Benetton, in uno dei rami la famiglia dei maglioncini colorati litiga su 20 milioni di dividendi e finisce in tribunale
Benetton, in uno dei rami la famiglia dei maglioncini colorati litiga su 20 milioni di dividendi e finisce in tribunale
Altri dissidi generazionali in una delle holding famigliari cui fa capo Edizione. Ecco chi si scontra in una causa civile su distribuzioni di riserve da 20 milioni di euro

di di Andrea Deugeni 15/05/2026 23:30

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Come accade spesso, anche nelle migliori famiglie si litiga. E in casa Benetton la gestione delle holding dei quattro rami sopra a Edizione, corazzata da oltre 13 miliardi di euro di net asset value (nav), è finita nuovamente al centro della disputa fra la prima e la seconda generazione della dinastia veneta dei maglioncini colorati. Solamente che questa volta secondo quanto Milano Finanza è in grado di rivelare, a differenza del recesso parziale da 250 milioni di euro esercitato lo scorso anno da Rocco Benetton dalla cassaforte del ramo Luciano, Ricerca, lo scontro è esondato nelle aule del tribunale. Fra lodo arbitrale e appello, si litiga da oltre tre anni e mezzo. E sembra non esser finita.

Il dissidio tra Giuliana e Franca Bertagnin Benetton

Il dissidio è quello – cominciato nelle assemblee di famiglia e finito prima davanti agli arbitri per poi approdare in secondo grado alla Corte d’Appello di Venezia – tra Giuliana Benetton e la figlia Franca Bertagnin Benetton. La prima, di ottantotto anni (vive ormai a Marbella in Spagna), è una delle quattro figure storiche della dinastia Benetton e cofondatrice, insieme ai fratelli Luciano, Gilberto e Carlo, del gruppo tessile nato a Treviso negli anni Sessanta. È considerata l’anima creativa della famiglia.

Fu lei a sviluppare le prime collezioni di maglieria colorata (partendo da un maglioncino giallo fatto a mano come regalo per il fratello Luciano) che avrebbero reso iconico in tutto il mondo il marchio di Ponzano Veneto.

Franca è invece la 57enne secondogenita di Giuliana che, come il presidente di Edizione Alessandro Benetton, è laureata alla Boston University, master Mba alla prestigiosa Harvard e in passato per lungo tempo ha fatto parte anche del consiglio di Edizione come figura di sintesi del proprio ramo familiare. È stata seduta in vari board delle società della galassia Benetton, da Autogrill a Telepass. Il testimone del suo ruolo di raccordo nella cassaforte di tutta la famiglia veneta è stato poi assunto nel 2022 dal fratello Carlo, di tre anni più giovane.

Evoluzione 2: il teatro dello scontro familiare

Il teatro dello scontro è Evoluzione 2, una delle società nate nel 2021 dalla spartizione degli asset familiari del ramo di Giuliana racchiusi nella cassaforte Evoluzione, una volta detentrice - come gli altri discendenti della dinastia – del 20% della cassaforte Edizione. L’altro 20% complessivo era in capo personalmente ai quattro padri fondatori.

L’idea iniziale era semplice: preparare il passaggio generazionale e dare ai figli maggiore autonomia imprenditoriale. Oltre a Franca ci sono la primogenita Paola a cui è andato il veicolo Evoluzione 1, Daniela (Evoluzione 4) e Carlo (Evoluzione 11), tutti nati dal matrimonio di Giuliana con l’imprenditore trevigiano Fioravante Bertagnin. Ogni scatola ha ricevuto così il 5% di Edizione.

Il meccanismo escogitato per il trasferimento del testimone però conteneva una miccia pronta ad accendersi. Miccia che in casa Evoluzione 2 si è puntualmente innescata. Franca, come gli altri fratelli, ha avuto la nuda proprietà del 60% della propria holding. L’usufrutto e il relativo diritto di voto sono però rimasti in capo alla madre Giuliana.

La disputa sui dividendi e l'autonomia societaria

Secondo quanto ricostruito, la rottura è arrivata nel 2022, quando Evoluzione 2 ha approvato due distribuzioni di riserve da 10 milioni di euro ciascuna. In totale, 20 milioni in uscita dalla holding, da destinare per il 60% all’usufruttuaria Giuliana Benetton e per il 40% a Franca, a cui però l’operazione non è andata giù. Bene inteso, sono tutti soldi rinvenienti da utili maturati pre-scissione fra il 2007 e il 2017, realizzati in gran parte grazie ai ricchi dividendi di Edizione. Ma la rampolla sostiene che quei soldi sottraggano risorse allo sviluppo della sua società e ne riducano l’autonomia futura.

Dietro la disputa tecnica sui dividendi si è consumato in realtà uno scontro «politico»: chi decide davvero il destino del patrimonio familiare? La madre che mantiene il controllo attraverso l’usufrutto o la figlia che dovrebbe rappresentare il nuovo corso?

Così sfruttando una clausola compromissoria contenuto nell’articolo 26 dello statuto di Evoluzione 2, a fine 2022 Franca ha portato tutto davanti a un collegio arbitrale composto da Lorenzo Stanghellini, Paolo Bastia e Danilo Galletti accusando la madre di aver esercitato il voto in modo abusivo e contrario agli interessi della società.

A dicembre 2023 gli arbitri, in parte, le hanno dato ragione: salvano la prima distribuzione, ma annullano la seconda tranche da 10 milioni, ritenendo che abbia inciso troppo sulla capacità futura di investimento della holding.

La sentenza della Corte d'Appello di Venezia

Ma, dopo quasi due anni di causa civile, l’appello ha ribaltato tutto. In una sentenza datata 5 marzo 2026 la Corte d’Appello di Venezia ha smontato il lodo arbitrale, ristabilendo la validità anche della seconda delibera.

Il principio fissato dai giudici è netto: l’usufruttuario può perfino votare contro gli interessi del nudo proprietario, ma questo non invalida automaticamente le decisioni societarie. Semmai apre la porta a richieste di risarcimento o alla cessazione dell’usufrutto, strada comunque di difficile percorrenza. Tradotto: Giuliana Benetton poteva farlo. E le delibere di Evoluzione 2 restano valide. Così Franca Bertagnin Benetton è uscita sconfitta dal contenzioso con la madre ed è stata anche condannata a rifondere le spese legali. Tutto finito? Per il momento sì, ma a Treviso non si escludono altre sorprese. (riproduzione riservata)