La liquidità della Berkshire Hathaway raggiunge un nuovo record nel primo trimestre del 2026, toccando quota 397,4 miliardi di dollari, mentre il nuovo amministratore delegato, Greg Abel (63 anni), ha mantenuto invariata la storica prudenza della holding di Omaha verso le criptovalute, in particolare il bitcoin.
Si tratta della prima trimestrale pubblicata dopo il passaggio di consegne da Warren Buffett (95 anni) ad Abel, avvenuto all’inizio del 2026. E il messaggio agli investitori appare in continuità con la gestione precedente: forte disciplina sul capitale, accumulo di liquidità e nessuna esposizione agli asset digitali.
Nel periodo, Berkshire ha registrato un utile operativo in aumento del 18%, a 11,35 miliardi di dollari, sostenuto soprattutto dal business assicurativo, che ha registrato un incremento del 28,5% a 1,72 miliardi. L’utile netto è più che raddoppiato a 10,1 miliardi di dollari.
Anche nel primo trimestre 2026 il conglomerato si è confermato venditore di azioni, con disinvestimenti per 24,1 miliardi di dollari a fronte di acquisti pari a 16 miliardi. Mentre i buyback di azioni sono stati pari a 235 milioni di dollari, segnando il primo intervento significativo sul capitale proprio dopo quasi due anni di pausa. Nonostante l’ampia liquidità disponibile, nessuna allocazione è stata destinata a bitcoin, Etf sulla criptovaluta o altri asset digitali.
La linea resta, quindi, coerente con la tradizionale impostazione del gruppo. Buffett aveva definito il bitcoin «veleno per topi al quadrato» già nel 2018, ribadendo nel 2022 la totale assenza di interesse per la criptovaluta. Pur non avendo mai espresso pubblicamente una posizione sulle crypto, Abel ha mantenuto una strategia di allocazione del capitale che non mostra discontinuità rispetto al passato, la preferenza va ad asset liquidi e ai titoli di Stato Usa, in un contesto di elevata incertezza macroeconomica.
Proprio per questo Abel ha rassicurato gli azionisti che investirà con saggezza l'enorme liquidità della Berkshire e che valuterà le opportunità di ampliare il portafoglio della holding sia che si tratti di acquisire società quotate o private sia che si tratti di una singola quota di una società.
Poi in linea con Buffett ha affermato che vorrebbe mantenere gli investimenti «per sempre» e non lanciarsi in nulla senza comprenderne le prospettive economiche e i rischi. In quest’ottica è importante «dire no» se un investimento non sembrava corretto.
Da parte sua, Buffett, ancora presidente della società, ha assicurato che «Greg sta facendo tutto quello che ho fatto io e anche di più» e ha elogiato Apple, uno degli investimenti di maggior successo della Berkshire, e il suo amministratore delegato uscente, Tim Cook. Il prezzo del titolo Berkshire, in calo del 5,9% da inizio 2026, riflette la decisione di Abel e Buffett di non impiegare frettolosamente la liquidità del gruppo.
L’oracolo di Omaha prese il controllo della Berkshire Hathaway nel 1965. Nei decenni successivi, l’azienda si è trasformata da una piccola fabbrica tessile in un conglomerato multinazionale con filiali nei settori assicurativo, retail, utility, manifatturiero e trasporto ferroviario merci.
Sotto la guida di Buffett, le azioni di Classe A di Berkshire sono aumentate del 6.100.000%, mentre l’S&P 500 ha reso il 46.100%. Tuttavia, Buffett si è dimesso dal ruolo di ceo nel dicembre del 2025, passando il testimone ad Abel, che in precedenza era ceo di Berkshire Hathaway Energy.
Per decenni gli investitori hanno osservato attentamente il portafoglio della Berkshire (vale attualmente 327 miliardi di dollari, una parte significativa della capitalizzazione di mercato di 1.000 miliardi) per capire quali titoli Buffett stesse comprando e vendendo. Curiosamente, è stato un venditore netto di azioni negli ultimi 13 trimestri del suo mandato come ceo, il che significa che il valore delle vendite ha superato quello degli acquisti in ogni trimestre dall’inizio dell’attuale mercato rialzista nel quarto trimestre del 2022.
Questo trend è continuato sotto Abel. Ma il vero segnale di allarme per gli analisti riguarda la posizione record di liquidità: 397 miliardi di dollari, segno che ha venduto più di quanto acquistato nonostante l’ampia disponibilità di capitale. La spiegazione più logica, sottolineano gli analisti di Motley fool, è che Abel (insieme al gestore degli investimenti Ted Weschler) abbia avuto difficoltà a trovare titoli con valutazioni interessanti nell’attuale contesto di mercato. Infatti l’S&P 500 è attualmente sui massimi storici e non era così caro dai tempi della bolla dot-com del 2000. Ora scambia a un rapporto prezzo/utili aggiustati per l'inflazione degli ultimi 10 anni (Cape) pari a 40,1, un livello molto elevato. In effetti, questo indicatore non superava quota 40 dai tempi del crollo della bolla dot-com nel settembre 2000.
Sebbene le metriche di valutazione siano spesso poco affidabili per prevedere i rendimenti a breve termine, il Cape si è dimostrato utile per stimare l’andamento a lungo termine del mercato azionario. Ecco i rendimenti medi dell’S&P 500 dopo un Cape superiore a 40: 1 anno: -3%; 2 anni: -19% e 3 anni: -30%. Un contesto preoccupante per gli investitori. «Se i rendimenti futuri seguiranno quelli passati, l’indice potrebbe scendere del 3% entro maggio 2027, del 19% entro maggio 2028 e del 30% entro maggio 2029. Naturalmente, le performance passate non garantiscono risultati futuri», precisano gli esperti di Motley Fool.
Il Cape considera solo gli utili passati corretti per l’inflazione, ma i margini di profitto potrebbero aumentare grazie all’intelligenza artificiale, che potrebbe migliorare la produttività. In tal caso, gli utili potrebbero crescere abbastanza rapidamente da sostenere ulteriori rialzi dell’S&P 500 mentre il Cape si riduce su livelli più sostenibili. Tuttavia, le azioni restano costose rispetto ai multpli storici e la situazione è resa più complessa dall’incertezza legata alla guerra tra Stati Uniti e l’Iran. (riproduzione riservata)