BF ora è un gruppo agritech: dove va la ex Bonifiche Ferraresi che in borsa guadagna l’80% in un anno
BF ora è un gruppo agritech: dove va la ex Bonifiche Ferraresi che in borsa guadagna l’80% in un anno
La società nel nuovo assetto ha a bordo Dompé Holdings, Fondazione Enpaia e il fondo Itaca Multi Strategy. Il nodo del prezzo del gasolio e dei rincari nell’agroalimentare

di Sara Bichicchi 24/10/2026 09:00

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Tra prezzi dei fertilizzanti alle stelle, caro gasolio e aumenti diffusi dei costi di produzione e manutenzione, il settore agroalimentare non vive certo una delle fasi più serene. E il risultato sono le proteste di agricoltori e autotrasportatori che da metà ottobre sono scesi in strada con trattori e tir in numerose città del Sud Italia. Ma il contesto è teso ormai da mesi, dal momento che la maggior parte dei rincari ha avuto origine dal blocco dello Stretto di Hormuz. Da questo braccio di mare tra Iran e Oman fino a inizio anno passavano un quinto del petrolio venduto a livello globale e molti altri materiali critici e materie prime.

Lo Stretto è stato chiuso a fine febbraio con l’inizio del conflitto tra Stati Uniti e Iran che, nonostante diversi tentativi di negoziazione, continua a rendere instabile la zona. Gli effetti delle prolungate pressioni sui prezzi si trovano anche nelle pieghe del bilancio di BF, agritech quotata a Piazza Affari (+80% in 12 mesi) e attiva lungo tutta la filiera agroalimentare.

I numeri di BF

Nel primo semestre il valore della produzione di BF, gruppo sviluppatosi intorno a Bonifiche Ferraresi, ha raggiunto 1,22 miliardi di euro (+43%), spinto dal consolidamento di Martini - player industriale con oltre 100 anni di storia - che ha contribuito per 309 milioni. L’ebitda è salito a 97 milioni (+80%) e l’utile netto è balzato a 24 milioni dai 2 milioni dei primi sei mesi del 2025. L’acquisizione di Martini ha fatto lievitare anche l’indebitamento finanziario netto, pari a 565 milioni al 30 giugno contro 82 milioni di fine 2025.

Il nodo dei rincari

Tra le business unit di BF, Consorzi Agrari d’Italia (Cai) ha registrato un valore della produzione di 719 milioni, con un incremento del 3% che incorpora un primo incremento dei prezzi di fertilizzanti e carburanti. Altri rami d’azienda segnalano rincari di mangimi, mais, soia ed energia che pesano sui margini.

Inoltre, nelle ultime settimane la controllata Eurocap Petroli (Cai) ha annunciato uno sconto del 20% sul gasolio agricolo. «La promozione è valida da lunedì 5 sino al 31 ottobre, salvo ulteriori proroghe, nelle 12 regioni in cui opera Eurocap Petroli, con i suoi oltre 450 interlocutori commerciali a disposizione degli agricoltori», si legge sui canali social di Cai.

La strategia di crescita

Nel frattempo BF ha cambiato azionariato e portato avanti una serie di operazioni finanziarie con l’obiettivo di diventare un gruppo sempre più tecnologico e internazionale. A metà ottobre, per esempio, ha siglato un’intesa vincolante per comprare Diagram, azienda specializzata in soluzioni digitali per l’agricoltura con quasi 97 milioni di ricavi nel 2025. Il deal, effettuato tramite la controllata BF International (Bfi), prevede l’acquisto del 100% di Triagri (41,6% di Diagram) da Trilantic per 221 milioni e dello 0,67% da Cdp Equity, più opzioni call/put sul restante 40,9% sempre di Cdp Equity.

«La nostra strategia ha come obiettivo quello di crescere e consolidarci come gruppo agritech globale, facendo dell’innovazione il motore della crescita. Abbiamo creato in questi anni un ecosistema totalmente integrato che parte dalla gestione della terra, la ricerca scientifica e lo sviluppo di tecnologia in tre ambiti chiave: agricoltura digitale, genetica dei semi e nutraceutica animale», spiega il presidente esecutivo di BF, Federico Vecchioni. «Per competere su mercati internazionali, sempre più complessi e aggressivi, BF doveva rafforzare i core business e incrementare la propria solida dimensione finanziaria. L’obiettivo è valorizzare la terra grazie alla tecnologia per garantire sicurezza alimentare, sostenibilità e massima qualità della produzione nel mondo. Continueremo la nostra politica di espansione aggregando le aziende giuste con velocità ed efficienza».

Il nuovo azionariato

In estate BF è stata oggetto di un’offerta pubblica di acquisto (opa) da parte di Arum, che fa capo al presidente Vecchioni, e Dompé Holdings. I due veicoli insieme controllano oltre l’88% del capitale. Inoltre, i rami d’azienda dei consorzi Friuli Venezia-Giulia e Treviso-Belluno sono stati conferiti in Cai per 81,6 milioni mentre in Bfi è entrata Fondazione Enpaia con 20 milioni. A inizio ottobre il gruppo ha eseguito anche l’accordo di investimento con il fondo Itaca Multi Strategy, gestito da Miria Asset Management, che prevede la sottoscrizione di 12.571.428 azioni Bfi con un’iniezione di capitali pari a 220 milioni.

Infine, ad aprile il gruppo ha avviato il progetto BF Organic con l’obiettivo di convertire progressivamente alla produzione biologica il 100% degli ettari agricoli gestiti sia in Italia sia all’estero. La società presidiava già il mondo bio tramite Naturasì, di cui è socia dal 2023 con l’11,3% e su cui nei mesi passati si sono diffuse voci - smentite dalla stessa Naturasì - di un interesse di BF a diventare azionista di controllo. (riproduzione riservata)