Bernardi (Illumia): niente panico sul gas, stiamo meglio che nel 2022
Bernardi (Illumia): niente panico sul gas, stiamo meglio che nel 2022
Il presidente della società del gruppo Tremagi frena gli allarmismi sui prezzi dell’energia e chiede un ripensamento sull’Ets2, la tassa sul carbonio che verrebbe estesa ai consumatori

di Angela Zoppo 05/05/2026 20:00

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Evitare gli allarmismi e concentrarsi su interventi strutturali per tenere sotto controllo i prezzi dell’energia. È la posizione di Marco Bernardi, presidente di Illumia (gruppo Tremagi).

Domanda. Il decreto bollette rischia di essere già superato dal nuovo scenario di prezzi e tensioni geopolitiche. Che lettura dà?

Risposta. Ho una visione prudente. In questa fase vedo molta agitazione, ma anche confusione tra mondo fuel, quindi petrolio, e mondo power, legato a elettricità e gas. Il primo è in una situazione di emergenza alta, il secondo, a mio parere, resta su un livello medio. I prezzi del gas sono saliti di circa il 40% rispetto al pre-crisi, ma non sono fuori controllo: dopo i picchi a 70 euro, oggi siamo intorno ai 47-48.

È una dinamica coerente con la volatilità tipica di queste fasi. La differenza rispetto al 2022 è evidente: allora c’era un problema di volumi, oggi è soprattutto di prezzo. Non vedo, allo stato attuale, un rischio di carenza di offerta.

In questo contesto, il decreto bollette mantiene una sua utilità, soprattutto per le fasce più deboli.


 

D. Operazioni come quella di Plenitude su Acea Energia riportano il tema del consolidamento. Cosa ne pensa?

R. È un tema che ritorna da anni. Ci si aspettava una concentrazione più marcata, ma gli operatori restano centinaia. Ci sono operazioni di M&A, ma isolate.

Una certa razionalizzazione sarebbe positiva, anche per il consumatore, che oggi si trova davanti a un’offerta troppo ampia. Tuttavia non vedo, al momento, un consolidamento strutturato all’orizzonte.

D. Sul fronte Ets condivide la posizione del governo?

R. Occorre una revisione. Ridurre il costo della Co2 abbasserebbe il prezzo all’ingrosso, ma il beneficio rischierebbe di essere solo parziale, perché poi rientrerebbe nelle bollette “dalla finestra”. Il nodo vero è l’Ets2: aumentare i prezzi per spingere le famiglie a investire in tecnologie ancora costose non è realistico (qui gli impatti stimati da Illumia sui consumatori).

Questa fase dimostra anche quanto restiamo dipendenti dal gas, che è fondamentale come fonte di flessibilità. Le rinnovabili sono essenziali, ma senza sistemi di accumulo adeguati non possono garantire da sole la stabilità del sistema. Serve quindi un approccio più pragmatico e meno ideologico.

D. Illumia come si sta muovendo su prezzi e offerte?

R. La risposta è prima di tutto commerciale. Continuiamo a proporre soluzioni che permettano ai clienti di stare sotto i prezzi spot, soprattutto con tariffe a prezzo fisso fino a tre anni. È chiaro che in una fase di volatilità molti operatori sono più prudenti, ma dipende dalla propensione al rischio.

La nostra lettura è che sul gas non siamo in una situazione di panico e quindi ci sono ancora le condizioni per offrire stabilità. Guardando alle curve future, questo consente di costruire prezzi medi più bassi rispetto allo spot attuale.

Se allarghiamo lo sguardo, il mercato resta l’indicatore più affidabile: il gas ha avuto un aumento significativo ma non drammatico, se pensiamo che nel 2022 si era arrivati a 340 euro/mwh, e questo non segnala criticità sistemiche.

D.Come si è chiuso il 2025?

R. I dati ufficiali usciranno a breve, ma posso dire che abbiamo raggiunto gli obiettivi: il 2025 è stato un anno intenso, abbiamo superato il miliardo di fatturato e il milione di clienti. Sul fronte strategico lanceremo entro l’anno una nuova iniziativa nei servizi meteorologici, un ambito sempre più rilevante in un sistema dominato dalle rinnovabili. 

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