Taglio delle accise, finisce lo sconto: in arrivo la stangata sul pieno. Il governo cerca fondi e spunta la tassa Ue
Taglio delle accise, finisce lo sconto: in arrivo la stangata sul pieno. Il governo cerca fondi e spunta la tassa Ue
La mini-proroga sul taglio delle accise durerà solo fino a mercoledì 26, poi fare un pieno al gasolio costerà 8,5 euro in più. Servono risorse a tre cifre per rinnovare lo sconto. In Ue sei Paesi spingono per una tassa sui maxi-profitti petroliferi

di Anna Di Rocco 24/08/2026 10:25

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Una proroga di due giorni. Poi, salvo un Consiglio dei ministri dell’ultimo minuto, il prezzo del diesel tornerà a essere decisamente più caro: circa 8 euro e mezzo in più per un pieno di 50 litri. Questo perché il governo – attraverso un decreto ministeriale firmato dai ministri Giancarlo Giorgetti e Gilberto Pichetto Fratin – ha prorogato «per il periodo dal 25 al 26 agosto 2026» il taglio di 14 centesimi al litro dell’accisa sul gasolio. 

Sebbene la mini-proroga non sia ancora entrata in vigore, è già iniziato il conto alla rovescia per il post-sconto, con la fine del taglio delle accise che rischia di impattare il contro-esodo estivo di centinaia di italiani che tra il 29 e il 30 agosto faranno ritorno a casa dalle vacanze (per il weekend è già previsto bollino rosso). Il governo è al lavoro per capire cosa fare quando finirà la proroga, ma le certezze sono poche, proprio come le coperture a disposizione. 

Tra autotrasportatori e contro-esodo: le misure allo studio del governo

Le linee che emergono in queste ore sono due, da una parte trovare i fondi per rinnovare il taglio delle accise fino al 5-6 settembre (con un provvedimento che riduca i prezzi sia per gasolio sia per diesel), dall’altra quella di garantire aiuti concreti agli autotrasportatori ed evitare che i rincari alla pompa vengano trasferiti direttamente ai consumatori. Secondo le rilevazioni del ministero delle Imprese, lunedì 24 agosto il prezzo medio dei carburanti in modalità «self service» lungo la rete autostradale è di 2,088 euro al litro per la benzina e 2,204 euro per il gasolio.

In mancanza di una posizione ufficiale da parte dell’esecutivo, si ipotizza che venga varato un nuovo provvedimento a valere da giovedì 27. Ma il nodo restano sempre le coperture: i due giorni di coperture in più sono stati garantiti grazie al meccanismo della cosiddetta «accisa mobile», sono cioè finanziati con «quota parte, pari a 20,8 milioni di euro, del maggior gettito conseguito nel periodo dal primo al 31 luglio 2026» grazie all’Iva sui prezzi in aumento. 

Per finanziare una proroga più lunga, a partire dal 27 agosto, servirà una copertura a tre cifre che probabilmente non verrà dall’extragettito (insufficiente allo scopo) ma da altre misure che il governo dovrà reperire – e poi approvare con decreto legge da sottoporre al Cdm. L’ultimo taglio delle accise (quello del 4 agosto) fu coperto con 190 milioni, reperiti principalmente dai tagli alle spese ministeriali. 

La proposta europea per tassare le società energertiche 

Nel frattempo è tornata al centro del dibattito l’ipotesi di una tassa comunitaria sugli «extraprofitti» delle società petrolifere, che stanno registrando guadagni particolarmente elevati. La logica è quella di destinare le maggiori entrate delle società per finanziare interventi a sostegno di famiglie e aziende, ancora alle prese con l’aumento dei costi dell’energia.  

La novità sulla proposta, in realtà, è minima. La lettera con cui cinque Paesi, Italia compresa, avevano rilanciato l’ipotesi risale infatti ad aprile. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, a quel gruppo si è aggiunta ora la Polonia, riportando il tema sul tavolo europeo, ma non è stata sottoscritta alcuna nuova lettera. La questione potrebbe essere discussa al prossimo Ecofin, dove i ministri delle Finanze dei Paesi Ue torneranno a confrontarsi sulle possibili misure per contenere l’impatto del caro-energia.

L'ipotesi è stata poi rilanciata dai presidenti dei gruppi parlamentari del Pd al Senato e alla Camera, Francesco Boccia e Chiara Braga, e dal capo delegazione Pd a Bruxelles, Nicola Zingaretti. «Introdurre subito una tassa sugli extra-profitti delle società energetiche, utilizzare il meccanismo delle accise mobili e, soprattutto, presentare una strategia complessiva per ridurre il costo dell’energia», hanno dichiarato. (riproduzione riservata)