obbligo di non concorrenza per tre anni, un corrispettivo complessivo di 4,08 milioni. La somma è articolata in tre tranche: 1,36 milioni in contanti e upfront, non considerati remunerazione variabile in linea con la politica retributiva approvata e con le disposizioni di Banca d’Italia; 1,088 milioni, di cui il 51% in strumenti finanziari, anch’essi pagati upfront e qualificati come remunerazione variabile; 1,632 milioni, sempre per il 51% in strumenti finanziari, soggetti a differimento pro rata lineare nei cinque anni successivi e anch’essi considerati variabili.

Il comunicato precisa inoltre che il corrispettivo del patto di non concorrenza, in conformità alla politica retributiva e alla normativa di vigilanza, non sarà computato ai fini del rapporto tra componente variabile e fissa. Restano da definire gli importi eventualmente spettanti a titolo di Mbo (Management by Objectives), Lti (Long-Term Incentive) e altre componenti incentivanti. Una volta determinati, il cda provvederà a darne disclosure nella relazione sulla remunerazione.

La revisione dei target

Il chiarimento arriva in una fase di transizione per Bff Bank. Nei giorni scorsi l’istituto ha annunciato una revisione dei target finanziari al 2026 e una serie di misure straordinarie legate alla gestione del rischio del portafoglio factoring e alla pulizia dei conti. Le azioni di derisking includono accantonamenti straordinari per circa 95 milioni nel 2025 e si inseriscono in una più ampia revisione interna volta a rafforzare la sostenibilità futura della redditività.

Contestualmente sono stati rivisti al ribasso gli obiettivi per il 2026, con un utile netto rettificato indicato intorno a 160 milioni di euro rispetto ai 240 milioni precedentemente stimati e un utile per azione atteso a circa 0,8 euro. Le comunicazioni hanno avuto un impatto significativo sul titolo in borsa e hanno segnato l’avvio di una nuova fase gestionale.

Le deleghe operative sono state attribuite a Giuseppe Sica, già direttore generale, in attesa del prossimo piano industriale. In questo contesto, la definizione puntuale delle spettanze dell’ex amministratore delegato si inserisce in un quadro di riassetto della governance e di rafforzamento dei presidi patrimoniali. (riproduzione riservata)