Bff arruola Mediobanca e Morgan Stanley per sondare operazioni di m&a. In arrivo la maxi-pulizia targata Bankitalia
Bff arruola Mediobanca e Morgan Stanley per sondare operazioni di m&a. In arrivo la maxi-pulizia targata Bankitalia
Da Bff mandati alle due banche d’affari per sondare il mercato. Si guarda a operatori specializzati come Sella e a intermediari digitali come Cherry Bank

di di Luca Carrello e Luca Gualtieri 29/04/2026 23:00

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Bff sonda il mercato in vista di una potenziale operazione di m&a. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, l’istituto specializzato nel factoring verso la pubblica amministrazione ha arruolato Mediobanca e Morgan Stanley per studiare le opzioni strategiche sul tavolo dopo la pulizia di bilancio chiesta da Bankitalia.

Non ci sarebbero ancora contatti formali, ma il dossier potrebbe finire nel radar di un istituto forte della finanza specializzata (per il business della banca depositaria circola già il nome di Sella) o di intermediari di nuova generazione come Cherry Bank.

Quel no ai fondi

Un coinvolgimento del private equity sembra invece meno probabile, anche perché i salvataggi di Eurovita e Banca Progetto hanno reso Via Nazionale scettica sul ruolo dei fondi nel settore. Si tratta in ogni caso di una fase preliminare visto che qualsiasi possibile compratore vorrà prima conoscere il reale impatto dell’ispezione sui conti del 2025. Maggiore chiarezza che arriverà già oggi, quando il cda di Bff alzerà il velo sull’ultima pulizia chiesta a fine marzo dalla Vigilanza.

Il faro di Bankitalia

In realtà i guai dell’ex Banca Farmafactoring sono iniziati ben prima, nel 2024, quando una prima ispezione aveva portato al blocco del dividendo, poi revocato. A inizio febbraio del 2026, invece, la banca milanese ha annunciato circa 95 milioni di oneri straordinari: 72,2 milioni legati a rischi legali, in gran parte connessi a sentenze sfavorevoli, e 22,4 milioni dovuti alla revisione dei tempi di incasso degli interessi di mora, stimati ora in circa 2.400 giorni.

L’ultima stretta è arrivata solo due mesi dopo, a fine marzo, perché in una seconda ispezione sono emerse debolezze nei controlli interni e irregolarità contabili nel factoring. Così Bankitalia ha disposto l’affiancamento del cda con due commissari, Raffaele Lener e Francesco Fioretto.

Il punto critico riguarda ancora una volta la classificazione dei crediti, da cui potrebbero emergere fino a 800 milioni di nuovi past due legati agli interessi di mora e fino a 500 milioni per una lettura più restrittiva dei meccanismi di calcolo degli arretrati. In totale si arriva a 1,3 miliardi, cifra comunque incerta e che potrebbe variare.

La maxi cartolarizzazione

Per rispondere alle richieste della Vigilanza il vertice guidato da Giuseppe Sica sta valutando - con l’arranger Jp Morgan - una maxi-cartolarizzazione fino a un miliardo di attivi, operazione che potrebbe prendere forma entro il terzo trimestre e scongiurare un eventuale aumento di capitale, considerato dall’ad come l’ultima spiaggia.

Nel mentre la «gestione di Bff prosegue regolarmente e la continuità dei servizi di pagamento e di banca depositaria resta inalterata», come chiarito giovedì scorso dal responsabile della Vigilanza Giuseppe Siani in audizione davanti alla Commissione Banche del Senato. (riproduzione riservata)