Beretta Holding accelera su Sturm Ruger e alza il livello dello scontro tra i due storici produttori di armi. Il gruppo lussemburghese, controllato dalla famiglia Gussalli Beretta, punta ad aumentare la propria partecipazione nella società statunitense fino al 30%, partendo dal 10% che lo rende già primo azionista.
Secondo il Financial Times Beretta Holding ha comunicato al cda di Ruger l’intenzione di lanciare un’opa a Wall Street per un ulteriore 20% del capitale, a 44,80 dollari per azione. Il prezzo incorpora un premio del 10% rispetto alla chiusura del 24 marzo e del 20% rispetto agli ultimi sei mesi.
L’operazione segna un ulteriore sviluppo nella contesa in corso tra i due gruppi. Nella lettera inviata al board Pietro Gussalli Beretta ha scritto che «la pazienza di Beretta Holding è finita». La società sostiene di non avere alternative dopo lo stop dei colloqui e ha deciso di rivolgersi direttamente agli azionisti di Sturm Ruger per salire nel capitale e allineare i progetti industriali delle due aziende.
Beretta Holding è specializzata nelle armi, nelle munizioni e nell’ottica. È attiva in tutto il mondo e ha un fatturato concentrato in Europa (50%) e negli Usa (40%). La società americana, invece, produce solo armi ed è presente unicamente negli Stati Uniti. Quindi il valore industriale dell’operazione sarebbe di rilievo con robuste sinergie.
L’altra richiesta fatta da Beretta Holding a Sturm Ruger è di abbandonare la strategia di difesa contro le acquisizioni ostili (poison pill) adottata a ottobre, cioè dopo che l’azienda lussemburghese aveva reso pubblica la sua quota. Il gruppo ha chiesto una risposta formale entro fine mese. Il confronto si inserisce in un contesto già teso perché Beretta Holding ha già avviato una battaglia per nominare quattro consiglieri su nove: l’obiettivo è spingere gli americani a valutare partnership strategiche.
Ma Sturm Ruger ha respinto l’iniziativa, definendola una «scalata strisciante» e accusando il socio di non aver negoziato in buona fede. Il board dell’impresa statunitense si è difeso e ha criticato il principale azionista per le sue mosse aggressive e potenzialmente dannose per gli altri investitori. Sturm Ruger ha denunciato anche pressioni e minacce.
Beretta Holding nel 2024 ha registrato circa 1,7 miliardi di ricavi e nega di puntare al controllo. Il gruppo lussemburghese si dice ancora disponibile al dialogo e sottolinea una limitata sovrapposizione industriale con gli americani. Sturm Ruger attraversa invece una fase complessa perché il titolo ha perso più della metà del valore dai massimi del 2021 e capitalizza circa 650 milioni di dollari. (riproduzione riservata)