Jeff Bezos minimizza i timori su una possibile bolla legata all’intelligenza artificiale e rilancia sul potenziale economico della nuova tecnologia. Durante un’intervista alla Cnbc il 20 maggio, il fondatore di Amazon ha invitato a non preoccuparsi per l’eccessiva corsa agli investimenti nel settore: «Non dovreste preoccuparvi», ha detto.
Secondo Bezos, il vero effetto dell’AI sarà un altro: «Creerà una carenza di manodopera». Una posizione controcorrente rispetto ai timori diffusi di sostituzione dei lavoratori da parte delle macchine e dell’automazione.
Nel corso dell’intervista Bezos ha affrontato anche il tema fiscale, chiedendo l’abolizione delle imposte federali sul reddito per la metà più povera della popolazione americana. «Non credo che debba essere il 3%. Credo che debba essere zero», ha dichiarato, riferendosi alla quota di entrate fiscali pagata oggi dai contribuenti meno abbienti.
Il presidente esecutivo di Amazon ha poi parlato dei progetti di Blue Origin per i data center spaziali, definendo «molto realistico» l’obiettivo di portarli in orbita terrestre bassa, anche se servirà più tempo del previsto: «Si parla di due o tre anni. È probabilmente un po’ troppo ambizioso«, ha detto.Tra gli ostacoli principali, secondo Bezos, ci sono i costi energetici, quelli dei chip e delle missioni di lancio.
A marzo Blue Origin ha presentato alla Federal Communications Commission il progetto “Project Sunrise”, che prevede l’invio di oltre 51 mila satelliti destinati a infrastrutture per data center nello spazio.
I satelliti sarebbero supportati da TeraWave, la costellazione pianificata dalla stessa Blue Origin, per la quale è già stata richiesta l’approvazione regolatoria: il dispiegamento è previsto a partire dal quarto trimestre del 2027. Bezos ha definito lo spazio una «industria gigantesca» destinata a crescere più velocemente di quanto la maggior parte delle persone pensi, citando anche i piani per una base permanente sulla Luna e per la produzione di celle solari da materiali lunari.
Bezos ha, inoltre, annunciato l’intenzione di destinare gran parte del suo patrimonio alla beneficenza nel corso della sua vita, pur rivendicando il ruolo economico delle grandi aziende tecnologiche: «L’impatto della mia società a scopo di lucro sulla società è molto più grande e crea valore».
Nel corso dell’intervista l’imprenditore non ha poi esitato a parlare anche di politica americana, definendo Donald Trump «più maturo e disciplinato» rispetto al suo primo mandato. Bezos ha spiegato di aver mantenuto rapporti istituzionali con diversi presidenti statunitensi, aggiungendo: «Ho aiutato Obama quando ho potuto, ho aiutato Biden quando ho potuto. Chiamo ancora Obama per avere consigli», ha concluso. (riproduzione riservata)