La holding della famiglia Benetton si prepara all’uscita di uno dei rami fondatori con una maxi-liquidazione da 3,5 miliardi di euro. È questo il futuro che si delinea per la holding Edizione, a capo di un impero da 14 miliardi di valore che va dal business delle concessioni autostradali e aeroportuali (Mundys) al travel retail (Avolta) e dall’asset management (21 Next) all’abbigliamento (Benetton Group), fino all’agricoltura (Maccarese) e alla finanza (Generali, Montepaschi e Cellnex).
Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, tutto il 25% del ramo di Giuliana Benetton, che con i fratelli Luciano, Gilberto e Carlo diede vita al gruppo dei maglioncini colorati, potrebbe uscire dalla cassaforte di Ponzano Veneto guidata dal duo Alessandro Benetton (presidente) ed Enrico Laghi (amministratore delegato).
L’intenzione non sarebbe solo di Giuliana (che vive ormai a Marbella e ha affidato una procura generale data al commercialista trevigiano Sante Casonato) e dei suoi due figli più piccolì, ovvero Carlo e Daniela Bertagnin Benetton: ora anche le figlie maggiori Franca e Paola vogliono perseguire la stessa strada della liquidazione delle quote in Edizione, di cui Giuliana ha l’usufrutto e i suoi figli la nuda proprietà.
Il fatto che tutto il ramo famigliare di Giuliana voglia monetizzare la quota in Edizione impatterà più significativamente di quanto inizialmente previsto sulla cassaforte di famiglia,
Nella quale invece si sono impegnati a rimanere gli altri tre rami.
Come è strutturato il ramo Giuliana? Dopo un riassetto avvenuto nel 2021, oggi esistono quattro veicoli assegnati ciascuno a ogni figlio, ognuno dei quali detiene il 5% di Edizione: Paola è titolare di Evoluzione 1, Franca di Evoluzione 2, Daniela di Evoluzione 4 e Carlo di Evoluzione 11. Di questi veicoli Giuliana ha l’usufrutto sul 60%. In più ogni figlio ha personalmente la nuda proprietà di un ulteriore 1,25% di Edizione, con usufrutto sempre alla madre Giuliana.
Grazie alla forte salita del nav di Edizione degli ultimi anni, ogni pacchetto di quote in mano ai figli di Giuliana vale circa 875 milioni di euro. Da qui il tema della maxi-liquidazione: se uscissero tutti per il totale delle quote, la holding dovrebbe mettere sul piatto 3,5 miliardi, una cifra ben più alta dei 2 miliardi ipotizzati quando solo in due sembravano volessero uscire.
Le parti stanno discutendo sulle modalità della liquidazione.
C’è tempo fino a dopo l’estate. Dopo il cambio nel 2022 dello statuto della holding che ne ha modificato la governance portando al vertice il secondogenito di Luciano Benetton, Alessandro, c’è un’unica finestra stabilita per il recesso: dal primo luglio fino al 31 ottobre del 2026.
Lo schema prevede una liquidazione in forma mista: la parte preponderante attraverso distribuzione delle quote in Generali, Mps e Cellnex, che complessivamente valgono più di 5,5 miliardi.
Perché questi titoli? Perché non fanno parte delle partecipazioni core di Edizione, che sono Mundys (da cui arriva il grosso del nav), Avolta e Benetton Group: pur pesando ormai meno dell’1% del valore della holding, il business dell’abbigliamento è quello da cui è nata tutta la diversificazione finanziaria della famiglia, e quindi è core per definizione. La restante parte sarà corrisposta in contante, operazione che frutterà parcelle milionarie ai consulenti, Casonato in primis. (riproduzione riservata)